Scacchi/Introduzione: differenze tra le versioni

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Contrariamente alle origini possiamo affermare con prove sufficienti che sono stati gli [[w:Arabi|Arabi]] e i [[w:Persiani|Persiani]] a diffondere il gioco in [[w:Europa|Europa]], ma solo dopo l'anno 1000, gli scacchi si sono affermati pienamente nel nostro continente, specialmente tra nobili e clero. Con una codifica delle regole ancora incerta questo periodo ha visto la crescita e l'affermazione degli scacchi in tutte le sue parti come lo conosciamo oggi.<ref>Si ricordi, a titolo d'esempio l<nowiki>'</nowiki>''Alfil'' lontano parente dell'Alfiere e l<nowiki>'</nowiki>''Elefante'', forse antico parente dell'odierna Torre. Il campo da gioco ha avuto nel corso del tempo svariate forme e numero di caselle prima di giungere alla codifica attuale.</ref>
Verso la fine dell'età di mezzo gli Scacchi fanno breccia presso un pubblico più vasto, perdendo l'etichetta di ''esclusivo gioco di corte'' dei ceti abbienti.
Nel Rinascimento assistiamo alla nascita delle prime grandi scuole e comicnianocominciano a circolare i primi grandi nomi scacchistici. la scuola più famosa è quella ''italiana'' che vede illustri ''maestri'' guadagnarsi la fama in questo gioco, tra la metà del XVI e l'inizio del XVII secolo. Fra tutti vanno ricordati [[:w:Paolo Boi|Paolo Boi]], il ''Siracusano'', inventore e teorico della ''Difesa Siciliana'', [[:w:Giò Leonardo Di Bona|Leonardo da Cutro]], detto il ''Puttino'', per via dell'altezza e [[:w:Gioacchino Greco|Gioacchino Greco]], il ''Calabrese'', autore, nel 1620, di un ''Trattato sul nobilissimo gioco degli scacchi''. Sono considerati i primi giocatori professionisti, esibitisi nelle più prestigiose corti d'Europa, per il piaceri di Re e Pontefici.<ref>Gli incontri erano seguitissimi e i premi molto cospicui.</ref>
 
===Età moderna===
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