Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-Missili 2: differenze tra le versioni

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[[Immagine:SCUD 2.JPG|330px|left|]]I primi missili tattici balistici sovietici erano i famosi 'Scud', entrati in servizio nel '57, contemporaneamente ai primi FROG.
 
====Generalità====
Vi è sempre stata molta confusione sui missili noti come R-11 e R-17, per la NATO rispettivamente Scud-A e Scud-B. In effetti vi sono state tante di quelle incomprensioni, che non è mai esistito l'SS-1a per la NATO, benché esista l'SS-1b 'Scud-A', tanto per fare confusione; del resto si temeva che i missili fossero scambiati per qualcos'altro, per esempio l'SS-1a era noto come la copia sovietica delle V-2, nota come R-1 e R-2 per i sovietici. Non solo, ma come si vedrà, gli 'Scud-C' o SS-1d e Scud-E non sono mai esistiti. Enorme è stata la diffusione di quest'arma così semplice e polivalente, anche con clienti insospettabili come gli Emirati Arabi Uniti, o nazioni in contrapposizione come Irak e Iran. Nell'ex-URSS attualmente solo l'Ucraina mantiene ancora circa 132 missili e vari lanciatori, mentre l'Afghanistan ancora dopo il 2001 aveva quattro lanciamissili; anche molte altre nazioni sono state dell'idea di disfarsene, tra cui gli EAU e l'ex-Patto di Varsavia eccetto, come detto, Kiev. Vi sono state anche notizie della sua esistenza in Ecuador e Congo, ma senza molta affidabilità. In tutto, forse, di 'Scud' ne sono stati prodotti circa 7.000 e 800 TEL (mezzi di trasporto ed elevazione). Non è in realtà facile stabilire quanti missili sono stati prodotti e il quantitativo qui sopra è quello stimato per la sola URSS, ma il missile è stato ceduto largamente anche a molti altri utenti che spesso ne hanno fatto largo uso e lo hanno prodotto più o meno totalmente in proprio, tra cui Egitto, Irak, Iran, Siria e Corea del Nord, nonché almeno per certi versi, presumibilmente anche la Cina. Quel che si sa è che vi erano (dichiarati) 667 lanciatori di SS-1 e 1.370 testate nucleari nel solo Patto di Varsavia, nelal 1991.
 
====Origini====
Poi vi sono le versioni speciali degli Scud. Prima venne usato l'R-2, la V-2 migliorata e primo missile sovietico a testata separata; fu il DB di Korolev che sperimentò i motori con propellenti IRFNA, acido nitrico a fumo rosso con derivati del kerosene, e l'uso di un motore simile a quello del Wasserfal, il SAM tedesco copiato come V-300 o R-101. DADa qui si arrivà al missile SS-1a ovvero all'R-11, sperimentato già dall'aprile del '53 e in servizio dal luglio del '55, ma inizialmente solo armato con testate convenzionali, pur con un CEP di ben 3 km (e imprecisioni anche di oltre 5 km nei tiri di prova); il lanciatore era una specie di trattorretrattore 8U227 che lo trainava in zona e poi lo trasferiva con una gru perad una piattaforma di lancio indipendente. Nell'aprile del '58 entrò finalmente in servizio l'R-11 con arma nucleare, il primo missile tattico atomico russo, esso era l'R-11M conche sostenne 27 lanci sperimentali, di cui uno con l'atomica a bordo. La carica era per lo più il tipo da 50 kt della famiglia RDS-4, la prima 'atomica' tattica sovietica. In seguito comparvero armi tra i 20 e i 100 kt, e la portata era di 150-270 km, comunque maggiori dei 190 dell'R-11 iniziale, ma con un CEP che arrivava, alla massima gittata, a ben 6 km. Nonostante ciò, l'arma era meglio progettata e con sistemi ridondanti all'interno, per esempio utili non solo per un volo corretto, ma anche per evitare ricadute del missile durante il lancio e la salita. Il peso aumentò da 5,4 a 5,5 t. Finalmente venne adottato anche il semovente vero e proprio, un TEL basato sul cannone ISU-152K, l'8U218. Il missile venne distribuito ad alcune brigate speciali missili indipendenti, e sotto il comando diretto del Comando delle forze di riserva o RVGK, a sua volta sotto il controllo dello Stato maggiore centrale e non direttamente dell'esercito. Essendo un'arma nucleare, era considerato, malgrado la gittata modesta, un'arma strategica a tutti gli effetti e solo in seguito si cominciò ad accettare che il campo di battaglia potesse diventare 'nucleare' e l'artiglieria dell'Armata Rossa divenne la Forza Missili e Artiglieria o RAV; i missili R-11M vennero organizzati su cinque brigate con 9 lanciatori, 200 mezzi e 1.200 uomini, con il compito di supportare le armate e i corpi d'armata. C'erano stati molti progressi, comunque, già nello scegliere i carburanti da usare al posto dei carburanti criogenici, piuttosto problematici da usare in sistuazioni campali. Nel caso dell'impiego dei sistemi missilistici era al livello tattico-operativo, quello che era per i lsupporto di corpo d'armata e divisionale, operativo era quello del Fronte o gruppo di armate, e quello tattico a livello di divisione. Nel 1962, finalmente, le brigate vennero anche schierate in Germania dell'Est, ma l'R-11M era ancora considerato un sistema non del tutto maturo, specie per via del carburante liquido, poco semplice da usare per i coscritti sovietici, non molto preparati a sistemi sofisticati. Ma lo sviluppo di missili a propellente solido come l'Onega e il Ladoga, con portate fino a 300 km, non ebbe luogo perché l'industria sovietica non era totalmente all'altezza della situazione (e infatti ha continuato a lungo ad usare i propellenti liquidi anche con armi come gli SS-11, quando gli equivalenti Minuteman erano a propellente solido); alla fine con i prototipi R-11MU ennero migliorati i propellenti e anche i sistemi di guida; tra il dicembre del '59 e il settembre del '61 vennero tirati armi di questo tipo a Kasputin yar e presto entrò in servizio il nuovo R-17, ovvero lo Scud-B; il precedente R-11/Scud-A verrà radiato tuttavia solo negli anni '70.
 
