Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-133"

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Ironicamente, il programma iniziò nel 1965, quando la guerra in Vietnam era appena cominciata. Eppure, la prima bomba nel SE asiatico non venne usata fino al 12 maggio 1968 non fu prima del 1971 con l'operazione 'Steel Tiger' sul Laos che vennero utilizzate dai Phantom D, quando oramai la guerra in Vietnam era chiaramente persa. Vennero poi utilizzati nel marzo 1972 per colpire i cannoni M46 utilizzati dai nordvietnamiti nella Piana delle Giare, e poi contro le forze vietnamite che irruppero quell'anno durante l'Invasione di Pasqua. Queste bombe vennero utilizzate per distruggere postazioni d'artiglieria, per eliminare anche carri armati grazie alla collaborazione con gli OV-10 Bronco del programma 'Pave Nail'. A parte questo, il loro impiego divenne presto strategico. Il principale utente era il 4 TFW, già noto come 'Branco di lupi distruttori di MiG' avendone abbattuti, durante la campagna Rolling Thunder, più di ogni altra unità dell'USAF, e da allora noto piuttosto come 'Distruttori di ponti'. Il Thanh Hoa, ovvero le 'fauci del Drago', era un ponte strategico in cemento, destinato al traffico su rotaia. Esso era stato attaccato con quasi 1.000 sortite da caccia americani negli anni precedenti, durante la campagna Rolling Thunder. Missili Bullpup e bombe da 340 kg vennero ampiamente utilizzate, ma causarono solo danni superficiali. Non era facile abbattere un ponte dalla bassa struttura, che si ergeva sopra un fiume, era lungo 165 m e largo 17, con piloni di cemento di dodici metri di diametro. Era chiaramente un osso duro, e per danneggiarlo durante la campagna di cui sopra, arrestatasi dopo il '68 (di fatto, nonostante la guerra in Vietnam durò ufficialmente 10 anni, i combattimenti più accaniti si verificarono nel periodo 1965-68, fino a che con l'invasione del Tet gli americani cominciarono a considerare di non poter vincere la guerra e iniziarono il disimpegno), andarono persi 84 aerei.
[[Immagine:Paveway ILA06.JPG|250px|left|thumb|]]
Stavolta con le LGB e EOGB le cose andarono diversamente: i vietnamiti erano armati pesantemente, ma i Phantom stettero a distanza: un primo attacco con 8 aerei e altri 4 che stesero in avanti una cortina di chaff per limitare la pericolosità dei SAM si risolse con gravi danni il 27 aprile, pur dovendo usare solo le EOGB ovvero le armi a guida TV, simili alle Walleye perché la nuvolosità impediva la designazione continua con i laser. Per causare danni irreversibili un altro attacco venne portato il 13 maggio e distrusse la campata occidentale del ponte, utilizzando anche diverse LGB da 1.361 kg. Nessun aereo dei 14 partecipanti venne danneggiato, in grande contrasto con quello che avveniva in precedenza. Altre decine di ponti sarebbero stati distrutti o danneggiati in seguito, nell'arco dell'operazione Linebacker I.In tutto le 25.000 bombe 'Paveway' in vari formati che vennero lanciate distrussero o colpirono, pare, ben 18.000 obiettivi. Benché il costo fosse decine di volte superiore a quello di una bomba normale, una LGB aveva un'efficacia molto superiore e rendeva possibile attacchi di precisione da quote e distanze prima impossibili. Un obiettivo tipico richiedeva mediamente 209 bombe aeree sganciate manualmente, oppure 40 con l'ausilio del computer balistico. Ma appena 1,4 se queste erano a guida laser. Come si vede, c'éè di che discutere su questi dati: se le bombe tirate da piattaforme non sofisticate erano 'no match', il costo delle armi guidate era tale da superare i benefici quando c'era il confronto con le munizioni non guidate, ma tirate da piattaforme capaci. In altri termini, il rapporto era di circa 25:1 anziché 50-100, come necessario per accordarsi con la differenza di costo tra una normale bomba serie 80 e un derivato laser. Ma i rischi corsi erano molto minori e salvare un aereo e il suo equipaggio valeva molto di più del costo teorico delle armi usate. Ovviamente c'erano dei limiti: le LGB erano utili quando le difese erano pericolose, e-o gli obiettivi richiedevano colpi in pieno. Altrimenti, le normali armi aria-superficie erano più che sufficienti per la maggior parte dei casi.
