Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-13: differenze tra le versioni

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Nel frattempo i Sidewinder L compirono un maggiore passo in avanti e nel 1982 alle Falklands ottennero facili vittorie (ma solo da settori poppieri, in sostanza il loro sistema di ricerca sofisticato capace di agganci frontali era utilizzato piuttosto per un affidabile aggancio posteriore) con 18 abbattimenti con 27 lanci, mentre anche in Libano ottennero vittorie contro i siriani. Molte vittorie anche per gli iraniani, mentre i pakistani ne ottennero 8 contro velivoli russi e afghani, in genere erano armati con due 'Lima' (L) e due 'Papa' (P), da utilizzare questi ultimi per gli ingaggi più facili. Relativamente rari i successi dei Sidewinder nel 1991 perché per la prima volta, la superiorità aerea americana con gli F-15 e gli AWACS riuscivano ad identificare e attaccare bersagli con ingaggi su radar da oltre 30 km. Il trend è continuato nel 1999 con 0 successi su 6 vittorie, tutte per gli AMRAAM. Di fatto, il miglior contributo del Sidewinder, costruito su licenza in Germania per la NATO (addirittura, nel 1986 si raggiunsero già i 10.000 esemplari), copiato in URSS (Atoll) e Cina (PL-2, poi migliorato come PL-5), è stato quello di dare alle aviazioni mondiali una diffusa e letale arma da combattimento aereo versatile ed efficiente, piccola e con pochissime richieste per la piattaforma di lancio. Per tutti questi motivi ne sono stati costruiti fin'oggi centinaia di migliaia di esemplari, e oltretutto missili come gli Shafir/Python, e forse anche i Magic sono partiti dalle sue tecnologie, e sono rimasti compatibili con esso.
 
 
 
 
 
===ASAT<ref>A&D Mag 87 p.38-39</ref>===
Gli USA erano interessati al programma SDI, ma non c'era solo quello. Molti anni prima, ben pochi si ricordano di un test in cui un bombardiere B-47 lanciò un missile 'cruise' appositamente modificato (forse uno skybolt??) che intercettò l'orbita di un satellite, ma l'arma non divenne operativa in questo senso. L'ASAT era il successore, e sopratutto, un ordigno molto più pratico ed economico. Il programma iniziò attorno al 1977 con uno stanziamento iniziale di 78,2 mln di dollari andati alla Vought come capo-commesa, per un'arma da rendere operativa tra il 1985 e il 1988.
 
Inizialmente era stato approntato un primo apparato antisatellite, a limitata operatività, basato sul 'NIKE Zeus', e che consisteva nel raggiungere una distanza entro 1,6 km da un bersaglio e poi fare detonare una testata da 1 MT. Qui invece ci voleva una precisione assoluta, perché l'arma era ad impatto diretto, per evitare l'uso di armi nucleari nello spazio, proibita dai trattati internazionali, ma anche infausta perché le EMP possono distruggere i satelliti a distanze ben maggiori della pura forza dell'esplosione. Così l'ASAT è diventato un sistema in cui vi sono diversi stadi. Il primo è di responsabiltà Boeing, ed è basato sul motore dell'AGM-69A SRAM; la Boeing è anche responsabile dell'integrazione con gli altri due stadi e della programmazione della missione. Il secondo stadio è il Thiokol Altair III, che è usato dal vettore leggero Vought Scout, e infine vi è un terzo stadio MHV (Miniature Homing Vehicle), della Vought. Si tratta di un mezzo d'intercettazione che è costituito da 56 motori a razzo, i quali assicurano una velocità di rotazione di ben 20 giri al secondo, e la capacità di manovra al contempo, con la guida di un sensore a infrarossi. L'arma è quindi portata all'impatto diretto a quasi 50.000 kmh, per cui anche se fosse grande come una monetina sarebbe sempre micidiale.
 
L'F-15ASAT non ha più il contenitore da 20 mm, ma un sistema elettronico di controllo, mentre vi è una sorta di pod ventrale, forse per il collegamento in datalink.
 
 
In tutto, l'ASAT ha una forma a siluro con tre alette in coda, lunghezza 5,41 metri, diametro di 508 mm /20 pollici, peso 1.180 kg. Esso viene sospeso sotto un pilone ventrale da un F-15 che decolla senza altro carico esterno. L'F-15A è stato appositamente attrezzato e assegnato alla Langley AFB per l'Atlantico o alla March AFB per la costa del Pacifico. Il tutto è coordinato e preparato dallo SPADOC, ovvero il Comando spaziale (di Cheyenne Mountain Complex, dove ha la sede operativa), che programma la missione, e che si avvale di una SPADATS (le stazioni di rilevamento) per localizzare i satelliti nemici da localizzare e abbattere; dopo la richiesta positivamente esaudita a Washington o dagli E-4 della Casa Bianca, con il supporto degli E-3 AWACS della Tyndall AFB. A quel punto vengono allertati gli F-15A/ASAT, con collegamenti in datalink in HF; gli Eagle salgono a velocità enorme e con un alto angolo di salita; grazie a questa straordinaria macchina e alla sua velocità di salita e potenza, è possibile mandare nello spazio il mini-intercettore: il razzo si accende; è un primo stadio dal diametro di 444,5 mm, con due piccoli impennaggi di guida e tre di stabilizzazione; il secondo, l'ALTAIR III , ha un diametro di 533 mm, con piccolo propulsore a controllo ad idrazina per il controllo d'assetto. E infine si stacca il Vought 1005, una volta che viene aperta la sua carenatura di controllo: è un aggeggio da 305 x 330,2 mm, così piccolo, eppure capace di localizzare il satellite e di usare i suoi razzetti di controllo per dirigersi contro, con precisione elevatissima malgrado la velocità d'impatto.
 
 
 
==Aria superficie strategici==
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