Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Cile-2"

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Certo che può suonare strano che proprio in posti così desolati vi siano ben due divisioni, servire le quali non dev'essere molto comodo per i coscritti e anche per i militari di professione. Queste unità hanno sopratutto rifornimenti via mare e aerea. I loro compiti sono di dimostrare la sovranità nazionale in questa terra, ma potrebbero anche essere una minaccia per la Patagonia argentina, specie lungo la strada tra Coihaique e Comododor Rivadavia, o Rio Gallegos. Ad ogni modo, se la Patagonia con le sue estensioni pianeggianti è ideale per i movimenti di unità meccanizzate, la difficoltà dell'ambiente e l'isolamento logistico sarebbero un ostacolo non indifferente. Ad ogni modo, queste due divisioni sono le uniche a non partecipare direttamente alla difesa del Cile 'utile', ovvero quella parte non sacrificabile che è rappresentata sopratutto dalla zona centrale.
 
Nonostante tutti i problemi di mobilità e le montagne, il Cile si è molto interessato di mezzi meccanizzati e in particolare, corazzati, e in generale a un tipo di mezzi che sembrano più adatti ad un esercito europeo. Anche se i peruviani e gli argentini sono ben armati, non sembrerebbero così pericolosi da dare adito a certi programmi. Eppure è quello che succede. I cileni hanno rottamato gran parte delle loro ferraglie della II GM e anni '50, ovvero M24, 41 e Sherman, grazie ad oltre 200 Leopard 1-V, che gli Olandesi consegnarono tra il 1999 e il 2001, malgrado la forte possibilità di destabilizzare i rapporti di forza della regione, visto che i vecchi T-55 peruviani, il niente o quasi dei boliviani e i leggeri TAM argentini non sono pari ad una tale forza. Questi carri hanno sistema di puntamento EMES 12 A3 Fase 2, tlm laser, stabilizzazione elettro-idraulica, visione notturna con sistemi IL del tipo PZB 2000. E non solo, sebbene questi carri sarebbero più che sufficienti, la Germania a fine 2002 ha accettato di vendere un altro pò di residuati della Guerra fredda, con ben 170 Leopard di cui 100 A1 e A2 e gli altri del moderno tipo A5, con sistema di visione termico come quello del Leopard 2. Alla fine del 2003 alcuni erano stati già consegnati, tanto che si dava notizia che l'esercito aveva non meno di 335 Leopard 1 e 11 carri del genio sullo stesso chassis, di cui due sminatori con sistema Pearson, sei gettapone di cui 3 Biber e infine 3 PiPz da combattimento del genio, tutti questi mezzi speciali erano ex-olandesi. Così il Cile aveva un deciso margine di vantaggio sugli altri Paesi dell'America latina, sebbene con mezzi costruiti negli anni '60-70. Entro il 2005 la forza di oltre 400 carri sarebbe stata completa. Prima c'erano gli AMX-30B2, circa 20 ex-francesi, consegnati attorno al 1999,oltre a M-24, M4A3 e M41A3, circa cinquanta per questi ultimi, ammodernati con nuova FCS e motore diesel americano; circa 20 M24 erano stati parimenti 'dieselizzati' con il Detroit Diesel 6V53T, e con un cannone da 60/70 mm associato ad un tlm laser israeliano della El-Op. Quanto ai mezzi della fanteria, circa 350 sono gli M113, e tra questi, modernizzati anch'essi (dalla FAMAE) con un motore diesel americano, (sempre della Detroit Diesel), vi sono anche 127 mezzi ex-italiani, vendita passata praticamente inosservata. I mezzi italiani sono armati per lo più con lanciagranate da 40 mm Mk-19 (arma montata successivamente) ed erano in consegna nel 2004. Circa 100 M113 ex-US Army erano stati comprati recentemente e andavano a rinforzare il totale dei mezzi cileni. Ma per una nazione 'on the road' come questa, servivano sopratutto mezzi ruotati. Tra questi vi sono così 250 MOWAG Piranha di cui 150 6x6 e 100 circa nella versione 8x8, prodotti su licenza dalla FAMAE/Cardoen in numerose configurzazioni: APC, AIFV, supporto di fuoco con torre da 90 mm Cockerill, a.a. (Ramta TCM-20 da 20 mm), radar (Elta ELM/M-2106), portamortaio da 120 mm (francese); completano il parco circa 50 potenti blindo ruotate EE-9 Cascavel da 13 t con cannone da 90 mm e circa 30 EE-11 Urutu loro compari, tutti mezzi della brasiliana Engesa, 6x6 diesel. Vi sono ancora vecchi M-3 semicingolati con motore Detroit Diesel 6V53T per compiti di riparazione campale. Non mancano progetti avanzati, tra cui la ricerca di materiali 'stealth' che permettano di ridurre la segnatura, specie IR, dei mezzi cileni, i quali, a questo punto, sono più come carri armati e blindo che come APC, benché il Cile non avrebbe nessuna ragione particolare per una tale forza cingolata. Quanto all'artiglieria, non è che questa abbia grandi armamenti a disposizione, sempre un po' in contrasto per un esercito di montagna. Tra i mezzi più potenti c'erano i 12 lanciarazzi (e altri in fornitura) del tipo LAR-160, con 18 colpi calibro 160 mm e gittata di ben 35 km, con sistemi digitali di navigazione del tipo GPS e cartine digitalizzate. Nell'aprile del 2003 il programma RAYO, simile ma ancora più potente, è stato abbandonato. Esso era svolto assieme alla BAe Systems da circa 15 anni, e avrebbe portato alla realizzazione di un'arma da 45 km di portata con lanciarazzi multipli su autocarro MAN SX 2000 6x6, con motore diesel da 400 hp. In tutto v'erano 24 razzi calibro 160 mm e sparabili in meno di un minuto, con FCS canadese e sistema di navigazione inerziale. Per il resto l'artiglieria ha 75 M101A1 e A2, vecchi obici americani da 105 mm, con la canna da 22 calibri sostituita con una da 33, e quindi con maggiore gittata (15 km? Prima era 11); e 54 OTO Mod. 56 someggiabili, di cui ben 18 sono ex-argentini, catturati alle Falklands dai britannici (anch'essi clienti, a suo tempo, di questo riuscito obice someggiabile). A parte quest'arma, le forze per i combattimenti in montagna hanno anche mortai e cannoni SR, come quelli su jeep da 106 mm (i famosi e potenti M40A1). Per le armi più pesanti vi sono, guarda caso tutti concentrati a Sud, a Punta Arenas in particolare, 12 M-71 e vari M-68 della Soltam israeliana, da 155 mm. Queste poche artiglierie trainate sono usate assieme ai vecchi AMX-13 F-3 da 155 mm, comprati negli anni '70 e forse schierati vicino al confine del Perù. Tutti i sistemi dei gruppi d'artiglieria, sono provvisti dell'FCS DAVID israeliano per la gestione dell'artiglieria campale. La contraerea ha batterie di Mistral recentemente comprate che sono integrate dai vecchi Blowpipe e dai radar di avvistamento Elta EL/M-2106, più 24 cannoni GDF-0001 da 35 mm, 60 TCM-20 da 20 mm binati, 40 Rh-202 binati da 20 mm, e forse altre armi più vecchie, specie da 40 mm. Tra i programmi interessanti dell'Esercito vi sono anche lanciarazzi c.c. monouso e in versione ricaricabile, per integrare e progressivamente sostituire i razzi M72 americani, M-65 da 89 mm spagnoli, e da 67 mm Armbrust tedeschi (della MBB), particolarmente efficaci nei combattimenti urbani (l'Armbrust è stato usato frequentemente nell'ex-Yugoslavia e può essere sparato da locali interni senza soffocare con la vampata, un grosso vantaggio tattico nei combattimenti urbani). Infine vi sono i cannoni SR da 106 mm M40A1 su jeep 4x4 israeliane, le Storm M-242. I Cileni continuano credere in quest'armamento, troppo presto abbandonato in Occidente per il peso e la scarsa capacità perforante contro i carri moderni; in realtà, hanno implementato un tlm laser, un visore notturno NVS-800 per il puntatore mentre il conducente ha l'NVG-50. Con una portata pratica superiore a 1 km e una massima teorica di 7, proiettili da circa 15 kg, cadenza di tiro di diversi colpi al minuto, quest'arma da 200 kg offre una notevole potenza di fuoco in combattimento, è sufficiente per distruggere un blindato, un bunker o una casa e ad un costo limitato. Le armi c.c. comprendono anche i missili, in particolare i relativamente rari e poco conosciuti IMI MAPAT, armi israeliane che sono guidate da sensori laser semiattivi, e sono simili ai TOW; la testata pesa 3,5 kg con esplosivo HV-10, il peso è di 29,5 kg e il calibro da 152 mm, peso incluso il lanciatore di 95 kg e portata di 4 km.
 