 
Le Paveway utilizzate inizialmente dovevano essere utilizzate ad alta quota, il che non era sempre tatticamente consigliabile. I kit Paveway vennero prodotti, nella sola versione I, in ben 56.501 esemplari, con le versioni GBU-12, 10 e 11 per armi rispettivamente da 240, 907 e 1.361 kg. Questa modifica di bombe non guidate costava 6.000 dollari al kit (poco con l'ottica odierna, ma non erano così allora, quando un caccia Phantom costava a sua volta un paio di milioni di dollari, qualche centinaio di volte tanto: come se adesso una bomba laser costasse diciamo 200.000$). Il lancio avveniva secondo una tecnica precisa, ma non sempre usata in tale forma: picchiare leggermente a 30° di inclinazione, rilascio da 5.000 m di quota e 5 km dalla verticale dell'obiettivo 'vittima' (è il caso di dirlo, data la percentuale di colpi a segno). L'illuminazione era fondamentale per far capire alla bomba (che non vedeva direttamente il bersaglio, ma solo la luce laser riflessa) dove colpire, differentemente dalle EOGB che invece sono armi a guida ottica e con acquisizione del bersaglio autonoma. Il pod usato per la designazione era l'AVQ-9 Pave Spike della Martin Marietta, installato su di un altro aereo o sullo stesso che tirava le bombe.
Le munizioni sono più economiche rispetto alle bombe LGB (kit di guida circa 20.000 dollari contro i 100.000 delle LGB). Sommando la semplicità di costruzione con tanto di kit (prodotti oltretutto da una una fabbrica molto piccola, con solo alcune decine di dipendenti), capacità ognitempo, elevata precisione, potenza distruttiva.
 
Ecco come la cosa funziona<ref>Nativi, Andrea: ''JDAM: l'arma ch ha rivoluzionato la guerra aerea'', RID novembre 2002 p.41-48</ref>: prendiamo un caccia come l'F-111 con 4 bombe LGB, da piazzare tutte su altrettanti bersagli. Arriva a bassa quota, lancia le armi (se non ci sono designatori esterni) a qualche km di distanza dall'obiettivo, piuttosto alla mercé della difesa antiaerea. Oppure rischia e vola a media-alta quota, il che significa necessariamente esporsi molto di più alla difesa antiaerea. Le bombe laser hanno una gittata di una decina di km dalla sorgente del laser designatore, e se c'éè cattivo tempo è anche più difficile raggiungere tale risultato, vuoi per i sistemi di guida della bomba che per quelli elettro-ottici di visione dell'aereo. Ora, nel caso si ritenga che sia meglio utilizzare la maggiore quota e gittata di queste armi bisogna considerare i rischi connessi: se la minaccia è solo a bassa quota, e a media-alta è irrilevante, allora è senz'altro verosimile utilizzare un profilo di volo medio-alto. Ma per questo è necessario volare con una forte scorta oppure affrontare una minaccia ridotta, tipo i soliti MiG-21 o 23 e i missili SA-2 e SA-3. Ma che succede se si tratta di un sistema missilistico Patriot o SA-10 e c'éè un reparto da caccia con F-15 o MiG-29? la cosa diventa certo più difficile e i numerosi minuti di tempo necessari per guidare tutti questi ordigni non saranno trascurabili. In molti casi pratici le LGB sarebbero quasi