Armi avanzate della Seconda Guerra Mondiale/Gran Bretagna-3: differenze tra le versioni

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{{Armi avanzate della Seconda Guerra Mondiale}}
 
===Cacciatorpediniere<ref>Armi da guerra 82</ref>===
Iniziando la disamina, bisogna ricordare la lunga genia dei cacciatorpediniere britannici.
 
===La genia Bristol===
Ma prima ancora di ciò, va messo bene in chiaro che, tra le pur numerose flottiglie di caccia inglesi non si troverà quasi traccia dei soliti 'super cacciatorpediniere' tedeschi, giapponesi oppure peggio, italiani e francesi. Infatti gli Inglesi rimasero per lo più col criterio dei 'grandi numeri', assolutamente necessari per controllare le rotte mondiali. Altrimenti, con pochi e costosissimi caccia del genere di quelli allestiti da altre nazioni, avrebbero mancato a tale compito. Se poi un singolo caccia britannico non fosse all'altezza di un'unità similare nemica, che importa, se è poi possibile affrontare i combattimenti in superiorità numerica di 2-3:1? In ogni caso gli Inglesi non potevano nemmeno ingorare la necessità di avere navi all'altezza, fosse anche per criteri di prestigio, nel settore. Così, molto controvogia pose mano ai 'Tribal', con la metà dei siluri e il doppio dei cannoni delle precedenti navi, e apparentemente (a differenza delle unità americane analoghe) senza problemi di sorta a supportare tale peso, a parte la sostituzione di un pezzo binato da 119 con uno da 102 per incrementare l'armamenteo antiereo, altrimenti latitante (specie contro bersagli attaccanti ad alto anglo, come gli stuka, mentre sli aerosiluranti erano più 'facili' da gestire). Gli inglesi misero mano anche a dei caccia moderni ma di medio dislocamento, ben armati ma ancora piuttosto economici (dai 'J' in poi), e infine proseguirono con un massiccio programma bellico in cui si adottarono,per varie ragioni di risparmio in peso e tempo, impianti singoli da 119 mm. Al dunque i veri 'super cacciatorpediniere' inglesi furono i 'Battle' (e in parte i 'Weapon'), navi che però avevano funzioni ben diverse dai classici caccia d'anteguerra: difesa antierea e ASW in primis, mentre per il contrasto di superficie erano poco armati e si rifacevano più che altro ai siluri, armi di poco impatto sulla stazza complessiva.
[[Immagine:Bristol Beaufighter.jpg|300px|right|thumb|Il 'Torbeau', ovvero il Beufighter versione silurante]]
I bombardieri bimotori Bristol, non meno dei monomotori Fairey, meritano interesse per la loro capacità evolutiva. Un primo modello fu il Blenheim, derivato da un trasporto postale veloce che alle prove dimostrò fino a quasi 500 kmh. Fu subito chiaro che alla metà degli anni '30 questa era una prestazione eccellente, anche se calò quando il velivolo venne militarizzato. Il Blenheim era capace di circa 430 kmh e questo lo rese un bersaglio difficile per i caccia CR.42, ma non per i Bf-109. Oltre 1.000 erano stati prodotti nella versione Mk 1 ma presto seguiranno, già prima dello scoppio della guerra, gli Mk IV con armamento potenziato, maggiore autonomia, muso ridisegnato. Da questi aerei non tarderanno ad essere sviluppati, attorno allo stesso periodo, i Beufort bombardieri leggeri- siluranti, capaci di portare anziché 454-680 kg di bombe, circa 900 kg oppure un siluro. Erano velivoli definiti come 'i più veloci aerosiluranti del mondo' per i loro 434 kmh. Ma non ebbero molto successo, dato che vennero trovati scarsamente affidabili come motori (che furono tra i pochi tipi inglesi a soffrire di questo problema) e in caso di ammaraggio, il loro muso vetrato non consentiva molte possibilità di restare a galla dato che l'acqua vi irrompeva il più delle volte (lo stesso per gli He.111). Nondimeno fecero il loro dovere, tra cui lo sgancio della prima bomba da 907 kg della RAF. Vennero usati anche come posamine e come aerosiluranti nel Mediterraneo. Propulsi da due Bristol Taurus da 1.1020-1.130 hp, erano certo un miglioramento formidabile rispetto ai vecchi Vickers Vildebeest, grossomodo l'equivalente dello Swordish della Marina ma ancora più lento. Ma si poteva far meglio di così.
 
Al Beaufort (primo volo 15 ottobre 1938, servizio dal dicembre 1939), seguì presto una sorta di derivato, il 'Beaufort da caccia'. Questo era il significato del 'Beaufighter', aereo possente con l'abitacolo incassato tra i due grossi motori che a seconda delle versioni erano Merlin o Hercules. Volò inizialmente il 17 luglio 1939 e cominciò il servizio nell'autunno dell'anno dopo. Propulso nell'ultima versione da caccia da due Hercules da 1.670 hp radiali, volava a 536 kmh, tangenza circa 8.100 m (per questo i Z.1007 su malta volavano più in alto possibile, per metterlo in difficoltà dato che era piuttosto pesante e poco valido alle alte quote, con una tangenza forse addirittura inferiore rispetto a quella di questi bombardieri), autonomia di 2.400 km. L'aspetto della sua progettazione che da subito balzò all'attenzione era l'armamento: 4 cannoni Hispano-Suiza nel muso, con 240 colpi pronti e altri di riserva (c'erano tamburi da 60, ricaricati dal secondo d'equipaggio), 2 Browning da 7,7 mm in un'ala (dove c'era anche il faro d'atterraggio), 4 nell'altra, spesso anche una difensiva in coda. A proposito di mitragliatrici, va ricordato che solo dall'Mk VIC apparve la mitragliatrice difensiva, e che solo dopo il 50imo esemplare vennero installate le mitragliatrici alari. Era una macchina formidabile come raggio e potenza di fuoco, e i primi successi con i radar da intercettazione non mancarono d'esservi, ma inizialmente con molti problemi, già nel 1940-41. L'idea era stata data però non dal Beaufort ma dal Blenheim, di cui numerosi esemplari (almeno 200) vennero messi in servizio come caccia pesanti, dato che con l'arrivo degli Mk IV, il gran numero di Mk I era destinato a sparire dalla prima linea entro tempi non lunghi: ma avevano solo un'arma da 7,7 offensiva e una difensiva. Dalla primavera duecento pod con 4 Browing da 7,7 mm fabbricati in Gran Bretagna (che scelse come successore delle sue Vickers le Browning americane a più alta cadenza di tiro), e così gli F.Mk 1 vennero convertiti e prestarono servizio in almeno 7 squadroni, più in seguito anche unità oltremare. Un Blenheim abbatté un Do.17, in quello che fu il primo successo con il radar di bordo, che parecchi Blenheim avevano ricevuto. Era stato quest'impiego a precedere i ben più potenti Beaufighter.
 
