Differenze tra le versioni di "Claude Monet ad Argenteuil"

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(Nuova pagina: {{Claude Monet ad Argenteuil}} Il 21 dicembre 1871 Claude Monet annuncia a Pissarro che è "nel pieno del trasloco", che da Parigi si trasferirà ad Argenteuil, in una casa vicino all…)
 
Monet partecipa, probabilmente su insistenza del fratello Léon, alla 23esima mostra municipale che ha luogo a Roven in marzo. Il catalogo riporta un Interno che non è altro che ''Meditazione'' [N. Cat.163] e ''Canale di Zaandam'', appartenente al fratello.
 
[[File:Edouard_Manet_010.jpg|250px|thumb|left|Monet che dipinge sulla sua barca-atelier - [[w:Édouard Manet|Édouard Manet]] - 1874]]Al ritorno da Roven e fino alla fine del 1872, Monet, si rivolge sulla riva della Senna ad Argenteuil. La maggior parte delle vedute sulla riva sinistra presuppone che il maestro possedesse un'imbarcazione, probabilmente la famosa barca-atelier che sarà descritta da Monet con questi termini: "Una vendita fruttuosa mi fece piovere in tasca, in un colpo solo, abbastanza denaro per acquistare una barca e farvi costruire con delle tavole di legno una cabina, dove avevo giusto il posto per sistemarvi il mio cavalletto". Sono nate così una parte delle tele che raffigurano la Senna. Esiste una tela che immortala Monet mentre dipinge sulla barca-atelier di [[w:Édouard_Manet|Édouard Manet]] del 1874 intitolata "Monet che dipinge sulla sua barca-atelier".
 
La profonda gioia interiore viene espressa, da Monet negli anni d'Argenteuil, attraverso i paesaggi fluviali assolati e gli affettuosi ritratti a Camille [[File:The_Red_Kerchief_Portrait_of_Madame_Monet.jpg|250px|thumb|right|Il cappello rosso, ritratto di Madame Monet [N. Cat. 257]]](''Il cappello rosso, ritratto di Madame Monet'' [N. Cat. 257]) e della famiglia come in ''La colazione'' [N. Cat.285], uno dei pochi dipinti di grandi dimensioni (160 X 210 cm.) realizzati dal 1870.
Il fascino di quest'opera è la quotidianità che Monet riesce a fissare sulla tela. Nel giardino di casa Aubry appare in primo piano sulla sinistra il figlio Jean, mentre gioca sul prato con le costruzioni di legno, all'ombra di un albero; di fronte a Jean, al centro del quadro, c'è un carrello e un tavolo ancora apparecchiato di una colazione conclusa si da poco. Sopra il tavolo sui rami dell'albero, vi è un cappello color paglia con un nastro nero. Accostata al tronco dell'albero, sulla destra, una panchina con sopra una borsa ed un parasole. Taglia il dipinto in tre pianti di profondità un fascio di luce, che mette in evidenza un cespuglio di rose rosse. Nel piano di fondo in ombra, la casa con cespugli fioriti e a destra Camille e una signora. Il dipinto nel suo insieme è luminoso e grazie al contrasto dei complementari, come il cespuglio di rose rosse, riesce a far emergere dalla tela varie parti, armonizzandole tra loro. È ammirabile la capacità che Monet ha nel rendere le superfici trasparenti con pochi tratti di colore, come i bicchieri ancora pieni sul tavolo e sul carrello.
 
La stessa atmosfera serena torna nel paesaggio ''Papaveri ad Argenteuil'' [N. Cat.274]. Camille con Jean, in primo piano sulla destra, ed una signora con un bambino, sulla collina in alto a sinistra, sono immersi nel contrasto dei colori complementari del rosso e del verde. In questo dipinto si nota immediatamente una caratteristica dell'impressionismo, quella di alzare notevolmente la linea dell'orizzonte creando un ribaltamento del primo piano in avanti. Il primo piano viene tagliato diagonalmente dalla linea che si crea tra i personaggi, da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso. "Qui viene confermato ancora una volta, che il rapporto di Monet con i fenomeni legati agli effetti cromatici nasceva da un'intensa osservazione della natura e non, come spesso è stato affermato, dalla conoscenza delle teorie coloristiche del diciannovesimo secolo" afferma Karin Sagner-Düchting <ref>[[w:Karin Sagner-Düchting|Karin Sagner-Düchting]]: Monet, [[w:Casa Editrice Taschen|Casa Editrice Taschen]], 1994, pag. 72</ref>.
 
