Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-13: differenze tra le versioni

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Il missile Falcon era fallimentare nei combattimenti aerei, ma nondimeno la versione AIM-26B con la testata convenzionale venne esportata e a lungo convisse con i Sidewinder sui caccia J35 e J37. Il vantaggio di questi missili era quello di essere molto compatti e con un disegno di bassa resistenza aerodinamica. Per i tiri a lungo raggio era un disegno valido e come prestazioni riusciva ad essere più veloce e di maggiore gittata utile rispetto ai Sidewinder. L'AIM-26 era un'arma presumibilmente valida, anche se mai usata in combattimento.
 
===AIM-47 e 54 Zanzara, Leonardo: ''Lunga difficile rinascita del Phoenix'', RiD set 03, p.31-35===
===AIM-47 e 54===
[[Immagine:AIM-47.jpg|280px330px|left|thumb|]]
Nel numero di 'Armi da guerra n.33' vi è una foto di famiglia, che comprendeva gli AIM-4, AIM-26, AIM-54 e un altro missile, simile a quest'ultimo, ma noto come AIM-47. Un ordigno misterioso, perché mai entrato in servizio, e per decenni rimasto nel dimenticatoio, pur essendo l'anello di congiunzione tra Falcon e Phoenix.
Lo sviluppo continuò con l'AIM-47B che era parecchio ingrandito, e destinato ad essere utilizzato da macchine come il futuribile YF-12. Esso era un'arma con la stessa configurazione generale, ma da 380 kg e dotata di un motore a razzo a propellente liquido riutilizzabile (come l'AIM-7D), guida SARH e IR, testata da 0,25 kt nucleare. Ebbe successo in 6 test su 7 nei tiri in prova, ma non ebbe seguito operativo. In compenso, con l'introduzione della testa di guida autocercante attiva e il motore a razzo con propengolo solido, alla fine il missile divenne un formidabile armamento, terminando in bellezza una linea evolutiva del tutto diversa rispetto a quella degli Sparrow e dei Sidewinder. In effetti, se ci si pensa, l'aerodinamica dei Falcon/Phoeinx è pari a quella dei missili Tartar-Standard, mentre i missili Sparrow hanno ancora una struttura aerodinamica simile a quella dei primissili Terrier HT-2 (che poi sarebbe stata cambiata per l'appunto con quella trasferita pari pari nei Tartar, sostanzialmente un Terrier senza booster). Anche i missili Super R.530 francesi hanno adottato questa soluzione aerodinamica, ottimale per una gittata elevata, anche se con una manovrabilità minore negli scontri ravvicinati delle ampie alette degli Sparrow.
 