Questi vennero utilizzati come caccia notturni e sebbene di pilotaggio piuttosto difficile, inizialmente richiedente di allargare le superfici di controllo caudali, il 'Beau' venne presto usato per tanti compiti: caccia marittimo a lungo raggio, caccia notturno, e poi sempre di più, velivolo incursore. Già nel marzo del '41 venne sperimentato un Beaufighter con siluro, un altro con razzi da 27 kg, e passò poco tempo che veisse costituito uno stormo d'attacco con i Beaufighter: il 143° squadron da caccia a lungo raggio, 236 con bombe da 113 o 227 kg, 254 'Torbeau' con i siluri; dalla primavera del '43 arrivarono anche i Beaufighter armati con i razzi, sopratutto per compiti di attacco contro le navi di scorta contraeree. Questo accadeva nel Mar del Nord, ma ben presto anche nel Mediterraneo i Beaufighter, già presenti dal '41 come caccia, arrivarono anche come siluranti, bombardieri e caccia di scorta. La loro potenza di fuoco era tale che in genere i caccia attaccavano le navi di scorta mitragliandole, mentre i bombardieri o i siluranti attaccavano le navi di scorta. Era un attacco difficilmente sopportabile senza copertura aerea. I 'Beau' vennero usati anche come ricognitori. C'erano 7 squadrigli d'attacco in Mediterraneo, 11 nel comando costiero in patria, e poi dal gennaio del '43 la 'Morte sussurrante' come la chiamavano i Giapponesi, giunse anche in Estremo oriente con le squadriglie 22, 27, 177, 211, 217a.
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Risalendo nel tempo, i V e W erano i primi caccia di tipo interamente 'moderno' con 4 cannoni da 102 e 120 mm sovrapposti in affusti singoli a prua e poppa, oltre a 35 nodi e 6 lanciasiluri. Erano navi moderne per il 1918, ma parteciparono anche alla guerra successiva, gran parte ammodernate a nuovi standard. Come questo fu fatto per queste vecchie navi da 95,1 m e 1.120-1.505 t? Trasformandone 16 in caccia contraerei con 4 cannoni in impianti binati da 102 mm, la sottoclasse 'Wair' del 1938-41, e altri 20 come LRE, che significava navi di scorta a lungo raggio, rimuovendo la caldaia anteriore, così come il fumaiolo, armamento d'artiglieria parzialmente rimosso, lanciabombe Hedgehog e molte cariche di profondità. Tanto furono soddisfacenti che il caccia WALKER e il VAUX affondarono due sommergibili di altrettanti 'assi' tedeschi, Kreschmer e Schepke. L'autonomia di queste navi, per quanto assai più lenti rinunciando a metà dei loro 27.000 hp, era molto maggiore di quelle standard (6.437 km a 15 nodi), il che consentiva di attraversare l'Atlantico senza rifornirsi di combustibile. Navi che risultarono preziosissime per la difesa dei convogli in un periodo in cui le unità di scorta a lungo raggio erano carenti e i cacciatorpediniere di squadra erano necessari in prima linea. Queste vecchie unità erano state modernizzate, fino a che rimasero ancora valide durante la guerra successiva. Quelle non modificate non potevano più reggere il confronto con i caccia moderni, e quelle ritenute non idonee alla modifica divennero SRE, con lo stesso motore originario e con diverse combinazioni d'armamento per il compito di 'scorta a corto raggio'.
 
Dei Beaufighter il più specializzato per le operazioni a bassa quota era il TF.Mk X con tanto di radar di scoperta in superficie. Era ottimizzato per le basse quote, non aveva più le mitragliatrici in caccia, per il resto volava più veloce dei 'Beau' di tipo normale.
Detto questo, i caccia britannici rimasero sempre più al palo; i caccia V e W e i loro tipi modificati (con cannoni da 120 anziché 102 mm) rimasero il nerbo dei caccia inglesi per gli anni successivi; ma verso la metà degli anni '20 fu evidente che bisognava pensare a nuove unità navali, che vennero basate sulle ultime navi della generazione precedente, ma con motori da 34.000 hp e 37 nodi. I prototipi Amazon e Ambuscade stabilirono questa nuova generazione di caccia postbellici, costruita con lettere inizianti che identificavano ciascuna delle varie flottiglie, tutte su 8 navi e una capo squadriglia. I primi furono gli 'A', di cui si ricodano gli eroici Ardent e Acasta, affondati mentre tentavano di difendere la Glorious dall'attacco della Scharnorst, che fu silurata da una delle due unità, e dalla Gneisenau. L'Achates invece protesse con cortine nebbiogene un convoglio fino a che i cannoni da 203 mm dell'Hipper la colarono a picco, in quella che fu una sconfitta tattica tedesca, che mandò in bestia Hitler contro le grandi unità della flotta tedesca, viste e non senza ragione come mezzi inutili, da rottamare al più presto.
 
Ecco le sue caratteristiche:
Queste navi erano da 98,5 m per 9,83 e con immersione di 2,16 m, dislocamento 1.330-1.770 t, che diventavano 1.520 t standard per il caccia conduttore, 8.851 km a 15 nodi, 35 nodi, 4 cannoni da 119 e 8 tls da 533 mm.
 
*'''Dimensioni''': lunghezza 12,7 m, apertura alare 17,63 m, altezza 4,82 m, superficie alare 46,73 m2
Seguiranno altre navi, la flotta 'B', 'C', 'D', 'E', 'F', 'G', e infine gli 'I', con lanciasiluri quintupli per un totale di 10 armi.
*'''Pesi''': 7.076-11.431 kg
*'''Motori''': 2 stellari Bristol Hercules XVII a 14 cilindri da 1.770 hp
*'''Prestazioni''': 488/396 kmh/m, salita a 1.526 m in 3,5 minuti, tangenza 4.572 m, autonomia 2.366 km
*'''Armamento''': 4 cannoni da 20 mm , 1 da 7,7 mm, e 907 kg di bombe o 8-16 razzi da 27 kg<ref>Armi da guerra 75</ref>.
 