[[File:Claude_Monet_008.jpg|250px|thumb|left|Bulevard des Capucines [N. Cat.293]]]Oltre Argenteuil, Monet, dipinse la Normandia e Le Havre, tra cui un dipinto di Le Havre farà molto parlare, ''Impressione, sole nascente'' [N. Cat.263]. Alla fine del 1873 dallo studio di Nadar, al secondo piano di un'immobile situato tra rue Daunou e i grandi bulevard, Monet realizza delle vedute dall'alto, ''Bulevard des Capucines'' [N. Cat.293] è fra questi dipinti.
 
Non è casuale la presenza di Monet negli studi di Nadar, in quanto è la che avrà luogo nella primavera del 1874 la prima mostra del gruppo, del quale fa parte [[w:Pierre-Auguste_Renoir|Renoir]], [[w:Camille_Pissarro|Pissarro]] e [[w:Alfred_Sisley|Sisley]] e i loro amici. Fino da 1867 circolava l'idea di fare una mostra indipendente dal Salon insieme a [[w:Bazille|Bazille]] e agli altri compagni. Lo scacco di Monet nel 1870, da parte del Salon, fu particolarmente cocente e ingiusto, e dopo la guerra rinunciò a tentare la fortuna attraverso il Salon, anche Pissarro e Sisley, segno di un cambiamento, non si presentarono più al Salon. Renoir persiste sulla strada tradizionale e andò incontro a due insuccessi totali. Il Salon dei Rifiutati concesso nel 1873 non appare ai superstiti del gruppo una soluzione valida. D'altra parte, prima ancora dell'apertura del Salon ufficiale, una lettera di Monet a Pissarro dimostra che le trattative per una mostra stavano giungendo a termine. Ci vorranno comunque ancora molte sedute per vedere redatto il primo progetto di statuto, con l'annotazione a matita "Monet, Porte St-Denis (Argenteuil) ".
 
[[w:Emile_Zola|Emile Zola]] aveva detto nel 1871 dopo l'armistizio "Vedo un rinnovamento. Noi siamo gli uomini di domani; sta per arrivare il nostro momento". Per riportare le intenzioni di tutti, in un testo unico, ci volle molto più tempo di quello previsto da Monet, anche il reclutamento degl'artisti partecipanti alla mostra divenne arduo.
 
In ogni modo il 15 aprile del 1874 aprono i battenti della mostra, la Società Anonima Cooperativa degli Artisti, riuscendo a battere il Salon aprendo prima, al N°35 del Boulevard des Capucines, nei saloni rivestiti di lana bruno-rossastra, che Nadar aveva appena lasciato. Il pubblico affluì nonostante il pagamento di un franco per l'entrata, medesimo prezzo praticato al Salon Ufficiale; il catalogo costava cinquanta centesimi.
 
A parte un nucleo di fedeli sostenitori, le persone parteciparono soprattutto per divertimento. La stampa ufficiale per evitare qualsiasi tipo di pubblicità, a un movimento considerato sovversivo per l'ordine morale, evitò qualsiasi commento. Gli altri giornali, nel complesso, si mostrarono più favorevoli ad una mostra indipendente che alla pittura propostagli. Ad eccezione dei pastelli, nessuno dei cinque quadri di Monet viene dimenticato dalla critica. Si costata dalle notizie su ''Impressione, sole nascente'' [N. Cat.263], ''Papaveri ad Argenteuil'' [N. Cat.274], ''Navi che escono dal porto di Le Havre'' [N. Cat.296] e ''Boulevard des Capucines'' [N. Cat.293]. Quest'ultima ottenne il primo posto delle citazioni, otto con precisione di cui una in un giornale inglese, con il rassicurante ''La prima colazione'' [N. Cat.132] che Monet volle esporre per vendicarsi del rifiuto subito al Salon del 1870.
 
In questa occasione divenne famosa la critica apparsa sul giornale satirico "Charivari" il 25 aprile del 1874 di Lovis Leroy, intitolato "''Espressione degl'impressionisti ''", una conversazione immaginaria tra due visitatori della mostra: "Ah, era stata una giornata faticosa quando, in compagnia del pittore paesaggista Joseph Vincet, mi avventurai […] alla prima esposizione sul Boulevard des Capucines. Egli vi si era recato senza alcun sospetto. Credeva che vi avrebbe trovato dipinti belli e brutti, probabilmente più brutti che belli, ma certo non quegli insulti all'arte, ai maestri del passato e alla forma. Già, forma e maestri! Sono andati in pensione, mio povero amico! Vi abbiamo provveduto noi! […]. A Monet è stato riservato di assestar loro l'ultimo colpo. 'Ah, eccolo qua!' gli sfuggi davanti al quadro numero 98.'Inconfondibile, il prediletto di papà Vincet! Ma cosa rappresenta? Dia un po’ un'occhiata al catalogo'.'Impressione, sole nascente' dissi io.'Impressione lo sapevo; sono così impressionato che deve trattarsi proprio di un'impressione […]. Che libertà! Che levità di mano! La tappezzeria grezza è più rifinita di questa marina!'".
 