Prima non si è menzionata l'aviazione dell'Esercito. Nota fino al '95 come CAVE, ovvero Comando de Aviacion de l'Ejército, essa è in aggiornamento con tanto di ristrutturazione interna. Nel 2004 era nota come Brigata dell'aviazione dell'Esercito. Il QG è a Rancagua, circa 100 km a sud da Santiago, e dipende, nemmeno a dirlo, dalla II Divisione. Ha il Reggimento di aviazione n.1 'La Indipendencia', con la scuola di pilotaggio e cinque plotoni distaccati nel Paese; poi le sezioni d'aviazione n.1 di Antofagasta, la n.3 di Conception, la n.4 di Valdivia, la n.6 di Arica, la n.7 di Coihaique; più il Battaglione aeromobile, quello di Trasporto, quello di esplorazione e ricognizione, quello di collegamento e quello di manutenzione. IN tutto nel 2004 c'erano: tre CN-235 e sei C-212, due Citation II e III, sei Cessna R172K (per i collegamenti), tre Cessna 208B Caravan I, 20 elicotteri MD 369FF e 530, mezzi civili armati ed equipaggiati dalla Piasa (con razzi Hydra da 70 mm); 11 Puma SA-330, due Superpuma SA-332 per VIP e reparti speciali, 9 Lama, un Bell 206, un solo UH-1H, 12 elicotteri leggeri Engstrom 280FX, francamente poco e così si pensava di comprare altre 12-16 macchine come il Blackhawk o il Mi-17. Altri programmi vedono l'Alcazar che dovrebbe comportare una maggiore meccanizzazione oltre a quella già ottenuta, il miglioramento delle trasmissioni militari con sistemi satellitari e comunicazioni della Thales, accorpamento dei reparti informatici, G.E. e appoggio logistico in tre centri funzionali; creazione del comando Sanità e il raggruppamento delle istituzioni più importanti per le scuole, la Scuola di guerra, il politecnico militare e la scuola dei servizi nel Comando Istituti militari.
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