Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-2: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Soviet_T-64.JPEG|300px|left|thumb|Una delle primissime immagini 'rubate' del misterioso T-64, apparsa sul S.M.P. del 1984]]
 
L'URSS dedicò molta attenzione ai carri armati, al punto di dotarsi di una forza corazzata enormemente sviluppata, anche perché non erano in genere previste le demolizioni dei carri obsoleti, mandati semplicemente in riserva o usati come fortini di frontiera. All'atto della fine della Guerra fredda c'erano qualcosa come 77.000 veicoli, persino più dei 52.000 valutati durante la metà degli anni '80. La produzione era di circa 2.500 mezzi l'anno e per il 1987 si valutava che vi sarebbero stati oltre 30.000 carri di nuova generaione tra T-64, 72 e 80 in servizio. La produzione arrivò in realtà anche a numeri maggiori. Gli stabilimenti coinvolti nella produzione erano Kharkov, Nizhniy Tagil e Omsk. Il primo è poi finito in Ucraina, e la produzione, passata da 3.400 esemplari nel 1989, è calata a 1.700, poi a 1.000 esemplari, per poi crollare a poche decine l'anno, giusto per tenere aperte le linee di montaggio. Al 2000 c'erano pochi programmi, ma nondimeno importanti: il T-90, Tu-80UM Bars e Black Eagle. L'India ordinò 255 T-90S nella primavera del 1999. Questo vi fu il principale successo dei tardi anni '70, dopo che la guerra del Golfo non aveva certo fatto buona pubblicità ai prodotti sovietici, per quanto economici. A Nizhy Tagil vi fu la presentazione del T-90 con il sistema TShu-17 Shtora contro i missili controcarri, meccanismo pneumatico di avviamento motore e altri sistemi. Il T-80UM Bars di Omsk era invece dotato tra l'altro di un cannone 2A46M-4 con sistema MRS per controllare l'allineamento della b.d.f. con le ottiche di puntamento (il 'mirino' sopra la canna del cannone), per la prima volta nella storia dei carri russi; in tutto vi è un'efficacia superiore del 20% rispetto a quella della vecchia arma. Finalmente era presente anche un sistema IR passivo o un sistema Sagem francese, nel caso del T-84 ucraino, il concorrente. Sempre alla manifestazione di Omsk, nel '99, vi è stato il sistema Refleks con i missili Svir, che ha lanciato missili da 4 km verso bersagli, poi puntualmente colpiti, così come bersagli da 2,5 km con le munizioni APFSDS. La turbina a gas GTD 1250G da 1.250 hp per una potenza di 27 hp/ton e con una riduzione del consumo del 9% nonostante l'aumento di potenza. Quanto al Black Eagle, apparsi dal 1997, hanno avuto la prima volta edizione con 6 ruote per lato, poi aumentate a 7 per via del peso, dovuto sopratutto alla torretta in 'stile Abrams', con le munizioni site nella controcarena: un peso eccessivo per i tradizionali carri sovietici. Il Blak Eagle ha turbina da 1.500 hp e per questo necessita di parecchio carburante. Il peso è di 48 t. Al cannone da 125 , analogo a quello del T-80UM-1, si può sostituire armi da 135 e 140 mm.
 
Questo era lo stato dell'arte al 2000.
 
 
Ma cosa era successo nei 40 e passa anni precedenti? Un mistero con molte e sbagliate deduzioni, e poche certezze fino a tempi recenti. Anzitutto, c'era da chiarire come mai i carri sovietici di ultima generazione fossero ben 3, e quale fosse la loro correlazione. Specialmente considerando che i Sovietici erano standardizzatori e non disdegnavano sforzi per rendere ridotti i costi e le difficoltà del riequipaggiamento del loro esercito.
 
La cosa era sempre più difficile da capire, specie negli anni '80: nella DDR il gruppo di armate corazzate aveva la 2a Armata Corazzata Guardie con i T-64, così come la 3a Armata d'Urto e la 20a Armata Guardie. Anche in Ungheria era così, mentre nella parte meridionale della DDR c'era il T-80 per la 1a Armata Corazzata Guardie e la 8a Armata Guardie; quanto al T-72, ce'era in Cecoslovacchia ed era in servizio con le altre nazioni del Patto di Varsavia. Altre unità erano in seconda linea, fino ad oltre gli Urali.
 
L'URSS aveva fino al 50% della sua economica che ruotava attorno al complesso militare-industriale, e questo spiega come fosse potente anche l'apparato militare, anche se a scapito sempre di più dell'economia civile.
Dopo il T-34, nel 1944 venne sviluppato il T-44, e poi il T-54 anni dopo. Esso aveva cannone da 100 mm, motore trasversale ecc, nell'insieme un progresso anche di fronte al carro T-44. Quando nel dicembre 1949 arrivò a N.Tagil anche Leontiy Kartsev, che nel '53 (epoca in cui il DB di Kharkov ritornò alla città natale) divenne il capo-progettista dei carri sovietici della fabbrica.
 
