Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-133"

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La T.I. a metà anni '60 iniziò a sviluppare bombe a guida laser, che cambiarono il modo di intendere la guerra aerea. Eppure non era da allora che venivano usate armi intelligenti: i primi esempi di ordigni aria-superficie guidati risalgono addirittura alla I G.M., e l'uso pratico data dalla II.
 
Ironicamente, il programma iniziò nel 1965, quando la guerra in Vietnam era appena cominciata. Eppure, la prima bomba nel SE asiatico non venne usata fino al 12 maggio 1968 non fu prima del 1971 con l'operazione 'Steel Tiger' sul Laos che vennero utilizzate dai Phantom D, quando oramai la guerra in Vietnam era chiaramente persa. Vennero poi utilizzati nel marzo 1972 per colpire i cannoni M46 utilizzati dai nordvietnamiti nella Piana delle Giare, e poi contro le forze vietnamite che irruppero quell'anno durante l'Invasione di Pasqua. Queste bombe vennero utilizzate per distruggere postazioni d'artiglieria, per eliminare anche carri armati grazie alla collaborazione con gli OV-10 Bronco del programma 'Pave Nail'. A parte questo, il loro impiego divenne presto strategico. Il principale utente era il 4 TFW, già noto come 'Branco di lupi distrutturidistruttori di MiG' avendone abbattuti, durante la campagna Rolling Thunder, più di ogni altra unità dell'USAF, e da allora noto piuttosto come 'Distruttori di ponti'. Il Thanh Hoa, ovvero le 'fauci del Drago', era un ponte strategico in cemento, destinato al traffico su rotaia. Esso era stato attaccato con quasi 1.000 sortite da caccia americani negli anni precedenti, durante la campagna Rolling Thunder. Missili Bullpup e bombe da 340 kg vennero ampiamente utilizzate, ma causarono solo danni superficiali. Non era facile abbattere un ponte dalla bassa struttura, che si ergeva sopra un fiume, era lungo 165 m e largo 17, con piloni di cemento di dodici metri di diametro. Era chiaramente un osso duro, e per danneggiarlo durante la campagna di cui sopra, arrestatasi dopo il '68 (di fatto, nonostante la guerra in Vietnam durò ufficialmente 10 anni, i combattimenti più accaniti si verificarono nel periodo 1965-68, fino a che con l'invasione del Tet gli americani cominciarono a considerare di non poter vincere la guerra e iniziarono il disimpegno), andarono persi 84 aerei.
[[Immagine:Paveway ILA06.JPG|250px|left|thumb|]]
Stavolta con le LGB e EOGB le cose andarono diversamente: i vietnamiti erano armati pesantemente, ma i Phantom stettero a distanza: un primo attacco con 8 aerei e altri 4 che stesero in avanti una cortina di chaff per limitare la pericolosità dei SAM si risolse con gravi danni il 27 aprile, pur dovendo usare solo le EOGB ovvero le armi a guida TV, simili alle Walleye perché la nuvolosità impediva la designazione continua con i laser. Per causare danni irreversibili un altro attacco venne portato il 13 maggio e distrusse la campata occidentale del ponte, utilizzando anche diverse LGB da 1.361 kg. Nessun aereo dei 14 partecipanti venne danneggiato, in grande contrasto con quello che avveniva in precedenza. Altre decine di ponti sarebbero stati distrutti o danneggiati in seguito, nell'arco dell'operazione Linebacker I.In tutto le 25.000 bombe 'Paveway' in vari formati che vennero lanciate distrussero o colpirono, pare, ben 18.000 obiettivi. Benché il costo fosse decine di volte superiore a quello di una bomba normale, una LGB aveva un'efficacia molto superiore e rendeva possibile attacchi di precisione da quote e distanze prima impossibili. Un obiettivo tipico richiedeva mediamente 209 bombe aeree sganciate manualmente, oppure 40 con l'ausilio del computer balistico. Ma appena 1,4 se queste erano a guida laser. Come si vede, c'é di che discutere su questi dati: se le bombe tirate da piattaforme non sofisticate erano 'no match', il costo delle armi guidate era tale da superare i benefici quando c'era il confronto con le munizioni non guidate, ma tirate da piattaforme capaci. In altri termini, il rapporto era di circa 25:1 anziché 50-100, come necessario per accordarsi con la differenza di costo tra una normale bomba serie 80 e un derivato laser. Ma i rischi corsi erano molto minori e salvare un aereo e il suo equipaggio valeva molto di più del costo teorico delle armi usate. Ovviamente c'erano dei limiti: le LGB erano utili quando le difese erano pericolose, e-o gli obiettivi richiedevano colpi in pieno. Altrimenti, le normali armi aria-superficie erano più che sufficienti per la maggior parte dei casi.
A parte questo arrivò la bomba HOming BOmb System o '''HOBOS''' per l'USAF, con un sistema modulare basato su un sensore elettro-ottico TV, poi sostituito da un sistema IR per l'impiego notturno. Prima era il KMU-353A/B e KMU-390/B per la guida TV, poi il KMU-359/B con sistema IR. Sono utilizzati sia cone le bombe M1118 che con le armi ben più frequenti Mk 84. Il GBU-15 è la sua versione planante, subito mandato anche agli 'amici' d'Israele, con modulo anteriore cruciforme, modulo controllo e di stabilizzazione posteriore nonché uno per la trasmissione dati. Era in sostanza la versione per l'USAF della Walleye anche se solo in termini filosofici, visto che le tecnologie erano diverse. Essa è armata con bomba Mk 84 o distributore SUU-54 con le sue 1.800 bombette BLU-63 o 66.
 
