Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-Missili 2: differenze tra le versioni

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Le testate sono la AA-22 nucleare con radiospoletta, da 3, 10 o 20 Kt; l'AA-38, l'AA-52 da 5, 10 e 200 Kt. Quella convenzionale 9N18F da 450 kg (200 di HE, e involucro a frammentazione), e la meno nota 9N18OF da 400 kg, a submunizioni.Essa ha 42 9N22 da 7,5 kg (54 x 7,5 cm, 1,7 kg HE) e spoletta ad impatto/autodistruzione. Scagliano ciascuna 690 schegge da 1-4 gr e vengono liberate a circa 1-1,4 km.
 
Non è chiaro se ve n'éè anche una variante HEAT, mentre c'é il tipo chimico 9N18G da 436 kg (216 kg di VX).
 
Il sistema di lancio è il BR-231 6x8 (su ZIL-135 LM), da 23 t , 10,7 x 2,8 x2,86 m (senza razzo). La rampa, da cui dipende la gittata e la direzione, ha alzo di 15-65 gradi, direzione di 14 gradi complessivi. Il motore è un Ural 375V V-8 diesel da 360 hp, costituito da due unità da 180 hp l'una, per 65 kmh su strada e 15 fuori strada, autonomia 650 km. Questo 'bestione' può superare una trincea o un fosso largo fino a 2,63 metri, e un gradino di 68,5 cm, o un guado di 120 cm, mentre il raggio di sterzatura è ridotto a 12,5 metri. IL sistema può sopportare fino a 200 lanci prima della revisione, ha un pannello anti-vampa e radio R-123 e 124, 4 vomeri di stabilizzazione e una gru idraulica di 2,6 t. I mezzi di rifornimento sono simili, con tre ordigni e due uomini d'equipaggio (sono denominati 9T29). Nessuno dei mezzi ha protezione NBC.
Ma non era ancora tutto. I Sovietici stavano disimpegnandosi dall'Afghanistan, ma per il locale esercito si formò una brigata missili, la 99a con gli Scud, basata ad Afshur, con personale misto russo-afghano, anche se presto divenne solo nazionale; i primi lanci ebbero luogo nel tardo 1988 contro depositi di munizioni dei guerriglieri nel confine con il Pakistan. IL maggior impiego ebbe luogo con la difesa di Jalalabad, marzo-giugno 1989, quando questa era assediata dai guerriglieri: vennero lanciati ben 438 missili; il solo ottobre 1989 vide il tiro di ben 995 missili contro obiettivi della guerriglia. I tiri erano da Kabul e nel caso di Jalalabad significava lanciare da 145 km di distanza; pare che, secondo i sovietici e afghani, i missili ebbero un ruolo fondamentale per far resistere la città, ma non è chiaro quanto danno possano avere fatto alla guerriglia, così elusiva; anche perché non pare venissero usati missili con testate ICM o chimiche. Molto più devastanti furono i tiri di ritorsione sui villaggi su cui i guerriglieri si basavano; un missile arrivò vicino Islamabad; 400 km dal punto di lancio, cosa resa possibile da un 'guasto', che gli diede oltre 100 km di raggio in più (non è noto in che modo tale risultato potesse essere archiviato). In tutto non meno di 1.554 missili vennero lanciati prima ancora della guerra civile afgana, e dopo ne vennero tirati altri 49 nel 1991-96, ripartiti tra le fazioni dei 'signori della guerra'.
 
Alla 224ima brigata gli Irakeni vi aggiunsero anche la 223ima, parzialmente completa e con i lanciatori Al Nida (solo quattro), che tuttavia nei tiri pratici furono un fallimento continuo. Nella guerra del Golfo del '91 vennero fatti 93 lanci; molti non ebbero l'affidabilità che ci si aspettava, inclusi quelli di diversi Al Hussein, che pure avevano poco meno che 'vinto la guerra' tre anni prima, che si disintegrarono o esplosero a 20 km di quota, durante il rientro nell'atmosfera. Vi furono 42 lanci contro Israele e il resto contro l'Arabia e altri Paesi del Golfo. Almeno tre missili erano del tipo AL Hijara, con testata in cemento. Gli americani misero in campo i Patriot PC-2, e sembrò che funzionasse nel ruolo antimissili; ma ora si è detto che questi missili hanno potuto colpire qualcosa in 82 casi su 93, e gli altri quasi tutti persi al momento del lancio; dei 51 ingaggiati dai Patriot, si parla di un totale di ben 140 missili tirati, solo il 5% sarebbe stato distrutto, ovvero due o tre armi; ma c'éè anche chi dice che non venne ottenuto nessun risultato. Il fatto è che il Patriot, all'epoca, non era ancora affidabile, specie per il SW, in questo ruolo, e spesso non vide missili in avvicinamento o li vide e non c'erano; inoltre gli Al Hussein si separano dalla testata (sono qualcosa di simile ad un'arma bistadio) durante il volo, per cui magari i missili hanno colpito i motori e serbatoi ma senza colpire la testata, o deviandola senza distruggerla. Tel Aviv, Haifa e Dimona vennero bombardate dagli Scud, ma gli israeliani resistettero alla tentazione di entrare in guerra, cosa che avrebbe quasi sicuramente sconvolto l'alleanza (araba) agli USA e agli occidentali in genere. Vi fu solo una vittima. Peggio andò a Dharhan, quando un missile Scud, sfuggito ai radar, colpì un centro logistico della grande base: uccise 28 soldati e una guardia saudite, e provocò circa 100 feriti. Questa fu la peggiore perdita che subirono gli americani in tutta la guerra. Dal canto loro le forze aeree eseguirono circa 1.500 o forse quasi 3.000 missioni a cacciare gli Scud, così come le forze speciali; ma anche se la cosa è controversa (forse qualcuno dei lanciatori mobili venne colpito, almeno stando alle dichiarazioni delle forze speciali e degli equipaggi degli A-10), non fermarono l'azione irakena, con i lanciamissili che potevano cambiare posizione dopo il lancio in 7-10 minuti e magari anche meno in emergenza. I satelliti USA d'allarme missilistico registravano, quando lo registravano, un lancio e davano le coordinate dopo due minuti, ma a quel punto c'era troppo poco tempo per far intervenire gli aerei e raggiungerli.
 
Gli iraniani usarono gli Scud 'coreani' nel 1994 contro una base di iraniani anti-ayatollah, a 80 km dentro il territorio irakeno; i missili colpirono con due centri pieni il campo e causarono parecchi danni, ma no è chiaro se fecero vittime e se vi furono altri due attacchi dichiarati dai ribelli iraniani negli anni successivi.
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