I tipi progettati sono noti come Izdeliye, che significa oggetto; seguono 3 numeri di cui il primo è assegnato ai centri : 1 per N.Tagil, 2 per Leningrado, 4 per Kharkov, 7 per Chelyabinsk; i due numeri successivi sono collegati al modello prodotto: per esempio, T-34 (Iz 135), o JS-2 (iz 240). Non è chiaro invece che numero di identificazione avessero i carri di Omsk, che è apparsa nella scena dei carri prototipici solo con il Black Eagle, nel dopo-guerra fredda.
 
Ora parliamo di come i carri armati sovietici si originarono. Questa origine è ascrivibile ad Alexander Morozov (1904-79), che iniziò a lavorare nella fabbrica di locomotive N.75, dal ’23 disegnatore, dal ’28 lavorante ai carri armati e dal ’36 parte del team di Koshkin (T-34); dal ’40, morto Koshkin, divenne il responsabile delle versioni evolute del T-34 e poi autore dei suoi primi mezzi, il T-44 (molto più compatto del precedente, secondo la filosofia cara al progettista russo) e il T-54. Nel frattempo, dopo l’invasione tedesca del ’41, lui e il suo stabilimento di Karkov vennero spostati a Nizhniy Tagil, oltre gli Urali. Tornato dal ’51 a Karkov iniziò, ricominciò a lavorare a nuovi mezzi; egli era un uomo capace e molto, forse troppo ambizioso; dal '53 si ritrovò al comando di N.Tagil e iniziò subito a progettare un carro armato del tutto rivoluzionario, un vero MBT che era inizialmente definito come osnovnoi tank, precisamente carro standard (MBT significa Main Battle Tank). Questo doveva essere potente come un carro pesante ma mobile e pesante come un carro medio. Per questo c'era solo una soluzione: un equipaggio di 3 elementi. Con un sistema di caricamento apposito si poteva fare questo, e compattare il mezzo con un'altezza di poco superiore ai 2 metri, il che ovviamente significava che al suo interno non fosse possibile alzarsi in piedi. Ma questo era vantaggioso per ridurre la sagoma mantenere una protezione balistica elevata grazie alla riduzione della sagoma.
 
Ora parliamo di come i carri armati sovietici si originarono. Questa origine è ascrivibile a Morozov, capace e molto, forse troppo ambizioso, che dal '53 si ritrovò al comando di N.Tagil e iniziò subito a progettare un carro armato del tutto rivoluzionario, un vero MBT che era inizialmente definito come osnovnoi tank, precisamente carro standard (MBT significa Main Battle Tank). Questo doveva essere potente come un carro pesante ma mobile e pesante come un carro medio. Per questo c'era solo una soluzione: un equipaggio di 3 elementi. Con un sistema di caricamento apposito si poteva fare questo, e compattare il mezzo con un'altezza di poco superiore ai 2 metri, il che ovviamente significava che al suo interno non fosse possibile alzarsi in piedi. Ma questo era vantaggioso per ridurre la sagoma mantenere una protezione balistica elevata grazie alla riduzione della sagoma. Nel frattempo Kotin, a Leningrado, lavorava su di un carro molto diverso e alquanto superato, il T-10, che se non altro indicava nella massa elevata e pochi compromessi (ma anche questo era molto basso in sagoma) il futuro dei 'supercarri', come successori dei mezzi pesanti e non come carri medi 'dopati' dalle nuove tecnologie, ma ancora limitati dalla massa possibile. In ogni caso, l'Izd.420 venne già realizzato e sperimentato dal 1955 al 1959, in un'epoca in cui gli Americani nemmeno sospettavano di quanto stessero facendo i sovietici ed erano indaffarati con lo sviluppo dell'M60. All'inizio esso aveva un cannone da 100 mm ad anima liscia e pertanto, ad elevatissima velocità iniziale; ma siccome i britannici stavano sviluppando l'L7 da 105 mm i sovietici decisero di aumentare il calibro per ottenere un'arma meno critica (per modo di dire), il D-68, che era l'U-5TS del T-62 dotato di munizioni a caricamento separato. Il T-62 era nato sempre a N.Tagil, al Kartsev DB. Ma nel 1960, per cercare di recuperare lo svantaggio tecnologico con gli americani, venne praticata la 'Rivoluzione degli affari miliari' che secondo il gruppo dirigente di Krushev voleva le armi più moderne e concettualmente avanzate. Si voleva sia un carro medio, che un carro pesante, ma quest'ultimo non venne mai realizzato.
 