La GBU-15 è per bombe Mk-84 o dispenser SUU-54, con guida IIR o TV per i tipi /2B o /1B; il tipo dispenser è stato accantonato, mentre altre sono state usate con testate semi-perforanti. La guida era possibile con un datalink Hughes, con uno schermo di presentazione delle immagini viste dal missile nel cruscotto e i comandi di volo trasmessi dall'aereo per guidare l'arma a grandi distanze (decine di km) oppure lasciare che viaggiasse autonomamente dopo avere acquisito il bersaglio; senza il pod di trasmissione dati è invece necessario l'aggancio prima del lancio; l'arma della Rockwell (capocommessa) era già stata prodotta in oltre 3.000 esemplari al 1995. Esse pesano 1.140 kg e hanno gittate tra 13 e 25 km a seconda della quota di lancio. Infatti quest'arma ha un motore a razzo aggiuntivo, come la Walleye, il Bullpup (inizio anni '60 e fine anni '50) e la AGM-123 Skipper II sviluppata al China Lake Naval Weapons Center con finalità orientate all'attacco antinave, entrata in servizio nel 1985 e azionata da un sistema laser Paveway (è la GBU-16) e dal motore a razzo Aerojet del missile TI AGM-45 Shrike. La AGM-130 è un''altro tipo ancora, la GBU-15 con motore a razzo sotto la testata bellica, con una portata accresciuta a livelli che oramai sono da missile ASM e di quelli 'grossi': peso 1.323 kg, gittata 25-70 km a seconda della quota, con testata Mk 84 o BLU-109/B; è stata ordinata nel 1990, con una produzione iniziale di 397 esemplari, di cui il tipo prodotto a metà anni '90 con un sensore migliorato IIR con una matrice di 256x256 elementi su piano focale, o un sistemsistema CCD (Charge Coupled Device); in seguito è arrivato anche un sistema INS/GPS e la precisione aumentata a circa 1 m; i programmi erano di sostituire il motore a razzo con quello a turbina del Northrop AGM-137 TSSAM.
 
La versione a razzo della GBU-15 è l'AGM-130. Questo cambio di designazione indica chiaramente che viene considerata come un missile. Insomma, presa una bomba munendola di 'intelligenza', le si diede anche il motore e a quel punto divenne in sostanza un missile tattico a breve raggio, con un CEP di circa 6 m e raggio di 24 km a bassa quota. Uno degli utilizzatori di quest'arma è l'F-111. L'F-111C australiano le ha avuote, ma anche gli F-111F dell'USAF l'avevano: di fatto le bombe laser erano le loro uniche munizioni guidate anche se non vennero utilizzate per l'incursione su Tripoli dell'86. Sarebbero invece state ampiamente utilizzate nel '91 in Irak, dove vennero impiegati gli Aaadwark. In totale vennero utilizzati non meno di 10 EF-111A del 366th TFW e 66th TFW, 22 F-111E del 20th TFW, e sopratutto i 46 F-111F del 48th TFW che lanciarono 5500 bombe di cui ben 4660 guidate (fino a 4 per missione) con 2200 bombe stimate a segno nell'arco di 2500 missioni belliche. Distrussero o colpirono 920 mezzi corazzati, 245 shelters, 113 postazioni fortificate, 252 pezzi d'artiglieria, 13 piste e 64 ponti. Nell'occasione vennero anche utiilzzateutilizzate 2 GBU-28 'Joe Louis', bombe speciali da penetrazione ricavate provvisoriamente niente di meno che dai cannoni degli incrociatori 'Salem' da 203 mm, segati e riempiti d'esplosivo per un totale di 2130 kg sul centro di comando della base di Al Thaj. In seguito arrivarono bombe di tipo meno improvvisato, sempre pensate per penetrare anche di 30 metri nel terreno (la prima di queste sperimentata a Eglin, penetrò tanto nel terreno che non si riuscì a recuperarne i resti..).
Per il futuro si pensava già a sistemi di tipo anche più autonomo, con la sperimentazione, negli anni '80, di kit inerziali di tipo miniaturizzato, con la Northrop e la Boeing che svilupparono diversi tipi di armi IAM (Inertially Aided Munition) come dimostratori tecnologici. Da qui anche i dispenser WCMD, pensati con un distributore SUU-65 e gittata di 13 km da 7,6 km. Ma per attacchi maggiormente precisi si pensava anche alla guida GPS; la Northrop aveva proposto le GAM abbinate al sistema GATS del B-2 e B-1, mentre Boeing e Rockwell avevano proposto le GAM-15, bombe plananti GBU-15 con un sistema di guida MITGTS, ovvero GPE e INS integrati, della Rockwell. Ma erano già allora, causa l'elevato costo, delle soluzioni provvisorie, in attasaattesa delle famose JDAM, per le armi Mk-83, 84 e dispenser BLU-109, i cui contratti di sviluppo vennero passati alla Martin-Marietta e MDD nell'aprile del '94 (Fase I), poi nella Fase II si voleva integrare la spoletta elettronica Motorola e la capacità di stoccare l'arma senza manutenzione per 10 anni. Infine la Fase III già allora prevedeva un sensore IIR per aumentare la precisione, o anche un radar MMW per dare un CEP di 10 m. I lanci delle armi eran previsti dal 1996 con gli F-16.
 