====Tecnica====
Ma perché lo 'Scud' è così popolare? La sua semplicità, sebbene limitante, ne è la risposta. Lo 'Scud-B', ovvero l'R-17 Kometa, è lungo 11,25 m e largo 88,5 cm, con peso al lancio di 5.847 kg senza testata bellica; la principale novità rispetto allo 'Scud-A' è un sistema di turbo-alimentazione per carburante più efficiente di quello dell'R-11; esso ha comportato molta economia di peso e molta potenza in più; il tipo precedente aveva serbatoi con sistema pressurizzato, che di fatto portava il carburante verso la camera di combustione; questo era semplice, ma i serbatoi stessi dovevano essere più robusti e pesanti e quindi l'arma era meno potente e più appesantita. Il missile R-17 dunque è riuscito a migliorarsi con un sistema d'alimentazione più pesante ma più efficace, e il suo peso struttural limitato a 2.076 kg si assomma a quello del propellente di 3.771 kg al lancio, con ossidane UDMH e carburante IRFNA, per un totale di 2.919 e 852 kg rispettivamente, i quali sono separati in due serbatoi: quello superiore ha il comburente e quello inferiore il combustibile. Sopra vi è il sistema di propulsione e in cima al missile, la testata; sotto vi è la camera di combustione singola e quattro alette di stabilizzazion; tra i due serbatoi vi è la pompa di rifornimento dei propellenti, perché l'arma è ricaricabile (e scaricabile) con prese per il carburante a metà della fusoliera. La portata massima assoluta è 300 km, ma quella pratica, per ragioni di precisione, è di 280, 270 nel caso dei primi SS-1C 'Scud-B', prima di essere leggermente migliorati. Il totale del tempo di combustione è 313 secondi; la gittata minima è di 50 km con tempo di volo di 165 secondi; quanto al CEP, esso è di 610 m, molto meglio comunque degli SS-1b Scud-A che pure ha una gittata minore. Il sistema di guida, per quanto rudimentale, è migliore di quello del LUNA/Frog e fornisce una precisione simile ma a gittate maggiori; l'INS si avvale di tre giroscopi per allinearsi verso il bersaglio al momento del lancio agendo sui sistemi di controllo, in particolare suelle alette di stabilizzazione da 1,8 m di apertura alare, con dei deflettori di getto. Il sistema di controllo è davanti al serbatoio anteriore e dietro la testata, con dei portelli di ispezione e la necessità, teorica, di revisionare il missile ogni due anni, raramente eseguita. La strumentazione è attiva solo per i primi 68 secondi dopo il lancio con il motore KBKhM 9D21 che offre 13.380 kgs; l'unica correzione aggiuntiva possibile è l'interruzione del flusso per assicurare la gittata minima; la velocità massima è di 1.500 m.sec, 1.130 m.sec all'apogeo, che arriva a 24 km per i tiri a corto raggio (50 km) e 86 km per i tiri a massima portata. Il missile, all'impatto, arriva a 1.400 m.sec. La potenza degli Scud era tuttavia inficiata dalla scarsa precisione, per cui in genere erano usati con testate NBC, ovvero chimiche e nucleari. Le testate sono sempre in un involucro di 2,87 m e pesante totalmente 985 kg, il che aiuta moltissimo per rendere semplice il calcolo della traiettoria balistica per tutti i missili con le varie testate, che sono intercambiabili senza problemi. La prima nucleare è stata la RDS-4 da 50 kT dello Scud-A, ma negli anni '60 è attivata una serie di armi di 100 kT, oppure da 5, 20, 40 e 80 kT. Esse erano utili per i due tipi di 'Scud', ma negli anni '70 c'erano le 9N72 dell'SS-1c 'Scud-B', che erano una serie di testate nucleari dalla minore radioattività rispetto alle precedenti, mentre al contempo erano molto più potenti: 200, 300 e 500 kT, cosa che tutto sommato, per un'arma semi-strategica ma impreciso, era del tutto sommato una cosa necessaria. Per le testate chimiche c'erano diversi tipi dei quali è nota in particolare la 8F44G Tuman-3, con 555 kg del letale gas nervino VX e di una piccola carica di scoppio che detonava in quota e apriva il resto della testata, che così copriva con una mortale nube di gas tutto un largo territorio, che con condizioni ottimali di vento era di 4 km di lunghezza e 600 di larghezza. I tipi HE, poco usati e considerati dai sovietici per la loro scarsa precisione, erano anzitto l'8F44F che ha una carica da 545 kg, capace, con l'impatto, di provocare un cratere largo 12 metri e profondo 1,.5-4 a seconda della consistenza del terreno o della roccia. Ma vi sono anche delle più pericolose testate a submunizioni: la più pericolosa, o almeno la più nota, è la Kasetka, con 42 ordigni da 122 mm di calibro di tipo frammentazione-perforante, con peso di ben 12 kg di cui 3 di esplosivo; vi è anche una testata con 100 munizioni da 5 kg con 1,2 kg di esplosivo, il cui raggio letale sarebbe di 160-250 metri; pare che vi siano anche testate FAE (Fuel-Air Explosive), a rilascio di mine o di submunizioni controcarri, ma non è certo nemmeno se esistano.
 
