Caccia tattici in azione/Lo Zero: differenze tra le versioni

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La sensazione dei collaudatori americani che testarono il velivolo fu di un mezzo piuttosto angusto, forse anche più del Bf-109 (senz'altro era così per gli americani, di statura e taglia ben più robusta della media giapponese); la visuale era scarsa, a sua volta, più che altro nel settore anteriore (forse anche qui il Bf-109 era meglio, ma se sì non di molto); sui lati era accettabile, mentre non c'era uno specchio retrovisore, che data la natura incassata dell'abitacolo, sarebbe stato senz'altro preferibile. Se le dimensioni dell'abitacolo e la visibilità erano poco attraenti, così non era per il pannello strumenti, completo e disposto razionalmente per il loro impiego; non che i caccia dell'epoca fossero particolarmente pieni di orologi e indicatori, ma era senz'altro utile la loro disposizione razionale.
 
Come volasse il Ki-61, secondo caccia per importanza numerica dell'Esercito e terzo tra quelli giapponesi, fu scoperto almeno in parte dal reparto sperimentale americano. Anzitutto, il vero problema incontrato fu il motore, l'esemplare disponibile era troppo inaffidabile per un funzionamento corretto e regolare, tanto che durante un volo di addestramento il Ki-61 andò in avaria danneggiandosi irrimediabilmente, o almeno non si trovò ragione di rimetterlo in sesto. Questo era dovuto forse a cause contingenti, il motore era usurato e a poco valsero le riparazioni sul campo e i carburanti americani. Come si è detto, la visibilità era ridotta in avanti e l'abitacolo stretto, ma almeno ordinato e ben protetto, così come lo erano i serbatoi dell'aereo, confermando la scarsa attitudine all'incendio in volo, anche sotto le raffiche nemiche. Il decollo era agevole, a parte i freni deboli,e l'aereo non aveva vizi di volo. La maneggevolezza era sorprendentemente buona, anche se, come spesso accade con i comandi di volo molto sensibili, malgrado la sua velocità il Ki-61 aveva comandi troppo duri oltre i 500 kmh. L'accellerazioneaccelerazione era eccellente, la salita invece scarsa, ma anche qui va detto che quest'aereo aveva un motore poco efficiente e così l'impiato idraulico e l'elica. Tanto che la salita si fermò a 6.000 m per vari problemi tecnici, quando la tangenza pratica era stimata in 10.000 m.
 
Il Ki-61-I testato era uno prodotto nel '43, con 4 armi da 12,7 e quindi era più leggero dei tipi 'cannonieri'. Questo significava che la cellula era meno afflitta dal peso, limitandosi a circa 3 t a pieno carico. Il tempo di salita previsto, 6 minuti per 5 mila metri, e la velocità -590 kmh- erano migliori di un minuto e 10 kmh rispetto agli ultimi Ki-61, eccetto ovviamente i Ki-61-II<ref>[http://www.wwiiaircraftperformance.org/japan/Tony-I.pdf]</ref>.
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