[[Immagine:AGM-130.jpg‎|300px|left|thumb|Una AGM-130]]
Le munizioni sono più economiche rispetto alle bombe LGB (kit di guida circa 20.000 dollari contro i 100.000 delle LGB). Sommando la semplicità di costruzione con tanto di kit (prodotti oltretutto da una una fabbrica molto piccola, con solo alcune decine di dipendenti), capacità ognitempo, elevata precisione, potenza distruttiva.
 
Ecco come la cosa funziona<ref>Nativi, Andrea: ''JDAM: l'arma ch ha rivoluzionato la guerra aerea'', RID novembre 2002 p.41-48</ref>: prendiamo un caccia come l'F-111 con 4 bombe LGB, da piazzare tutte su altrettanti bersagli. Arriva a bassa quota, lancia le armi (se non ci sono designatori esterni) a qualche km di distanza dall'obiettivo, piuttosto alla mercé della difesa antieraeaantiaerea. Oppure rischia e vola a media-alta quota, il che significa necessariamente esporsi molto di più alla difesa antiaerea. Le bombe laser hanno una gittata di una decina di km dalla sorgente del laser designatore, e se c'é cattivo tempo è anche più difficile raggiungere tale risultato, vuoi per i sistemi di guida della bomba che per quelli elettro-ottici di visione dell'aereo. Ora, nel caso si ritenga che sia meglio utilizzare la maggiore quota e gittata di queste armi bisogna considerare i rischi connessi: se la minaccia è solo a bassa quota, e a media-alta è irrilevante, allora è senz'altro verosimile utilizzare un profilo di volo medio-alto. Ma per questo è necessario volare con una forte scorta oppure affrontare una minaccia ridotta, tipo i soliti MiG-21 o 23 e i missili SA-2 e SA-3. Ma che succede se si tratta di un sistema missilistico Patriot o SA-10 e c'é un reparto da caccia con F-15 o MiG-29? la cosa diventa certo più difficile e i numerosi minuti di tempo necessari per guidare tutti questi ordigni non saranno trascurabili. In molti casi pratici le LGB sarebbero quasi inutizzabili, detto in altri termini. Molto meglio una EOGB o un missile Maverick che è quasi la stessa cosa, solo che ha un motore di accelerazione. Ma ancora resterebbe la limitazione del numero di armi utilizzabili in contemporanea e dei tempi d'ingaggio. Inoltre sono armi costose, circa 100 mila dollari. Ora ripetendo la stessa azione con un F-15 con le JDAM, la cosa non suona allo stesso modo. Arriva, sale in una veloce cabrata, lancia le armi da una decina o più di km e se ne va. Poi queste sapranno dove andare. Chi glielo dice? L'INS, che già garantisce una precisione di qualche decina di metri, e la correlazione con i dati del GPS, che riduce l'errore di qualche metro. Entro un minuto le bombe arrivano e colpiscono tutti i bersagli, mentre l'aereo è già in fuga, al sicuro. Come se tutto questo non bastasse, i kit costano meno di 20.000 dollari l'uno. Ecco perché si tratta di un 'uovo di Colombo'. Non ci sono grosse spese di acquisto, non ci sono problemi di ingaggi meteo perché il GPS e l'INS non sono influenzabili significativamente dalle condizioni meteo; non ci sono problemi ad ingaggiare anche bersagli multipli in simultanea; non ci sono che impatti marginali sulla piattaforma di lancio perché non c'é bisogno di una sofisticatissima e costosa piattaforma laser-IR per la designazione; non c'é nemmeno bisogno di un addestramento particolarmente curato, perché si tratta di armi 'indipendenti'. In pratica con le JDAM c'é bisogno di due cose soltanto: trovare il bersaglio e disporre di una piattaforma di lancio (sempre di non usare direttamente i missili lanciati da navi o da terra). Differentemente anche dai più sofisticati sistemi INS il GPS garantisce sempre la stessa precisione, che si voli da 10 o da 1.000 km non fa differenza. Inoltre c'é un doppio sistema che garantisce ridondanza: se il sistema laser non funziona o la 'laserazione' dell'obiettivo non è eseguita correttamente, è LGB commettono errori anche di molti km, molto di più delle bombe stupide. Le EOGB e le armi ad autoguida in generale sono immuni (largamente) da questo problema, ma hanno la necessità di una 'maggiore intelligenza' installata, più costosa: devono cioè 'vedere' il bersaglio con sensori propri e poi 'agganciarlo' qualunque cosa succeda e volargli diritto contro, come una falena con il faro di un'auto. Mentre una LGB è più semplice perché la rotta, anzi il punto d'impatto glielo indica il sistema di base dell'aeroplano, che ovviamente non è 'usa e getta' e quindi, per quanto sofisticato, è 'ammortizzabile' per dozzine di lanci.
 