Nel mentre venne sviluppato dallo Zavod No.75 guidato da Morozov (già artefice nel '43 del KV-13 o T-43, un carro medio con una protezione paragonabile a quella di un mezzo pesante, ma poi scartato per il più armato T-34/85),l'izd 432, che dopo la sperimentazione nel periodo 1960-62 (o addirittura già nel 1957-59), venne sviluppato e messo in servizio come T-64. Esso era inizialmente il D 54-TS da 100 mm rigato, ad altissima velocità iniziale, con sistema di stabilizzazione Metel presto aggiunto per assicurarne la precisione in movimento sui due assi di direzione e alzo, ma il mezzo, che riduceva al minimo la superficie esposta grazie alla sua bassa sagoma, e quindi era meglio protetto rispetto alla massa totale, aveva un vano di combattimento di appena 8,37 m3, che erano pochi anche considerando un equipaggio di appena tre persone. Inoltre si pensò presto alle corazze ERA grazie ad una squadra diretta da Platov, ma vi furono degli incidenti durante la sperimentazione (chissà di che tipo?) e il progetto per il momento venne abbandonato, al posto di esso venne però applicata una corazza passiva con inserto in ceramica, la cosidetta Combinazione K.
 
Questo mezzo pesava appena 36 t, con torretta piccola e arretrata, mentre lo scafo aveva una piastra anteriore inclinata di ben 68 gradi. Questo era possibile perché la torretta era così piccola, e perché il motore era molto compatto. Si trattava di un diesel boxer a 5 cilindri e 10 pistoni, il 5TD da 700 hp. La sua realizzazione era dovuta sempre al centro di Kharkov, da parte del KhKBD, esperto dal '34 nei motori per carri armati. Questo motore ha una versione avanzata, attualmente, il 6TD per i vari T-80UD e T-84, e dall'inizio aveva un cambio e trasmissione che era suddiviso, orinalmente, ai lati del motore, per ridurne la lunghezza. Solo che era difficile da usare e poteva essere manovrato con efficacia solo con una certa abilità del conducente. Esso venne sviluppato sotto la direzione di L.L. GOlents, si trattava di un diesel multicarburante a due tempi, con 5 cilindri e 10 pistoni orizzonatli, contrapposti (boxer) da 13,6 l di cilindrata complessiva per 600 hp nella sua prima edizione, raffreddato ad acqua e con dimensioni di 1.413 mm (lunghezza), 955 mm (larghezza) e 581 mm (altezza), per un peso di 1.040 kg. Il sistema di raffreddamento non era meno importante, essendo a liquido e quindi senza sprecare potenza per le ventole di raffreddamento, e nondimeno capace di operare anche a 50° di temperatura esterna. In seguito ebbe un sesto cilindro e divenne più potente per i successivi carri armati russi. Esso era concettualmente un derivato degli Junkers Jumo 205 dei tempi della II GM, usati sugli Ju-86. E' un motore molto particolare, basti pensare che i due tempi sono tipici dei ciclomotori di piccola cilindrata, ma con due alberi motore che complicano la sua meccanica, ma ne aumentano l'efficienza grazie all'apertura in tempi opportuni delle valvole di scarico rispetto a quelle di immissione dell'aria nuova.
 
Ma nonostante le tante buone qualità questo motore era inaffidabile, come del resto il boxer analogo sviluppato (con meno pretese in termini di compattezza e analoga potenza, per il Chieftain), oltre ad avere difficoltà di avvio a bassa temperatura. La sospensione era particolare, sei ruote doppie di piccolo diametro su ciascun diametro, con sei sospensioni a barre di torsione con due ammortizzatori idraulici sulle ruote anteriori e uno su quella posteriore.
 
 
Il cannone da 100 mm era ritenuto valido, ma non per molto: nel '61 comparve l'L7 da 105 mm in servizio, e quest'arma ebbe come replica l'aggiornamento del T-64 con un U5-T del Bureau Petrov del T-62, aggiornato allo standard M-68. A quanto pare fu questo il motivo per il quale si sviluppò il sistema di caricamento automatico, perché ora il nuovo cannone richiedeva più spazio e ridurre a due gli uomini d'equipaggio in torretta era ritenuto vantaggioso, con un sistema a giostrina da 30 colpi (sui 40 totalmente disponibili a bordo), così venne fuori l'Izd 432 che ebbe anche il motore 5TDF da 700 hp, completato nel '63. Subito testato sul campo, diede luogo a molti inconvenienti, a nel '64 venne fuori l'Iz 434, che prima ancora della fine dei test venne approvato da Krushev come T-64 (per l'appunto). Tra l'altro esso non fu l'unico carro avanzato: vi fu anche l'Iz 775 del Bureau Isakov di Chelyabinsk. Esso era un carro biposto, con capocarro-tiratore e conduttore, tutti e due sulla torretta. Il carro era concepito per tirare missili Rubin dalla sua corta b.d.f. e proiettili-razzo Bur, treno di rotolamento idropneumatico ma per il resto simile a quello del T-64, inclusi i cingoli a doppio asse di rotazione. Era alto appena i 2 terzi di un T-64, era più leggero e certo ancora più avanzato. Ma ebbe troppe difficoltà con il conducente nella torretta e sopratutto i missili di bordo. Alla fine non se ne fece nulla, a parte qualche prototipo sopravvissuto nei musei. A parte questo T-64 'nano', il carro standard venne dato in almeno 10 esemplari al 100imo Reggiment Corazzato Guardie bielorussio, nell'ottobre 1967 esso venne anche portato in una lunga serie di prove. Ma il veicolo ebbe problemi molto seri di messa a punto tecnica del motore e del sistema di caricamento, pure capace di ben 10 colpi al minuto.
 
