Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-Missili 2: differenze tra le versioni

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Ma perché lo 'Scud' è così popolare? La sua semplicità, sebbene limitante, ne è la risposta. Lo 'Scud-B', ovvero l'R-17 Kometa, è lungo 11,25 m e largo 88,5 cm, con peso al lancio di 5.847 kg senza testata bellica; la principale novità rispetto allo 'Scud-A' è un sistema di turbo-alimentazione per carburante più efficiente di quello dell'R-11; esso ha comportato molta economia di peso e molta potenza in più; il tipo precedente aveva serbatoi con sistema pressurizzato, che di fatto portava il carburante verso la camera di combustione; questo era semplice, ma i serbatoi stessi dovevano essere più robusti e pesanti e quindi l'arma era meno potente e più appesantita. Il missile R-17 dunque è riuscito a migliorarsi con un sistema d'alimentazione più pesante ma più efficace, e il suo peso struttural limitato a 2.076 kg si assomma a quello del propellente di 3.771 kg al lancio, con ossidane UDMH e carburante IRFNA, per un totale di 2.919 e 852 kg rispettivamente, i quali sono separati in due serbatoi: quello superiore ha il comburente e quello inferiore il combustibile. Sopra vi è il sistema di propulsione e in cima al missile, la testata; sotto vi è la camera di combustione singola e quattro alette di stabilizzazion; tra i due serbatoi vi è la pompa di rifornimento dei propellenti, perché l'arma è ricaricabile (e scaricabile) con prese per il carburante a metà della fusoliera. La portata massima assoluta è 300 km, ma quella pratica, per ragioni di precisione, è di 280, 270 nel caso dei primi SS-1C 'Scud-B', prima di essere leggermente migliorati. Il totale del tempo di combustione è 313 secondi; la gittata minima è di 50 km con tempo di volo di 165 secondi; quanto al CEP, esso è di 610 m, molto meglio comunque degli SS-1b Scud-A che pure ha una gittata minore. Il sistema di guida, per quanto rudimentale, è migliore di quello del LUNA/Frog e fornisce una precisione simile ma a gittate maggiori; l'INS si avvale di tre giroscopi per allinearsi verso il bersaglio al momento del lancio agendo sui sistemi di controllo, in particolare suelle alette di stabilizzazione da 1,8 m di apertura alare, con dei deflettori di getto. Il sistema di controllo è davanti al serbatoio anteriore e dietro la testata, con dei portelli di ispezione e la necessità, teorica, di revisionare il missile ogni due anni, raramente eseguita. La strumentazione è attiva solo per i primi 68 secondi dopo il lancio con il motore KBKhM 9D21 che offre 13.380 kgs; l'unica correzione aggiuntiva possibile è l'interruzione del flusso per assicurare la gittata minima; la velocità massima è di 1.500 m.sec, 1.130 m.sec all'apogeo, che arriva a 24 km per i tiri a corto raggio (50 km) e 86 km per i tiri a massima portata. Il missile, all'impatto, arriva a 1.400 m.sec. La potenza degli Scud era tuttavia inficiata dalla scarsa precisione, per cui in genere erano usati con testate NBC, ovvero chimiche e nucleari. Le testate sono sempre in un involucro di 2,87 m e pesante totalmente 985 kg, il che aiuta moltissimo per rendere semplice il calcolo della traiettoria balistica per tutti i missili con le varie testate, che sono intercambiabili senza problemi. La prima nucleare è stata la RDS-4 da 50 kT dello Scud-A, ma negli anni '60 è attivata una serie di armi di 100 kT, oppure da 5, 20, 40 e 80 kT. Esse erano utili per i due tipi di 'Scud', ma negli anni '70 c'erano le 9N72 dell'SS-1c 'Scud-B', che erano una serie di testate nucleari dalla minore radioattività rispetto alle precedenti, mentre al contempo erano molto più potenti: 200, 300 e 500 kT, cosa che tutto sommato, per un'arma semi-strategica ma impreciso, era del tutto sommato una cosa necessaria. Per le testate chimiche c'erano diversi tipi dei quali è nota in particolare la 8F44G Tuman-3, con 555 kg del letale gas nervino VX e di una piccola carica di scoppio che detonava in quota e apriva il resto della testata, che così copriva con una mortale nube di gas tutto un largo territorio, che con condizioni ottimali di vento era di 4 km di lunghezza e 600 di larghezza. I tipi HE, poco usati e considerati dai sovietici per la loro scarsa precisione, erano anzitto l'8F44F che ha una carica da 545 kg, capace, con l'impatto, di provocare un cratere largo 12 metri e profondo 1,.5-4 a seconda della consistenza del terreno o della roccia. Ma vi sono anche delle più pericolose testate a submunizioni: la più pericolosa, o almeno la più nota, è la Kasetka, con 42 ordigni da 122 mm di calibro di tipo frammentazione-perforante, con peso di ben 12 kg di cui 3 di esplosivo; vi è anche una testata con 100 munizioni da 5 kg con 1,2 kg di esplosivo, il cui raggio letale sarebbe di 160-250 metri; pare che vi siano anche testate FAE (Fuel-Air Explosive), a rilascio di mine o di submunizioni controcarri, ma non è certo nemmeno se esistano.
 