Lo sviluppo degli AIM-4 e 26 continuò infatti con l'AIM-47, che era parecchio ingrandito, e destinato ad essere utilizzato da macchine estremamente avanzate. Nel '58, sfruttando l'esperienza dei 'Falcon', e riproducendone le fattezze in scala ingrandita, la Hughes iniziò a sviluppare l'avveniristico sistema di controllo del tiro AN/ASG-18, per il potente caccia North American XF-108 RAPIER, un intercettore con prestazioni da oltre mach 3 e capacità di sorveglianza strategica mai immaginate prima, grazie ad un'autonomia e portata del radar di scoperta molto superiori rispetto anche all'F-106 Delta Dart. Esso era il nuovo tentativo dopo l'abbandono dell'XF-103, parimenti ambizioso, in un tempo dove il futuro si immaginava popolato da macchine ipersoniche costruite in titanio. Il missile abbinato a questo sistema d'arma era il nuovo GAR-9, con portata prevista come di 'almeno 160 km'. Tuttavia, l'XF-108 venne cancellato già nel '59, ma il suo posto venne preso da una macchina ancora più potente, l'YF-12A, della famiglia 'Blackbird', in quanto derivato dal ricognitore monoposto A-12 Cygnus. Fu questo aereo ad impiegare il missile in azione, sia pure a titolo sperimentale. Nel '62 il prototipo venne ridenominato XM-47A, abbinato alla stessa FCS dell'F-108, ma con l'YF-12 come vettore, che lo portava in tre esemplari dentro vani nel muso. Per qualche capacità difficile da capire al giorno d'oggi (e che indubbiamente ha aiutato a parlare di tecnologie aliene, vedi i misteri dell'Area 51), già lo stesso anno la combinazione aereo-missile venne sperimentata in volo. I test videro diversi successi con prestazioni e geometrie di lancio inedite per l'epoca, con diversi centri anche pieni, quindi senza necessità, teoricamente, nemmeno di una testata. Esso era un'arma con la stessa configurazione generale della dinastia, con alette fisse allungate, e controlli posteriori mobili, ma da 380 kg e dotata di un motore a razzo a propellente liquido riutilizzabile (come l'AIM-7D), guida SARH e IR, testata da 0,25 kt nucleare. Ebbe successo in 6 test su 7 nei tiri in prova. La versione prevista in serie avrebbe potuto essere l'AIM-47B, con ali ripiegabili onde ridurre gli ingombri per i caccia che lo portavano (forse raddoppiandone il numero in ciascuna delle stive). Ma nel '66 questo fantascientifico programma venne cancellato, troppo onerosa era diventata nel frattempo la guerra in Vietnam. In tutto, degli AIM-47 vennero costruiti circa 80 esemplari, ma non tutto andò perduto.
 
Lo sviluppo continuò con l'AIM-47B che era parecchio ingrandito, e destinato ad essere utilizzato da macchine come il futuribile YF-12. Esso era un'arma con la stessa configurazione generale, ma da 380 kg e dotata di un motore a razzo a propellente liquido riutilizzabile (come l'AIM-7D), guida SARH e IR, testata da 0,25 kt nucleare. Ebbe successo in 6 test su 7 nei tiri in prova, ma non ebbe seguito operativo. In compenso, con l'introduzione della testa di guida autocercante attiva e il motore a razzo con propengolo solido, alla fine il missile divenne un formidabile armamento, terminando in bellezza una linea evolutiva del tutto diversa rispetto a quella degli Sparrow e dei Sidewinder. In effetti, se ci si pensa, l'aerodinamica dei Falcon/Phoeinx è pari a quella dei missili Tartar-Standard, mentre i missili Sparrow hanno ancora una struttura aerodinamica simile a quella dei primissiliprimi missili Terrier HT-2 (che poi sarebbe stata cambiata per l'appunto con quella trasferita pari pari nei Tartar, sostanzialmente un Terrier senza booster). Anche i missili Super R.530 francesi hanno adottato questa soluzione aerodinamica, ottimale per una gittata elevata, anche se con una manovrabilità minore negli scontri ravvicinati delle ampie alette degli Sparrow.
 
[[Immagine:AIM-54 Phoenix.jpg|330px|left|thumb|]]
L'[[w:AIM-54|AIM-54]] Phoenix ne era l'erede diretto, differenziandosi relativamente poco in termini di aspetto: si trattavas sempre di un missile aria-aria a lungo raggio, ma impiegato, fino ad un massimo di sei unità, dal caccia navale Grumman F-14 Tomcat, l'unico caccia intercettore operativo che abbia mai avuto questo tipo di arma.
 
il Douglas F6D Missileer fu il primo caccia concepito con un grande radar e missili a lunga gittata, ma come il successivo F-111B non ebbe seguito, in quest'ultimo caso per via del peso eccessivo per operare dalle portaerei, specie quelle meno moderne con le catapulte da 76 m.
 