Era dunque un velivolo di dimensioni analoghe ai caccia, ma pesante circa 500-1000 kg di più e con circa la metà della tangenza operativa, chiaramente di poca importanza rispetto alla velocità a bassa quota. Uno dei suoi successi, in Mediterraneo, fu l'affondamento del famoso transatlantico REX, che venne colpito in quanto si temeva che venisse usato per ostruire il porto in cui si trovava ormeggiato. I Beaufighter lo colpirono con oltre 50 razzi su una sessantina sparati e centinaia di colpi di cannone, per lo più tirando sulla linea di galleggiamento. Anche senza bombe o siluri, ottennero il risultato, il che spiega bene come i proiettili a razzo fossero diventati, specie quando usati dagli Inglesi, un ordigno di grande potenza contro bersagli navali.
Nel frattempo i caccia inglesi erano passati da una condizione di assoluta eccellenza ad una di sicura mediocrità, superati dalle realizzazioni francesi, giapponesi e anche italiane. Si decise di aumentare il dislocamento, con una serie di miglioramenti che portarono ai 16 'Tribal', con una bella linea armoniosa, 4 torri binate da 119 (originariamente addirittura si pensava a 5, davvero troppe anche per loro), sempre due fumaioli di cui il secondo più piccolo, 1.870/1975 t, 44.000 hp, 115,1 m di lunghezza, 36 nodi, 10541 km a 15 nodi, ottimo scafo anche se ancora di costruzione trasversale anziché longitudinale come dagli 'J' in poi. Ma in ogni caso c'erano dei problemi: questi 16 caccia, eccellenti, costavano molti soldi e non potevano essere ancora considerati 'standard' per la RN. Ne verranno costruiti anche 3 australiani e 8 canadesi, con modifiche varie. La marina britannica aveva anche a bordo il solito impianto 'pom-pom' da 40/39 mm Vickers, con 4 cannoni concentrati in un affusto sulla tuga poppiera. Queste armi vennero poi usate anche da altre classi, assieme ad impianti anche questi quadrupli per armi mediocri di concezione inglese, le 12,7 mm, dal raggio minore rispetto alle M2 Browning (ma con maggiore cadenza di tiro), in genere due impianti quadrupli nelle ali di plancia. In seguito saranno sostituite dai 20 mm Oerlikon.
 
I Beaufighter ebbero una lunga carriera postbellica, tanto che in Malaysia ad un certo punto i Mosquito, loro successori, vennero rimpiazzati dagli ultimi 'Beau', perché la loro struttura metallica funzionava molto meglio con quel clima umido del legno compensato di cui erano fatti i 'wooden wonder'.
Per avere navi di maggior equilibrio e minore costo gli inglesi misero mano anche ai potenti caccia 'J', con una flottiglia di 8 unità (per una volta le flottiglie erano di 8 e non di 9 navi, il caccia conduttore aveva apparati radio e alloggi ufficali con leggero dislocamento aggiuntivo), seguite dalle successive 'K' e durante la guerra, le 'N' con equipaggi stranieri. Essi avevano solo sei cannoni binati, ma anziché un lanciasiluri (per giunta quadruplo) se ne misero due, quintupli, per 10 armi, oltre ai cannoni Vickers e alle mitragliatrici.
 
In tutto questo tipo di caccia, ordinato dal 1937, era una nave del tutto potenziata, con tanto di costruzione longitudinale, e un solo fumaiolo. Se i 'Tribal' erano simili ai 'Navigatori' italiani (8 cannoni da 120 contro 6, 4 siluri contro 4-6), i 'J' e successivi erano simili ai 'Soldati' (4-5 cannoni da 120 di gittata maggiore ma di minore cadenza di tiro, 6 siluri).
 
In Malaysia venne usato anche l'ultimo dei robusti Bristol bimotori, il '''Brigad''', passato attraverso l'infelice Buckingam, discendeva comunque dal Beaufighter. Con il successo che quest'ultimo ottenne come aerosilurante, dato che la sua velocità, agilità e potenza di fuoco erano ben superiori a quelle del Beaufort (e oltrettuo, si rischiava solo 2 vite umane e non 4), non c'é molto da stupirsi. Un derivato specifico per compiti siluranti era il Brigad, che volò nel dicembre 1944 e che si distingueva tra l'altro per un abitacolo sollevato, con tettuccio a giro d'orizzonte, per i due d'equipaggio, e per l'impennaggio di coda doppio. Ma la fine della guerra e la crisi economica che si lasciò dietro non aiutarono la sua carriera, tanto che i primi aerei entrarono in servizio solo nel dicembre del '48 come B.Mk 1. Erano stati nel frattempo ripensati per il compito di 'bombardiere coloniale' e in tutto ne vennero costruiti 147. Con due motori Bristol Centaurus da ben 2.810 hp, erano capaci di 575 kmh e di un'autonomia fino a 4.500 km. L'armamento era di pari passo a queste capacità, con 4 cannoni da 20 (le armi di piccolo calibro erano oramai abbandonate), e 1.360 kg di carico come 16 razzi subalari da 27 kg, un siluro oppure una bomba da 907 kg sotto la fusoliera. Sarebbe stato usato sopratutto in Malaysia, nelle operazioni contro gli Indonesiani e i guerriglieri da loro supportati. Sempre in Malaysia sarebbe volato anche l'ultimo Spitfire in una missione di guerra per la RAF: un PR.XIX del No.81 Sqn, che andò in aria il 1 april 1955.
In tutto le loro caratteristiche erano:
 
*'''Dislocamento''': 1.690/2.330 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 108,66 m, larghezza 10,87 m, pescaggio 2,74 m
*'''Apparato motore''': 2 gruppi di turbine a vapore su due assi, 40.000 hp
*'''Prestazioni''': 36 nodi, 10.139 nodi a 15 nodi
*'''Equipaggio''': 183
*'''Armamento''': 3 impianti binati da 120 mm, 1 quadruplo da 40 mm, 2 da 12,7 mm, 2 impianti quintupli da 533 mm, cariche di profondità.
 
==Bombardieri: Lancaster e Lincoln==
[[Immagine:RAAFAvroLincolnMalaya1950.jpg|300px|right|thumb|La RAAF fu un'utente del Lincoln; la SAAF ebbe invece lo Shackleton]]
Venendo ai bombardieri, l'unico progetto 'quasi nuovo' in sviluppo in Gran Bretagna alla fine della guerra era il Lincoln.
 
Questo non era propriamente un velivolo 'nuovo' poiché somigliava ancora moltissimo al Lancaster, tanto che la maggiore differenza era una fusoliera allungata. Era pertanto noto, in origine, come Lancaster Mk IV, ma poi divenne l'Avro 694 Lincoln. Aveva anche maggiore superficie alare, armamento migliore, motori Merlin a due velocità. Il prototipo volò nel giugno 1944 e la guerra finì quando la 57a squadriglia lo stava ricevendo. Sarebbe stato un buon bombardiere sopratutto per le prestazioni in quota, e offriva il grande vantaggio di poter essere mantenuto da tutti coloro già utenti del Lancaster. Ne vennero prodotti 528, numero notevole ma pur sempre ridotto rispetto agli ordini preventivati. Visto che era relativamente semplice ed economico, venne mandato spesso in zone 'fuori aerea' per compiti di 'bombardiere coloniale', come in Malaysia e Kenya. Volando a bassa quota cercava campi di guerriglieri per colpirli con le torrette e con le bombe. Operò fino al '63.
Come per i 'Tribal' e tutti gli altri caccia britannici, l'autonomia, nonostante la quantità di carburante simile, era circa il doppio rispetto alle unità analoghe italiane, che non sarebbero mai state adatte ad impieghi oceanici a meno di non rimpiazzare tutti i motori.
 