I primi Scud-B avevano il TEL del precedente 'Scud-A', costituito da un 2P19 cingolato, su base della famiglia 'Stalin'. Anche se andava bene per il movimento fuori strada, era lento, e sopratutto trasmetteva troppe vibrazioni alla componente elettronica del missile durante la marcia. Così dalla metà anni '60 si usò il MAZ 543 8x8 nel tipo P, un bestione da 8 ruote motrici, noto anche come, in questo aspetto (dei tanti che ha ricoperto) come 9P117M. Il mezzo ruotato, molto più veloce e adatto, è lungo 13,36 m, largo 3,02, peso 30,6 t e 37.400 kg con il missile, altezza 3,3 m e luce libera dal suolo di 44 cm; il motore D-12 diesel ha ben 580 hp di potenza; stranamente per un mezzo ruotato, sopratutto così pesante, risultano eccellenti le capacità di movimento fuori strada, mentre su strada non è particolarmente brillante: 650 km di autonomia, 450 se il missile è a bordo; 500 km fuori strada (ma senza missile); velocità max attorno ai 60 kmh. I primi tipi avevano una specie di 'gabbia' che permetteva la ricarica autonoma del missile, ma la soluzione venne considerata troppo complessa; il generatore di bordo è da 10 kW. La gru di ricarica del missile, con un apposito mezzo, è la 9T31M, che prende 45 minuti di tempo per portarli da un rimorchio 2T3; il generatore del TEL serve pe ri due sistemi idraulici per alzare la rampa di lancio dallo chassis alla posizione adatta, il che prende 4 minuti di tempo; tutte le operazioni di lancio sono autonome e vi è un equipaggio di sette persone a bordo, di cui uno è il capopezzo, ma ci sono anche il puntatore, tercnico, guidatore e tre serventi. Il missile non è azionato dalla cabina ma da un vano posteriore con una specespecie di box di controllo nella parte destra del mezzo, tra il secondo e il terzo assale del camion. Vi sono molti dati da calcolare per consentire un lancio corretto, tra cui la conoscenza delle condizioni atmosferiche nel raggio di 60 km dal mezzo di lancio, inclusa la pressione e l'umidità, nonché ovviamente direzione e forza del vento. Per riuscirci è necessario l'uso di palloni-sonda delle sezioni meteorologiche, che hanno anche radar meteo RMS-1 e RPS-1, oppure il sistema ARMS-3 Ulibka; da questa raccolta di dati ,trasmessa al mezzo comando 9S436 e rielaborata, si danno infine i dati per i TEL, che sono a breve raggio: 50-150 metri, ma possono anche arrivare a diversi km di distanza dal loro veicolo comando e controllo. Dopo che i vomeri sono stati abbassati e gli ultimi dati calcolati dal TEL, viene azionato un sistema che pompa il carburante necessario per l'accensione del missile, il quale è innalzato a 90 gradi precisi grazie ad un sistema di calcolo giroscopico. Poi si accendono le batterie e attivato l'INS; il missile deve quindi essere lanciato entro 15 minuti, o le batterie di bordo gli si scaricheranno non avendo un modo diretto per restare in carica. Il lancio avviene 12 secondi dopo l'ordine, perché serve tempo per pompare il carburante e l'ossidante nel motore acceso; questo per quattro secondi circa è al 30% della potenza, dopo di ché aumenta al massimo e lo 'Scud' sale al cielo. In tutto l'operazione di lancio ha richiesto circa un'ora per essere espletata al meglio. Naturalmente, il prezzo di un'errata preparazione è una scarsa precisione anche per gli standard del missile in parola.
 
 
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