Il titolo della tela di Monet, che era stato inserito nel catalogo della mostra da Renoir, sarebbe stato adoperato per definire la pittura del gruppo.
 
[[File:Claude_Monet,_Impression,_soleil_levant,_1872.jpg|350px|thumb|right|Impressione, sole nascente [N. Cat.263]]]''Impressione, sole nascente'' [N. Cat.263] fu dipinto nel 1873 da una finestra d'albergo durante il soggiorno a Le Havre.
Dalla foschia grigio-azzurra, appena tinta d'arancio, s'intravede gli impianti del porto di Le Havre. La luce del sole nascente, che appare come una sfera arancione dalla linea dell'orizzonte, si riflette sulle acque portando sul freddo paesaggio il tepore mattutino. Gli unici testimoni di questo momento sono due barche scure ripresi in controluce sul mare.
 
Accanto a Monet, a Argenteuil, si trovano per un certo periodo Renoir, Sisley e Manet. Argenteuil segna quindi il periodo di massima espressione dell'impressionismo, ma le mete degli artisti rimanevano profondamente distinte.
 
Se Monet, Sisley, Pissarro si erano dedicati alla pittura di paesaggio, [[w:Edgar_Degas|Degas]] e Renoir, più portati dai medesimi principi, erano attratti dalla figura umana. Si possono distinguere nella nuova corrente artistica, due tendenze: i pittori paesaggisti-coloristi, tra cui Monet, e il gruppo che faceva a capo a Degas. Fu comunque al movimento nel suo insieme che il Salon dichiarò guerra.
 
Il bilancio della prima mostra Impressionista fu scoraggiante, nel dicembre dello stesso anno ogni partecipante venne a sapere di dover versare all'associazione ancora 184 franchi. Questa notizia non entusiasmò Monet dato che le entrate del 1874 erano abbondantemente inferiori all'anno precedente. L'impegno per trovare nuovi acquirenti si fece pressante. Jean-Baptiste Faure, il creatore all'Opéra di Parigi, divenne un acquirente insieme al commerciante Ernest Hoschedé, quest'ultimo acquistò ''Impressione, sole nascente'' [N. Cat.263] a 800 franchi.
 
Monet nel gennaio 1874, quando fervevano i preparativi per la mostra, non esitò a lasciare Argenteuil per Le Hevre. Verso la fine dell'inverno si assentò ancora per andare ad Amsterdam, in questo secondo soggiorno in Olanda, confermato da una dozzina di tele non datate, è collocato da alcuni biografi nel 1872 ma da altri, per motivi stilistici, nel 1874.
 
Dall'esame dei quadri di Amsterdam si nota un grande varietà di effetti e di motivi. Partendo dalla stazione centrale, dove si ipotizzataipotizza sia stato il suo alloggio, percorre per un raggio di 1500 metri delle escursioni tra i canali di Amsterdam. Due quadri con effetto neve ritraggono il paesaggio non lontano dal suo alloggio, uno a ovest della stazione [N. Cat.301] l'altro a sud, all'estremità del Geldersekade [N. Cat.300]. Altre vedute delle vecchie case del quartiere vengono ritratte da Monet, su una di queste si distingue la folcloristica Schreijerstoren, la torre dalla quale una volta le donne venivano a salutare in lacrime la partenza dei loro uomini. Infine, nel corso dei suoi spostamenti lo conducono più a est del solito, salva dall'oblio ''Il mulino del Onbekende Gracht'' [N. Cat.302], destinato ai picconi dei demolitori.
 
