Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Israele-3"

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Come si può apprezzare, v'é una sostanziale equivalenza tra le Saar I-III e le 'Combattante II francesi (47 m e 275 t) con gli stessi motori, mentre le 'Reshef' sono analoghe alle Combattante III (56,15 m, 425 t p.c., 15.000 hp). Solo le 'Alia' o Alya' o anche Saar 4,5 sono un tipo originale, anche se in definitiva largamente basato sulle 'Reshef', almeno come apparato motore.
 
Le navi israeliane hanno avuto diverse armi di tipo nazionale. Una è stata, indubbiamente quella di maggior prestigio, il sistema Gabriel. Esso venne sviluppato già del '62, e pur essendo decisamente semplice, fece in tempo a partecipare alla guerra del Kippur, dove dozzine di essi distrussero varie navi arabe e anche diversi mercantili neutrali. Questo missile, dall'aria tozza, con due coppie di impennaggi cruciformi rettangolari, di cui quelli posteriori più piccoli, era priva di alette ripiegabili e così si rendeva necessario usare lanciatori di vetroresina singoli, di forma piuttosto irregolare e sfaccettata, e in questo, piuttosto simili ai Penguin norvegesi, anche come massa e prestazioni. Questi ordigni erano utilizzabili anche da autocarri per la difesa costiera. La versione Mk I aveva radar altimetro e autopilota, con crociera all'elevata quota di 100 metri sul mare, però vicino al bersaglio scendeva a soli 20 metri. Ad appena 1-2 km entrava in azione il sistema di guida, basato su di un radar illuminatore posto sulla nave lanciatrice in banda I. Anche per questo era necessario accendere il sistema solo all'ultimo, data la possibilità di essere soggetti al jamming. Del resto è lo stesso sistema usato dai missili Sea Skua, mentre i Penguin ricorrono ad un sistema autonomo a guida IR. Erano disponibili anche comandi radio per la guida elettro-ottica o uno di controllo da parte del radar cercatore, che insegue e comanda il missile durante il volo. Nell'insieme il Gabriel non era certo, nella sua forma iniziale, un'arma sofisticata: piuttosto lento, con una gittata pari a circa la metà di quella delle armi sovietiche. Eppure ebbe successo e forse in nessun campo come nel settore navale, specie con la battaglia di Lakatia, Israele ottenne una superiorità tanto schiacciante nella guerra del Kippur. A dire il vero, per converso, c'éè da dire che proprio nel settore navale Israele appariva decisamente inferiore alle marine arabe, sopratutto a quella egiziana.
 
Il Gabriel Mk II era simile al precedente, introdotto attorno all'inizio degli anni '80, mentre grossomodo nello stesso tempo arrivò anche l'Harpoon, di maggiore portata, ma nondimeno più compatto grazie alle alette ripiegabili; nel mentre il Gabriel Mk III otteneva finalmente un radar di ricerca attivo in banda I e la possibilità sia di essere usato in modalità fire and forget che fire and update con un apposito datalink (inesistente sul pur più grosso Harpoon). Dal Gabriel Mk III venne estrapolata anche una coppia di versioni aria-superficie, le A/S e A/S ER (quest'ultima con motore a razzo allungato). Sono usati da aerei come i Phantom e i pattugliatori Sea Scan.
 