Ma nondimeno, esiste il problema dell'errore di ingaggio e di identificazione e le bombe, come successe nel 1986 in Libia, possono anche andare disperse di km andando magari a colpire, 'casualmente'(?) le ambasciate di varie nazioni neutrali. Le JDAM non hanno questo problema a meno che non si voglia davvero colpire un certo target: con un sistema satellitare e INS doppi non è pensabile ad un errore totale, mentre la precisione è appena inferiore rispetto a quella di una LGB, comunque dell'ordine dei metri.
Tornando alla JDAM, l'idea nacque nel 1991, certo ispirata dalla resa dell'allora piuttosto misconosciuto GPS. All'epoca le armi usate contro l'Irak erano solo per il 9% di tipo guidato e di queste la metà almeno erano a guida laser. Gli inglesi fecero di meglio con 1000 bombe su 6000 di tipo guidato. In seguito, sopratutto nell'ex-Yugoslavia la percentuale di bombe 'intelligenti' usate per ridurre le perdite tra i civili ha assunto percentuali record, ma anche i costi non sono stati trascurabili.
 
I team concorrenti per la nuova idea lanciata dal Pentagono erano vari, tra cui la Northrop, la Rockwell e la MDD. I contratti , nell'aprile 1994, per la dimostrazione e sviluppo da 18 mesi vennero stipulati con la Martin Marietta e la MDD per i kit di guida bombe, che avessero pesi di 1000 o 2000 lbs e CEP di 13 m (almeno la metà doveva cadere entro i 13 m di diametro). Alla fine vinse la MDD ed ebbe la responsabilità di una ricerca di pieno sviluppo nell'ottobre 1995. Da allora le cose son andate in crescendo: il primo contratto già si riferiva ad una serie di 4.635 kit. Dal 1996 ne vennero tirate 53 con una percentuale di successo del 95%, e poi (o compresi nel totale?) 22 lanci pre-operativi che videro un CEP di 10,3 m. La pruduzioneproduzione a basso ritmo vide un Lot 1 di 937 bombe GBU-32 da 907 kg, ordinate nel giugno 1997, e il mese dopo venne acquisita l'operatività con i bombardieri B-2, che da allora hanno queste armi tra le loro principali, se non addirittura le principali risorse. Nel dicembre 1998 arrivò anche l'abilitazione con il B-52H, ma la consegna di un'esemplare di serie non avvenne prima del giugno 1998. Aprile 1999, proprio durante la guerra sulla Ex-Yugoslavia vennero ordinati 2.527 JDAM per oltre 50 mln di dollari. Febbraio 2000, altro contratto per ben 162 mln di dollari e 7.427 JDAM, oltre a 916 per l'US Navy. In tutto sono stati ordinati in 4 lotti circa 15.000 ordigni, e inizialmente si parlava di 87.000 'pezzi', che da soli danno l'idea della dimensione che questi nuovi armamenti avrebbero finito per assumere negli arsenali USA, una volta che i 12 lotti ordinati fossero stati consegnati in toto. Poi nell'aprile del 2001 sono arrivati ordini per altre 11.054 bombe e finalmente il passaggio alla produzioen di massa, che nel settembre 2002 ha visto altre 18.840 bombe per 378 mln di dollari, che come si vede sono solo circa 20.000 per arma, di cui poche centinaia per la bomba vera e propria. In tutto le JDAM erano da comprarsi fino all'FY2007, ma gli impegni bellici 'dal vivo' non hanno purtroppo fatto scemare l'entità degli ordini che, lotto dopo lotto, sono arrivati all'incredibile cifra (n.b. al 2002) provvisoria di 236.000 'pezzi' pari a circa 200.000 t di armi: più del doppio di tutte quelle usate contro l'Irak nel 1991. Non bastasse questo flusso d'armamenti verso gli arsenali USA, sono inevitabilmente giunte richieste da Paesi 'amici': il primo a muoversi è stato Israele con 700 pezzi, la seconda è stata l'Italia con 900 per Tornado e AMX, forse anche per gli AV-8B. 3.000 ordigni, con un requisito finale massimo di 14.000, erano in finale per la Gran Bretagna contro una bomba GPS Paveway della Raytheon, mentre altri concorrenti per questa nuova bomba, eliminati, sono stati tra l'altro la Elbit, la Sagem e la vecchia e gloriosa Frazer-Nash, quella che costruiva le torrette difensive dei bombardieri britannici con mitragliatrici da 7,7 mm. Davvero i tempi sono cambiati.
 