Il mulino del Onbekende Gracht [N. Cat.302] è reso con grosse pennellate di colore mantenendo una resa storica precisa, i personaggi che s'intravedono sull'altra sponda, dalla parte del mulino, sono rappresentati come macchie di colore. Il fiume crea la linea diagonale che permette la resa prospettica degli edifici, scomparendo sul lato destro. Il cielo sembra realizzato con una tinta omogenea di fondo con delle macchie orizzontali di colore più chiaro e con l'azzurro. L'acqua invece con la frammentazione dei riflessi per il movimento naturale delle onde, mantenendo l'identificazione degli elementi. Il mulino è circondato da edifici tipici dei Paesi Bassi.
Il secondo viaggio, nei Paesi Bassi lontano dai compagni, costituisce per Monet un periodo di studio e di riflessione nel corso del quale il suo stile si consolida e si arricchisce. Tutta via Monet non rinuncia mai a nuove esperienze e nuove ricerche che lo caratterizzeranno per tutta la vita.
 
A causa della diffidenza della signora Aubry, per il ritardo nei pagamenti dell'affitto, Monet si trova a dover cercare una nuova sistemazione, anche per la necessità di trovare un posto più grande per i quadri, fa decidere il trasloco per il 1° ottobre nella "''casa rosa con le persiane verdi''" nella quale [[w:Paul_Cézanne|Cézanne]] e [[w:Victor_Chocquet|Chocquet]] saranno invitati a pranzo nel febbraio del 1876.
 
[[File:Claude_Monet_010.jpg|350px|thumb|left|Il ponte stradale, Argentuil [N. Cat.312]]]Dopo una breve eclisse su Argenteuil, Monet riprende a ritrarre i sui paesaggi che tanto aveva amato. Uno dei soggetti preferiti rimangono i ponti e le barche, riprendendo lo studio e l'amore che lo porta a ritrarre gli effetti cromatici che l'acqua esalta. ''Il ponte stradale, Argentuil'' [N. Cat.312], del 1874, ne è un esempio. Questo dipinto ritrae la passeggiata con in mezzo agli alberi la trattoria di campagna che occupa l'antica casa del passatore, sulla destra il ponte in pietra e le barche a vela sulla Senna. Una particolarità di questo dipinto è l'albero di un'imbarcazione, che entra in primo piano nel campo visivo del quadro, senza far vedere la barca. Questo dipinto mostra la casualità del momento della rappresentazione, che gli impressionisti hanno fatto una propria caratteristica.
 
A mano a mano nei paesaggi di Monet va scomparendo quella modernità che Zola esaltò nel 1868. Monet limita, fino ad eliminare, i pennacchi delle fabbriche e i simboli dell'industrializzazione quando arriva al punto d'intaccare la natura che lo circonda.
 
A mano a mano nei paesaggi di Monet va scomparendo quella modernità che Zola esaltò nel 1868. Monet limita, fino ad eliminare, i pennacchi delle fabbriche e i simboli dell'industrializzazione quando arriva al punto d'intaccare la natura che lo circonda.
È incredibile pensare che in futuro acuisti una casa a Giverny, dove passavano sopra al giardino e alle ninfee quattro treni al giorno.
 
Manet approfittando dell'ospitalità concessagli dal cugino De Jouy a Gennevilliers si recava fino alla Senna dove incontrava Monet. In questo periodo sia Manet che Renoir si recavano spesso a casa di Monet.
In questo periodo sia Manet che Renoir si recavano spesso a casa di Monet.
 
Qui Manet dipinse La famiglia Monet in giardino, a quanto pare non piaceva che Renoir, trovando il tema di suo gradimento, avesse abbozzato la tela dal titolo Madame Monet e suo figlio. In questa occasione, in un momento di esasperazione Manet, sussurrò all'orecchio di Monet: "''Quel ragazzo non ha alcun talento! Voi che siete suo amico, ditegli dunque di rinunciare alla pittura!''". La frase, riportata dapprima a Vollard, e poi a Marc Elder, non fa onore né alla discrezione di Monet né alla perspicacia di Manet.
 
Qui Manet dipinse La famiglia Monet in giardino, a quanto pare non piaceva che Renoir, trovando il tema di suo gradimento, avesse abbozzato la tela dal titolo Madame Monet e suo figlio. In questa occasione, in un momento di esasperazione Manet, sussurrò all'orecchio di Monet: "Quel ragazzo non ha alcun talento! Voi che siete suo amico, ditegli dunque di rinunciare alla pittura!". La frase, riportata dapprima a Vollard, e poi a Marc Elder, non fa onore né alla discrezione di Monet né alla perspicacia di Manet.
Questo non toglie che l'estate del 1874 fu straordinaria, durante la quale Manet, Renoir e Monet, si ritrovarono tutti insieme sotto il cielo dell'Il de France nello stesso giardino fiorito e davanti alla Senna scintillante di pagliuzze d'argento. Un momento storico grazie al convergere del genio dei tre artisti, l'impressionismo raggiunse il suo apogeo.
 