 
 
'''SS-1C 'Scud-B'''':
I Sovietici consideravano lo 'Scud' un missile per azioni nucleari, in carico a livello d'armata; ma nonostante la sua relativa imprecisione, molte nazioni lo cominciarono a comprare negli anni '70, specie dopo la guerra del Kippur, guerra in cui gli arabi non erano riusciti a battere gli israeliani nel dominio dell'aria, ma che aveva anche visto il debutto in combattimento degli 'Scud'. Fu proprio l'Egitto il primo cliente, già dal '71, quando ebbe almeno 24 lanciatori e qualche centinaio di missil, che a tutt'oggi sarebbero in servizio, sebbene riuniti in un'unica brigata missili, eccetto qualcuno mandato alla Corea del Nord negli anni '80; in tutto l'Egitto dovrebbe avere ancora circa 100 missili di questo tipo in servizio. NOn è chiaro invece se lo 'Scud' sia stato clonato con il programma VECTOR, che era stato pensato assieme all'Irak nel 1990, e un altro con la Corea del Nord, per aumentare il raggio a 600 km. Inoltre vi è il Project T, che è stato pensato con la BAe inglese (all'epoca Arab British Dynamics), che poi lo abbandonò per non invogliare la proliferazione missilistica in Medio Oriente; così il programma è continuato con i Norcoreani e si è arrivati a missili migliorati da 500 km per 800 kg di testata e un CEP di 1 km; circa 90 i missili prodotti man on si sa quale sia il loro mezzo di lancio. Nel '74 lo Scud venne adottato anche dalla Libia, con circa 80 sistemi di lancio e 150-450 missili; in seguito ne abbe altri, assieme a 5 lanciatori, per il tipo Hwasong 6 nordcoreano, che venne fornito in circa 50 esemplari. Tuttavia dopo la fine degli esperimenti per le WMD, la LIbia ha dato agli USA i suoi missili nordcoreani, che sono stati poi usati per studi ed esperimenti. Gli Scud-B sono rimasti, ma con un programma per ridurne la portata massima per renderli maggiormente armi 'difensive'. La Siria comprò 9 lanciatori e molti missili, in eguito ebbe, negli anni '90, anche armi coreane del tipo già visto, grazie ai soldi sauditi per compensare i siriani della loro partecipazione per liberare il Kuwait; Iran e Corea del Nord diedero anche il loro contributo per sistemare dei complessi di lancio sotterranei ad Aleppo, Hama e Damasco, dove fabbricare questi missili, di cui sarebbe presente anche un tipo da 700 km di portata ma con soli 350 kg di testata e un CEP peggiore. I lanci del 2005 sarebbero stati parzialmente un fallimento e frammenti ricaddero anche sulla Turchia, forse staccatisi in volo. Tra le testate sviluppate dai Siriani vi sarebbero anche quelle cluster, ma caricate con gas nervini. In tutto dovrebbero essere in servizio 20 lanciatori Hwasong 6 con 120 missili e 18 lanciatori Scud-B con ben 550 missili (circa), probabilmente una parte di questi sarebbe anche di produzione locale.
*Dimensioni: 11,4 x0,84 m
*Pesi: 6.370 kg, testata 1.000 kg da 40-100 kT o HE, o chimica
*Gittata: 80-280 km con testata HE, max 180 con carica nucleare (forse da 2.000 kg)
*Caratteristiche: CEP 930 m a 180 km per lo Scud B, 1.100 m a 450 km per lo 'Scud-C'; motore a razzo monostadio liquido e sistema INS di prima generazione.
 
 
 
====Carriera operativa====
Il missile venne distribuito ad alcune brigate speciali missili indipendenti, e sotto il comando diretto del Comando delle forze di riserva o RVGK, a sua volta sotto il controllo dello Stato maggiore centrale e non direttamente dell'esercito. Essendo un'arma nucleare, era considerato, malgrado la gittata modesta, un'arma strategica a tutti gli effetti e solo in seguito si cominciò ad accettare che il campo di battaglia potesse diventare 'nucleare' e l'artiglieria dell'Armata Rossa divenne la Forza Missili e Artiglieria o RAV; i missili R-11M vennero organizzati su cinque brigate con 9 lanciatori, 200 mezzi e 1.200 uomini, con il compito di supportare le armate e i corpi d'armata. C'erano stati molti progressi, comunque, già nello scegliere i carburanti da usare al posto dei carburanti criogenici, piuttosto problematici da usare in sistuazioni campali. Nel caso dell'impiego dei sistemi missilistici era al livello tattico-operativo, quello che era per i lsupporto di corpo d'armata e divisionale, operativo era quello del Fronte o gruppo di armate, e quello tattico a livello di divisione. Nel 1962, finalmente, le brigate vennero anche schierate in Germania dell'Est, ma l'R-11M era ancora considerato un sistema non del tutto maturo, specie per via del carburante liquido, poco semplice da usare per i coscritti sovietici, non molto preparati a sistemi sofisticati. Ma lo sviluppo di missili a propellente solido come l'Onega e il Ladoga, con portate fino a 300 km, non ebbe luogo perché l'industria sovietica non era totalmente all'altezza della situazione (e infatti ha continuato a lungo ad usare i propellenti liquidi anche con armi come gli SS-11, quando gli equivalenti Minuteman erano a propellente solido); alla fine con i prototipi R-11MU ennero migliorati i propellenti e anche i sistemi di guida; tra il dicembre del '59 e il settembre del '61 vennero tirati armi di questo tipo a Kasputin yar e presto entrò in servizio il nuovo R-17, ovvero lo Scud-B; il precedente R-11/Scud-A verrà radiato tuttavia solo negli anni '70.
 
L'ordinamento dei missili Scud era teso ad usare testate nucleari e secondariamente chimiche, mentre le testate HE non erano molto considerate per la loro scarsa precisione e fabbricate essenzialmente per l'export, ma anche per colpire grossi obiettivi come gli aeroporti, se necessario; le testate chimiche erano mediamente solo una per ogni 25 missili, per il resto c'erano quasi esclusivamente testate atomiche. Le testate erano sotto la responsabilità del 12imo GRUMO, ovvero ispettorato del ministero della Difesa, che si occupava di armi nucleari, della loro utilizzazione e stoccaggio, che nel caso degli Scud era vicino al campo di operazioni previste con speciali brigate per il loro utilizzo. Ogni missile era sotto il controllo di tali unità e solo loro avevano le chiavi e i codici di lancio per le testate d'impiego delle armi atomiche. Le brigate missili erano in genere due per ciascun fronte e ogniuna era con due battaglioni, una cp tecnica, una meteo, una riparazioni, una rifornimenti, una genio, un plotone NBC e uno sanità; i missili erano sei e otto i rimorchi per i missili di riserva, nonché tre camion speciali per il trasporto delle testate atomiche, 10 mezzi comando, sette per il rifornimento di propellente e mezzi minori; dal '67 il MAZ 543 cambiò parecchio le cose; ogni brigata ebbe tre btg con 12 complessi totali e un numero ridotti di mezzi logistici. Lo Scud veniva preparato prima del trasporto, con il pompaggio del carburante e l'installazione della testata; poi veniva mandato in azione. Negli anni '70 alcune brigate ebbero anche 18 e 27 TEL, perché alcune unità erano state sciolte come messaggio di distensione, ma le altre avevano ancora lo stesso numero di lanciamissili. Ce n'erano 35 al 1991 con 450 TEL e forse anche più. Alcuni Scud-A vennero passati al Patto durante gli anni '60, alla fine di quel decennio arrivarono anche gli Scud-B, il tutto con brigate sul modello sovietico, mentre l'addestramento era sul poligono di Kasputin Yar; l'accesso alle testate atomiche era solo sotto autorizzazione sovietica. C'erano ancora, negli anni '80, quattro brigate polacche, tre bulgare, tre cecoslovacche, due tedesche, due rumene e una ungherese.
 