L'AIM-54 venne sviluppato dal 1960, quando l'F6D venne cancellato assieme ai suoi ordigni a lungo raggio AAM-N-10 Eagle, della Bendix. Questi missili erano non meno impressionanti degli AIM-47: anzi, in prestazioni sono addirittura superiori ai Phoenix attuali, cosa che è difficile da comprendere vista l'arretratezza della tecnologia. Eppure si parla di una portata di 200 km e con sistema di guida radar attiva, per giunta abbinata ad radar Westinghouse AN/APQ-81 'pulse-Doppler', un sistema moderno, il primo sviluppato con capacità 'track-while scan' (capacità di inseguire dei bersagli e cercarne di nuovi al contempo) per un caccia. Il Douglas F6D era troppo goffo e costoso, pur essendo una straordinaria piattaforma per la batteria di armi aria-aria, per cui il programma, nonostante la minaccia dei bombardieri e missili sovietici, venne abbandonato. Lo stesso ambizioso missile Eagle non venne mai sperimentato, cosa che sicuramente avrebbe riservato sorprese, data la sofisticazione eccessiva per l'epoca. Ma l'esigenza restava, e il nuovo missile AAM-N-11 ne era la diretta filiazione, abbinato al nuovo sistema AN/AWG-9. Secondo la volontà di Mc Namara, Segretario della Difesa, l'F-111 sarebbe stato il vero aereo multiruolo, per l'USAF e USN; ma quest'ultima, con l'F-111B (che era alleggerito rispetto all'A, e che aveva il radar d'intercettazione anziché quello TFR G.E. AN/APQ-112 e il T.I. AN/APQ-113 da attacco), non ebbe successo, essendo troppo pesante. Dal '65 vennero fatti esperimenti aria-aria, e nel '68 vi fu anche un ingaggio duplice in simultanea. Ma quell'anno si rinunciò all'F-111B, dopo avere speso 377 milioni di dollari, e questo fu un brutto colpo. Ma l'USN si rifece presto, il sistema d'arma e il missile erano funzionali e si dovette cercare di cambiare piuttosto la cellula, pur mantenendo sia i motori che la geometria variabile delle ali. In pratica, applicare le tecnologie ad una struttura più compatta. E il risultato fu l'F-14, volato nel '70 e in produzione di serie di lì a un paio d'anni; il Phoenix seguì nelle catene di montaggio nel '73.
 
Rispetto al precedente AIM-47 Falcon, il nuovo ordigno si differenziava per diversi aspetti interni: la guida, anziché con dispositivo IR, era radar attiva, un progresso significativo, possibile grazie alla miniaturizzazione dell'elettronica; inoltre l'arma non venne mai intesa come ordigno nucleare, ritenendo giustamente che l'era degli attacchi aerei massicci, in formazioni numerose, fosse passata, mentre per ingaggiare bombardieri singoli era molto meglio evitare gli 'effetti collaterali' delle armi atomiche, in cambio di un tipo convenzionale molto preciso e con una robusta testata HE.
 
Il Phoenix divenne l'unico missile a lugno raggio della Marina degli Stati Uniti e più in generale dell'Occidente, ed era parte di un sistema d'arma con possibilità di acquisizione ed ingaggio di bersagli multipli. Era possibile agganciareinseguire ben 24 bersagli, agganciarne fino a sei bersagli contemporaneamente in condizioni ognitempo e con sistemi di contromisure elettroniche (ECM) attivi. Ciò era possibile grazie ad una antenna radar che poteva illuminare il bersaglio senza assistenza del vettore lanciatore (l'F-14 appunto). La carenatura era una versione in scala maggiore dello AIM-47 Falcon con quattro alette incrociate. Quattro missili potevano essere agganciati ventralmente in due speciali piloni ventrali ed uno ad ogni pilone subalare, sotto alla parte fissa della semiala a geometria variabile. Il pieno carico superava le 6.000 lb, circa il doppio del peso degli Sparrow, quindi era più comune caricare un misto di Phoenix, Sparrow e Sidewinder. AUn dispettocarico dellepiù vantateflessibile prestazioni,era ilcostituito da 4 Phoenix fuventrali, usatodue raramenteSparrow ine combattimentodue Sidewinder, conma spesso, per ragioni di velocità e autonomia, i Phoenix non venivano portati, oppure solo in due lanciesemplari. confermatiNel caso degli F-14 ricognitori, il TARPS occupava il loro ventre e nessuni abbattimentoPhoenix non erano in genere impiegati, sebbene ultimamente erano sorte delle combinazioni come uno Sparrow, un AIM-54 e due Sidewinder.
 