Inoltre il cannone aveva dei problemi di precisione, il sistema di carica automatica di affidabilità, l'abitabilità era troppo sacrificata e nonostante fosse un carro molto complesso, con appena 3 uomini era difficile da manutenere. Così il comandante delle truppe corazzate, il Maresciallo Polubayarov, si oppose all'entrata in servizio del nuovo mezzo, tra l'altro molto costoso. Alla fine del T-64 vennero prodotti 600 esemplari,sperimentati lontano da occhi indiscreti (estremo oriente) prima di dare origine, nel 1969, all'Izd 434 del '69, all'epoca Morozov non era già più il direttore del programma, sostituito nel dicembre 1967 da Sholin.
 
La produzione fu limitata e i miglioramenti, sotto la spinta delle decisioni di Krushev vennero fatti dei piccoli miglioramenti al mezzo durante la produzione dei lotti, per poi darlo alla 41a Divisione Corazzata Guardie. La comparsa del cannone D-81, sviluppato dal Petrov Bureau, vide presto il parere favorevole della Commissione ministeriale per installarlo sui T-64. Venne così completato lo Iz 437, attorno al '69. Questo era dotato di una lama bulldozer, mitragliatrice NVST telecomandata, maggiore protezione e nell'insieme ebbe la denominazione T-64A, pesante 38 t e prodotto dal '72 in preserie e poi in serie dal '73.
 
 
Nel mentre venne sviluppato l'izd 432, che dopo la sperimentazione nel periodo 1960-62, venne sviluppato e messo in servizi ocome T-64. Questo mezzo pesava appena 36 t, con torretta piccola e arretrata, mentre lo scafo aveva una piastra anteriore inclinata di ben 68 gradi. Questo era possibile perché la torretta era piccola, e perché il motore era molto compatto. Si trattava di un diesel boxer a 5 cilindri e 10 pistoni, il 5TD da 700 hp. La sua realizzazione era dovuta sempre al centro di Kharkov, da parte del KhKBD, esperto dal '34 nei motori per carri armati. Questo motore ha una versione avanzata, attualmente, il 6TD per i vari T-80UD e T-84, e dall'inizio aveva un cambio e trasmissione che era suddiviso, orinalmente, ai lati del motore, per ridurne la lunghezza. Solo che era difficile da usare e poteva essere manovrato con efficacia solo con una certa abilità del conducente. Ma non era questo il problema principale: esso era inaffidabile, come del resto il boxer analogo sviluppato (con meno pretese in termini di compattezza e analoga potenza, per il Chieftain), oltre ad avere difficoltà di avvio a bassa temperatura. Inoltre il cannone aveva dei problemi di precisione, il sistema di carica automatica di affidabilità, l'abitabilità era troppo sacrificata e nonostante fosse un carro molto complesso, con appena 3 uomini era difficile da manutenere. Così il comandante delle truppe corazzate, il Maresciallo Polubayarov, si oppose all'entrata in servizio del nuovo mezzo, tra l'altro molto costoso. Alla fine del T-64 vennero prodotti 600 esemplari,sperimentati lontano da occhi indiscreti (estremo oriente) prima di dare origine, nel 1969, all'Izd 434 del '69, all'epoca Morozov non era già più il direttore del programma, sostituito nel dicembre 1967 da Sholin. Questo aveva un motore 5TDF più affidabile e il cannone D-81 da 125 mm (noto anche come 2A26 nell'Armata Rossa), un cannone sviluppato dal Petrov DB di Perm negli anni '60 e molto superiore ai pezzi da 122 e 130 mm dei carri pesanti di Kotin. Il nuovo T-64 pesava 37-38 t e venne messo in produzione come T-64A come carro di punta per le truppe corazzate. Ma il GABTU, l'Ispettorato della Difesa, non era convinto del progetto e Kartsev venne incaricato di risolvere i problemi di complessità, costo e affidabilità riscontrati. Infatti, Kartsev era un tecnico concreto, che aveva già migliorato il T-54 (sempre figlio di Morozov) nel T-55, e impegnato nel successore del T-62. Questo miglioramento sarebbe stato l'izd. 167, con treno di rotolamento del 140 e scafo cdel T-62, più la versione turbodiesel V-2, ora V-26 da 700 hp, anch'esso evoluzione dei motori precedenti. Inoltre si pensava al cannone da 125 e a un sistema di caricamento di nuovo tipo, che anziché la 'forchetta' con 28 colpi e la giostrina con le cariche verticali, aveva il cannone alimentato da 'cassette' con carica e proiettile (22 colpi) messi assieme, la prima superiormente al secondo, che venivano elevate e caricate dal calcatoio automatico. Questo era il sistema Katezka e presentava come unica controindicazione il fatto che il bossolo, il cui fondello non era combustibile (il resto sì, si distruggeva allo scoppio), veniva espulso dalla torre in un apposito portello, come sul T-62. Questo ovviamente era pericoloso in ambiente contaminato NBC (o anche urbano..), ma per il resto era meglio. Alla fine, questo carro in origine pensato come 'super T-62' venne invece realizzato come T-64 migliorato, sul suo scafo, ma con torre biposto. Era l'Izd 172, che a quel punto aveva la torre del T-62 'migliorato', motore td V-45 e altre migliorie, approntato il 10 gennaio 1968. Stranamente ci vollero ben 5 anni prima di mandarlo in produzione, essenzialmente per via dell'opposizione di Krutyakov, il cui intento, essendo amico di Kotin, era di sottomettere N.Tagil all'impianto di Leningrado. Krutyakov era all'epoca il direttore del settore produttivo di Tagil, quindi era davvero una 'serpe in seno'. Ma alla fine, pur essendo per tanti aspetti un passo indietro, il T-72 era un veicolo più economico e funzionale, e venne messo in produzione. Nel mentre, il T-64A continuò ad essere prodotto a Kharkov come se nulla fosse, fino al 1975; poi subentrò il T-64B, che in seguito a qualche anno, ebbe anche il missile KOBRA o AT-8 Songster, un'arma supersonica e con capacità anche anti-elicottero.
 