Il Lincoln era un aggiornamento molto utile del Lancaster, ma va anche detto che non riuscì a salvare del tutto la tecnologia inglese da una certa obsolescenza. Quando si pensò al programma nucleare inglese ci si rese conto che il Lincoln non avrebbe avuto molte possibilità di scampare all'onda d'urto dell'esplosione di un'atomica: era troppo lento e volava troppo basso. Inoltre questo lo rendeva vulnerabile ai caccia nemici. Al dunque, per evitare un'irrimediabile obsolescenza della propria aviazione, la RAF ebbe in carico, in maniera molto pragmatica, un lotto di 98 B-29 americani, chiamati 'Washington', e tenuti in servizio nell'attesa dei V-Bomber nazionali a reazione, che tuttavia arrivarono solo nel gennaio 1955 con i Valiant. Ma questa è decisamente un'altra storia.
[[Immagine:HMS_Laforey_secured.jpg|380px|left|thumb|Un 'L']]
 
Ecco le caratteristiche del Lincoln comparate con quelle del Lancaster ultime versioni:
I caccia 'L' e 'M' avevano un aspetto non dissimile da questi caccia, ma con cannoni da 120 di nuovo tipo, e con alzo aumentato da 40 a 55 gradi, con buone capacità contraeree. Non ebbero molto successo nonostante che la gittata delle loro granate da 23 kg aumentò da 15 a 18 km. I cannoni da 120 erano caratterstici in questi impianti, con canne molto distanziate tra di loro nell'affusto, per ridurre l'interferenza e quindi la dispersione tra i colpi dei cannoni binati. Non sono molto noti nelle loro attività, ma per dire delle altre navi, tra J, K e N, solo 9 sopravvissero alla guerra, come del resto solo 4 dei Tribal britannici. La minaccia aerea si era dimostrata molto pericolosa per questi caccia, specie quando c'erano in giro i bombardieri stuka.
 
Lincoln---Lancaster Mk I:
Il programma bellico britannico aggiunse altri caccia: ben 112, dei quali i primi furono gli 8 'O' e 8 'P', con pezzi standardizzati e la riduzione delle condizioni di abitabilità al minimo indispensabile, come anche la qualità dei materiali. Per questo, a differenza dei caccia americani, nel dopoguerra sparirono ben presto dalla circolazione. Gli 'O' sembravano un grosso caccia di scorta 'Hunt' e come questi avevano cannoni da 102 mm (che talvolta, in istallazioni singole, vennero montati al posto di un lanciasiluri quintuplo sugli J' e K), nelle nuove installazioni binate. Poi c'erano i caccia 'Q', che ripresero i 'J' da 1.705 t, con cannoni da 119 mm singoli anziché i più costosi e pesanti; Avevano dislocamento a pieno carico di 2.425 t, lunghezza 109,19 m, autonomia 8.690 km a 20 nodi.
*'''Dimensioni''': lunghezza 23,87--21,18 m, apertura alare 36,58--31,1m, altezza 5,27---6,1 m, superficie alare 132--120,49 m2
*'''Pesi''': 19.686/34.020--16.738/31.751 kg
*'''Motori''': 4 R.R. Merlin 85 da 1.750 hp---Merlin XXIX da 1.640 hp
*'''Prestazioni''': 475/4.570---462/3.505 kmh/m, tangenza 9.295--7.470 m, autonomia a pieno carico 2.366 km---4.070 con 3.175 km
*'''Armamento''': 2 cannoni da 20 mm , 4-5 da 12,7 mm, e 6.350 kg di bombe--8x12,7 mm +6.350 kg<ref>Armi da guerra 17 e 9</ref>.
 
Il Lincoln fu poi usato come base anche per il pattugliatore marittimo Shackleton, e per la sua versione da avvistamento radar con l'APS-20 americano (lo stesso del molto più piccolo Skyraider AEW) da 129 di raggio d'azione, poi aumentato a 185 km.
arivarono poi gli 'R', gli 'S' (con prua modificata per ridurre gli spruzzi, già eccessivi sui 'J': e dire che i due impianti di prua da 119 mm binati erano stati sostituiti da cannoni singoli molto più leggeri), armati con cannoni Bofors, molti Oerlikon (fino ad almeno 10), i 'T', poi gli 'U', 'V', 'Z', questi ultimi vennero armati con i pezzi da 114,3 mm. Infine giunsero ben 32 'C', in aggiunta ai tanti altri, che erano su flottiglie da 8. Molti vennero modificati nelle prime fregate 'Type 15' e 16.
 
[[Immagine:HMS Armada.jpg|400px|right|thumb|Un 'Battle']]
Ma non bastò nemmeno questo: le esigenze della lotta contraerei erano molte altre, e i piccoli scafi di grossi siluranti dovevano essere aumentate per ottenere stabilità, cannoni in affusti ad alto angolo, lunga autonomia, grande manovrabilità. Il risultato fu alla fine fu quello dei 'Battle', progettati già dall'inizio del '41. Con cannoni da 114 mm con alzo a 85 gradi, fu possibile aumentare le capacità antiaeree. Eppure, nonostante la stazza e il costo c'erano solo 2 impianti binati a prua, mentre a poppa c'erano 2 impianti binati da 40 mm con affusto stabilizzato, centrale Mk 6 per il tiro, radar Type 275 su di un albero irrobustito rispetto a quelli precedenti, mortaio Squid ASW, cannone da 102 mm poppiero che venne usato per lo più per il tiro illuminante. Tipico il grande fumaiolo inclinato al centro della nave, dietro un albero a traliccio e una plancia di grosse dimensioni.
 