L'aeronautica USA non aveva armi paragonabili sino all'introduzione dello AIM-120 AMRAAM, ma anche in questo caso, con un raggio d'azione molto inferiore. Il Phoenix venne progettato per difendere la flotta contro missili da crociera a bassa quota, evitando riflessi e confusione da parte del suolo o della superficie marina, e aeroplani in alta quota e molto veloci, come il MiG-25 Foxbat.
 
Il Phoenix fu radiato il 30 settembre del 2004. I Tomcat seguirono la stessa sorte l'8 febbraio del 2006. Sono stati rimpiazzati rispettivamente dagli AIM-120 AMRAAM e dagli F/A-18E ed F Super Hornet.
 
*'''AIM-54A''': la prima versione in servizio dal 1974.
*AIM-54B: versione leggermente aggiornata dei primi anni '80
*'''AIM-54C''': versione potenziata contro i missili da crociera in servizio dal 1986. Nel 1982 venne sospesa la costruzione dello AIM-54A.
*AIM-54 ECCM(++): versione con contro-contromisure elettroniche, non richiedeva più un raffreddamento durante il volo agganciato al vettore. In servizio dal 1988. A causa dell'assenza del sistema di raffreddamento, il Tomcat non doveva superare una certa velocità quando lo portava in volo.
 
Alcune voci riportano che gli iraniani possiedano una loro versione del Phoenix.
*Ci furono anche versioni per le prove sperimentali designate ATM-54, AEM-54, DATM-54A, e CATM-54. Tutte volarono nella versione A e C eccetto il DATM-54, solo nella versione A.
 
Durante il suo sviluppo, una funzionalità chiave dello F-14 Tomcat era il buon accoppiamento con il suo radar, lo AN/AWG-9 e il missile AIM-54 Phoenix. La combinazione avrebbe fornito il Tomacat di un sistema di sorveglianza mai costruito prima, così come un raggio d'azione eccezionale. Il risultato fu un caccia intercettore che poteva volare molto lontano dalla portaerei, rilevare il nemico da grande distanza e ingaggiarlo quando questo era ancora a grande distanza dall'aereo ed ancora più lontano dalla flotta. Era il concetto dell'Outer Battle Space, che permetteva all'accoppiata caccia-incrociatori AEGIS (per la difesa più vicina) di espandere l'ingaggio dei bombardieri armati con missili supersonici AS-4 e AS-6, fino a colpirli possibilmente prima del lancio delle armi di bordo. Gli incrociatori potevano assicurare la difesa delle navi, e i caccia andare più lontano con compiti offensivi più che difensivi; a quel punto conta l'accoppiata F-14/E-2C, mentre dopo la localizzazione del bersaglio, conta la coppia F-14/Phoenix. Il missile è un concentrato di tecnologia, con radar di guida attivo finale, che inizia la ricerca a circa 18 km di distanza, mentre il Phoenix sta scendendo dalla quota elevata a cui si è arrampicato dopo la salita (chiaramente questo è il 'mode' a lungo raggio, per le distanze più brevi non avrebbe senso, a maggior ragione senza una quota e velocità sufficienti da parte del vettore). Il missile è capace di ingaggiare armi di ogni genere, e sebbene nato con funzioni anti-bombardieri, è utile anche contro missili e caccia. I test sono stati particolarmente significativi, per esempio nel '73 un Phoenix A, quindi meno potente degli ultimi tipi, è stato tirato da un F-14 contro un bersaglio simulante un nuovo T-22: la distanza di lancio, frontale, era di oltre 200 km, con il bersaglio in avvicinamento a circa mach 1,5; l'impatto avvenne a ben 134 km, con una velocità media del Phoenix di circa mach 2,8. Per ottimizzare la sua velocità, esso sale a quote alle quali ha pochissima resistenza aerodinamica, anche se al contempo ha anche pochissima portanza, quindi dovrebbe calare o di quota, oppure di velocità per mantenere lo stesso livello. L'arma è anche utile a breve raggio, ma necessita di almeno due miglia, 3,7 km, per attivarsi e funzionare; in questo caso il bersaglio è acquisito dal missile prima del lancio, attivando il suo radar. Normalmente, invece, esso segue una traiettoria di volo con aggiornamento periodico tramite illuminazione del bersaglio all'autopilota di bordo; nel tipo C, invece, vi è un vero e proprio INS, aggiornabile via datalink. L'arma è facilmente avvistabile in volo, quando si inerpica ad alta quota, e ovviamente, anche nei secondi che precedono l'attacco, per via del suo radar attivo in banda X. Le contromisure possono essere impiegate per disturbarlo, così come manovre molto violente, dato che il Phoenix, ottimizzato per le lunghe distanze, non dovrebbe essere dotato di capacità di manovra molto elevate. Tuttavia, le sue ECCM sono molto valide e può anche funzionare, se il radar è messo KO, in modalità HOJ, dirigendosi verso la fonte del disturbo; in termini di capacità a medio-breve raggio, il Phoenix dimostrò di essere all'altezza della situazione in più di un'occasione: per esempio, durante l'intercettazione di un QF-86, che da 17 km eseguì una virata di quasi 180 gradi a 7 g, ma venne ugualmente abbattuto da un missile che manovrò per seguirlo a 17 g.
Durante il suo sviluppo, una funzionalità chiave dello F-14 Tomcat era il buon accoppiamento con il suo radar, lo AN/AWG-9 e il missile AIM-54 Phoenix. La combinazione avrebbe fornito il Tomacat di un sistema di sorveglianza mai costruito prima, così come un raggio d'azione eccezionale. Il risultato fu un caccia intercettore che poteva volare molto lontano dalla portaerei, rilevare il nemico da grande distanza e ingaggiarlo quando questo era ancora a grande distanza dall'aereo ed ancora più lontano dalla flotta.
 