Nel mentre, il T-64A continuò ad essere prodotto a Kharkov come se nulla fosse, fino al 1975; poi subentrò il T-64B, che in seguito a qualche anno, ebbe anche il missile KOBRA o AT-8 Songster, un'arma supersonica e con capacità anche anti-elicottero, con sistema di guida 1A33 con antenna GTN-12 in un box corazzato per questi missili 9M112-1 Kobra, in genere tenuto a bordo in 8 esemplari e sviluppato dalla KB TOchmash. Esso era noto come Iz 467 e pare venisse prodotto nel '76, l'anno in cui Morozov lasciò il bureau per limiti d'età, pur continuando a fare da consulente per i suoi amati carri armati. Il carro T-64B entrò in produzione nel '79 (almeno secondo le ultime notizie), con cannone 2A46 anziché il vecchio 2A26, e sistema di caricamento 6Ets40 con 28 cp e 8 missili, corazza di nuova generazione meno ingombrante anche se altrettanto efficace rispetto a quella precedente, e sostituzione del t.l.m. ottico con quello laser 1G42 nonché di skirts in acciaio e gomma laterali. Il T-64B-1 era il tipo senza missili Kobra, ma pare che nel 1990, rispetto a 1.200 T-64B standard, c'erano solo 400 T-64B-1 ad Ovest degli Urali. Nel frattempo i vecchi T-64 con il 115 mm vennero modernizzati con il 2A46-2 e 125 mm e tutti i miglioramenti del T-64B applicabili a questi vecchi scafi. Il tutto ha dato origine al T-64R. Data la positiva esperienza delle ERA israeliane del 1982, nel 1983 venne approvato questo tipo di protezione e dal settembre di quell'anno comparvero i T-64BV con tali protezioni aggiuntive.
Ora parliamo di come i carri armati sovietici si originarono. Questa origine è ascrivibile a Morozov, capace e molto, forse troppo ambizioso, che dal '53 si ritrovò al comando di N.Tagil e iniziò subito a progettare un carro armato del tutto rivoluzionario, un vero MBT che era inizialmente definito come osnovnoi tank, precisamente carro standard (MBT significa Main Battle Tank). Questo doveva essere potente come un carro pesante ma mobile e pesante come un carro medio. Per questo c'era solo una soluzione: un equipaggio di 3 elementi. Con un sistema di caricamento apposito si poteva fare questo, e compattare il mezzo con un'altezza di poco superiore ai 2 metri, il che ovviamente significava che al suo interno non fosse possibile alzarsi in piedi. Ma questo era vantaggioso per ridurre la sagoma mantenere una protezione balistica elevata grazie alla riduzione della sagoma. Nel frattempo Kotin, a Leningrado, lavorava su di un carro molto diverso e superato, il T-10, che se non altro indicava nella massa elevata e pochi compromessi (ma anche questo era molto basso in sagoma) il futuro dei 'supercarri', come successori dei mezzi pesanti e non come carri medi 'dopati' dalle nuove tecnologie, ma ancora limitati dalla massa possibile. In ogni caso, l'Izd.420 venne già realizzato e sperimentato dal 1955 al 1959, in un'epoca in cui gli Americani nemmeno sospettavano di quanto stessero facendo i sovietici ed erano indaffarati con lo sviluppo dell'M60. All'inizio esso aveva un cannone da 100 mm ad anima liscia e pertanto, ad elevatissima velocità iniziale; ma siccome i britannici stavano sviluppando l'L7 da 105 mm i sovietici decisero di aumentare il calibro per ottenere un'arma meno critica (per modo di dire), il D-68, che era l'U-5TS del T-62 dotato di munizioni a caricamento separato. Il T-62 era nato sempre a N.Tagil, al Kartsev DB.
 