inutizzabili, detto in altri termini. Molto meglio una EOGB o un missile Maverick che è quasi la stessa cosa, solo che ha un motore di accelerazione. Ma ancora resterebbe la limitazione del numero di armi utilizzabili in contemporanea e dei tempi d'ingaggio. Inoltre sono armi costose, circa 100 mila dollari. Ora ripetendo la stessa azione con un F-15 con le JDAM, la cosa non suona allo stesso modo. Arriva, sale in una veloce cabrata, lancia le armi da una decina o più di km e se ne va. Poi queste sapranno dove andare. Chi glielo dice? L'INS, che già garantisce una precisione di qualche decina di metri, e la correlazione con i dati del GPS, che riduce l'errore di qualche metro. Entro un minuto le bombe arrivano e colpiscono tutti i bersagli, mentre l'aereo è già in fuga, al sicuro. Come se tutto questo non bastasse, i kit costano meno di 20.000 dollari l'uno. Ecco perché si tratta di un 'uovo di Colombo'. Non ci sono grosse spese di acquisto, non ci sono problemi di ingaggi meteo perché il GPS e l'INS non sono influenzabili significativamente dalle condizioni meteo; non ci sono problemi ad ingaggiare anche bersagli multipli in simultanea; non ci sono che impatti marginali sulla piattaforma di lancio perché non c'éè bisogno di una sofisticatissima e costosa piattaforma laser-IR per la designazione; non c'éè nemmeno bisogno di un addestramento particolarmente curato, perché si tratta di armi 'indipendenti'. In pratica con le JDAM c'éè bisogno di due cose soltanto: trovare il bersaglio e disporre di una piattaforma di lancio (sempre di non usare direttamente i missili lanciati da navi o da terra). Differentemente anche dai più sofisticati sistemi INS il GPS garantisce sempre la stessa precisione, che si voli da 10 o da 1.000 km non fa differenza. Inoltre c'éè un doppio sistema che garantisce ridondanza: se il sistema laser non funziona o la 'laserazione' dell'obiettivo non è eseguita correttamente, è LGB commettono errori anche di molti km, molto di più delle bombe stupide. Le EOGB e le armi ad autoguida in generale sono immuni (largamente) da questo problema, ma hanno la necessità di una 'maggiore intelligenza' installata, più costosa: devono cioè 'vedere' il bersaglio con sensori propri e poi 'agganciarlo' qualunque cosa succeda e volargli diritto contro, come una falena con il faro di un'auto. Mentre una LGB è più semplice perché la rotta, anzi il punto d'impatto glielo indica il sistema di base dell'aeroplano, che ovviamente non è 'usa e getta' e quindi, per quanto sofisticato, è 'ammortizzabile' per dozzine di lanci.
 
Ma nondimeno, esiste il problema dell'errore di ingaggio e di identificazione e le bombe, come successe nel 1986 in Libia, possono anche andare disperse di km andando magari a colpire, 'casualmente'(?) le ambasciate di varie nazioni neutrali. Le JDAM non hanno questo problema a meno che non si voglia davvero colpire un certo target: con un sistema satellitare e INS doppi non è pensabile ad un errore totale, mentre la precisione è appena inferiore rispetto a quella di una LGB, comunque dell'ordine dei metri.
