Fotografia: differenze tra le versioni

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==Apertura del diaframma==
[[File:Diaframma.jpg|right]]
L'apertura del diaframma, visualizzata nella ghiera di selezione dei vecchi obiettivi meccanici e negli lcd delle macchine di nuove generazione con un numero preceduto dalla lettera f, indica il rapporto fra la lunghezza focale e il diametro del foro stenopeico di creato dalle lamelle dell'obiettivo stesso, i valori sono inversamente proporzionali alla quantità di luce che giungerà alla nostra pellicola/sensore; ad esempio un valore relativamente basso come f2,8 permetterà una luce maggiore di un valore f5,6.
Chiamata anche AV (''aperture value''), determina quanta luce arriverà al sensore della fotocamera: valori bassi (es. f/2,8) indicano un diaframma aperto, molto luminoso; valori alti (es. f/8) indicano un [[w:diaframma|diaframma]] chiuso, che lascerà passare poca luce.
Essendo un numero indicativo relazionato anche alla lunghezza focale è da chiarire che a focali differenti corrisponderà anche una "luminosità differente" ad esempio, in f2,8 a 17mm la luce entrata sarà superiore piuttosto che a 200mm
 
Gli effetti derivati dalla selezione di differendi aperture di diaframma sono molteplici:
L’apertura del d. determina anche la profondità di campo di una fotografia, cioè l’ampiezza della zona in cui i soggetti sono messi a fuoco. Come regola, diaframmi aperti limitano la profondità di campo, creando i presupposti per un buon ritratto, mentre d. chiusi la aumentano. Ecco un esempio di foto scattata con il d. piuttosto aperto, per sfocare lo sfondo.
In linea primaria un'apertura maggiore (numero più piccolo) ha l'effetto di ridurre la profondità di campo, tale effetto di riduzione della zona nitita è tanto maggiore quanto il soggetto è vicino e la focale è lunga, ad esempio alla stessa apertura, un soggetto a 1 metro con focale 17mm avrà una profondità di campo maggiore rispetto ad uno ripreso con focale 50mm (obiettivo "normale" ottimo con gli 85mm per la ritrattistica)
 
in secondo luogo una più grande apertura consente di accorciare i tempi di esposizione, facendo entrare più luce sul sensore.
C'è da chiarire che la definizione di un'ottica non è uguale per tutta la gamma di selezioni di diaframma, questa risulta in genere migliore nella zona che va fino a f9 ( leggere sempre le specifiche delle nuove ottiche), negli obiettivi da ritratto e nei macro tale definizione risulta imponente nella zona di apertura massima.
L'effetto di "sfocato" detto anche boken risulterà infine differente in base al numero di lamelle di cui il diaframma è composto, molto grossolano per le 5 lamelle, buono dalle 7 in su; tale sfocatura dovrà risultare uniforme e non chiazzata per riuscire a creare un'immagine gradevole.
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