 
I Sovietici consideravano lo 'Scud' un missile per azioni nucleari, in carico a livello d'armata; ma nonostante la sua relativa imprecisione, molte nazioni lo cominciarono a comprare negli anni '70, specie dopo la guerra del Kippur, guerra in cui gli arabi non erano riusciti a battere gli israeliani nel dominio dell'aria, ma che aveva anche visto il debutto in combattimento degli 'Scud'. Fu proprio l'Egitto il primo cliente, già dal '71, quando ebbe almeno 24 lanciatori e qualche centinaio di missil, che a tutt'oggi sarebbero in servizio, sebbene riuniti in un'unica brigata missili, eccetto qualcuno mandato alla Corea del Nord negli anni '80; in tutto l'Egitto dovrebbe avere ancora circa 100 missili di questo tipo in servizio. NOn è chiaro invece se lo 'Scud' sia stato clonato con il programma VECTOR, che era stato pensato assieme all'Irak nel 1990, e un altro con la Corea del Nord, per aumentare il raggio a 600 km. Inoltre vi è il Project T, che è stato pensato con la BAe inglese (all'epoca Arab British Dynamics), che poi lo abbandonò per non invogliare la proliferazione missilistica in Medio Oriente; così il programma è continuato con i Norcoreani e si è arrivati a missili migliorati da 500 km per 800 kg di testata e un CEP di 1 km; circa 90 i missili prodotti man on si sa quale sia il loro mezzo di lancio. Nel '74 lo Scud venne adottato anche dalla Libia, con circa 80 sistemi di lancio e 150-450 missili; in seguito ne abbe altri, assieme a 5 lanciatori, per il tipo Hwasong 6 nordcoreano, che venne fornito in circa 50 esemplari. Tuttavia dopo la fine degli esperimenti per le WMD, la LIbiaLibia ha dato agli USA i suoi missili nordcoreani, che sono stati poi usati per studi ed esperimenti. Gli Scud-B sono rimasti, ma con un programma per ridurne la portata massima per renderli maggiormente armi 'difensive'. La Siria comprò 9 lanciatori e molti missili, in eguito ebbe, negli anni '90, anche armi coreane del tipo già visto, grazie ai soldi sauditi per compensare i siriani della loro partecipazione per liberare il Kuwait; Iran e Corea del Nord diedero anche il loro contributo per sistemare dei complessi di lancio sotterranei ad Aleppo, Hama e Damasco, dove fabbricare questi missili, di cui sarebbe presente anche un tipo da 700 km di portata ma con soli 350 kg di testata e un CEP peggiore. I lanci del 2005 sarebbero stati parzialmente un fallimento e frammenti ricaddero anche sulla Turchia, forse staccatisi in volo. Tra le testate sviluppate dai Siriani vi sarebbero anche quelle cluster, ma caricate con gas nervini. In tutto dovrebbero essere in servizio 20 lanciatori Hwasong 6 con 120 missili e 18 lanciatori Scud-B con ben 550 missili (circa), probabilmente una parte di questi sarebbe anche di produzione locale.
 
Quanto all'Irak, esso inizialmente comprò 11 lanciatori con una quantità di ben 800 missili e passa; le modifiche locali sono state ambiziose e tra queste da segnalarsi l'Al Hussein, uno Scud B con testata da 500 kg e serbatoi di maggiore capacità ma ovviamente, un CEP peggiore, forse addirittura di 3 km stando ai resoconti israeliani, visto che l'Irak lo usò anche contro di loro nel 1991. In tutto il peso del propellente è di circa 6,4 t, e il raggio minimo di 150 km, massimo di 650; la lunghezza è di 12,46 m con una sezione di missile aggiuntiva per ospitare più carburante, e che proviene da un altro missile 'Scud' sacrificato. La combustione era lunga 80-85 secondi, per il resto non c'erano molte differenze con le procedure di lancio dello Scud-B. Poteva essere lanciato dal mezzo a rimorchio a otto ruote Al Waleed, oppure il MAZ 543P originale, o anche da una postazine fissa con una piattaforma di cemento e una gru; o ancora il sistema Al Nida, con autocarro Scania o DB. L'Al-Hussein divenne presto operativo; altri missili erano l'Al Abbas e Al hijara. Il primo aveva raggio di 860 km, il secondo una curiosa testata di cemento che non è tanto un'arma della disperazione, ma una sorta di testata 'penetrante' contro le infrastrutture nucleari israeliane e iraniane, se soltanto fosse stato possibile colpirle con precisione (ma anche così, è dubbio che i danni sarebbero stati apprezzabili). Vi furono anche circa 30 testate a submunizioni chimiche destinate all'Al Hussein, ma non sono state mai usate e negli accordi di pace dopo il 1991 vennero considerate da distruggersi. Tuttavia, altre testate vennero reperite o comunque stimate esistere ancora negli anni '90, per un totale di 45-70 unità protette; e altre 25 erano di tipo batteriologico, anche se si tratta solo di una stima, tra cui armi con antrace e botulino. Ma dopo l'invasione del 2003, non si trovò traccia di tali armi, come del resto dicevano gli irakeni e la stessa ONU (H.Blix). Negli anni '90 quel che si sa è che l'ONU distrusse 44 Al Husseni e gli irakeni altri 78 più altre attrezzature tra cui 32 rampe di lancio fisse. Nonostante che l'ONU venisse esplusa nel 1998 e si pensasse che gli irakeni avessero ricominciato produrre missili, nel 2003 non si trovò traccia di questi ordigni. E' importante ricordare che Bush Jr volendo dimostrare che le WMD c'erano, sguinzagliò 1.300 tecnici ed esperti a setacciare l'Irak, ma non trovarono un bel niente.
 
