Differenze tra le versioni di "Osservare il cielo/Gli oggetti del profondo cielo"

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Gli oggetti del profondo cielo più luminosi possono essere suddivisi in tre gruppi principali:
*gli '''ammassi stellari''' sono gli oggetti più appariscenti: sono degli insiemi di un numero variabile di stelle, si dividono a loro boltavolta in ammassi aperti e globulari;
*le '''nebulose''' sono degli insiemi di gas ionizzati da stelle vicine o che riflettono la luce di altre stelle. Si dividono in nebulose planetarie e nebulose diffuse;
*le '''galassie''' sono dei grandi insiemi di stelle e sistemi stellari, polveri, ammassi e nebulose. La galassia che ospita il nostro sistema solare si chiama Via Lattea.
La maggior parte degli ammassi globulari della Via Lattea si osservano nell'emisfero australe, poiché è in questa direzione che cade il centro galattico; nonostante ciò, la gran parte di questi è ben osservabile anche dalle latitudini mediterranee.
 
====Osservare gli ammassi globulariiglobulari====
Gli ammassi globulari sono distribuiti lungo il piano galattico, concentrandosi, con pochissime eccezioni, solo in prossimità del '''centro galattico''', in particolare in quell'area di cielo compresa tra le costellazioni di Ofiuco, Scorpione e Sagittario; degli oltre 150 ammassi globulari riconosciuti come appartenenti alla Via Lattea, ben 79 sono visibili entro i confini di queste tre costellazioni. All'osservazione amatoriale si distinguono dagli ammassi aperti sia per la morfologia, essendo questi ultimi molto meno densi, sia per il colore delle componenti, essendo gli ammassi aperti composti nella gran parte dei casi da stelle giovani e blu.
 
Le nebulose ad emissione associate a giovani stelle calde (come la stessa Nebulosa di Orione), in cui può avvenire la formazione stellare, sono chiamate '''regioni H II'''; il precursore di una regione H II è una nube molecolare gigante, ossia una nube densa e molto fredda composta soprattutto da idrogeno molecolare. Può esistere in uno stato stabile per un lungo periodo di tempo, finché delle onde d'urto causate dall'esplosione di una supernova, dalla collisione fra nubi e dalle interazioni magnetiche fanno scattare dei fenomeni di collasso in diversi punti della nube. Quando ciò avviene, a seguito di un processo di collasso e frammentazione della nube originaria si formano le stelle. Dopo la loro formazione, le stelle più massicce diventano calde a sufficienza da essere in grado di ionizzare il gas circostante.
 
Una classe a sé è invece quella delle '''nebulose oscure''', ossieossia nubi di polveri interstellari e idrogeno molecolare non illuminate, che oscurano le stelle retrostanti. Sono ben visibili sulla scia luminosa della Via Lattea come delle aree scure che ne interrompono la continuità. Un classico esempio di nebulosa oscura è la ''Fenditura del Cigno'', ossia la lunga "spaccatura" oscura che è visibile lungo tutto il ramo estivo della Via Lattea boreale: si tratta di un vasto insieme di nebulose oscure che schermano la luce provenienti dalle stelle retostantiretrostanti, facendo sembrare la zona priva di stelle.
 
====Osservare le nebulose diffuse====