Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Congo"

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(Nuova pagina: {{Forze armate mondiali}} Attualmente le F.A. del Congo, fondate nel 1960, hanno Aviazione, Esercito, Marina. Il presidente e è Joseph Kabila (come Maj General), e capo CSM Gen Didier…)
 
 
In seguito vi furono miglioramenti significativi tra cui la fusione del CSM con lo staff presidenziale, così che Mubutu finì per diventare il capo dell'esercito, oltre che comandante supremo e ministro della difesa, che aveva già. Le forze dell'esercito vennero disperse rispetto alla loro concentrazione attorno alla capitale, mentre la divisione Kamanyola, la migliore dell'esercito, venne destinata a Shaba; nel contempo l'esercito ebbe una contrazione numerica del 25% ma miglioramenti qualitativi con advisors esteri e materiali più moderni.
 
Questo lavoro partiva su di una base che, nel luglio del '75, era costituita da 14 divisioni e sette battaglioni della 'Guardia', più altri 7 designati parà o commando. C'era un reggimento blindo e una divisione di fanteria meccanizzata, il tutto era suddiviso in sette gruppi di brigate e una divisione parà. Nel '79 venne formato anche un battaglione carri. Tutto sommato era una forza impressionante, e per il momento non diede grossi problemi. Ma nel 1990 gli aiuti stranieri al Congo cessarono data la fine della Guerra fredda e quindi della necessità di mantenere il 'bastione' anti-marxista attivo. Mobutu a quel punto fece una scommessa a dire poco azzardata: lasciò che le F.A. locali si indebolissero in maniera tale da non minacciarne il potere, cominciando dalle paghe, ridotte o addirittura assenti. Persino nelle unità d'elite, tra cui i parà che si diedero al saccheggio di Kinshasa già nel settembre del 1991. Tanto che per fermarli dovettero intervenire truppe straniere, segnatamente francesi e belghe con due distinte operazioni (Baumier e Blue Dream rispettivamente).
 
Questo stato di cose non poteva certo essere tollerato, sebbene le FAZ al 1993 fossero ridotte ad appena 25.000 effettivi di cui buona parte serviva con una divisione fanteria (su tre brigate), e il resto su di una brigata aeroportata (3 btg), una speciale, la divisione Presidenziale, una brigata indipendete corazzata, e due indipendenti di fanteria (3 btg fanti e uno di armi di supporto), sparpagliate nel Paese (la ex-divisione presidienziale, la Kamanyola, era al solito a Shaba; la 21a Brigata fanteria a Lubumbashi, la 13a pure a Shaba, la 31 aerotrasportata a Kinshasa e la divisione speciale presidenziale vicino al palazzo presidenziale. Per il resto le unità note erano la 1a corazzata e la 41 brigata commando.
 
In effetti, sembravano uno schieramento piuttosto forte, ma eccetto le unità presidentizli e la 31a aeroportata, per il resto le condizioni del grosso dell'esercito erano disperate, con le unità senza sufficiente addestramento e paghe, tanto che spesso erano protagoniste di saccheggi. Per giunta erano vittime della politicizzazione dei poteri e delle divisioni tribali, 'purghe' varie ecc. Mobutu in effetti era al corrente di questo, ma a lui interessava di indebolire le F.A. per meglio controllarle. Il suo regime era non meno inefficiente nel curare il resto della 'cosa pubblica', una vera cleptocrazia che stava impoverenedo il Paese e gli abitanti.
 
Tutto questo non durò a lungo: dopo il genocidio del vicino Rwanda, nel 1994, vi fu la crisi dei Rifugiati dei Grandi Laghi, dove sorsero grandi campi profughi. Cominciando da Goma, dove vi erano gli Hutu, cacciati dalla controffensiva dei Tutsi, la guerriglia cominciò ad organizzarsi e a tornare ancora in Rwanda a portare altri attacchi. A quel punto emerse, forse il leader Laurent-Desire Kabila con la sua Alleanza delle Forze Democratiche per la Liberazione del Congo. Questo portò la guerra nello Zaire, cercando di fermare gli attacchi sul Rwanda dal Paese vicino. Dopo un pò la situazione divenne incontrollabile e Mobutu venne finalmente rovesciato nel 1997, sostituito proprio da Kabila. A quel punto lo Zaire divenne la Repubblica Democratica del Congo. Nel 1998, però, il Congo fu squassato da un'altra guerra, la Seconda guerra del Congo. Questa causerà massacri e distruzioni terribili negli anni successivi. All'epoca il Congo contava sulla 50a Brigata di Kamp Kokolo, Kinshasa, e la 10a Brigata, di Goma (una delle migliori), nonché la 12a di Bukavu. Ma fu proprio la potente 10a brigata che vide il comandante annunciare che non riconosceva più Kabila come presidente, e questo fu uno degli eventi chiave per lo scoppio della guerra. Durante la quale le FARDC dimostrarono scarsa efficienza militare, di fatto erano inefficaci come forza armata dopo gli ultimi, drammatici anni di Mobutu. Ebbe così aiuto da parte di nazioni come lo Zimbawe, il Chad, e persino l'ex rivale Angola e la Namibia. Queste mandarono forze, ma cercarono anche -senza successo- di riaddestrare l'esercito nazionale, così come non ci riuscirono la Corea del Nord e la Tanzania. La guerra ebbe un primo anno, nondimeno, positivo, tanto che il primo anno vide le forze congolesi sconfiggere quelle Rwandesi di Bas-Congo e di Kinshasa, nonché l'offensiva nel settor est. Così venne siglato il cessate il fuoco nel luglio 1999 a Lusaka. Nel novembre successivo il Congo cercò di formare un forza paramilitare di 20 mila effettivi per aiutare la FARDC e la polizia nazionale. Nondimeno, questa forza paramilitare non divenne mai una realtà efficiente.
 