Lo AN/AWG-9 fu un apparecchio rivoluzionario per l'epoca, prima della sua introduzione l'operatore era costretto ad interpretare un quadro luminoso analogico per distinguere i veri bersagli dal rumore di fondo. Questo radar era uno dei primi con filtro digitale che lasciava all'operatore una visuale molto più chiara dello spazio aereo davanti a lui. Aveva due unità di potenza, tre processori, cinque filtri digitali, quattro unità di controllo radar, tre trasmittenti ed un'antenna di 914 mm di diametro (36 pollici, oppure a scelta, tre piedi o una yarda). Sull'antenna era anche montato il sistema di identificazione amico o nemico (IFF) formato da due righe di sei dipoli. La potenza del radar era di 10,2 kW. La trasmittente era capace di generare un'onda continua, a impulsi ed a impulsi Doppler.
 
La capacità più strordinaria dello AWG-9 era quella di agganciare fino ad un totale di 24 bersagli simultaneamente, fornendo la posizione di sei di questi ai missili Phoenix. Come i moderni radar Track-While-Scan (TWS), cioè "aggancia mentre continua a scansire", il radar tiene in memoria i dati di ogniuno dei 24 bersagli acquisiti, mentre l'antenna continua a girare e cercare. Al passaggio successivo compara le nuove acquisizioni con quelle vecchie aggiornandone la posizione. La capacità del sistema, all'epoca, era quella di un sistema RAM da 32 kB, per l'epoca molto.
 
Lo stesso metodo permetteva al radar di aggiornare i Phoenix mentre erano in volo verso il bersaglio strasferendo via radio i dati del bersaglio appropriato a ciascuno dei missili inviati. Il missile avrebbe dovuto aggiustare appropriatamente la sua corsa. Prima del lancio dei missili il radar stabiliva anche una gerarchia tra le minacce che rilevava, aumentando così le possibilità di sopravvivenza dell'aereo lanciatore.
 