 
Questa rivoluzione copernicana praticamente mette ogni possibile bersaglio nella seguente situazione: o viene distrutto oppure non si fa localizzare, vuoi per la dissimulazione o vuoi per la mobilità. Certo che con la guerra networkcentrica globale e la tecnologia moderna, il mondo diventa sempre più 'piccolo' e nascondersi (dagli USA) sempre più difficile. Tutto questo ha rappresentato una rivoluzione copernicana, ma come per i cellulari delle varie generazioni, le JDAM e in generale il GPS sono possibili solo grazie ad una tecnologia molto sofisticata e costosissima. In pratica, prima di pensare a queste armi c'éè voluto di mandare in orbita e far restare operativo il GPS/NAVSTAR, sicuramente un sistema pagante (specie con i sistemi militari che sono più precisi di quelli commerciali, proprio per evitare l'uso di questi ultimi come arma 'di precisione' per malintenzionati, lavorando su lunghezze d'onda diverse) ma costoso e difficile. In concreto s'é trattato di mandare nel cielo una costellazione di satelliti che hanno implementato due vecchi e ben conosciuti principi: quello della navigazione con le stelle, che sono punti fissi e quindi riconoscibili e di riferimento, ma non sono 'attive' nel senso più elettrotecnico del termine, ergo emissioni radar. Detto in altri termini, di giorno le stelle non sono visibili se non in volo ad alta quota, e infatti sistemi di misurazione precisi hanno consentito di usare, anche a bordo di missili, sistemi di navigazione 'stellari', con apparati sensibili alle stelle di seconda grandezza (probabilmente non molte per garantire una sufficiente precisione). Dall'altro lato vi sono i sistemi di navigazione radio terrestri. I radiogoniometri servono per l'appunto per questo: con i radiofari in posizioni note si possono ricavare la propria posizione con buona precisione. Il guaio è che questi sistemi non sono dappertutto e non funzionano sempre. Con i satelliti emettitori di impulsi attivi è possibile avere una costellazione che fornisce dati ognitempo e ogni-condizione. Il GPS è stato seguito dal GLONASS, il cui principale problema è l'insufficiente numero di satelliti mantenuti in orbita, ma per il resto non dissimile dal sistema americano; dai sistemi come il Galileo europeo, e da apparati similari cinesi e anche di altre nazioni, ma non ancora operativi. Il guaio, al solito, è che mentre le stazioni radio-faro sono distribuite in molte nazioni, e le stelle non sono 'spegnibili', il GPS è teoricamente disturbabile e al contempo, sopratutto, gli USA hanno 'le chiavi' e possono negarne l'uso in certe aree della Terra a utenti non graditi (di fatto è un'opzione impraticabile visto che poi anche loro resterebbero senza GPS). Di sicuro un sistema GPS è più 'dipendente' dagli USA di quanto non lo sia un INS. Solo contando su quest'ultimo comunque è possibile dire che le JDAM hanno rivoluzionato il mondo della guerra aerea, visto che comunque garantiscono una notevole precisione anche così degradate. È possibile disturbare il GPS, ma non è facile riuscirvi nella pratica, giusto come del resto non è facile disturbare un AWACS in volo, che pure non è che un sistema radar.
 
I problemi sono quindi diretti e indiretti. Tra questi ultimi la tentazione sempre più in auge di risolvere a 'colpi di armi intelligenti' con attacchi chirugici questioni che dovrebbero essere campo della politica e dei negoziati tra le parti invece che sede per la prova di nuove generazioni d'armamenti. Ma questo non è il campo che viene descritto qui, in questo tomo. Resta il fatto che il raggio letale delle bombe JDAM da 1 t è esattamente uguale a quello di una bomba Mk 84 'stupida' e questo comporta, specie per gli impieghi in aeree urbane, rischi inaccettabili per la popolazione. Anche per questo sono in fase di sviluppo o di impiego le 'Small diameter bombs' che riducono i danni 'collaterali', ma nondimeno sono pur sempre bombe ad alto potenziale.