L'esordio dello Scud, come è stato accennato, è avvenuto nella guerra del Kippur. C'erano 9 lanciatori e 18 missili della 65a Brigata d'artiglieria, che lanciarono tre missili, ma non contro obiettivi strategici, ma contro banali pontoni israeliani per l'attraversamento del Canale di Suez; ma l'imprecisione, nonostante pare fossero stati i consiglieri sovietici a tirarli, fu tale che nemmeno gli israeliani si accorsero delle esplosioni, ritrovando solo in seguito i crateri.
 
 
 
Nel 1982 avvenne il secondo impiego del missile: gli Irakeni della 224a brigata iniziarono a lanciarli contro le città di frontiera iraniane, con un effetto psicologico molto negativo e la corsa degli iraniani a qualcosa che somigliasse ad una risposta; i Pasdaran ebbero circa 20 missili libici con i i quali formarono il battaglione missili Khatam al anbya, poi diventato una brigata, della Forza aerea dei Pasdaran. Il primo lancio lo fece, tuttavia, solo nel 1985; nel frattempo l'Irak aveva tirato 33 Scud nel solo 1983, dopo i tre o più del 1982; altri 25 nel 1984 e 42 nei primi tre mesi del 1985, dopo di che vi fu la prima risposta iraniana. I primi lanci iraniani ebbero luogo contro Kirkuk e poi vi furono anche 13 missili contro Baghdad, tirando da 140 km dal confine. Era la prima Guerra delle Città; ma Teheran era troppo lontana e così i bersagli furono Dezful e altre città di frontiera. Così venne fuori il programma Al Hussein. Vi fu un cessate il fuoco parziale nel giugno del 1985 e gli Scud non vennero lanciati per un anno, fino al giugno del 1986. L'Iran tirò otto missili specie contro Baghdad, ma l'Irak insistette con la Libia e la Siria perché cessassero di rifornire l'Iran di missili e di assisterlo tecnicamente. Ma subentrò la Corea del Nord con parecchi missili Hwasong 5, di cui 18 lanciati nel 1987 con un massimo di tre armi il 29 febbraio 1988 contro la capitale irakena. Così iniziò la seconda 'Guerra delle città', tanto che lo stesso pomeriggio gli irakeni risposero con cinque Al Hussein, e stavolta l'obiettivo era Teheran. In tutto gli irakeni subirono nei 52 giorni successivi, ben 80 missili di cui 64 contro la capitale e gli altri contro le principali città irakene, nonché uno sul Kuwait; dal loro canto, tirarono ben 189 missili Hal Ussein e soli 4 Scud B. Gli iraniani usarono anche razzi a lungo raggio Oghab e Shahin. In tutto l'Irak lanciò 327 missili nelal geurra, mentre l'Iran, che pure rispose con un discreto numero di armi, ebbe almeno otto incidenti gravi con l'esplosione di altrettanti H.5 e la perdita dei lanciamissili e degli sventurati operatori. Ma chi subì di più furono senz'altro gli iraniani, con la loro capitale che era così distante dal confine (almeno 450 km) da non correre usualmente alcun pericolo. Ora invece era sotto tiro e c'era il fondato timore che gli irakeni usassero anche armi chimiche contro la città; meno di una settimana dopo l'inizio dei lanci quasi un milione di persone aveva abbandonato la città; le vittime, tra l'altro, furono molte, circa 2.000, poi aumentate nelle settimane successive, anche se sembrano un pò troppe per l'usuale inefficacia degli 'Scud' e derivati con testate convenzionali. Ma in ogni caso, l'Iran fu abbastanza scosso da accettare di lì a poco le trattative per la pace, in larga misura per questa minaccia sulla loro città.
Nel frattempo la Libia aveva tirato due missili contro Lampedusa nel 1986 contro la stazione LORAN americana, ma finirono a 4 km di distanza da questa. Non è chiaro nemmeno se il lancio sia mai avvenuto, ma la stampa dell'epoca parlò di testimonianze dirette dei missili che sollevarono colonne d'acqua gigantesche all'impatto con il mare.
 
Ma non era ancora tutto. I Sovietici stavano disimpegnandosi dall'Afghanistan, ma per il locale esercito si formò una brigata missili, la 99a con gli Scud, basata ad Afshur, con personale misto russo-afghano, anche se presto divenne solo nazionale; i primi lanci ebbero luogo nel tardo 1988 contro depositi di munizioni dei guerriglieri nel confine con il Pakistan. IL maggior impiego ebbe luogo con la difesa di Jalalabad, marzo-giugno 1989, quando questa era assediata dai guerriglieri: vennero lanciati ben 438 missili vennero lanciati; il solo ottobre 1989 vide il tiro di ben 995 missili contro obiettivi della guerriglia. I tiri erano da Kabul e nel caso di Jalalabad significava lanciare da 145 km di distanza; pare che, secondo i sovietici e afghani, i missili ebbero un ruolo fondamentale per far resistere la città, ma non è chiaro quanto danno possano avere fatto alla guerriglia, così elusiva; anche perché non pare vennerovenissero usati missili con testate ICM o chimiche. Molto più devastanti furono i tiri di ritorsione sui villaggi su cui i guerriglieri si basavano; un missile arrivò vicino Islamabad; 400 km dal punto di lancio, cosa resa possibile da un 'guasto', che gli diede oltre 100 km di raggio in più (non è noto in che modo tale risultato potesse essere archiviato). In tutto non meno di 1.554 missili vennero lanciati prima ancora della guerra civile afgana, e dopo ne vennero tirati altri 49 nel 1991-96, ripartiti tra le fazioni dei 'signori della guerra'.
 