Il GABTU aveva anche investigato la possibilità di usare turbine a gas come motore, come si apprestavano a fare gli americani, e a Leningrado, avendo un certo livello di esperienza, nello sviluppare una versione ulteriomente evoluta del T-72, il direttore N.S.Popov, decise di fare il passo in avanti, già tentato con l' Izd. 167, il successore del T-62. Un T-72 venne trasformato in Izd. 219 con scafo T-72, turbina a gas di provenienza elicotteristica, cingoli e torre del T-64; dal successo del programma derivò il 219-2 che divenne il T-80 nel 1976, prodotto ad Omsk. Presto arrivò il T-80B con varie modifiche, in entrambi i casi dotati di GTD-1000TF da 1.000 hp, che dava tuttavia un'autonomia inferiore a 300 km su strada, e pare, anche con i serbatoi ausiliari; per giunta non era molto affidabile. Sulle ultime serie è apparsa la GTF-1000F da 1.100 hp. Dal 1983 cominciò l'installazione delle ERA su tutti e tre i tipi, con suffisso V, mentre nel 1985 cessava la produzione anche del T-64B, sostituito dal refitting degli A come 'R'; nel frattempo apparve il T-80U, Usooverschenny, ovvero modificato (rispetto al 'B'), con la GTD-1250 e i missili 9M119 Svir supersonici; idem accadde per il T-72B dal 1986 in poi.
Nel mentre venne sviluppato l'izd 432, che dopo la sperimentazione nel periodo 1960-62, venne sviluppato e messo in servizi ocome T-64. Questo mezzo pesava appena 36 t, con torretta piccola e arretrata, mentre lo scafo aveva una piastra anteriore inclinata di ben 68 gradi. Questo era possibile perché la torretta era piccola, e perché il motore era molto compatto. Si trattava di un diesel boxer a 5 cilindri e 10 pistoni, il 5TD da 700 hp. La sua realizzazione era dovuta sempre al centro di Kharkov, da parte del KhKBD, esperto dal '34 nei motori per carri armati. Questo motore ha una versione avanzata, attualmente, il 6TD per i vari T-80UD e T-84, e dall'inizio aveva un cambio e trasmissione che era suddiviso, orinalmente, ai lati del motore, per ridurne la lunghezza. Solo che era difficile da usare e poteva essere manovrato con efficacia solo con una certa abilità del conducente. Ma non era questo il problema principale: esso era inaffidabile, come del resto il boxer analogo sviluppato (con meno pretese in termini di compattezza e analoga potenza, per il Chieftain), oltre ad avere difficoltà di avvio a bassa temperatura. Inoltre il cannone aveva dei problemi di precisione, il sistema di carica automatica di affidabilità, l'abitabilità era troppo sacrificata e nonostante fosse un carro molto complesso, con appena 3 uomini era difficile da manutenere. Così il comandante delle truppe corazzate, il Maresciallo Polubayarov, si oppose all'entrata in servizio del nuovo mezzo, tra l'altro molto costoso. Alla fine del T-64 vennero prodotti 600 esemplari,sperimentati lontano da occhi indiscreti (estremo oriente) prima di dare origine, nel 1969, all'Izd 434 del '69, all'epoca Morozov non era già più il direttore del programma, sostituito nel dicembre 1967 da Sholin. Questo aveva un motore 5TDF più affidabile e il cannone D-81 da 125 mm (noto anche come 2A26 nell'Armata Rossa), un cannone sviluppato dal Petrov DB di Perm negli anni '60 e molto superiore ai pezzi da 122 e 130 mm dei carri pesanti di Kotin. Il nuovo T-64 pesava 37-38 t e venne messo in produzione come T-64A come carro di punta per le truppe corazzate. Ma il GABTU, l'Ispettorato della Difesa, non era convinto del progetto e Kartsev venne incaricato di risolvere i problemi di complessità, costo e affidabilità riscontrati. Infatti, Kartsev era un tecnico concreto, che aveva già migliorato il T-54 (sempre figlio di Morozov) nel T-55, e impegnato nel successore del T-62. Questo miglioramento sarebbe stato l'izd. 167, con treno di rotolamento del 140 e scafo cdel T-62, più la versione turbodiesel V-2, ora V-26 da 700 hp, anch'esso evoluzione dei motori precedenti. Inoltre si pensava al cannone da 125 e a un sistema di caricamento di nuovo tipo, che anziché la 'forchetta' con 28 colpi e la giostrina con le cariche verticali, aveva il cannone alimentato da 'cassette' con carica e proiettile (22 colpi) messi assieme, la prima superiormente al secondo, che venivano elevate e caricate dal calcatoio automatico. Questo era il sistema Katezka e presentava come unica controindicazione il fatto che il bossolo, il cui fondello non era combustibile (il resto sì, si distruggeva allo scoppio), veniva espulso dalla torre in un apposito portello, come sul T-62. Questo ovviamente era pericoloso in ambiente contaminato NBC (o anche urbano..), ma per il resto era meglio. Alla fine, questo carro in origine pensato come 'super T-62' venne invece realizzato come T-64 migliorato, sul suo scafo, ma con torre biposto. Era l'Izd 172, che a quel punto aveva la torre del T-62 'migliorato', motore td V-45 e altre migliorie, approntato il 10 gennaio 1968. Stranamente ci vollero ben 5 anni prima di mandarlo in produzione, essenzialmente per via dell'opposizione di Krutyakov, il cui intento, essendo amico di Kotin, era di sottomettere N.Tagil all'impianto di Leningrado. Krutyakov era all'epoca il direttore del settore produttivo di Tagil, quindi era davvero una 'serpe in seno'. Ma alla fine, pur essendo per tanti aspetti un passo indietro, il T-72 era un veicolo più economico e funzionale, e venne messo in produzione. Nel mentre, il T-64A continuò ad essere prodotto a Kharkov come se nulla fosse, fino al 1975; poi subentrò il T-64B, che in seguito a qualche anno, ebbe anche il missile KOBRA o AT-8 Songster, un'arma supersonica e con capacità anche anti-elicottero.
 