[[Immagine:Avro_Lancaster_parked.jpg|300px|right|thumb|Lancaster, il bombardiere standard della RAF]]
Vennero ordinati 16 Type 1942, e poi 24 Type 1943, queste ultime con un cannone singolo da 114,3 mm e con 10 tubi lanciasiluri anziché 8, e centrale di tiro Mk 37. Del resto l'armamento concentrato tutto a prua venne criticato dagli esperti.
Già che ci siamo, vale la pena di citare certamente anche i bombardieri pesanti del periodo bellico. I Lancaster, gli antenati del Lincoln, erano macchine derivate dal malriuscito Manchester, che era mosso da due fallimentari R.R. Vulture. Era un fallimento, ma entrò in servizio ugualmente. La sua riprogettazione (come avrebbe dovuto essere anche per l'He-177, ma questo accadde troppo tardi), portò dal peggiore al migliore dei bombardieri inglesi e notturni in generale della guerra. Il Lancaster Mk.1 divenne subito un velivolo di prim'ordine grazie a 4 Merlin X da 1.145 hp volando già il 9 gennaio 1941, e subito entrò in servizio nel '42. La sua esistenza non venne resa nota finoché non venne lanciata un'incursione su Augusta, fatta di giorno da parte di 12 bombardieri. Stavolta non si poté far finta di nulla, anche perché 7 aerei vennero fatti a pezzi dalla reazione tedesca (una sezione venne annientata dai pur poco armati Bf-109F), mentre i danni furono limitati. L'attacco radente in pieno giorno da parte dei 'Lanc' fu comunque coraggiosa e condotta con grande coraggio, tanto che vennero date ben due Victoria Cross, di cui una alla memoria. Da notare che gli Inglesi sono sempre stati molto più parchi degli italiani quanto ad assegnazioni di onorificenza (la VC è grossomodo una 'Medaglia d'Oro'), ma qui fu il caso di concederla. In realtà quest'attacco senza scorta condotto dalla 44 e 97ima squadriglia sancirà fino a quasi la fine della guerra il divieto di usare bombardieri pesanti di giorno. I 'Lanc' erano molto maneggevoli, tanto che potevano persino arrischiarsi in loopings, mentre la visibilità dall'abitacolo con tettuccio sopraelevato era ottima, come la robustezza strutturale. I 'Lanc' vennero usati di notte per l'incursione di precisione che porterà alla distruzione di due dighe sulla Rhur. La data dell'attacco fu il 16 maggio 1943, un momento favorevole perché c'era sia la luna piena, che il massimo livello d'acqua nelle dighe. Lo squadrone incaricato fu il 617°, poi noto come i 'Dambusters'. Il problema era come distruggere le dighe, che erano massiccie strutture in cemento di robusta costruzione. Ci sarebbe voluta una bomba talmente grande da superare persino le capacità del Lancaster. Ma l'ing. Barnes Wallis, dimostrò che se si poteva far esplodere nel punto giusto una carica di potentissimo esplosivo RDX da 2.722 kg, la cosa sarebbe stata ancora possibile. E si progettò una bomba apposita per concretizzare la teoria.
 
Guidati da Guy Gibson, volarono radenti come se fossero degli interdittori notturni, con i navigatori avvertivano il pilota degli ostacoli che si vedevano apparire nella notte a meno di 30 m di quota. Poi sganciarono poi i loro ordigni ad una quota esattamente di 18,3 sull'acqua, ad una distanza di 366-411 m, a 402 kmh negli specchi d'acqua artificiali delle dighe. Un'impresa apparentemente impossibile, ma che venne tentata con successo. Su 19 equipaggi che attaccarono, sette vennero abbattuti dalla contraerea oppure distrutti dallo scoppio della stessa bomba che in un caso esplose sul parapetto e distrusse l'aereo che l'aveva sganciata. Un'altra bomba volò oltre la diga e esplose contro la sottostante centrale elettrica, mentre l'aereo (mj. Hopgood),incendiato dalla Flak, esplose poco dopo con tutto l'equipaggio. Occorsero 3 bombe sganciate correttamente per distruggere la diga di Mohne, e due per distruggere quella di Sorpe. L'attacco alla diga di Lister e quella di Schwelme non ebbe invece successo, ma erano del resto obiettivi secondari. L'attacco fu possibile con un grande addestramento, ma anche con la tecnologia sviluppata: due faretti convergevano a formare una '8' quando la quota scendeva a 18,3 m sull'acqua, altro che altimetri di precisione. La bomba 'Upkeep' era un ordigno da 127 cm e 4.196 kg, portata su di due grucce e a cui veniva data una rotazione inversa al senso del moto, dopo aver rimbalzato sull'acqua (avendo una struttura cilindrica), colpiva la parete e poi esplodeva con una spoletta idrostatica. Non c'erano i portelloni portabombe, rimossi per ospitare la bomba. Le vittime furono nondimeno numerose per via degli allagamenti: il cosidetto 'attacco di precisione' lo fu davvero, ma oltre 1.000 persone morirono per le centinaia di milioni di t di acqua liberate nelle valli.
Al dunque, questi caccia erano un formidabile progresso rispetto ai precedenti, ma la loro capacità contraerei non salvò l'Eilat nel 1967 (iniziando una nuova era: quella della lotta antinave missilistica), e il Khaibar pakistano nel '71, da una nuova arma, il missile Styx.
 
In seguito i Lancaster vennero coinvolti in altre missioni speciali, ma la loro attività è rimasta legata sopratutto a quella dei bombardamenti a tappeto contro le città tedesche, come Amburgo, spietatamente incenerita con 40.000 vittime nell'ambito dell'operazione 'Gomorrah' (luglio 1943) in cui per la prima volta venne fatto ampio uso delle Windows (i chaff) per confondere i radar nemici. La polemica tra fautori di attacchi di precisione con obiettivi militari (le dighe della Ruhr alimentavano l'elettricità del bacino industriale omonimo), e quelli che continuavano inflessibilmente a preferire i bombardamenti a tappeto, che se non altro non richiedevano equipaggi particolarmente addestrati ed esperti. La distruzione della Germania raggiunse l'apice dell'annientamento di Dresda, la 'Firenze dell'Elba', città priva di obiettivi militari ma piena di profughi, distrutta il 24 febbraio 1945. La tecnica che s'era vista già da Amburgo fu quella di scatenare la 'tempesta di fuoco', un incendio sviluppato prima con spezzoni esplosivi che scoperchiavano i tetti, poi con quelli incendiari, che erano una sorta di prismi con fondo metallico (capaci di perforare i tetti) con termite ad altissima temperatura. Se si riusciva a concentrare il fuoco in maniera sufficiente, questo diventava una specie di 'camino' che con un vento fortissimo risucchiava tutto quanto con venti di circa 240 kmh. Persino la britannicissima enciclopedia 'Armi da guerra' si esprime in termini disgustati nel descrivere quello che subì Amburgo in quei giorni di attacchi, che provocarono temperature di oltre 1000 gradi che incenerirono letteralmente migliaia di persone e ne uccisero circa 40.000. Il primo di questi era stato lanciato il 24-25 luglio 1943 (proprio all'indomani della destituzione di Mussolini); la città aveva avuto 3 settimane di siccità con non più di 43 mm di pioggia. Era un obiettivo militare importante, ma anche abitato da 1,5 milioni di persone. Era stata attaccata 98 volte dalla RAF ma le 54 batterie e i 172 caccia notturni (dati al luglio 1943) avevano fatto pagare un prezzo altissimo agli incursori britannici. Invece quella notte i 746 aerei, 347 Lancaster, 246 Halifax, 125 Stirling, 73 Wellington (un 'bomber stream' lungo 322 km) subiranno solo 5 perdite grazie alle 'windows' che mandarono in confusione le difese a terra. Tra bombe normali, incendiarie, e ordigni enormi da 1814 e (in 22 esemplari) 3629 kg (quasi totalmente fatti di HE), e bombe da 454 kg a scoppio ritardato, piovvero 2.396 t di bombe, i due terzi incendiarie. Ma il turbine di fuoco (Feuersturm) si sarebbe scatenato solo nella notte del 27-28, con altri 739 aerei che sganciarono 2.417 t di ordigni annientando la zona del porto. Alla fine di questi attacchi Speer diceva che la Germania non avrebbe retto ad altri 5 attacchi del genere (Amburgo era la seconda città tedesca e aveva 3.000 stabilimenti industriali e 5.000 commerciali), mentre Goebbels annotava sul suo diario che si trattava di una catastrofe superiore ad ogni immaginazione.
*'''Dislocamento''': 2.380/3.290 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 115,52 m, larghezza 12,26 m, pescaggio 3,28 m
*'''Apparato motore''': 2 gruppi di turbine a vapore su due assi, 50.000 hp, velocità 35,5 nodi, 8.047 km a 20 nodi
*'''Equipaggio''': 232
*'''Armamento''': 2 impianti binati da 114,3 mm, 1 da 102 mm, 2 da 40 mm, 2 impianti quadrupli da 533 mm, cariche di profondità.
 