Gli Irakeni alla 224ima brigata aggiunsero anche la 223ima, parzialmente completa e con i lanciatori Al Nida (solo quattro), che tuttavia nei tiri pratici furono un fallimento continuo. Nella guerra del Golfo del '91 vennero fatti 93 lanci; molti non ebbero l'affidabilità che ci si aspettava, inclusi quelli di diversi Al Hussein, che pure avevano poco meno che 'vinto la guerra' tre anni prima, che si disintegrarono o esplosero a 20 km di quota, durante il rientro nell'atmosfera. Vi furono 42 lanci contro Israele e il resto contro l'Arabia e altri Paesi del Golfo. Almeno tre missili erano del tipo AL Hijara, con testata in cemento. Gli americani misero in campo i Patriot PC-2, e sembrò che funzionasse nel ruolo antimissili; ma ora si è detto che questi missili hanno potuto colpire qualcosa in 82 casi su 93, e gli altri quasi tutti persi al momento del lancio; dei 51 ingaggiati dai Patriot, si parla di un totale di ben 140 missili tirati, solo il 5% sarebbe stato distrutto, ovvero due o tre armi; ma c'é anche chi dice che non venne ottenuto nessun risultato. Il fatto è che il Patriot, all'epoca, non era ancora affidabile, specie per il SW, in questo ruolo, e spesso non vide missili in avvicinamento o li vide e non c'erano; inoltre gli Al Hussein si separano dalla testata (sono qualcosa di simile ad un arma bistadio) durante il volo, per cui magari i missili hanno colpito i motori e serbatoi ma senza colpire la testata, o deviandola senza distruggerla. Tel Aviv, Haifa e Dimona vennero bombardate dagli Scud, ma gli israeliani resistettero alla tentazione di entrare in guerra, cosa che avrebbe quasi sicuramente sconvolto l'alleanza (araba) agli USA e agli occidentali in genere. Vi fu solo una vittima. Peggio andò a Dharhan, quando un missile Scud, sfuggito ai radar, colpì un centro logistico della grande base: uccise 28 soldati e una guardia saudite, e provocò circa 100 feriti. Questa fu la peggiore perdita che subirono gli americani in tutta la guerra. Dal canto loro le forze aeree eseguirono circa 1.500 o forse quasi 3.000 missioni a cacciare gli Scud, così come le forze speciali; ma anche se la cosa è controversa (forse qualcuno dei lanciatori mobili venne colpito, almeno stando alle dichiarazioni delle forze speciali e degli equipaggi degli A-10), non fermarono l'azione irakena, con i lanciamissili che potevano cambiare posizione dopo il lancio in 7-10 minuti e magari anche meno in emergenza. I satelliti USA d'allarme missilistico registravano, quando lo registravano, un lancio e davano le coordinate dopo due minuti, ma a quel punto c'era troppo poco tempo per far intervenire gli aerei e raggiungerli.
 
Gli Irakeni allaAlla 224ima brigata gli Irakeni vi aggiunsero anche la 223ima, parzialmente completa e con i lanciatori Al Nida (solo quattro), che tuttavia nei tiri pratici furono un fallimento continuo. Nella guerra del Golfo del '91 vennero fatti 93 lanci; molti non ebbero l'affidabilità che ci si aspettava, inclusi quelli di diversi Al Hussein, che pure avevano poco meno che 'vinto la guerra' tre anni prima, che si disintegrarono o esplosero a 20 km di quota, durante il rientro nell'atmosfera. Vi furono 42 lanci contro Israele e il resto contro l'Arabia e altri Paesi del Golfo. Almeno tre missili erano del tipo AL Hijara, con testata in cemento. Gli americani misero in campo i Patriot PC-2, e sembrò che funzionasse nel ruolo antimissili; ma ora si è detto che questi missili hanno potuto colpire qualcosa in 82 casi su 93, e gli altri quasi tutti persi al momento del lancio; dei 51 ingaggiati dai Patriot, si parla di un totale di ben 140 missili tirati, solo il 5% sarebbe stato distrutto, ovvero due o tre armi; ma c'é anche chi dice che non venne ottenuto nessun risultato. Il fatto è che il Patriot, all'epoca, non era ancora affidabile, specie per il SW, in questo ruolo, e spesso non vide missili in avvicinamento o li vide e non c'erano; inoltre gli Al Hussein si separano dalla testata (sono qualcosa di simile ad un arma bistadio) durante il volo, per cui magari i missili hanno colpito i motori e serbatoi ma senza colpire la testata, o deviandola senza distruggerla. Tel Aviv, Haifa e Dimona vennero bombardate dagli Scud, ma gli israeliani resistettero alla tentazione di entrare in guerra, cosa che avrebbe quasi sicuramente sconvolto l'alleanza (araba) agli USA e agli occidentali in genere. Vi fu solo una vittima. Peggio andò a Dharhan, quando un missile Scud, sfuggito ai radar, colpì un centro logistico della grande base: uccise 28 soldati e una guardia saudite, e provocò circa 100 feriti. Questa fu la peggiore perdita che subirono gli americani in tutta la guerra. Dal canto loro le forze aeree eseguirono circa 1.500 o forse quasi 3.000 missioni a cacciare gli Scud, così come le forze speciali; ma anche se la cosa è controversa (forse qualcuno dei lanciatori mobili venne colpito, almeno stando alle dichiarazioni delle forze speciali e degli equipaggi degli A-10), non fermarono l'azione irakena, con i lanciamissili che potevano cambiare posizione dopo il lancio in 7-10 minuti e magari anche meno in emergenza. I satelliti USA d'allarme missilistico registravano, quando lo registravano, un lancio e davano le coordinate dopo due minuti, ma a quel punto c'era troppo poco tempo per far intervenire gli aerei e raggiungerli.
 