Il JSOW è una specie di intermezzo tra armi tipo lo SLAM e il JSSAM da un lato, e le bombe JDAM dall'altro. Di fatto è un dispenser planante con guida GPS, con una gittata praticamente da missile tattico. Il programma è iniziato attorno al 1986 come AIWS come arma guidata stand-off per dare successione alle Paveway e Walleye, per non parlare delle CBU Rockeye e APAM, i missili AGM-123 e AGM-65E (a guida laser). All'epoca le possibilità di guida tramite GPS, ognitempo e precise cominciavano ad essere valutate come economica via per la guida di armi in ogni parte del mondo e in ogni ora del giorno. I programmi per questi sistemi di nuova generazione richiesti erano la ABF-Advanced Bomb Family-, la Advanced Strike Weapon e l'AIWS, che poi sarebbero diventate poi la JDAM, il TSSAM (Tri-Service Stand-Off Attack Missile) e poi il JASSM (Joint Air Surface Stand-off Missile), e per l'appunto l'AGM-154 JSOW. La tempistica della gara vide la vittoria, dicembre 1991, della Texas Instruments, già artefice delle Paveway, che poi sarebbe stata 'mangiata' dalla Raytheon (quella dello Sparrow). Il contratto venne siglato a giugno del '92. L'USAF aveva il TSSAM, che era costruito dalla Northrop e forse chiese a sua volta la partecipazione dell'USN. Ma poi successe che il TSSAM venne cancellato dopo problemi risultati fatali per la riuscita del programma, e l'USN non ebbe patemi a portare avanti il suo ben più semplice SLAM, ovvero l'Harpoon modificato come arma d'attacco terrestre. Differentemente dall'ambizioso programma americano, l'USN non si fissò su programmi troppo costosi e sofisticati ma andò dritta verso un'arma semplice ed economica, che era la caratteristica tipica delle armi GPS, visto che sarebbe stato incongruo disporre di un sistema elettronico di supporto costosissimo (la costellazione GPS-Navstar) e una munizione correlata a sua volta molto costosa. Bastava una gittata a bassa quota di 9 km, capacità di aggancio bersaglio dopo il lancio e con costo basso, oltre che con architettura modulare, con un peso abbastanza ridotto da consentirne l'uso da aerei di piccole dimensioni. Insomma, la soluzione TI è stata quella di una bomba planante con guida GPS e INS, praticamente come una JDAM; i test dell'USN iniziarono al NAWC di China Lake e poi a Point Mogu, California. Su 11 lanci 10 ebbero successo, iniziando dal dicembre 1995; l'USAF seguì nel marzo 1996 con i test con gli F-16 di Eglin. Oramai il programma era chiamato JSOW e in particolare AGM-154A o JSOW 'Baseline'. Seguì rapido il modello 'B' con le submunizioni BLU-108/B controcarri guidate, con sviluppo iniziato all'inizio del 1996 e test con gli F-16D USAF (che era interessata al tipo) iniziati a luglio. Nel frattempo la TI venne comprata dalla Raytheon, compera storica formalizzata il 6 gennaio 1997. Il mese dopo l'OPEVAL dell'USN da parte di aerei della USS Nimitz e Eisenhower permise di appurare l'affidabilità formidabile di quest'arma: 42 successi su 44 lanci: il 95,5%. Non stupì pertanto che quest'ordigno venisse consegnato ai reparti operativi nel 1998, a luglio e con una cerimonia ufficiale, in cui si cercò di sottolineare la comunanza tra USAF e USN per quest'arma modulare. Infatti c'erano le JSOW sia sotto le ali di un F-16 e sotto un F-18, ma la cerimonia venne tenuta nella NAS di Forth Worth, che forse non era casuale visto come poi le cose si sarebbero evolute. La IOC, capacità operativa iniziale venne ottenuta nel 1999 con il modello A mentre la produzione a pieno iniziò nel 2000 dopo circa due anni dall'accordo per la piena produzione in grande serie. Subito dopo cominciarono le lamentele da parte dell'USAF perché le superfici di coda subivano a bassa quota e velocità vibrazioni eccessive con danni piuttosto significativi e la riprogettazione richiese oltre un anno. Terminò il tutto con 3 lanci da parte di F-16 e F-18, nel febbraio 2003, giusto all'alba dell'attacco all'Irak. Solo nel maggio successivo vennero implementate nella produzione. Ma poi, nel febbraio 1999, anche la versione B venne autorizzata per la produzione, solo per essere 'segata' dalla perdita d'interesse dell'USAF. Sempre in quell'anno venne iniziata la versione C della bomba, che aveva una nuova testata perforante di tipo speciale, con inizio della produzione a basso ritmo dal luglio 2003, OPEVAL nel 2004 contro bersagli vari (anche grotte) e fornitura alla Marina dal novembre 2004. La IOC è stato l'ultimo passo da compiere prima della piena operatività e venne fatto nel febbraio 2005.