In seguito i Lancaster continuarono la loro opera ma raramente si ripresentarono i presupposti per queste distruzioni. I 'Lanc' vennero prodotti in 7.377 esemplari (2 Mk.I, 3.425 Mk. I di serie, 301 Mk II, 3039 Mk III, 180 Mk VII e 430 Mk X), che eseguirono 156.000 sortite per 608.612 t, al ritmo di quasi 4 t per missione.
 
Non finì qui, perché assieme a questi grandi caccia vennero pensati anche dei tipi meno impegnativi, che si potrebbero definire come i caccia 'Hunt' in versione 'espansa'. I cannoni da 101 mm avevano alzo da 80 gradi e granata da 14 gradi; solo 2 impianti binati per grandi navi da 2000 t non erano comprensibili per gli standard precedenti alla guerra (i Tribal avevano 8 pezzi da 119), ma ora il problema non era più la forza bruta o i numeri, ma l'efficienza. La difesa contraerei, e poi quella ASW con il terzo impianto da 102 mm sostituito da un mortaio Squid. Due impianti binati stabilizzati da 40 mm Bofors erano presenti a poppavia, altri due singoli a prua, e da subito 2 lanciasiluri quintupli, che nel Pacifico erano ancora utili. Solo 4 dei 20 caccia previsti vennero modificati, mentre gli 8 'G' erano previsti con cannoni binati da 114,3 mm che consentivano una migliore capacità antisuperficie, visto che il 102 mm era troppo piccolo per tale scopo. I locali mcchine erano suddivisi in due zone diverse, per rendere possibile una migliore sicurezza in caso di colpi a segno, un solo fumaiolo era ben visibile a mezza nave, piccolo e esile, verticale; l'altro era quasi un 'tubo da stufa' attrappato dentro un grande albero a traliccio per la nuova vera arma navale: l'elettronica.
 
==Le armi inglesi==
*'''Dislocamento''': 1.980/2.825 t
I Lancaster trasporteranno le bombe 'Cookies' da 1800, 3600, 5400 kg, ma questi erano ordigni da demolizione; in seguito porteranno anche bombe speciali per obiettivi rinforzati. Attaccarono due volte la corazzata Tirpitz, la prima volta danneggiandola gravemente, la seconda il 12 novembre 1944, la 9a e 617a mandarono 28 aerei con altrettante Tallboy, bombe aerodinamiche da 5.443 kg, usate anche per la prima incursione. Stavolta 3 andarono a segno e affondarono la nave con circa 1.000 intrappolati nello scafo rovesciatosi nel fiordo di Tromso (quasi un centinaio fortunatamente salvati aprendo vie di fuga sullo scafo capovolto).
*'''Dimensioni''': lunghezza 111,2 m, larghezza 11,58 m, pescaggio 3,2 m
*'''Apparato motore''': 2 gruppi di turbine a vapore a ingranaggi su due assi, 40.000 hp; 35 nodi
*'''Equipaggio''': 255
*'''Armamento''': 2 impianti binati da 102 mm, 2 binati da 40 mm, 2 da 40 mm, 2 impianti quintupli da 533 mm, Squid, cariche di profondità.
 
Alla fine l'ultima delle 'grandi magnifiche bombe' inglesi fu la Gran Slam' da 9979 kg, bomba ad 'effetto terremoto' perché concepita per ficcarsi dentro la terra ed esplodere, demolendo gli obiettivi per l'onda d'urto. Il primo uso vi fu il 14 marzo 1945 conto il viadotto di Bielefeld, facendo cadere almeno due campate. Ne vennero tirate solo 41, iniziando appena un giorno dopo il primo lancio di prova. Il Lancaster era stato appositamente modificato per il loro uso, restando senza torrette difensive (eccetto quella caudale). Fu facile adattarlo a bombe sempre più grosse: inizialmene si parlava di un carico di 1814 kg, poi però aumentò notevolmente. Era possibile perché il vano portabombe era dimensionato anche per i siluri e questo rendeva possibile mettere al suo interno bombe di dimensioni fuori dal comune. Per quanto riguarda le bombe 'Block Buster' (spaccaquartieri), o 'Coockie' ebbero impiego dall'8 luglio 1942 su Wilhelmshaven, anche se erano solo da 1814 kg. Le armi da 3600 o 5400 erano due o tre di queste 'saldate' tra di loro. Quella più pesante aveva 2.358 kg di Torpex in un rivestimento di TNT esterno spesso 25 mm. In ogni caso la maggior parte delle bombe RAF erano da 113, 227 e 454 kg per impiego generale; ma nessun'altra forza aerea sviluppò una panoplia di bombe 'super-pesanti' di questo livello.
Quanto alle armi (disponibilmente nel sito www.navweaps.com) disponibili per i caccia, a parte i siluri, di cui poi si dirà, sono importanti i cannoni: quelli da 119 mm innanzitutto, ma anche quelli da 102 e 114 mm in varie versioni.
 
Sempre per quanto riguarda le armi aria-superficie, la RAF, oltre che fautrice del cannone HS 404 (francese, ma poi costruito in quantità dai britannici: 600-750 c.min, 850 ms, 50 kg di peso), ebbero anche altre armi interessanti. Una erano i siluri antinave da 457 mm, da circa 40 nodi x 3 km x 170 kg di esplosivo, ampiamente usati da aerei navali ma anche terrestri.
 