Quanto al kit, prodotto in una fabbrica con poche decine di dipendenti, per esempio alla Boeing, che è la capocommissione del programma, a Saint Charles, Missuori. Questo stabilimento ha una forza di poche decine di impiegati ma è molto organizzato, ha prodotto nel passato i missili Harpoon e CALCM nonché gli SLAM. Era uno stabilimento con scorte 'just in time' per appena due giorni d'attività, che non hanno mancato di stupire, come in generale l'efficienza e le piccole dimensioni dell'impianto, l'inviato speciale di RID (A.Nativi). Inizialmente si pensava, nel '98, di produrre 1.000 esemplari al mese, ma con impianti dimensionati per 1.500, nel caso la 'pax clintoniana' avesse problemi, e ancora nel 2000 la produzione non oltrepassava le 700 bombe, anzi kit, mensili. L'efficienza era notevole, ma ancora non si vedeva come arrivare alle 2.800 bombe al mese chieste dai militari. I box di assemblaggio delle bombe sono concepiti per garantire una vita di 20 anni senza controlli di sorta, sono sottovuoto e antiurto. Da questa tranquilla fabbrica uscivano gli ordigni che stavano dando, dal 1999 sulla Serbia, la supremazia ognitempo agli USA. La volontà di produrre gli impennaggi di coda delle JDAM per l'AM da parte della MBDA era piuttosto curiosa vista l'efficienza dell'impianto americano e la bassa tecnologia e costo della produzione da fare in Italia.
 
==Bombe 'stupide'==
Le F.A. americane hanno introdotto nel tempo una incredibile varietà di bombe normali o 'iron bombs', ma sopratutto di bombe a grappolo -CBU- di triste attualità data la tendenza delle loro submunizioni a non esplodere all'impatto, creando dei micidiali e forse non del tutto involontari campi minati. Infatti, sia che si tratti di bombardare un territorio nemico da non occupare direttamente, che di contrastare le avanzate del Patto di Varsavia, questi 'errori' tornano tutto sommato utili, nella tragica logica bellica che non tiene certo in contro i civili e talvolta nemmeno le proprie forze armate. Un esempio di come nemmeno l'introduzione (ancora troppo recente, apparenementeapparentemente) di submunizioni con spoletta di autodistruzione a tempo abbia cambiato tanto le cose lo dà il Libano, dove si stimano in oltre 100.000 le bomblets lasciate inesplose dai tremendi bombardamenti israeliani, sia con artiglieria che con aerei del 2006.
 
Quanto alle bombe, le prime erano ordigni di tipo bellico, che però avevano una eccessiva resistenza aerodinamica per i moderni jets: siccome l'attrito aumenta al quadrato con la velocità, quello che a 500 kmh non è un problema grave lo diventa eccome a 800, e a questo si aggiunga pure che i caccia a reazione erano già di loro a corta autonomia rispetto ai loro predecessori. Inoltre una forma aerodinamica non consona alterava la traiettorie delle bombe, rendendole meno precise nonostante la grande stabilità come piattaforma di tiro che i jet dimostravano d'essere. Per stabilizzarle ci volevano impennaggi rilevanti, ma questi per l'appunto avevano elevata resistenza aerodinamica.
Altre CBU americane contengono munizioni antipersonale APAM, grosse come palle da tennis e con capacità di frammentazione, spesso usate come la migliore arma contro barchini veloci e imbarcazioni leggere. Le CBU americane dell'USAF hanno per esempio tra di loro le CBU-87/B con 202 submunizioni SUU-64/B a doppio effetto, anzi triplo: frammentazione, HEAT controcarro, incendiario. Molte le CBU utilizzate per la guerra in Vietnam come le CBU-19A/B e le CBU-30/A, ma questo conflitto è stato più famoso per i bombardamenti a tappeto, ma anche per il lancio dei terribili ordigni incendiari. Questi ultimi sono stati essenzialmente quelli al fosforo, incendiari ma con scarsa persistenza, utilizzati in realtà anche come armi fumogene o per marcare obiettivi, e quelle al napalm che è benzina gelatinizzata. Da notare che, a parte l'orrendo effetto antipersonale di cui sono capaci, queste armi sono state utilizzate molto (in Corea, per esempio) contro veicoli, anche contro carri armati, e dimostrandosi efficace, sebbene possa sembrare strano che un carro possa prendere fuoco. Certo che comunque i carristi erano ben più protetti dei fanti da tali armi. Per potenziare il napalm e farlo bruciare anche sott'acqua, visto che c'era il pericolo che qualcuno si gettasse in acqua per non bruciare, venne aggiunto anche fosforo o altri additivi al napalm. Tuttavia non tutte erano armi tanto letali: le bombe CBU 19 e 30 erano per esempio caricate con submunizioni caricate con gas CS lacrimogeno, con lo scopo di stanare i guerriglieri dalle foreste. Le CBU-52 erano invece con bombette a frammentazione anche contro le difese antiaeree, di cui queste armi sono i principali nemici.
 