 
Detto della genesi delle varie versioni dello JSOW, la sua tecnica è la seguente. Tutti i tipi hanno lunghezza di 4,05 m, apertura alare di 2,69 m, peso di 474 kg, 470 kg e 468 kg per le tre versioni A, B e C. Prima di parlare delle testate, bisogna dire cos'é di speciale lo JSOW. Per essere un sistema economico, uno dei segreti è quello di usare un sistema planante. È lanciabile da un aereo e questo rende possibile un raggio d'azione limitato, senonché la sua finezza con rapporto portanza-resistenza di 12: 1, quindi la gittata, una volta sganciati dai piloni BRU-55/A o -57/A, è di circa 130 km ma solo se lanciata nelle migliori condizioni, comunque si tratta di una portata tale da rendere possibile un tiro fuori tiro delle difese nemiche. A maggior ragione se ci sono in giro EA-6B con i sistemi ECM e missili HARM di bordo. I parametri sono, per il lancio, di 75-12.000 m e 0,6-0,95 mach (progettualmente era chiesta una velocità minima di 0,5 mach, ma in ogni caso quest'arma non era destinata a nessun elicottero). Da 150 m di quota è possibile lanciare ancora con una planata di 22 km, quasi 100 da 7.600 m e 130 km alla massima quota. È possibile lanciare anche verso bersagli alle spalle dell'aereo, per esempio fino a circa 40 km da 7,6 km e 75 km da 12.000 m, oppure sui lati, rispettivamente a 65 e 90 km di distanza. In ogni caso, si parla di una virata massima di 90 gradi e 1,3 g di accelerazione laterale dopo lo sgancio, quando le alette si aprono. Il sistema di controllo è dato da un apparato INS e GPS a prua, mentre le batterie sono a poppa, dove vi sono anche le 4 alette di controllo, mentre le ali di sostentamento sono a mezza fusoliera, sopra la fusoliera e la testata. Questa è data da 145 CBU-97/B Combined Effect Bomb (in sigla, CEB), che sono diffuse su di una superficie di circa un ettaro da un generatore di gas che fa praticamente scoppiare la zona della testata. Le submunizioni hanno paracadute, pesano 1,5 kg per una lunghezza di 16,9 cm prima e 35,6 cm dopo l'espulsione, con esplosivo Cyclotol poi sostituito dal PBXN-107 per venire incontro alle esigenze di sicurezza dell'USN. Con l'esplosione segue la frammentazione in oltre 300 schegge ed effetti incendiari grazie ad un anello di zirconio tutt'intorno alla testata. Questo problema non riguarda la DATM-154A inerte da addestramento. La versione B ha submunizioni Skeet: questi aggeggi infernali sono contenuti in sei BLU 108/B della Textron Systems, nati come sistemi SFW (Sensor Fused Weapon) che l'USAF voleva per distruggere i carri sovietici in attacco sull'Europa. Pesano 29 kg l'una per 13,3 cm di diametro e 79 cm di lunghezza, con 4 munizioni, radar altimetro e motore a razzo di piccole dimensioni. Quindi succede questo, nient'affatto scontato, tipo di sequenza: espulsione dal corpo missile, stabilizzazione-rallentamento da parte del paracadute, poi il motore a razzo s'accende e fa salire di quota fino a quanto prestabilito prima del lancio. Poi libera le 4 submunizioni. Queste sono pesanti ciascuna solo 3,4 kg e in questo peso vi è: un sensore IR passivo bicolore, fatto in maniera tale da essere capace di distinguere, per esempio, tra veicoli in fiamme o ancora intatti. Poi subentra, in caso di acquisizione di bersaglio valido, un laser che traccia il profilo del mezzo e ne consente il riconoscimento della zona più vulnerabile (il tetto ma sopratutto il vano motore) e ad una certa altezza l'esplosivo Octol (poi sostituito da un altro tipo) fa esplodere la testata da appena mezzo