Bivona/La religione: differenze tra le versioni

[[Immagine:Fercolosantarosalia1.jpg|right|thumb|300px|Il Fercolo di Santa Rosalia del 1601]]
 
{{quote|''...V.R. di grazia mi scriva alcuna cosa a ciò si accendano di più alla divozione di questa Santa<br> li cittadini nostri; alli quali viene scritto che nel tumolo dove si trovò la santa vi era scritto Rosalia Bivonesa...''|Lettera di Padre Lanfranchi, rettore del Collegio dei Gesuiti di Bivona, [[1624]]}}
 
 
{{quote|Io Rosalia Sinibaldo, figlia del Signore della Quisquina e del Monte delle Rose, per amore del mio Signore Gesù Cristo, in questa grotta ho deciso di abitare||''Ego Rosalia Sinibaldi Quisquinae Et Rosarum Domini Filia Amore D.ni Mei Iesu Christi In Hoc Antro Habitari Decrevi''|lingua=la}}
 
L'iscrizione rinvenuta nella grotta della Quisquina (attuale territorio del limitrofo comune di Santo Stefano Quisquina), dove Rosalia visse per circa dodici anni, dimostra che la Santa era figlia del Signore che esercitava il potere sul territorio di Bivona. Addirittura il padre gesuita Francesco Sparacino, che scrisse una biografia di Santa Rosalia secondo le rivelazioni che essa fece alla bivonese suor Maria Roccaforte, riferisce che nel [[1149]] un angelo, per evitare che Rosalia venisse scoperta dalla famiglia, la trasportò dalla Quisquina al bosco di Bivona, dove restò per cinque anni prima di essere trasportata, nuovamente dall'angelo, sul [[Monte Pellegrino]] a Palermo. Rosalia, Signora della Terra di Bivona, il [[4 settembre]] [[1624]], pochi giorni dopo il ritrovamento della grotta della Quisquina, venne proclamata Patrona di Bivona. Tuttavia il culto della Santa era attestato in paese già da circa tre secoli, ed è il culto della Vergine più antico di Sicilia, tra quelli su cui si hanno notizie certe. Secondo tale culto Santa Rosalia, apparendo ad una vergine di Bivona (o ad un uomo o a dei giurati) sopra un sasso, assicurò la cessazione della peste solo se i bivonesi avessero costruito una chiesa in suo onore in quello stesso posto. Fu solamente dopo la seconda apparizione, quella del [[28 luglio]] [[1246]], che la chiesa venne edificata. A Bivona la peste cessò non appena iniziarono i lavori per la costruzione dell'edificio sacro. Ulteriori notizie della vita della Santa a Bivona vennero date da suor Maria Roccaforte. E nel [[1909]] così scrisse il bivonese Giovan Battista Sedita: ''"Che che se ne dica dei suoi natali a Palermo, della famiglia sua essere dei Sinibaldi da Palermo, pure Essa è gloria bivonese, che vale solamente a sorpassare ogni altro pregio di Bivona. Difatti Essa esplicò la sua vita d'anacoreta nelle montagne di Bivona, e più specialmente su quello della Quisquina allora appartenente a Bivona..."''.
 
====Giudaismo a Bivona====
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