Le CBU sono diventate anche LGB: per esempio, il distrubutoredistributore SUU-54 con 1800 bombette BLU-63 e/o BLU-86 controcarri e a frammentazione, integrati nel GBU-15 che è una nuova bomba guidata con sistema televisivo ma con capacità notturne.
 
A parte questo, sono da segnalare altre tipologie di armi: una è quella delle bombe ritardate, ovvero con ausili per consentirne lo sgancio a bassa quota senza pericoli per l'aereo lanciatore. Non era tanto difficile, a dire il vero, semplicemente utilizzare spolette a scoppio ritardato, cosa già utilizzata, per esempio, dai Mosquito inglesi nell'operazione Gerico. Ma con il rischio che le bombe si piantassero nel suolo senza causare grandi danni ad obiettivi campali, è stato ritenuto meglio dotare le bombe di accorgimenti diversi. Uno è il 'ballute' ovvero una sorta di paracadute 'a palla', dato da una sorta di sacco che si gonfia subito dopo lo sgancio, meno efficiente ma più sicuro dei paracadute normali che rischiano, a quelle velocità, di rompersi. Un altro tipo sono i kit 'Snakeye', ovvero 4 robusti petali che si aprono dietro la bomba, in metallo, orientati contro il movimento. Entrambi i tipi sono sopratutto per le bombe da 227 kg, e comportano un certo aggravio dei pesi, per esempio la Mk 82 Snakeye pesa 249 kg, tra l'altro più resistente all'aria.
Ben più sofisticate sono le mine del sistema ERAM, formidabile sistema di tecnologie avanzate per gli anni '80. In sostanza, era previsto allora di utilizzare contenitori SUU-65/B con le CBU-92/B. Che cosa è questo tipo di mina? Niente di meno che un sistema di ricerca e distruzione di carri a distanza. Ogni contenitore ne porta nove. Scendendo col paracadute, come se fossero una sorta di sonda spaziale aliena, aprono 4 gambe telescopiche di stabilizzazione, poi dispiegano tre antenne acustiche e azionano un apparato miniaturizzato di ricerca infrarossa, poi puntano con la loro torretta mobile verso il veicolo e il calcolatore stima la distanza e prevede la posizione futura. Poi spara una delle due submunizioni Skeet, che sono dotate di un sensore IR che 'sente' quando si trova sopra il veicolo dal suo calore. Allora esplode sopra di questo, a diversi metri di distanza, e l'esplosione della carica HEAT non lo colpisce direttamente, ma deforma il disco di rame che ha di fronte trasformandolo in un proiettile che, nonostante sia fatto di materiale relativamente soffice, perfora diversi cm di acciaio, sul tetto, dove anche un carro armato è vulnerabile, e in genere sul comparto motore da dove arriva più calore. Per quanto incredibile, questi letali arnesi, così complessi e dai principi di funzionamento tutt'altro che semplici ed economici, vennero sperimentati già con le tecnologie disponibili negli anni '80.
 
Un altro tipo di bombe sono quelle '''FAE''', ovvero Fuel, Air Explosive. Sono poco utilizzate, e quando lo sono, per impieghi tipo eliminare campi minati o aprire varchi nella foresta per elisbarchi. Ve ne sono di vari tipi, caricati con polvere d'alluminio o altri combustibili: hanno il vantaggio di costare poco e non portando con l'ossigeno (che nel TNT conta per il 42% del peso) possono emettere una energia molto superiore rispetto ai normali edifici. Il principio è quello che viene applicato quando una casa satura di gas salta in aria. Lo svantaggio è la necessità di un innesco che accende la nube di combustibile al momento giusto, e del fatto che v'è bisogno di aria per l'esplosione, oltre questo la pressione massima non è molto alta: non si possono distruggere obiettivi duri con cariche di questo tipo, come per esempio i carri armati.
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Le bombe più grandi sono le mostruose 'Daisy Cutter' da 6 t sganciate da C-130, ma di recente è stata sviluppata la '''MOAB''' da ben 9 t ancora più micidiale. Da non dimenticare le superbombe convenzionali 'Gland Slam' americane, simili a quelle inglesi e quindi pensate come queste armi del '45 per penetrare nel terreno prima di esplodere, facendo un effetto terremoto capace di far crollare strutture in cemento armato. Le armi inglesi erano da 9979 kg, quelle americane, portabili in un paio di esemplari dai B-36, erano da ben 18 t.
*'''Mark 12''' – Bomba per cacciabombardieri, allegerita rispetto alle altre(12-14 Kt).
La Mk 12 era una bomba leggera costruita dal 1954 e in servizio fino al 1962. Era piccola, molto di più di quanto non fossero le altre armi dell'epoca: appena 55 cm di diametro. Era ad implosione con 92 punti e pesava circa al massimo 544 kg. Potenza 12-14 kT.
*Mark 13 – Mk6 migliorata, ma cancellata nel 1954.L'Mk 13 era solo un'arma prototipica. Basata sull'Mk 6, ovvero il miglioramento della Mk 4 Fat Man non introduceva miniaturizzazioni, anzi era circa 155 cm di diametro e 320 di lunghezaalunghezza per 3.300 kg, ma aveva una potenza di 32 kT. Venne testata il 19 maggio '53. Di fatto, venne resa obsoleta dall'avanzamento dei lavori sulle bombe H e così venne cancellata nel settembre 1953.La sua versione migliorata, tuttavia, meritava un cenno: era dotata di 60 kg di uranio altamente arricchito, e sviluppava ben 500 kt. Venne anche testata in poligono, e prodotta in 90 esemplari nel 1953-56.
 