Ma a Kharkov continuava lo sviluppo dei motori a sogliola, ovvero i boxer, con il 6TD a 6 cilindri da 16,3 litri la cui produzione iniziò nel 1979, da ben 1.000 hp, installato sul T-80U con notevoli vantaggi in termini di raggio d'azione; esso venne sperimentato come Iz 476 nel 1979 con il treno di rotolamento del T-80; esso
Il GABTU aveva anche investigato la possibilità di usare turbine a gas come motore, come si apprestavano a fare gli americani, e a Leningrado, avendo un certo livello di esperienza, nello sviluppare una versione ulteriomente evoluta del T-72, il direttore N.S.Popov, decise di fare il passo in avanti, già tentato con l' Izd. 167, il successore del T-62. Un T-72 venne trasformato in Izd. 219 con scafo T-72, turbina a gas di provenienza elicotteristica, cingoli e torre del T-64; dal successo del programma derivò il 219-2 che divenne il T-80 nel 1976, prodotto ad Omsk. Presto arrivò il T-80B con varie modifiche, in entrambi i casi dotati di GTD-1000TF da 1.000 hp, che dava tuttavia un'autonomia inferiore a 300 km su strada, e pare, anche con i serbatoi ausiliari; per giunta non era molto affidabile. Sulle ultime serie è apparsa la GTF-1000F da 1.100 hp. Dal 1983 cominciò l'installazione delle ERA su tutti e tre i tipi, con suffisso V, mentre nel 1985 cessava la produzione anche del T-64B, sostituito dal refitting degli A come 'R'; nel frattempo apparve il T-80U, Usooverschenny, ovvero modificato (rispetto al 'B'), con la GTD-1250 e i missili 9M119 Svir supersonici; idem accadde per il T-72B dal 1986 in poi.
non era inteso per l'Armata Rossa, ma ebbe impiego con il T-80UD inteso per l'export, e poi per il T-84 ucraino. Ne vennero prodotti 5 esemplari di preserie, poi dal 1985 alcuni vennero davvero realizzati, pesanti 46 t e capaci di 65 kmh, assegnati alla 4a Divisione Corazzata vicino a Mosca. Nel 1987 finiva la produzione del T-64B che equipaggiò la 2a Armata Corazzata Guardie, la 3a Armata d'Urto e la 20a Armata Guardie, ovvero il Gruppo d'Armate della DDR, Ungheria e regioni occidentali dell'URSS.
 