Tipo: AIM-54
*Costruttore: Hughes, poi Raytheon
*Anno introduzione: 1974
*Dimensioni: lunghezza 3,9 o 4,01 m, apertura alare 0,900925 m, diametro 0,380381 m
*Peso: 460447,5 (A), 458 (C), kg totale con spolette ad impatto, prossimità, ritardata da 60 kg
*Prestazioni: velocità massima mach 4 (mach 5 per il modello C), tangenza 24.000 m (A), 30.000 (C), gittata 130-150 km
*Costo: 477.131+ $
*Totale prodotti: circa 50005.000, di cui 25002.500 C.
 
L'impiego bellico ha visto sopratutto l'Iran come utilizzatore (non meno di 270 degli oltre 900 ordigni richiesti vennero forniti, assieme a 79 degli ottanta F-14 ordinati), ottenendo decine di successi a scapito degli irakeni nel corso di battaglie a volte epiche contro i MiG-25, e poi contro i Mirage F.1 con missili Super R.530. Gli americani, pur utilizzando il missile dei tipi più moderni AIM-54C+ non ottennero successi invece contro i Foxbat irakeni. Nell'insieme il fatto più importante dei Phoeinx è che hanno dato una capacità di intercettazione effettiva formidabile alle formazioni aereonavali, ciascuna in genere con un centinaio di missili al seguito (come d'altro canto facile da considerare, con i missili ripartiti tra 15 stormi imbarcati, 13 dei quali in effetti dotati di F-14, e con i missili AIM-54A -alcuni dei quali forse forniti agli iraniani- sostituiti piuttosto che integrati dai C), contro gli altrettanto formidabili bombardieri supersonici sovietici armati con i missili supersonici antinave come l'AS-4. Sommando questi missili con il radar degli F-14, gli AEW E-2C e le navi AEGIS il tutto era davvero un formidabile deterrente antiaereo-antimissile. il fatto che con missili di questo tipo, nei tests, sono stati colpiti bersagli anche da oltre 150 km di distanza (il sistema d'arma normalmente si attiva a 166 km di distanza, ma vi sono tiri di prova anche da oltre 200 km, head-on) è stato poi confermato in combattimento (ma dagli iraniani), mentre gli americani sono rimasti a bocca asciutta con i loro F-14. Pare, stando alle notizie diffuse da Tom Cooper (leader dell'Acig.org) che poi gli iraniniani siano riusciti anche a clonare i missili americani, prodotti in pochi esemplari.
 
Sull'affidabilità dei missili Phoenix in guerra vi sono valutazioni contrastanti, così come per il costo unitario. Stando a Cooper, i missili Phoenix funzionavano quasi sempre con esiti disastrosi per la vittima, alle volte abbattendo più di un aereo se in volo in formazione stretta, magari carichi di bombe. Tuttavia, secondo RiD 12/85 le cose non erano così rosee, e contro obiettivi a bassa quota il Pk del Phoenix era stimato del 10% contro aerei, e del 5% contro missili, e questo nonostante vi fossero armi in servizio più moderne dei tipi iraniani. Nel 1988 l'USN riteneva che solo il 40% delle armi avrebbero funzionato correttamente e si vociferava che fosse in essere una richiesta di risarcimento per una parte della colossale somma spesa nel programma Phoenix (stando a Take-Off, 'in volo sul Tacchino'). I Phoenix hanno avuto ad ogni modo parecchie migliorie, ma l'affidabilità dell'elettronica originale, pur sempre anni '60, non poteva essere certo all'altezza di quella dei tipi moderni. La prima generazione vide l'AIM-54A, l'ATM-54A per lanci ma senza testata; il DATM-54A con sistema telemetrico per lanci sperimentali.
 
La seconda versione operativa era l'AIM-54B, con modifiche più che altro volte a facilitare la produzione, per esempio le alette a nido d'ape sono state rimpiazzate con semplici tipi metallici, ma non è chiaro se quest'arma, ufficialmente apparsa attorno al 1980-81, sia mai stata adottata dall'USN, che non ne fa cenno nei suoi inventari, tuttavia vi sono le ATM-54B e AEM-54B per addestramento e prove.
 