Purtroppo l'accordo non funzionò a lungo, tanto che a settembre ripartì nuovamente la guerra. Ma anche qui le FARDC non funzionarono come sperato e le offensive del 2000 furono terminate in costose sconfitte, anche per l'inefficienza della gestione del presidente Kabila, dato che ancora c'erano problemi con le paghe e pure di cibo per le truppe. Nel mentre venivano comprate armi sofisticate che non sarebbe poi stato possibile mantenere in efficienza. Kabila non ebbe una lunga carriera politica: forse anche per le sconfitte subite, venne assassinato nel gennaio del 2001. Venne sostituito da un altro Kabila, Joseph, che riuscì a negoziare la fine della guerra nel 2003.
 
Come si è detto, però, la parte orientale della nazione non è sicura a tutt'oggi, con dei conflitti ancora aperti come quello Ituri e le battaglie vicino al lago Kivu tra governativi e la guerriglia di Laurent Nkunda. Non c'é nessun risparmio delle sofferenze per la popolazione civile, ancora profuga nella zona, e che ha problemi di rifornimento di cibo ed efficienza delle poche infrastrutture.
 
 
Attualmente le F.A. sono comandate da Joseph Kabila come comandante in Capo e Chikez Diemu, Ministro della Difesa, Disarmo e Veterani. L'efficienza delle forze locali non è aiutata dall'assenza di una forza locale
 
 
 
 
L'Aviazione della Repubblica Democratica del Congo o Force Aérienne du Congo ha circa 1.800-4.000 (dipende dalle fonti) effettivi, e tra il 1971 e il 1997 è stata conosciuta come Forza aerea dello Zaire o Force Aérienne Zairoise
 
Questa piccola forza è organizzata in due gruppi aerei, che comprendono 5 stormi e 9 squadroni, ma non tutti sono operativi. Il 1 Gruppo aereo a Kinshasa ha uno stormo di collegamento, uno di addestrameno e uno logistico. In tutto sono 5 squadroni. Il secondo Gruppo Aereo è a Kaminia e ha uno stormo di caccia e attacco e un odi trasporto, in tutto 5 squadroni. Vi sono anche compagnie straniere che sono sotto contratto per compiti di ricognizione aerea con piccoli ma sofisticati aerei. E' anche possibile che l'Angola si offrirebbe di proteggere la capitale se questa fosse sotto attacco o minaccia. Infatti, il Congo di per sé non è purtroppo in grado di difendersi e di prendersi carico del controllo del suo immenso territorio. Gli aerei, così importanti per muoversi rapidamente in zona, sono largamente non operativi e persino la scuola di pilotaggio sarebbe secondo il Jane's in completa disorganizzazione.
 
Le notizie su cosa sia effettivamente in grado di volare sono poche: si parla di un paio di MiG-23 e 4 Su-25, più 6 Mi-23 e un Mi-26, e ancora vari Mi-8. Si parla anche di pochi velivoli ad ala fissa in servizio, 2 C-130, 1 DHC-5 e un B 727, più alcuni (non più di 8 ) Su-25, C-47, MB-326GB e forse MiG-23; tra i 9 e i 25 Mi-24/25 sono pure in carico, completa il tutto un Super Puma e un Mi-26. Pare che esista un secondo Mi-26, trattenuto in Belgio dal 2002, e ancora lì nel maggio 2007.
 
Tra gli aerei forniti, i dati disponibili parlano di:
 
*8 MB-326GB e 6 MB-326K
*1 MiG-23UB
*1 MiG-23MS
*4 Su-25K
*5 SF-260M
 
*6 Mi-35
*1 Mi-26
*2 SA-316 Alouette III
*4 SA 330 Puma
*Alcuni AS-332 Cougar
*1 AS-332 ex-francese
 
*1 An-26
*1 BN-2
*12 Cessna 150
*3 Cessna 310
*2 DHC-5 Buffalo
*4 C-47
*4 C-130H
 
 
 
La vecchia forza aerea congolese, del 1990-2000 era apparteneva alla Repubblica del Congo-Brazzaville, che peraltro ha perso gran parte delle sue poche risorse dal 2001, con un processo di declino che l'ha quasi azzerata, con la sopravvivenza solo di pochi MiG-21 e di qualche aereo ed elicottero leggero. Essa aveva in uso, nel periodo 1988-2000:
 
*20 MiG-17
*12 MiG-21
*5 MiG-15
*2 Noratlas
*1 Antonov An-24
*1 Douglas C-47 Dakota
*1 Aérospatiale SA 316B Alouette III
 
Il suo compito era di contrastare il regime filo-occidentale dello Zaire (prima Repubblica Democratica del Cong). Ora ha compiti di anti-contrabbbando e COIN, specie nelle provincie del Nord. Inizialmente ebbe una forza di MiG-15 e alcuni MiG-17, che giunsero nei primi anni '60, quando il Congo divenne indipendente dal Belgio. La sua forza era addestrata dai Sovietici, ma anche i Francesi contribuirono entro certi limiti. Attualmente vi sono efficienti solo pochi velivoli militari e sono tutti in carico all'aviazione, tra cui appena 3 elicotteri.
 
*1 SA-318C Alouette II
*1 SA 316C Alouette III
*5 An-24
*1 An-26
*1 SA-365 Dauphin
*? MiG-17
*? MiG-21
*1 Nord 2501 Noratlas
*8 Su-25K
 
 
 
 
 
 
 
 
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