Differenze tra le versioni di "Storia di Roma/La crisi della Repubblica"

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== I Gracchi ==
 
Al malcontento sociale che si formò dopo le conquiste, cercarono di porre rimedo i '''Gracchi''', discendenti da Scipione l'Africano. Entrambi volevano ridristribuireridistribuire le ricchezze ottenute con le vittorie in modo equo, restaurare l'esercito indebolito dall'impoverimento dei contadini-soldati.
Nel 133.a.C. un tribuno della plebe, [[w:Tiberio Sempronio Gracco (tribuno della plebe 133 a.C.)|Tiberio Sempronio Gracco]], proposto di applicare una vecchia legge che prevedeva che un proprietario dovesse possiederepossedere più di 500 iugeri di agro pubblico, in tal modo le parti in eccesso sarebbe state distribuite ai contadini ponendo fine al problema. I comizi accolsero la proposta, ma nel 132 a.C. Tiberio ripresentò la propria candidatura come tribuno, gli oppositori appofittaronoapprofittarono di questo errore per accusarlo di aspirata tirranniatirannia e nei tumulti che seguirono Tiberio fu ucciso. Infatti la rielezione di un tribuno per due anni non era prevista per legge.
 
Dieci anni dopo, venne eletto tribuno suo fratello [[w:Caio Sempronio Gracco|Caio Sempronio Gracco]], che presentò un programma più esteso.
== La dittatura di Silla ==
[[Immagine:Sulla Glyptothek Munich 309.jpg|thumb|Busto di Lucio Cornelio Silla]]
Nell'Nel 88 a.C. Roma dovette fronteggiare un nuovo nemico: [[w:Mitridate VI del Ponto|Mitridate]], re del Ponto. Egli invase la provincia romana dell'Asia e con la sua flotta penetrò nell'Egeo incitando i greci e i macedoni a una rivolta con i romani e una riscossa dell'ellenismo; questa politicàpolitica trovò approvazioni non soltanto con i greci ma anche in Asia Minore e con gli italici: Sanniti e Lucani.
Il senato affidò il comando della spedizione contro Mitridate a Silla, ex lungotenente di Mario; ma i cavalieri e i popolari riuscirono a far annulareannullare la decisione e far affidare la missione a Mario. Silla nnnon accettò la revoca e '''marciò sulla capitale''' con le sue sei legioni. Questo fatto è molto significativo poichèpoiché per la prima volta l'esercito on viene usato per difendere lo stato, ma per imporre la volontà di un comandante. Mario e i suoi alleati scapparono e Silla si mise in viaggio per combattere Mitridate.
Dopo la partenza di Silla a Roma i popolari si riorganizzarono sotto la guida di Mario e di [[w:Lucio Cornelio Cinna (console 87 a.C.)|Lucio Cornelio Cinna]] eletto console nell'87 a.C. Cinna occupò con delle truppe arruolate tra i Sanniti ed eliminò gli avversari politici; per due anni, dopo la morte di Mario, esercitò una dittatura sulla città finchèfinché non venne ucciso. Silla nel frattempo, dopo aver battuto Mitridate con la pace di Dardano nell' 85 a.C. si trattenne in Grecia fino al suo ritorno in Italia nell' 83 a.C. Al suo ritorno si scatenò una sanguinosa ''guerra civile'' tra i sotenitorisostenitori di MArioMario e quelli di Silla; finchèfinché non prevalse Silla nella battaglia di Porta Collina nell'82 a.C. conquistando Roma per la seconda volta.
La vendetta si Silla fu spietata, infatti per la prima volta furono pubblicate le [[w:liste di proscrizione|'''liste di proscrizione''']], ovvero liste che contenevano i nomi dei << nemici pubblici>>, che potevano essere uccisi e a cui venivano confiscati i beni e rivenduti a prezzi bassissimi. Inoltre Silla assunse il titolo di Felix (chi ha la protezione degli dei) e si fece eleggere '''dittatore a tempo indeterminato'''; si trattava dunque di una ''dittatura politica'' per combattere gli avversari interni, o meglio un vero e proprio colpo di stato.
Ma Silla introdusse anche delle riforme:
* aumentò il numero dei senatori ( da 300 a 600) sprendoaprendo il senato anche ai cavalieri con maggior prestigio
* estese fino ai fiumi Rubicone e Magra la linea del ''pomerium'' ( confine sacro in cui nessun generale romano poteva penetrare in armi)
* stabilì che alla fine del mandato di consoli e pretori, quest'ultimi fosserefossero inviati come governatori nelle province
* tolse ai tribuni delle plebe il diritto di veto e la facoltà di formulare proposte di legge durante i comizi centuriati.
 
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