Nel '77, dunque anche prima della Rivoluzione iraniana e dei timori di avere compromesso la tecnologia del Phoenix ai sovietici, venne iniziato il programma per l'AIM-54C, che incorporta tecnologia digitale, come il sistema di guida WGU-11/B, mentre la sezione controllo è adesso la WCU-7/B, e non manca il processore di segnale digitale e riprogrammabile, mentre le ECCM sono state migliorate. Come se non bastasse, il razzo è adesso più potente, e la spoletta più efficace grazie al sistema dedicato DSU-28/B, specie contro obiettivi difficili e a bassa quota. Il prototipo XAIM-54C venen completato nell'agosto 1979, poi vennero valutati gli YAM-54C di preserie, e infine la produzione in serie iniziò nel 1982; tuttavia, non pare che la valutazione finisse se non nel 1986; tra le versioni l'ATM-54C e AEM-54C. Tra le modifiche successive vi è stata la sostituzione della testata da circa 59 kg, la Mk-82, con la WDU-29/B, più efficace del 25%, e un sistema di regolazione interna della temperatura, prima presente sull'F-14 lanciatore; queste armi sono note come AIM-54C+ o 'sealed'. Dal 1988 gli AIM-54C++ hanno invece comportato migliori ECCM, nel frattempo le armi più vecchie venivano aggiornate. All'inizio del 1990 venne terminata la produzione di circa 9.000 armi. All'inizio del XXI secolo essi erano essenzialmente rappresentati dagli AIM-54C, mentre gli A erano a terra, nei depositi per compiti d'emergenza bellica. Attorno al 2003-2004 Tom Cooper, che di Phoenix molto si interessava, affermava nel suo forum che 'se ve ne fossero rimasti ancora un migliaio, sarebbe una notizia'. In effetti, sarebbero durati ben poco in servizio, persino meno della data prevista di radiazione, il 2010. Per la durata della Guerra fredda (almeno l'ultima quindicina d'anni, più o meno coevi del 'Backfire' quindi), i Phoenix hanno costituito assieme agli F-14 lo spauracchio dei bombardieri sovietici, ma finita l'era del confronto con l'URSS e i suoi missili a lungo raggio, anche per il Phoenix, arma molto costosa (variamente indicata fino al milione di dollari, ma la valutazione dipende dai lotti ordinati anno dopo anno; Nel FY 90 il costo era di 777.278 dollari per esemplare, praticamente più di molti vecchi caccia russi e cinesi), era arrivato al nonsenso. Oltretutto il costo di manutenzione è decisamente elevato, con molto lavoro richiesto, per non dire dell'F-14 (sia come struttura che come elettronica). A questo va aggiunto l'insuccesso del 1999, quando in almeno un'occasione vennero tirati missili Phoenix contro i caccia irakeni (forse i velocissimi MiG-25, già veterani degli incontri con i Tomcat iraniani), ma senza colpirne alcuno: si sa di almeno un lancio duplice, ma non è escluso che ve ne fossero altri. Nella circostanza parteciparono anche gli Eagle, tirando uno Sparrow e ben 3 AIM-120, sempre senza successo. Ma forse ancora peggio andò negli anni precedenti: tra le ipotesi sulla perdita dell'F-111F su Tripoli vi è persino che sia stato colpito per sbaglio da un F-14, e così si è detto anche di un A-6 Intruder nel 1991, durante Desert Storm. L'USN in generale non ha creduto molto nel Phoenix come arma da combattimento aereo, e raramente lo ha portato a bordo, persino nel Golfo Persico, dove forse si pensava davvero che i Tomcat iraniani non avessero più i Phoenix operativi, il che avrebbe comportato di sicuro qualche brutta sorpresa per i marinai americani.
L'impiego bellico ha visto sopratutto l'Iran come utilizzatore, ottenendo decine di successi a scapito degli irakeni nel corso di battaglie a volte epiche contro i MiG-25, e poi contro i Mirage F.1 con missili Super R.530. Gli americani, pur utilizzando il missile dei tipi più moderni AIM-54C+ non ottennero successi invece contro i Foxbat irakeni. Nell'insieme il fatto più importante dei Phoeinx è che hanno dato una capacità di intercettazione effettiva formidabile alle formazioni aereonavali, ciascuna in genere con un centinaio di missili al seguito (come d'altro canto facile da considerare, con i missili ripartiti tra 15 stormi imbarcati, 13 dei quali in effetti dotati di F-14, e con i missili AIM-54A -alcuni dei quali forse forniti agli iraniani- sostituiti piuttosto che integrati dai C), contro gli altrettanto formidabili bombardieri supersonici sovietici armati con i missili supersonici antinave come l'AS-4. Sommando questi missili con il radar degli F-14, gli AEW E-2C e le navi AEGIS il tutto era davvero un formidabile deterrente antiaereo-antimissile. il fatto che con missili di questo tipo, nei tests, sono stati colpiti bersagli anche da oltre 150 km di distanza (il sistema d'arma normalmente si attiva a 166 km di distanza, ma vi sono tiri di prova anche da oltre 200 km, head-on) è stato poi confermato in combattimento (ma dagli iraniani), mentre gli americani sono rimasti a bocca asciutta con i loro F-14. Pare che poi gli iraniniani siano riusciti anche a clonare i missili americani, prodotti in pochi esemplari.
 
