Differenze tra le versioni di "Organizzare un matrimonio"


Tipicamente i ristoratori, che ottengono un buon margine di guadagno dalle cerimonie, propongono per il pranzo di nozze cifre minime a partire da 60 Euro ad invitato, vini esclusi.

Per ridurre i costi è possibile seguire alcuni semplici suggerimenti:
#Ridurre il numero di invitati all'indispensabile. È bene che gli sposi concordino assieme, fin da subito, il numero massimopreciso di invitati, rimanendo fermi come una roccia nella loro decisione, sapendo già di dover subire sgradevoli pressioni familiari. Invitare solo poche persone a cui si è effettivamente legati: ricevere un invito ad un matrimonio di persone che non si conosce bene è imbarazzante, anche se poi magari si va lo stesso (malvolentieri) in nome degli "obblighi sociali". Per ottimizzare il numero degli ospiti va considerato che c'è regolarmente una percentuale di rinunce del 15% per cause varie (altri impegni, malattia, distanza ecc.), per cui è possibile rimpiazzare i posti vacanti con altri invitati prendendoli da una "lista di riserva", a patto di avere l'accortezza di spedire per tempo gli inviti e di richiedendo conferma a breve (è opportuno ottenere una conferma telefonica). Se invece gli sposi non vogliono rinunciare ad avere molti invitati, possono optare in alternativa per un più economico buffet al posto di un pranzo servito al tavolo. Un buffet di buona qualità è in genere gradito dagli invitati, che così possono muoversi più liberamente, scegliendo solo ciò che desiderano effettivamente mangiare.
# Spesso è meglio individuare per il ricevimento un ristorante "non specializzato" in banchetti di nozze e cerimonie. Se si riesce a contenere il numero di invitati entro, indicativamente, 50-70 persone, si possono infatti aprire le porte di locali altrimenti non fruibili, che spesso cucinano meglio e costano meno (piccoli locali, trattorie tipiche, agriturismi ecc.).
# Il menù. Evitare le consuete 30 portate, buona parte delle quali rimangono sempre sui piatti. Concordare invece un menù più sobrio, con poche portate di sicura qualità. Evitare anche qui le stravaganze, badando più al "sodo" che alle apparenze. È possibile ad esempio inserire alcune specialità locali (che saranno gradite agli ospiti più lontani). Non costringere i presenti a stare seduti per 6 ore o più darà grande soddisfazione a tutti. Un menu a buffet servito (con i camerieri che si limitano a servire al bancone e a ritirare i piatti sporchi dai tavoli) è solitamente il più gradito.
# I vini: uno dei più tipici tranelli dei ristoratori per ingrossare il conto ai novelli sposi consiste nel preventivare per il pranzo una vasta selezione di vini in bottiglia. Purtroppo molti dei vini serviti in bottiglia, oltre ad essere costosi, risulteranno troppo spesso di qualità scadente. Inoltre il conteggio finale delle bottiglie risulterà, caso strano, sempre superiore a quello preventivato. Per contenere il budget complessivo - bevendo meglio - è bene invece selezionare 2-3 vini sfusi di buona qualità, se serve andando a ordinarli di persona nei luoghi di produzione non lontani (chi non se ne intende davvero può delegare una persona di fiducia). Alcuni locali offrono una via di mezzo, cioè delle bottiglie con etichetta della casa: scegliere questa possibilità solo se si ottiene davvero una convenienza e la qualità sperimentata, altrimenti è meglio il vino sfuso.
 
Come per il resto del menu, esigere sempre di provare i vini almeno una settimana prima della cerimonia, così pure il dolce.