L'altra però era un ben più caratteristico ordigno, nato dagli studi che gli inglesi fecero a riguardo dei razzi da 51 e da 76 mm contraerei. Questi razzi erano in pratica un sistema per stendere rapidamente dei cavi di sbarramento con un paracadute all'estremità. Alle volte ebbero anche una piccola carica esplosiva filabile dal paracadute, oppure una testata HE a frammentazione.
Il QF Mk XI era un'arma da 50 calibri, e assieme all'affusto Mk XX era inteso come sistema a doppio ruolo, con affusto binato e a prova di acqua. Sparavano proiettili più pesanti e di disegno più moderno, e con alzo maggiore. Il problema era semmai quello della lentezza di rotazione e l'alzo ad azionamento manuale. Nondimeno, sebbene si ricorse piuttosto a dei cannoni singoli da 101 mm al posto di un lanciasiluri, questa installazione era la migliore della sua categoria nella Royal Navy, ma il costo, e l'alzo pur sempre limitato a 55 gradi, indicavano che non c'era ancora la soluzione ideale per armare i cacciatorpediniere britannici. Una cosa interessante è che questi cannoni avevano culle separate per alzarli indipendentemente. Per i ritardi di produzione di tali complessi affusti 4 caccia 'L', ebbero 4 impianti binati Mk XIX da 102 mm (indubbiamente un grosso vantaggio nella lotta contraerea date le loro capacità). Degli otto 'M', invece, 4 vennero venduti alla Turchia e provvisti di alzo motorizzato dei cannoni. In tutto vennero costruiti 87 di questi interessanti cannoni, quasi tutti per gli 'M'.
 
Ma pur avendo impiego, anche su navi, non risultarono mai tanto importanti quanto la loro versione aria-superficie. Per prima arrivò il razzo da 35 libbre (11,43 kg), da 76 mm in ghisa. Il peso era relativo alla sola testata che era semiperforante. Vennero usati dal '42 ma le lunghe rotaie di lancio penalizzavano le prestazioni dell'aereo lanciatore, anche se si trattava del Typhoon; al dunque i risultati non furono del tutto accettabili per la precisione, ma vennero ben presto adottati i razzi da 60 libbre ben più efficaci. Così i razzi di questo primo tipo, da 1,69 m di lunghezza, erano stati rapidamente scartati.
In servizio dal 1940, pesanti 3,405 kg, sparava proiettili da 28,12 kg in munizioni seprate da 28,12 kg con cartuccia da 14,63 kg per 774 m.sec e 800 colpi di durata della canna. C'erano anche proiettili con RDX e TNT per uso antisomergile (60 per nave), assieme a 150-200 illuminanti. La gittata era di 19.420 km, quindi questo era senz'altro il più potente tra i cannoni per caccia sia inglesi che, in generale, entro il 120 mm di calibro: a 10.500 m perforava 63 mm d'acciaio con la AP, abbastanza da minacciare molti incrociatori leggeri e anche qualcuno pesante (i 'Da Giussano' avevano 25 mm, ma anche gli 'York' arrivavano a 76 mm). L'affusto era pesante 38.200 kg senza la base e gli ascensori, con il ché raggiungeva 58 t, con alzo tra -10 e +50 o forse 55 gradi, rotazione di 10 gradi al secondo. Di quest'affusto ruotava solo la postazione di fuoco, ma non gli ascensori al centro della torre per salvare i costi, il che spiega perché i cannoni erano tanto separati, oltre che per il beneficio del distanziare i cannoni tanto da non farli interferire tra di loro, raggiungendo una distanza tra i loro assi di ben 2,44 m anziché meno di un metro come usualmente accadeva sugli altri caccia inglesi.
 
I razzi si sarebbero però ripresentati sopratutto dopo il 1943 con diametro di 152 mm (della testata) e 1,88 m di lunghezza. La tecnica di lancio da parte di un Typhoon era di iniziare la picchiata da 1800-3000 m con angoli di 40 gradi a 644 kmh o 30 a 612 kmh, tirando a 500 m dal bersaglio e a 152 m di quota, uscendo dalla picchiata entro i 5 secondi successivi per evitare le schegge. Le rotaie di lancio in seguito vennero accorciate, venne introdotto un razzo HE anziché AP, e il SAP multiruolo. C'era anche un razzo con testata da 81 kg con 3 motori standard e l'Admonitor' con 6 motori e testata da 113,4 kg. Ma furono poco impiegati. Il razzo da 76 mm divenne presto un ordigno molto usato, e non mancano casi in cui i razzi venivano tirati con tecniche del tutto differenti, per esempio lanciando a coppie i razzi (8 in tutto) per correggere il tiro progressivamente, e magari raggiungendo velocità di oltre 800 kmh al momento del lancio. I razzi semiperforanti erano miciciali: i velivoli da pattugliamento marittimo come i Beaufighter ma anche i vecchi biplani Swordfish li usarono spesso contro le navi e anche contro i sottomarini. Lo scafo di questi veniva perforato dai razzi, e lo stesso accadde ai carri tedeschi attaccati dai cacciabombardieri Typhoon, che nel '44 erano un'arma devastante nella Francia settentrionale.
 
Ma i veri cannoni da 4,7 pollici (119,4 mm), erano quelli su affusti Mk IX e XII (binati), lunghi 45 calibri. Prodotti 742 Mark IX e 372 Mark XII. Pesanti circa 3 t, a seconda della versione, sparavano 10-12 colpi al minuto da 22,7 kg a 808 ms, vita utile della canna di 1.400 colpi, data la minore potenza (circa 2,1 t/cm2 anziché 3,1) rispetto all'altro. C'erano 200 colpi SAP, 50 HE e 50 illuminanti, sparabili fino a 15,550 km a 40 gradi (ma vari affusti si limitavano a soli 30 per un raggio di 14,45 km). La penetrazione di 63 mm d'acciaio era possibile a non oltre 6 km, il che li rendeva molto meno efficaci dei tipi visti sopra contro grandi navi o caccia con cannoni che oramai arrivavano a circa 20 km di gittata. Nondimeno, la loro cadenza di tiro e il volume di fuoco complessivo erano sufficienti per una risposta adatta, dato che i cacciatorpediniere in ogni caso non erano piattaforme di tiro stabili a sufficienza per il tiro a lungo raggio. Gli affusti, alcuni dei quali (singoli) alzati fino a +55 gradi, pesavano da 8,64 a 25,09 t per quelli binati che anziché manualmente, erano elevabili e rotabili a circa 10 gradi al secondo (ma gli impianti Mk XIX dei 'Tribal' avevano una turbina a vapore da 140 hp, mentre i caccia 'J' e successivi un motore elettrico da 70 hp).
 