*TX/'''Mark 14''' – Bomba termonucleare, sperimentata con l'esperimento Castle Union. Prodotte 5. (5 Mt) . La Mk 14 era una bomba H, disegno sperimentale che venne prodotta in 5 esemplari nel 1954. Venne testata nell'aprile '54 nell'esperimento Castle Union con una potenza di 6.9 MT. Era un'arma speciale, sostanzialmente sperimentale pertanto non venne realmente intesa per operazioni. Della sua potenza, ben 5 MT erano dati dalla fissione, rendendola particolarmente 'sporca' ie. radioattiva. Pesava circa 13 t con un diametro di 155 cm e lunghezza di 5.64 m. e venne sganciata con un paracadute ritardante.
*'''Mark 17''' – La più pesante bomba americana, seconda solo alla Mk-24(10-15 Mt). La Mk 16 era una bomba di grande potenza distruttutiva, una H con deuterio liquido, dunque una bomba criogenica. Era un'arma sperimentale con peso di circa 18 t e 6-8 MT di potenza, costruita in sole 5 unità. Ancora, non può non colpire la rapidità con cui nei primi anni '50 vennero prodotte tante di queste armi nucleari, quasi che la loro produzione fosse ordinaria amministrazione per l'industria americana, mentre ancora oggi molti Paesi non sono capaci di fare altrettanto. Vennero prodotte queste armi speciali nel gennaio '54 e ritirate già ad aprile. D'altro canto vi era un solo B-36 modificato capace di portarle. La Mk 17 e la derivata Mk 24 erano le prime H prodotte in quantità, pesanti comunque qualcosa come 21 tonnellate e capaci di ben 15 MT. Nonostante la loro immensa potenza e la massa gigantesca, ne vennero prodotte 200 nella sola versione Mk 17 e 105 nella Mk 24, tutte tra ottobre 1954 e novembre 1955, praticamente una al giorno. La Mk 17 venne testata nell'esperimento Castle Romeo del '54. Tutte queste enormi bombe vennero ritirate in pochi anni: ottobre '56 per le Mk 24, mentre le Mk17 curiosamente resistettero fino all'agosto successivo.
 
La Mk 24 era un'altra H, basata sul terzo test H, Castle Yankee. Era una immensa bomba, la più pesante mai schieraraschierata dagli USA assieme alla Mk 17, capace nel test di cui sopra di esprimerer 13.5 MT, mentre nella versione 'operativa' esprimeva 10-15 MT: certamente, scampare al suo lancio da parte dei lenti B-36 era molto, molto difficile da credere, almeno in una condizione operativa reale.
 
*'''Mark 18''' – Arma nucleare sperimentale a grande potenza (Ivy King). L'Mk 18 era una bomba di modici 500 kT, a fissione, con sistema ad implosione a 92 punti, derivato da quello della Mk 13. Aveva uranio HEU, e poteva dare luogo ad esplosioni accidentali, anche quando non settata, di diversi kT. 90 prodotte, radiate senza rimpianti nel '56.
50 armi sono ancora in servizio, anche se come riserve. La W53 è un'arma per il Titan II, con massa ridotta a 3.690 kg, ed è la testata più potente mai portata da un ICBM americano, costruita in 60 esemplari nel 1962-63. Una venne coinvolta nell'esplosione di un silos Titan, ma per fortuna non esplose o si danneggiò. Ritirate nel 1988. Per fortuna, perché in caso di totale esplosione la palla di fuoco arriverebbe a 1-1,6 km per circa 12 secondi, uccidendo con il calore chiunque allo scoperto entro 29 km, e distruggere la maggior parte delle abitazioni e strutture entro 15 km, distruggendole totalmente entro i 5.7 km, radiazioni sufficienti per uccidere (senza considerare l'esplosione ) il 90 % delle persone entro i 4.7 km di distanza, come si vede, crescendo la potenza delle armi nucleari l'effetto del calore e onda d'urto aumenta rispetto a quella della radioattività
 