Gli iraniani usarono gli Scud 'coreani' nel 1994 contro una base di iraniani anti-ayatollah, a 80 km dentro il territorio irakeno; i missili colpirono con due centri pieni il campo e causarono parecchi danni, ma no è chiaro se fecero vittime e se vi furono altri due attacchi dichiarati dai ribelli iraniani negli anni successivi.
Altri trenta missili circa vennero tirati dagli yemeniti secessionisti nella guerra civile del '94, per lo più contro Shaana, la capitale, che ebbe poche vittime. Si parla anche di quattro missili tirati contro i ribelli ceceni nell'agosto del 2001, ma per l'epoca gli Scud erano pressoché spariti e semmai furono SS-21.
 
Lo Scud è un'arma imprecisa, e i tipi con gittata aumentata lo sono anche di più. Lo H.6 coreano ha circa 1 km di CEP, l'Al Hussein ben 3 e così anche con testate atomiche non avrebberoavrebbe molta efficacia; con un CEP di 3 km e una testata da 20 kt potrebbero distruggere un bersaglio non protetto solo nel 27% dei casi oppure, con un CEP di 1 km, la stessa probabilità ci sarebbe con un obiettivo 'robusto'. Eppure i Siriani hanno missili pronti al tiro vicino alle alture del Golan, sebbene quest'ultimo stia mettendo in servizio degli UAV per sorvegliare continuativamente eventuali lanci e di attaccarli durante la salita con i missili di cui sarebbero armati, forse dei 'Derby' modificati.
 
 
Poi vi sono le versioni speciali degli Scud. Prima venne usato l'R-2, la V-2 migliorata e primo missile sovietico a testata separata; fu il DB di Korolev che sperimentò i motori con propellenti IRFNA, acido nitrico a fumo rosso con derivati del kerosene, e l'uso di un motore simile a quello del Wasserfal, il SAM tedesco copiato come V-300 o R-101. DA qui si arrivà al missile SS-1a ovvero all'R-11, sperimentato già dall'aprile del '53 e in servizio dal luglio del '55, ma inizialmente solo armato con testate convenzionali, pur con un CEP di ben 3 km (e imprecisioni anche di oltre 5 km nei tiri di prova); il lanciatore era una specie di trattorre 8U227 che lo trainava in zona e poi lo trasferiva con una gru per una piattaforma di lancio indipendente. Nell'aprile del '58 entrò finalmente in servizio l'R-11 con arma nucleare, il primo missile tattico atomico russo, esso era l'R-11M con 27 lanci sperimentali di cui uno con l'atomica a bordo. La carica era per lo più il tipo da 50 kt della famiglia RDS-4, la prima 'atomica' tattica sovietica. In seguito comparvero armi tra i 20 e i 100 kt, e la portata era di 150-270 km, comunque maggiori dei 190 dell'R-11 iniziale, ma con un CEP che arrivava, alla massima gittata, a ben 6 km. Nonostante ciò, l'arma era meglio progettata e con sistemi ridondanti all'interno, per esempio utili non solo per un volo corretto, ma anche per evitare ricadute del missile durante il lancio e la salita. Il peso aumentò da 5,4 a 5,5 t. Finalmente venne adottato anche il semovente vero e proprio, un TEL basato sul cannone ISU-152K, l'8U218. Il missile venne distribuito ad alcune brigate speciali missili indipendenti, e sotto il comando diretto del Comando delle forze di riserva o RVGK, a sua volta sotto il controllo dello Stato maggiore centrale e non direttamente dell'esercito. Essendo un'arma nucleare, era considerato, malgrado la gittata modesta, un'arma strategica a tutti gli effetti e solo in seguito si cominciò ad accettare che il campo di battaglia potesse diventare 'nucleare' e l'artiglieria dell'Armata Rossa divenne la Forza Missili e Artiglieria o RAV; i missili R-11M vennero organizzati su cinque brigate con 9 lanciatori, 200 mezzi e 1.200 uomini, con il compito di supportare le armate e i corpi d'armata. C'erano stati molti progressi, comunque, già nello scegliere i carburanti da usare al posto dei carburanti criogenici, piuttosto problematici da usare in sistuazioni campali. Nel caso dell'impiego dei sistemi missilistici era al livello tattico-operativo, quello che era per i lsupporto di corpo d'armata e divisionale, operativo era quello del Fronte o gruppo di armate, e quello tattico a livello di divisione. Nel 1962, finalmente, le brigate vennero anche schierate in Germania dell'Est, ma l'R-11M era ancora considerato un sistema non del tutto maturo, specie per via del carburante liquido, poco semplice da usare per i coscritti sovietici, non molto preparati a sistemi sofisticati. Ma lo sviluppo di missili a propellente solido come l'Onega e il Ladoga, con portate fino a 300 km, non ebbe luogo perché l'industria sovietica non era totalmente all'altezza della situazione (e infatti ha continuato a lungo ad usare i propellenti liquidi anche con armi come gli SS-11, quando gli equivalenti Minuteman erano a propellente solido); alla fine con i prototipi R-11MU ennero migliorati i propellenti e anche i sistemi di guida; tra il dicembre del '59 e il settembre del '61 vennero tirati armi di questo tipo a Kasputin yar e presto entrò in servizio il nuovo R-17, ovvero lo Scud-B; il precedente R-11/Scud-A verrà radiato tuttavia solo negli anni '70.
 