kg che scaglia un disco di rame 'forgiato' in proiettile dallo scoppio, come una sorta d'evoluzione rispetto al 'jet' della carica cava, con maggiore raggio d'azione anche se meno distruttivo: nondimeno, è abbastanza per penetrare, pur con materiale necessariamente malleabile, centimetri d'acciaio. Insomma, un solo JSOW può colpire fino a 24 veicoli, e a differenza delle CBU normali tipo Rockeye, se l'ordigno skeet, che viene espulso (e quindi plana nell'arco di secondi verso terra) non trova niente allora si autodistrugge ad una certa quota, o quantomeno si inattiva dopo la caduta a terra. È una differenza colossale rispetto a quella data dalle normali CBU, che tendono ad essere molto pericolose rispetto a chi poi sarà in zona dopo il loro uso. Ma all'USAF quest'ordigno non è piaciuto e ha deciso di sostituirlo con la WCMD , Wind Corrected Munition Dispenser, una specie di bomba CBU-105/B dotata di ali e che ha 10 BLU-108- Per uscire dal programma, nel dicembre 2003, l'USAF non ha esitato a pagare 100 mln di dollari di penale e così la versione B non è stata adottata anche se è possibile fornirla a clienti esteri. Quanto alla versione C, essa è capace di attaccare bersagli puntiformi altamente protetti con un grado d'intelligenza artificiale degno di nota. In sostanza, ha un sistema ATA (Automatic Target Acquisition) come nell'AGM-84H e K SLAM-ER, al posto del data-link bidirezionale che consentiva di guidare l'arma sul bersaglio con un operatore. Tutto superato: l'ATA e il sensore IIR permettono di riconoscere e attaccare bersagli 'caricati' nel calcolatore di bordo. E dire che il sensore è di tipo non raffreddato, addirittura di derivazione commerciale. La precisione è di un metro anziché 3 come nel tipo A e B. E una volta sul bersaglio, a bordo c'éè la testata più adatta per colpire oggetti molto 'duri', impossibili da annientare con le altre testate viste prima. Essa è duale: la BROACH britannica è acronimo di Bomb Royal Ordnance Augmenting Charge, costruita da BAe Systems che in origine nacque per il CASOM (che per onore della storia significa Conventionally Armed Stand Off Missile), progenitore dello Storm Shadow. Significa in soldoni la presenza di una carica cava da ben 100 kg capace di fare un grosso foro dentro il cemento armato, che apre la strada alla Follow Trough Bomb da 146 kg, che scoppia dentro lo stesso, sia pure con esplosivi insensibili PBXN-109 e 110. Arma davvero micidiale, non è tuttavia l'unica con testata unitaria: nel 2004 l'USN ha richiesto il JSOW Block II che costa oltre il 25% in meno grazie ad una realizzazione curata con parti più economiche. Nondimeno il GPS è di nuovo tipo, il RAPTOR GPS con modalità speciali anti-disturbo. Inoltre da ricordare il 'cervello' elettronico della bomba, che a quanto pare nei primi tipi era niente di meno che il 486, ovvero il processore antecedente al Pentium. Qui è stato sostituito con un tipo nuovo (Pentium?) e le prove in volo sono iniziate il 12 ottobre 2006 mentre le consegne sono iniziate nel maggio 2007. L'economizzazione (non disprezzabile, dopotutto i costi del programma sono di 421 milioni) comprende anche la testata di tipo unitario, che è praticamente la BLU-111 della comune bomba Mk 82. L'export è stato autorizzato dal 2006, ma certo, occorre dire che le logiche da 'Guerra fredda' sono oramai tramontate: submunizioni, come anche testate ad autoguida sono ben poco necessarie per i compiti degli aerei moderni, specie negli oramai endemici 'conflitti a bassa intensità'.
