Chimica organica/Richiami di chimica generale: differenze tra le versioni

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'''I legami chimici, sigma e pi greco''' - Per raggiungere tale configurazione gli atomi possono dare vita a legami chimici, ovvero a una condizione nella quale alcuni elettroni siano condivisi con altri nuclei. La teoria degli orbitali molecolari propone, semplificando la realtà, che per condividere elettroni gli atomi debbeno avvicinarsi, sovrapponendo gli orbitali contenenti gli elettroni da condividere. La sovrapposizione più ampia, e dunque il legame chimico più forte, si realizza quando l'orbitale risultante sia di tipo σ, ovvero caratterizzato da un asse di simmetria che passa attraverso i nuclei uniti. Tale asse di simmetria garantisce la libera rotazione tra i nuclei che unisce. Un legame σ si può avere per sovrapposizione di 2 orbitali atomici s, un s e un p, 2 p che si avvicinino testa-testa. Tra 2 nuclei uniti mediante legami σ si possono formare ulteriori legami per sovrapposizione dei rimanenti orbitali atomici, i “p”. Essendo questi perpendicolari al legame σ già formato, non si possono che sovrapporre fianco a fianco, dando vita ad un orbitale π. Questa sovrapposizione è di estensione inferiore a quella di un σ, ed è massima quando gli orbitali sono paralleli, nulla quando sono perpendicolari. La presenza di un orbitale π impedisce dunque la libera rotazione dei nuclei che unisce.
 
'''Ibridazione''' - Per predire con sufficiente precisione quale sia la disposizione reciproca che i nuclei assumono in seguito a legami non è sufficiente considerare la sovrapposizione dei rispettivi orbitali atomici. E'È necessario immaginare anche che tutti gli orbitali atomici impegnati nella formazione di legami σ subiscano una ibridazione, mescolandosi in modo perfetto. Ecco dunque, a titolo di esempio, che gli orbitali s e p di un nucleo impegnato in legami con 2 altri gruppi danno vita a due orbitali ibridi sp prima di legarsi.
 
'''Risonanza''' - Esistono legami chimici le cui caratteristiche sono intermedie a quelle di legami semplici e doppi. Per poter rappresentare queste situazioni mediante legami netti è possibile ricorrere alle struture limite di risonanza, cioè strutture che differiscano solo per la disposizione degli elettroni di non legame o di legami π.
dove <math>x</math> rappresenta il valore dell'elettronegatività (dell'atomo A e B), il Δ rappresenta la differenza tra l'energia di legame determinata sperimentalmente e quella calcolata (media delle energie di legame tra A-A e A-B), e 23,06 è una costante arbitraria.
 
E'È utile notare che, a causa dell'elettronegatività, gli elettroni che costituiscono un legame chimico tra due atomi diversi, o con intorni chimici differenti, danno vita ad una nuvola elettronica distribuita non equamente tra di essi. La conseguenza è che il legame tra due atomi A e B sia più forte della media dei legami A-A e B-B. L'atomo più elettronegativo attira gli elettroni a se acquistando una parziale carica negativa e rendendo l'altro positivo. I due atomi, poiché di carica opposta, si attraggono.
 
== La distribuzione delle cariche nelle molecole organiche: i dipoli ==
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