L'ordinamento dei missili Scud era teso ad usare testate nucleari e secondariamente chimiche, mentre le testate HE non erano molto considerate per la loro scarsa precisione e fabbricate essenzialmente per l'export, ma anche per colpire grossi obiettivi come gli aeroporti, se necessario; le testate chimiche erano mediamente solo una per ogni 25 missili, per il resto c'erano quasi esclusivamente testate atomiche. Le testate erano sotto la responsabilità del 12imo GRUMO, ovvero ispettorato del ministero della Difesa, che si occupava di armi nucleari, della loro utilizzazione e stoccaggio, che nel caso degli Scud era vicino al campo di operazioni previste con speciali brigate per il loro utilizzo. Ogni missile era sotto il controllo di tali unità e solo loro avevano le chiavi e i codici di lancio per le testate d'impiego delle armi atomiche. Le brigate missili erano in genere due per ciascun fronte e ogniuna era con due battaglioni, una cp tecnica, una meteo, una riparazioni, una rifornimenti, una genio, un plotone NBC e uno sanità; i missili erano sei e otto i rimorchi per i missili di riserva, nonché tre camion speciali per il trasporto delle testate atomiche, 10 mezzi comando, sette per il rifornimento di propellente e mezzi minori; dal '67 il MAZ 543 cambiò parecchio le cose; ogni brigata ebbe tre btg con 12 complessi totali e un numero ridotti di mezzi logistici. Lo Scud veniva preparato prima del trasporto, con il pompaggio del carburante e l'installazione della testata; poi veniva mandato in azione. Negli anni '70 alcune brigate ebbero anche 18 e 27 TEL, perché alcune unità erano state sciolte come messaggio di distensione, ma le altre avevano ancora lo stesso numero di lanciamissili. Ce n'erano 35 al 1991 con 450 TEL e forse anche più. Alcuni Scud-A vennero passati al Patto durante gli anni '60, alla fine di quel decennio arrivarono anche gli Scud-B, il tutto con brigate sul modello sovietico, mentre l'addestramento era sul poligono di Kasputin Yar; l'accesso alle testate atomiche era solo sotto autorizzazione sovietica. C'erano ancora, negli anni '80, quattro brigate polacche, tre bulgare, tre cecoslovacche, due tedesche, due rumene e una ungherese.
 
 
====Gli epigoni====
Ma vi furono degli sviluppi degni di nota dello Scud? Certamente, iniziando con l'R-11M; una versione navale, l'R-11FM o SS-N-1B er la NATO, era lanciabile da sottomarini, un programma d'emergenza che tuttavia doveva essere usato solo con il sottomarino in emersione. C'erano molti problemi da risolvere: e stare con il sottomarino emerso, se ne risolveva alcuni, ne causava di altri, perché lo scafo 'ballava' sotto l'influenza delle onde. Vi fu un sistema di stabilizzazione della piattaforma di lancio simile a quello delle torri d'artigleiria con dei giroscopi che raddrizzavano il battello sui tre assi, e il missile veniva lanciato solo quando questo era verticale. Altirmenti, un solo grado d'errore sarebbe stato un risultato mancato anche di decine di km e non si poteva sperare che il missile potesse correggersi da solo data la primordialità del suo sistema di guida; ma anche così i lanci non furono più precisi di 7 km d'errore. Ad ogni modo, già nel '54 i lanci da Kapustin Yar vennero fatti dei lanci sperimentali e si ricavò ben presto un pozzetto, poi due, per la vela dei sottomarini 'Zulu' diesel-elettrici, con due anni di esperimenti per un totale di 9 lanci, cosa che accadeva solo dopo avere messo fuori il missile dal pozzetto di lancio per metà dell'altezza, per aiutare i gas di lancio a sfogarsi. Un altro problema erano i propellenti liquidi, potenzialmente molto pericolosi, che in teoria dovevano essere ospitati per tre mesi ma che in pratica si degradavano molto prima. Inoltre le procedure di lancio erano complesse: il battello doveva stare immerso vicino alla superficie per due-4 ore prima del lancio, e con rotta costante; calcolare così la rotta a tarare bene il sistema giroscopico prima del lancio, poi emergere e metterci almeno 5 minuti per far salire il missile e lanciarlo, altrettanti per il secondo ordigno, troppo perché l'USN facesse finta di non saperlo, data la corta portata dell'arma, più o meno come quella terrestre. Ma nonostante i dubbi della marina, il complesso militare-industriale (oboronka) ebbe la maglio, e sette unità Zulu V entrarono in servizio tra il '56 e il '59, di cui quattro per il Mare del Nord e due per il Pacifico, l'altro era per funzioni addestrative, a rotazione. Ma dopo pochi anni il tutto venne ritirato, essendo decisamente troppo inefficiente e pericoloso da maneggiare nei sottomarini. SE non altro l'85% dei 6 lanci addestrativi ebbe successo.
 
 
Infine i missili R-17E da export, non progettati per le testate 'atomiche', con procedure di lancio semplificate ma anche meno accurate. L'R-17M era simile agli altri tipi ma con maggiore facilità di gestione e flessibilità operativa , tra cui serbatoi con rivestimento interno anticorrosione tali da poter ospitare anche per 90 giorni i propellenti a brodo. Quanto agli 'SCud C e D', la prima delle due è una denominazione per designare una versione del 1965 mai entrata in servizio con aumento della gittata e meno carico utile; e la seconda non è mai esistita così come la 'SCUD- E'. Gli USA, infine, hanno comprato 4 TEL nel 1995 ex-Patto di Varsavia con 30 missili, come bersagli per il programma Lockheed Willow Dune per migliorare le capcità dei missili Patriot; spesso questi test ebbero successo e vennero fatti con due-tre lanci annuali, e nel 2004 uno Scud venne lanciato da una nave dell'USN per verificare forse la fattibilità di lancio da parte di terroristi, di missili su di una nave modificata. GLi Al Hussein, inizialmente, erano costruibili solo con l'uso di ben tre Scud; poi ne bastò solo uno data la produzione in loco di alcune parti, ma non l'INS che per quanto semplice, non venne mai costruito localmente; i sovietici fornirono 118 missili nel 1988 e in tutto l'Irak produsse 250 nuovi missili; sacrificare vari Scud per un solo Al Hussein era considerato OK se c'era da colpire Teheran.
 
 
 
'''SS-1C 'Scud-B'''':
*Dimensioni: 11,4 x0,84 m
*Pesi: 6.370 kg, testata 1.000 kg da 40-100 kT o HE, o chimica
*Gittata: 80-280 km con testata HE, max 180 con carica nucleare (forse da 2.000 kg)
*Caratteristiche: CEP 930 m a 180 km per lo Scud B, 1.100 m a 450 km per lo 'Scud-C'; motore a razzo monostadio liquido e sistema INS di prima generazione.
 
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