Differenze tra le versioni di "Impresa sociale di comunità/Rapporto pubblico-privato"

m (Robot: Changing templates: CompactTOC0Z, TOCright, Link img)
<center>Tabella 12.1 - Amministrazione per atti e per servizi</center>
 
In particolare, dunque, l'amministrazione per servizi eroga '''servizi pubblici'''.<br/>
Occorre precisare il significato dell'espressione "servizio pubblico". In questa sede basti ricordare che due sono le teorie che hanno caratterizzato maggiormente la nozione in esame dal punto di vista nazionale: quella del servizio pubblico in senso soggettivo e quella del servizio pubblico in senso oggettivo. La prima fa riferimento alla natura pubblica del soggetto che gestisce il servizio; la seconda si richiama all'attitudine del servizio a soddisfare un interesse di carattere generale, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del soggetto gestore.
 
 
 
In particolare a partire dagli anni '80, i costi elevati del welfare state, l'inefficienza con cui il soggetto pubblico ha gestito le attività di servizio sociale, l'impatto della normativa comunitaria, unitamente alla nascita di nuovi bisogni che richiedono modalità di risposta flessibili e dinamiche che mal si conciliano con gli strumenti formali e burocratici della pubblica amministrazione, hanno determinato la '''necessità di riformare''' il sistema di erogazione di tali servizi ricorrendo in maniera sempre più frequente a procedure di affidamento a '''soggetti privati'''.
 
Tuttavia, la svolta si è avuta solo con la legge n. 328/2000 [[http://www.senato.it/parlam/leggi/00328l.htm]], che ha riformato la disciplina dei servizi sociali puntando sulla necessità di creare un '''sistema integrato di interventi e servizi''', rafforzando il ruolo dei privati non solo nell'offerta dei servizi stessi ma anche nella loro progettazione e programmazione. L'art. 1, co. 5 della legge n. 328/2000 prevede infatti che "alla gestione ed all'offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché, in qualità di ''soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi'', organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato ed altri soggetti privati".<br/>
La legge, ponendo al centro del sistema il ''bisogno'', stabilisce che l'attribuzione della funzione sociale di progettazione, programmazione e soddisfazione del "benessere sociale" dovrà essere indirizzata verso quelle organizzazioni che saranno maggiormente in grado di rispondere in maniera adeguata alle situazioni di bisogno degli utenti.<br/>
Vi si desume un '''modo completamente nuovo di concepire il rapporto con i soggetti privati''', che va al di là delle logiche formali e burocratiche che hanno caratterizzato, per diversi anni, le modalità di raccordo fondate su un modello "bipolare", che vedeva il soggetto pubblico in una posizione di supremazia ed il privato in una posizione di mero destinatario. La legge quadro fonda infatti il sistema integrato di interventi e servizi sociali su un modello "multipolare" che coinvolge pubblico e privato in una posizione paritaria rispetto all'attuazione di attività d'interesse generale, secondo un sistema di responsabilità condivise.
 
{{Collegamento|1=''Il rapporto tra ISC e risorse pubbliche viene affrontato anche nel capitolo terzo - [[Impresa sociale di comunità/Ideazione|Ideazione]].''}}
Particolare rilievo assume, tra gli altri, la Comunicazione della Commissione intitolata "Attuazione del programma comunitario di Lisbona: i servizi sociali d'interesse generale nell'Unione europea", COM(2006) 177 [[http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2006:0177:FIN:IT:PDF]], che è appunto dedicata al tema specifico dei servizi sociali.<br/>
In tale documento per servizi sociali si intende:
*"i '''regimi obbligatori''' previsti dalla legge e i '''regimi complementari''' di protezione sociale, con vari tipi di organizzazioni (mutue o regimi professionali), che coprono i rischi fondamentali dell'esistenza, quali quelli connessi alla salute, alla vecchiaia, agli infortuni sul lavoro, alla disoccupazione, al pensionamento e alla disabilità;
*gli altri '''servizi essenziali''' prestati direttamente al cittadino. Questi servizi, che svolgono un ruolo preventivo e di coesione sociale, forniscono un aiuto personalizzato per facilitare l'inclusione nella società e garantire il godimento dei diritti fondamentali. Essi comprendono, in primo luogo, l'assistenza ai cittadini confrontati a difficoltà personali o a momenti di crisi (ad esempio indebitamento, disoccupazione, tossicodipendenza, disgregazione del nucleo familiare). In secondo luogo, comprendono attività miranti a garantire che gli interessati possano essere completamente reinseriti nella società (riqualificazione e formazione linguistica per gli immigrati) e in particolare nel mercato del lavoro (formazione e reinserimento professionale). Questi servizi completano e sostengono il ruolo delle famiglie nelle cure destinate in particolare ai giovanissimi e agli anziani. In terzo luogo, rientrano nell'ambito di questi servizi le attività che favoriscono l'integrazione delle persone con esigenze a lungo termine a motivo di una disabilità o di un problema sanitario. Infine, in quarto luogo, sono compresi anche gli alloggi popolari, che permettono alle persone socialmente svantaggiate o meno avvantaggiate di ottenere un alloggio".
 
 
In particolare, secondo la Commissione europea, i servizi sociali presentano uno o più dei seguenti criteri di organizzazione:
*operano in base al '''principio di solidarietà''';
*hanno un '''carattere globale e personalizzato''', che integra la risposta ad esigenze diverse in modo da garantire i diritti fondamentali e tutelare le persone più vulnerabili;
*'''non hanno scopo di lucro''', bensì l'obiettivo di affrontare le situazioni più difficili, inserendosi spesso in una tradizione con radici storiche;
*comprendono la '''partecipazione di volontari''', espressione delle capacità della cittadinanza;
*hanno un '''forte radicamento connesso a tradizioni culturali''' (locali). Questo aspetto trova spesso espressione nella prossimità fra il fornitore del servizio e il beneficiario, il che consente di tener presenti le esigenze specifiche di quest'ultimo;
*i '''rapporti fra coloro che forniscono il servizio e i beneficiari sono complessi e diversificati''': non rientrano nell'ambito di un ‘normale' rapporto fornitore/consumatore e richiedono la partecipazione finanziaria di terzi.
 
Dalla comunicazione di cui sopra emerge una sorta di vicinanza tra la concezione di sevizio sociale in ambito nazionale e comunitario giacché in entrambi si fa riferimento ad attività che sono necessarie al superamento di situazioni di disagio e fragilità delle persone. Viene confermata, quindi, la '''nozione oggettiva di servizio sociale''', in cui ciò che conta è l'oggetto dell'intervento e non la natura pubblica o privata di chi svolge l'intervento. Inoltre, con riferimento ai criteri organizzativi, si nota come il legislatore comunitario, al pari di quello nazionale, mantenga un '''atteggiamento di favore nei confronti delle organizzazioni non lucrative''' quali soggetti più idonei all'erogazione di servizi sociali.
}}
 
259

contributi