 
Trasportabile dagli F-15E in 5 esemplari, 12 da B-1, 16 da B-2, 12 da B-52H, 4 da F-16 e F-18, ma anche da F-35 (ancora da realizzare l'integrazione), P-3, e altri tipi di aerei, l'AGM-154A è un'arma molto insidiosa. L'unico punto debole è che l'aereo lanciatore per colpire da distanza deve salire di quota e questo potrebbe renderlo vulnerabile alle difese nemiche. Il suo battesimo del fuoco è avvenuto con un programma 'crash' contro la pericolosa antiaerea irakena. Dalla CVN-70 'Carl Vinson' vennero inviati degli F-18 i cui equipaggi avevano avuto appena 2 giorni per familiarizzare con le nuove armi. 3 JSOW distrussero altrettanti siti SAM suscitando l'interesse generale visto che con aerei normalmente armati ci sarebbero voluti almeno 25-30 velivoli. Era il 25 gennaio 1999, poco dopo Desert Fox e ancora prima della IOC. Dopo di allora altri ordigni vennero lanciati, ma non molti: prima dell'invasione del 2003 circa 87 ordigni di questo tipo che sostanzialmente è una JDAM planante. Le capacità d'attacco ognitempo e di precisione vennero apprezzate anche durante l'attacco alla Serbia del '99, sempre ufficialmente prima della IOC, e in Afghanistan, poi contro l'Irak nel 2003 altre 300 armi vennero tirate contro bersagli individuati dalla ricognizione. Nell'insieme circa 3.000 ordigni sono stati costruiti dal '97, pochi se si considerano i faraonici quantitativi richiesti delle JDAM. I piani dell'USN prevedono 2.800 A e 7.000 C ma con comodo, entro il FY 2019, mentre l'USAF ne ha circa 500 ma ha smesso di comprarli nel 2005. La Polonia ha ordinato, con consegna dal 2008, i tipi C per i suoi F-16. Era il 2003 e questo fu il primo dei non moltissimi successi commerciali. Un altro è stato quello turco per circa 50 Block II e 50 A-1 (quello con la testata dell'Mk 82), infine sono seguite Grecia e Singapore. Ma nell'insieme è difficile non vedere la concorrenza con la più economica JDAM. Gli sviluppi futuri sono relativi all'adozione delle micidiali submunizioni a guida acustica-IR BAT, altra eredità della Guerra fredda, adesso note come Viper Strike, e sopratutto alla motorizzazione. Questa opportunità era già stata studiata nel 1994 con il programma inglese CASOM con il JSOW offerto con motore e i vari tipi di testate semiperforanti richieste. Si è arrivati anche ad un test: il 29 settembre 1995 un prototipo venne provato con un turbogetto Williams WJ24-8 che consentì 120 km di autonomia con solo i due terzi del carburante. Questa versione ovviamente pesava di pù 657 kg ma non era molto più grande e con una gittata stimata di 193 km. Altri tipi sono per esempio, il AGM-154C Block III con capacità d'attacco bersagli in movimento e il JSOW-ER con turbogetto Hamilton Sundstrad per una gittata di 550 km e maggiore carico utile. Intanto il Block III dovrebbe essere disponibile dal 2009.
L'Mk 26 era un'arma sperimentale, chiamata come altre armi del genere, TX-26 sviluppata già nel '54. Ma lo sviluppo di quest'altro mostro terminò nel '57 quando la sua versione Mk 21 venne abbandonata.
 
*'''Mark 27''' –Arma per la Marina(1958-1965). La Mark 27 era figlia dei laboratori Livermore, anch'essa prodotta ma stavolta solo dal 1958. Non c'éè dubbio che l'esistenza del SAC, con i suoi migliaia di bombardieri con capacità nucleari ponesse l'esigenza di equipaggiarli, e questa fosse presa molto sul serio dall'industria americana. Venne prodotta con potenza di 2 MT, peso di circa 1450 kg e lunghezza di 0.76 m x 3.6 m di diametro. 20 vennero prodotte come testate W27 per la testata del missile Regulus. Ne sarebbero state prodotte 700.
 
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