 
E infine le Sa'ar 5, corvette vere e proprie nate dalla naturale crescita degli scafi per via delle specifiche sempre più esigenti della Marina. Questa, che uscì dall'era delle grandi navi dopo il disastro dell'Eilat, nell'ottobre 1967, c'éè ritornata col tempo dalla finestra, con un programma nato fin dal 1979, data alla quale venne completato il primo documento in merito, promosso dall'allora ammiraglio Zeev Almog, nonostante lo scetticismo di altri dell'S.M. e persino di ufficiali della Marina in pensione. Le perplessità erano molte, ma avere una vera corvetta capace di operare in alto mare, sarebbe stato parimenti interessante. E per il finanziamento, esso sarebbe stato passato dagli USA con il 'Fondo annuale di aiuti militari'. Ma che tipo di navi realizzare, 3-4 corvette da 1.200 t o una decina da 400-500 t? Si discusse animatamente su cosa fare e in generale, su cosa sarebbe stato necessario per la Marina nel futuro. Alla fine, nel 1984, venne dato l'OK per la costruzione della nuova classe, il cui progetto sarebbe stato curato dalla società J.J. McCullen Associated con un contratto da 10 mln di $. Essa sarebbe stata prodotta dai cantieri israeliani. Serviva una nave capace di stare in mare circa 4 settimane e imbarcare gli elicotteri Dauphin, con un sistema di difesa aerea capace di affrontare minacce aeree sofisticate, dato che gli aerei sono una minaccia pericolosissima per le piccole navi d'attacco (come dimostrato da diversi scontri navali nel Golfo Persico). Ma i problemi non finirono qui, le apparecchiature disponibili negli USA erano per lo più destinate a navi di grosse dimensioni. Come per le utilitarie, invece, latitavano sistemi di categoria e peso inferiori, abbondanti invece in Europa, dove eran abituati a costruire navi ben più piccole. Quindi si cercò qui molti subsistemi, perché discostarsi dalle 1.250 t nominali avrebbe potuto essere pericoloso per le critiche contro il progetto, già difficilmente sopite. Il numero degli uomini d'equipaggio doveva essere ridotto, dato il rischio di subire perdite elevate con una sola nave colpita, come nel caso del caccia Eilat (classe Z, 4 pezzi da 114 mm, affondato con 47 morti e 91 feriti a bordo). Così si previdero solo 50 uomini d'equipaggio. La capacità di sopravvivenza doveva essere in ogni caso elevatissima, grazie anche all'aiuto dell'USN che all'epoca stava progettando i 'Burke'. Vennero scelte vernici e sistemi di riduzione dell'impronta radar e acustica adatte. Alla fine di tanti dibattiti, vennero realizzate le corvette richieste, ma certo non senza pagare il prezzo di tanta qualità e compattezza, ben 200 mln di dollari l'una. Il sistema di combattimento venne progettato alla Rockwell International, con un team israeliano, come già alla McMullen. Le 'Sa'ar 5' hanno avuto vari accorgimenti stealth: sistema canadese Prairie Masker a 'bollicine d'aria' contro i sonar e l'irradiazione del rumore, sistema pure canadese Davis per ridurre la segnatura IR con l'uso dell'aria presa dall'esterno e mischiata agli scarichi. Le sovrastrutture sono in due parti, poste sopra una tuga, con il fumaiolo e il sistema di raffreddamento in mezzo. Entrambe hanno sovrastrutture tronco-piramidali, con parecchi elementi, però, che hanno tale struttura 'inversa' ovvero con le pareti più larghe verso l'altro. Anche la tuga anteriore, dove c'éè il Phalanx, è tronco-piramidale inversa. Nel 1989 venne firmato il contratto, che venne approvato da Rabin, anche se, al posto delle 4 navi che si volevano, se ne approvarono solo 3, più però 2 sommergibili tedeschi. Nel maggio di quell'anno venne scelta, anziché i cantieri nazionali, la Ingalls Shipbuilding della Litton, in Missisippi, contro offerte poste da 8 proponenti, e il varo dell'EILAT si ebbe il 9 febbraio 1993.
 
Dotate di due diesel MTU e una turbina LM2500, esse hanno propulsione CODOG, la più efficiente: diesel per la crociera, turbine per la massima velocità, rispettivamente 17-20 nodi e 34. Molti i sistemi stranieri, come quello canadese per il controllo della piattaforma, ma quello da combattimento è stato realizzato da un consorsio di IAI, Tadiran e Elbit, mentre l'MBT della IAI ha avuto responsabilità nell'armamento vero e proprio. La sola centrale operativa ha ben 17 consolle multifunzione a colori, una ogni 4 marinai a bordo. Esiste un sistema SDB-2 per la distrubuzione dati, l'ICS-2 per le comunicazioni con numerosi canali HF-UHF, radar ADMR della versione 3D, generatore di rumori ATC-1 antisiluro rimorchiato (standard su molte navi israeliane), lanciatori di chaff a 72 cartucce, sistema elettro-ottico MSIS, già usato sulle Saar 4.5 e DVORA, che ha laser, IR e CCD. Non mancano un sistema COMINT-DF della Tadiran, capace di analizzare una banda di 20-500 MHz, controllando circa 1.000 canali al secondo. L'ECM della Elisra e Rafael, ha due trasmettitori con antenne a schiera, non stabilizzati, con settore di copertura di 180°. Il tutto deriva dal precedente RAN-1010. Questa è la componente della Rafael, ma la Elisra ha fornito l'apparato NS-9003. Il sistema ESM ha una copertura di 2-18 GHz. Infine il sonare EDO americano, leggero, è presente nel tipo 796<ref>Sadeh, Sharon: ''Le Corvette Sa'ar 5'', RID ott 19953</ref>.
 
 
== Note ==
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