*'''B57'''(1963-1993). La B57 è un'arma tattica, ovviamente H, in servizio dal 1963. Essa ha 3 m di lunghezza, diametro 37,5 cm, peso di appena 227 kg. È dotata di paracadute, e puèpuò essere utilizzata con molti tipi di spolette, anche come bomba di profondità. Infatti non è molto potente, a seconda dei Mod. si arriva, tra lo '0' e il '4', a 5, 10, 10, 15, 15, 20 kT.Ritirata nel 1993, ma nell'insieme prodotta in qualcosa come 3100 esemplari. Largamente impiegata da aerei e elicotteri ASW.
 
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*'''B61''' (1966-oggi). La B61 è un'arma nucleare moderna, disegnata nel 1963 dai laboratori Los Alamos, la produzione a massa iniziò nel 1968.Era un'arma tattico-strategica, una H con peso ridotto. Ne vennero prodotte 3155, che ancora nel 2002 erano inservizioin servizio in circa 1265. Ne sono state prodotte 9 versioni, l'ultima delle quali è la Mod.11 del 1997, che serve per penetrare il terreno con funzioni anti-bunker. Prodotta per essere utilizzata dai piàpiù disparati aerei, dai vecchi F-100 ai minuscoli A-4, agli F-4 e F-111, F-15, F-16, A-6 e persino S-3 Viking, nonché i Tornado italiani e tedeschi, mentre quelli inglesi avevano la WE177. Difficile dire quante ne sono state prodotte, ma si dice che a tutt'oggi ne siano in servizio no meno di 480. È un'arma moderna, a testata selezionabile in potenza, diametro di 33 cm, lunghezza 3.58 m, peso appena 320 kg, variabile a seconda delle versioni. La sua utilizzazione riguarda anche gli attuali B-2 Spirit.
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La versione anti-bunker pesa 540 kg, sviluppata dal 1994 e entrata in servizio 3 anni dopo in 50 esemplari. In genere vi è un paracadute da 7,3 m in nylon. A parte questo, l'arma, rilasciabile fino a mach 2, ha una testata regolabile per esplosioni aeree, a contatto al suolo, paracadutata. Se necessario può essere rilasciata ad appena 15 m, con spoletta radar per l'esplosione. Il sistema di attivazione può essere settato, nelle versioni tattiche, a 0.3, 1.5, 5, 10, 60, 80, or 170 kilotoni . La Mod.11 ha forse una potenza di 10 kT, mentre la Mod. 7 strategica arriva a 340 kT. Attualmente sono attivi i Mod. 3, 4 tattici, il 7 strategico, il 11 antibunker.
In tutto, solo considerando le bombe a caduta libera, gli USA hanno prodotto (calcolo del tutto parziale) oltre 18.000 ordigni. Solo le B41 disponevano di una potenza di 12.500 MT, le B53 aggiungevano altri 2900 MT e via così. Solo le B41 erano capaci di esprimere l'energia della bomba di Hiroshima moltiplicata di '''un milione di volte'''. Tanto per capire la follia (MAD, Mutual Assure Destruction, ma solo quando l'URSS, alla fine degli anni '60 raggiunse la parità nucleare con gli States) della corsa al nucleare di quegli anni, nemmeno lontanamente avvicinata dagli attuali programmi nucleari, e senza nemmeno prendere in considerazione le altre cariche nucleari, dagli ICBM ai cannoni SR da 120 mm 'Davy Crockett'..
 
Un B-1B può portare 12 -24 H, mentre un B-52 può portare non meno di 8 bombe H, per un totale di decine di MT disponibili, giusto 10.000 volte Nagasaki. Ben presto le armi nucleari si diffusero presso i reparti aerei di tutti i generi, con gli A-4 Skyhawk, gli F-84, 86, 100, 105, A-3, A-5 etc. etc. ottimizzati per il loro impiego. D'altro canto non deve stupire dato che persino cannoni SR da 120 erano utilizzati per lanciare granate nucleari tattiche, per non dire dei missili Falcon: praticamente qualunque cosa potesse ospitare poche decine di kg era idoneo a portare, potenzialmente cariche nucleari, anche le valigette di team speciali con cariche da demolizione o mine predisposte. Certamente vi era stato un notevole progresso rispetto alle bombe da 4 t dei primordi. Forse il decennio 1955-65 fu quello in cui davvero qualche incosciente ai reparti più bassi poteva dare il via ad una guerra nuclarenucleare. Non mancavano nemmeno le cariche nucleari di profondità, che gli elicotteri e aerei NATO hanno continuato a portare a lungo assieme a quelle convenzionali, sempre più rare (da circa 161 kg), e ai siluri ASW.
 
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