Monet dopo la partenza dei suoi amici farà il possibile per rimanere da solo in tranquillità. Caillebotte iniziò a comprare quadri del maestro intorno al 1876 e solo dopo anni che Monet si trasferì da Argenteuil iniziò a dipingere a Petit-Gennevilliers. Per questo risulta impossibile il racconto del discepolo che lavora sotto l'ala del maestro.
 
[[File:Claude_Monet_-_Train_in_the_Snow.jpg|350px|thumb|right|Il treno nella neve o Treno sotto la neve [N. Cat.356]]]Tra la fine del 1874 e l'inizio del 1875 si svolge un'importante campagna d'inverno, durante la quale Monet non si allontana da Argenteuil ''Effetti di neve, riflessi solari'' [N. Cat.362] e ''Il treno nella neve'' o ''Treno sotto la neve'' [N. Cat.356] fanno parte dei dipinti di questo periodo. Il treno nella neve è la tela più conosciuta del gruppo, è caratterizzata dal classico taglio diagonale che in questo caso è tracciato dalle rotaie. Il cielo grigio fumo si fonde con il fumo scuro della motrice del treno, i fari, accesi per la poca visibilità, danno l'impressione di occhi che osservano il tragitto che percorre il treno. Sulla destra, del dipinto, vi è una staccionata che delimita l'isola pedonale, per i passeggeri, e le abitazioni limitrofe, delimitate anche da un filare d'alberi innevati. I passeggeri che stanno salendo sono definiti con veloci tocchi di pennello, fondendoli con l'atmosfera ovattata del paesaggio invernale. Un altro dipinto che viene realizzato in questo periodo è Gli scaricatori di carbone [N. Cat.364], che contrariamente a quanto è stato scritto non fu dipinto ad Argenteuil, ma al ponte carrabile di Asnières sulla riva destra della Senna, quella di Parigi. Monet poté osservare dal treno per Argenteuil, i portatori che caricavano le fabbriche del gas di Clichy, di carbone. Un giorno vi ritorna per fissare sulla tela l'allucinante movimento dei trasportatori. Monet con questo dipinto riesce ad esprimere il degrado e la disperazione della macchinizzazione del lavoro degli operai, che camminano su delle passerelle tra le imbarcazioni cariche di carbone e la fabbrica sulla sponda del fiume. Il dipinto ha la linea dell'orizzonte molto alta e il poco cielo visibile è coperto da un'arcata del ponte carrabile, con sopra carrozze e personaggi che lo percorrono. Nel dipinto Monet adotta una tavolozza scura per aumentare la sensazione d'abbandono all'industrializzazione, i personaggi sono resi con veloci pennellate di colore scuro, rendendo solo la sagoma del corpo. Le imbarcazioni cariche di carbone hanno delle rifiniture di colore chiaro che le fanno emergere da dipinto.
 
[[File:Charbonniers.gif|350px|thumb|left|Gli scaricatori di carbone [N. Cat.364]]]Un altro dipinto che viene realizzato in questo periodo è ''Gli scaricatori di carbone'' [N. Cat.364], che contrariamente a quanto è stato scritto non fu dipinto ad Argenteuil, ma al ponte carrabile di Asnières sulla riva destra della Senna, quella di Parigi. Monet poté osservare dal treno per Argenteuil, i portatori che caricavano le fabbriche del gas di Clichy, di carbone. Un giorno vi ritorna per fissare sulla tela l'allucinante movimento dei trasportatori. Monet con questo dipinto riesce ad esprimere il degrado e la disperazione della macchinizzazione del lavoro degli operai, che camminano su delle passerelle tra le imbarcazioni cariche di carbone e la fabbrica sulla sponda del fiume. Il dipinto ha la linea dell'orizzonte molto alta e il poco cielo visibile è coperto da un'arcata del ponte carrabile, con sopra carrozze e personaggi che lo percorrono. Nel dipinto Monet adotta una tavolozza scura per aumentare la sensazione d'abbandono all'industrializzazione, i personaggi sono resi con veloci pennellate di colore scuro, rendendo solo la sagoma del corpo. Le imbarcazioni cariche di carbone hanno delle rifiniture di colore chiaro che le fanno emergere da dipinto.
 
In questo periodo Camille e Jaen posano per vari dipinti tra cui Passeggiata, donna con ombrello [N. Cat.381], il cui tema verrà riproposto più volte, e La Giapponese [N. Cat.387], che sarà ultimata l'anno successivo.
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