Il Phoenix fu radiato il 30 settembre del 2004. I Tomcat seguirono la stessa sorte l'8 febbraio del 2006. Sono stati rimpiazzati rispettivamente dagli AIM-120 AMRAAM e dagli F/A-18E ed F Super Hornet, che nel bene e nel male rappresentano tutto quello che era necessario nel mondo globalizzato post-11 settembre, dove l'F-14 stesso trovava ragion d'essere solo come bombardiere.
===AIM-7 Sparrow===
===Sparrow, un 'passerotto' da due quintali<ref>Lanzara, Leonardo,''Lunga vita allo Sparrow'', RiD Feb 04</ref>===
[[Immagine:USAF F-15C fires AIM-7 Sparrow.jpg|300px|left|]]
Sebbene in predicato di una rapida sostituzione con armi più moderne, quali l'AMRAAM, lo Sparrow è ancora un missile importante, e a maggior ragione, come vedremo, lo è stato durante il periodo 1960-1990. E vedremo anche perché lo Sparrow è in realtà, quello che conosciamo, il terzo della dinastia: come per il Mirage III, insomma, sarà necessario risalire indietro nel tempo per conoscerne tutta l'oramai dimenticata dinastia<ref>Da qui in poi, Lanzara, Leonardo,''Lunga vita allo Sparrow'', RiD Feb 04</ref>.
 
Era il lontano 1947 quando la US Navy si interessò di un missile aria-aria per vettorare il razzo HVAR da 127 mm, il tipo HOT SHOT. Il progetto verteva su di un sensora di guida su fascio radar era noto allora come KAS-1, ma nel settembre del '47 divenne AAM-2 a settembre, e poi AAM-N-2 di lì a pochi mesi, ovvero all'inizio del '48. Ma ovviamente, il 127 mm era troppo poco e così, per ottenere un sistema pratico, venne aumentato da 5 a 8 pollici, un aumento del calibro che permise di immettervi sufficiente elettronica, mentre l'arma divenne la XAAM-N-2. All'epoca si faceva in fretta, e i primi test di volo avvennero già nel 1948. Tuttavia, i tempi erano immaturi e lo sviluppo si trascinò a lungo, tanto che i primi test di tiro veri e propri avvennero solo nel '52: o almeno, risulta che la prima intercettazione aria-aria avvenne il 3 dicembre 1952 (presumibilmente dopo altri tiri di prova).
 
 
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