Pensiero castanedico/Fondamenta del Pensiero castanediano: differenze tra le versioni

Castaneda asserisce che il suo maestro don Juan lo aveva consigliato ed esortato a "non perdersi" nei numerosi mondi nuovi che poteva arrivare a percepire; in quanto l'unica cosa importante, al momento della morte, era la "Libertà" di poter continuare a "percepire-rsi". Non doveva perciò quindi cedere alle "lusinghe" o alle "bellezze" che in essi avrebbe potuto trovare..
 
...il "guerriero" mirerebbe a riguadagnare la propria '''libertà perduta''', che gli sarebbe stata tolta da entità chiamate da Castaneda "esseri inorganici" (o "predatori", nel capitolo "Ombre di Fango" del libro ''Il lato attivo dell'Infinito''); libertà di "percepire" veramente: chi è, da dove viene, ma soprattutto.. dove sta andando.. e... dove vuole andare. Per poi "concretizzare" appunto questo suo "volere", grazie al "[[potere personale]]" che avrebbe accumulato durante tutta una vita d'"impeccabilità" (essere "impeccabili", fa parte dello "stato d'animo del guerriero").
 
'''Recuperare la propria Totalità: il ''Salto alla "libertà'' Totale"'''
Utente anonimo