Ma a Kharkov continuava lo sviluppo dei motori a sogliola, ovvero i boxer, con il 6TD a 6 cilindri, da ben 1.000 hp, installato sul T-80U con notevoli vantaggi in termini di raggio d'azione; non era inteso per l'Armata Rossa, ma ebbe impiego con il T-80UD inteso per l'export, e poi per il T-84 ucraino. Nel 1988 venne proposto il T-72BM o MS, o S, con le corazze K-5 ERA, utili anche per i proiettili perforanti e non solo HEAT, che era anche introdotta sui T-80U, mentre la torre aveva pareti inspessite. Dal 1990 divenne il T-90 o T-90S per l'export.
 
Il risultato è stato che in tutto, il T-64 è stato prodotto in oltrre 14.000 esemplari (si pensava fino al 1990 che fossero solo 8.000), mai esportato e usato solo in qualche conflitto nell'ex-URSS; il T-72 è stato prodotto in oltre 26.000 mezzi, e il T-80 in circa 18.000, del tutto equivalente ai coevi T-90.
 
Quanto alla protezione, i carri sovietici da molti anni fanno uso di corazze a strati nella parte anteriore dello scafo, ma solo recentemente si è saputo che anche la torretta, in apposite 'tasche' interne ha materiali compositi, di diverso tipo e natura. Il T-64 aveva la combinazione K, basato cioè sul quarzo, materiale durissimo e a buon mercato, non propriamente una novità in quanto gli americani l'avevano già usato su di un M4E Sherman modificato e poi su di un carro sperimentale, il T-95, sempre nella torretta. In seguito sono stati elaborati materiali più sofisticati, oltre che aggiungere corazze esterne modulari. Le guance interne, prima raggiungibili solo smontando la torretta, adesso sono saldate con delle strutture riconoscibili sul tetto delle stesse, cosa che non si vede invece più tanto nel caso degli ultimissimi tipi come il T-80UD e UM. Poi sono apparsi sistemi 'attivi' anche più sofisticati: non bastassero le corazze molto inclinate, molto spesse, di materiali stratificati, poi con sistemi ERA (corazze reattive) e NERA (corazze passive, come le BDD per ammodernare i carri T-55 e 62), adesso sono apparsi sistemi con sensori sofisticati, per allarme laser, o approccio missili, collegati ai lanciagranate fumogeni o addirittura a sistemi come l'ARENA e il DRODZ, con sistemi di lancio per granate e razzi anti-missile o RPG.
 
I mezzi sovietici non sono stati quindi standardizzati: né prima né dopo il crollo dell'URSS, visto che T.Tagil e Chelyabinsk/Omsk hanno in competizione i carri armati (Kharkov, se non altro, si trova in Ucraina e senza competitori) della propria produzione; così non era chiaro se il Black Eagle o il T-90 sarebbe stato il futuro carro russo, ma di fatto la politica di competizione tra i centri di progettazione russi continuava. E questo, con 3 tipi di carri tutti armati, pesanti e protetti grossomodo allo stesso modo, ma del tutto diversi come meccanica, non solo come motore, ma anche come trasmissione e treno di rotolamento.
 
In termini di produzione, questa, sicuramente enorme in termini quantitativi, ha visto la seguente cronologia:
*Karkhov (Zadov 75), svilupo Iz 430 nel 1955-1959; Omnsk(Zadov 174 e 185), T-10 fino al '55, T-10A nel '56, -10B nel '57, T-10M nel 1958-66; N.Tagil (183), T-54A nel 1955-56, T-54B nel 1957-59, T-55 nel 1958-62;
 
Anni '60:Karkhov, T-64(Zadov nel 1963-6875), T-64Asvilupo Iz 430 nel 19691955-751959; Omsk,Omnsk(Zadov nulla174 trae il185), 1966T-10 efino ilal '55, 1972T-10A (eranel in'56, sviluppo-10B ilnel Molot'57, maT-10M non ebbenel esito)1958-66; N.Tagil (183), T-55A54A nel 19631955-7556, T-6254B nel 19621957-7159, T-55 nel 1958-62;
Anni '60:Karkhov, T-64 nel 1963-68, T-64A nel 1969-75 Omsk, nulla tra il 1966 e il 1972 (era in sviluppo il Molot, ma non ebbe esito); N.Tagil, T-55A nel 1963-75, T-62 nel 1962-71
 
 
 
 
Anni '80-90: Omsk, T-80UM nel 1993-95, T-80UM-1 nel 1996 in poi, B.eagle dal 1997; N.T., T-72B nel 1986-87, BM nel 1988-90,T-90 nel 1990-2000+; Karkhov, T-80UD nel 1987-00, T-84 nel 1993-00<ref>Po, E: ''I carri russi ieri e oggi'', RID mar 00 p.40-49</ref>.
<ref>Po, E: ''I carri russi ieri e oggi'', RID mar 00 p.40-49; per l'edit del 7-9-09, E.Po, Luglio 2009</ref>.
 
 
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