==Trasporti==
Gli Inglesi non mancarono di pensare anche ai velivoli da trasporto, ma molte delle loro esigenze erano servite dalla produzione americana, specie dei C-47 Dakota. C'erano però anche attività che coinvolsero gli ottimi bombardieri quadrimotori (e anche alcuni bimotori) inglesi, sia per trasporti strategici che traino alianti. Come grossi trasporti vanno citati la versione apposita dell'Halifax, ma anche del meno riuscito (e il primo ad entrare in servizio) Stirling. Lo Stirling ebbe un rateo di perdite di un aereo ogni 40 t di bombe sganciate, l'Halifax arrivò a circa 60, ma il Lancaster giunse ad oltre 120. Chiaro quale di questi velivoli da 25-30 t era sacrificabile come trasporto. Ma fu coinvolta anche la Avro che produsse i 'cugini' del 'Lanc', i Lancasstrian e gli York da trasporto pesante e rifornimento, ampiamente usati sopratutto per le missioni di rifornimento su Berlino assediata dai Sovietici.
 
Durante il 1944 volò anche un curioso e semplice aereo da trasporto, che finalmente aveva un grande portello anteriore di carico. Era il Bristol Type 170, pensato come iniziativa privata per soddisfare le esigenze di trasporto in Birmania. Era il futuro Freighter, da 311 kmh con due Bristol Hercules da 2.000 hp. Ma il prototipo volò solo nel dicembre del '45, per cui non rientra a stretto giro di questa rassegna. Era un velivolo dalle prestazioni ridotte, ma di praticita e semplicità d'impiego molto valide, tanto che aveva un semplice carrello fisso, che non aiutava a valorizzare i 4.000 hp di potenza per un aereo da 11-19 t, praticamente pesante come un SM.82. La salita avveniva a oltre 400 m al minuto, non indifferente per un'aereo cargo, il raggio d'azione a pieno carico era di circa 676 km.
Quanto ai cannoni da 4 pollici (101,6 mm) in affusti contraerei, essi interessarono più che altro i caccia di scorta 'Hunt', le corvette 'Black Swan' e in generale tutti gli incrociatori, ma solo raramente vennero usati su cacciatorpediniere, perché come armamento erano considerati troppo deboli. Successero ai precedenti Mk V HA dagli anni '30 in poi, sia nella costruzione di nuove navi, che nel refitting di quelle vecchie, come gli incrociatori, che passarono agevolmente da 4 impianti singoli a 4 binati appena fu possibile riarmarli. Erano efficaci e popolari come forse nessun'altra arma britannica: l'HMS Carlysle, che era solo un vecchio incrociatore della I GM, ottenne il record per la RN di 11 aerei accreditati come abbattuti ai suoi cannoni (non necessariamente solo quelli da 101,2 mm). Certo erano armi troppo piccole per l'impiego anti-superficie, ma valevano l'impegno e la richiesta non fu mai pari alla domanda fino alla fine della guerra, nonostante che ben oltre 3.000 (di cui 2.555 vennero costruiti in GB) vennero costruiti dagli anni '30 in poi. Il cannone pesava fino a 2.039 kg (nel caso dell'Mk XVI), sparava 15-20 colpi al minuto, tirava colpi da 15,88 kg su munizioni da 28,8 kg (lunghe 114,6 m), aveva modesta vita utile della canna (600 colpi nominali) come del resto nemmeno la precisione era elevata (malgrado i risultati), c'erano in genere 250 colpi per cannone per le corazzate e 200 per gli incrociatori, tanto per dare un'idea. I colpi con V,iniziale di 811 ms arrivavano fino a ben 18.150 m, 11.890 contraerei (a 80 gradi). L'affusto pesavatra gli 8.636 kg e i 16.816, la movimentazione era manuale su certi affusti, oppure fino a 15-20 gradi di velocità in alzo e rotazione con i sistemi motorizzati.
 
Un velivolo ben più interessante era l'enorme aliante General Aircraft Hamilcar, pensato per trasportare anche pezzi d'artiglieria o carri leggeri Tetrarch. Era equivalente di pochi altri progetti, di cui il più famoso era stato certamente il Me.323 Gigant, di cui venne costruita anche una versione con 6 motori (quelli francesi dei Br.693). Il prototipo volò il 27 marzo 1942, e il suo muso incernierato aperto in avanti ebbe subito il massimo interesse per la sua capacità di incamerare persino un carro armato leggero e di farlo uscire subito dopo l'atterraggio, come accadde nel loro uso ai primi di giugno 1944 per la 6a Divisione Aviotrasportata, con 70 aerei trainati dagli Halifax. L'Hamilcar Mk X era 'riutizzabile' per l'impiego in Giappone, diventando un vero aereo da trasporto gradie a due Bristol Mercury da 965 hp, che ne consentivano l'uso di aereo da trasporto autonomo se non si superavano i 14.742 kg, volando poi a 233 kmh e 1135 km. Le dimensioni dell'aereo e le altre caratteristiche, nel modello Mk I, erano:
I precedenti cannoni da 101,6 mm erano i QF Mk V e XV, armi nate nel 1914 per incrementare il ritmo di fuoco, dato che era possibile usarle con una cartuccia unica anziché proiettile e cariche. Non erano intese per il tiro antiereo, ma lo divennero ben presto. La loro diffusione era alta ancora nel '39, molte navi non avevano ancora i pezzi da 101 mm binati moderni, e 603 delle quasi 700 armi prodotte erano ancora disponibili. Capaci di tirare a 14 km una granata da circa 15 kg, con un discreto ritmo di fuoco, vennero usati anche per i caccia tipo gli 'O' inglesi del tempo di guerra, e per sparare colpi illuminanti per i 'Battle'.
 
*'''Dimensioni''': lunghezza 20,73 m, apertura alare 33,53 m, altezza 6,17 m, superficie alare 154,02 m2.
I cannoni da 4,5 pollici (114,3 mm) QF Marks I, III and IV erano i nuovi cannoni per la flotta britannica, che avevano una munizione che si stimava fosse il massimo possibile da maneggiare con rapidità a mano (38,6 kg), che era pur sempre meglio dei 49 kg dei cannoni da 133 mm, sostanzialmente fallimentari quanto ad armi per il tiro contraereo rapido. Non si capisce però perché i colpi per cannoni da 120 mm erano già stati prodotti con cariche separate, eppure avevano un peso inferiore, e poi se i proiettili da 33,6 kg dei colpi completi da 120 mm delle corazzate NELSON pesavano 33,6 kg, perché allora considerare un colpo completo tanto pesante, nonostante il calibro minore? Già il pezzo da 33,6 kg venne trovato troppo pesante per sostenere un tiro prolungato antiaerei, effettivamente non si capisce bene come mai dopo alcuni anni il limite fosse posto a 38 kg (e anzi, si fece anche peggio con i pezzi da 133 mm). Così il volume di fuoco in azioni prolungate tendeva a 'calare' per esaurimento fisico dei serventi, tanto che le portaerei inglesi del dopoguerra erano ricorse poi a proiettili con carica di lancio separata. Quindi l'idea migliore sarebbe stata forse quella dei pezzi da 102 mm, molto più 'facili' da gestire. Nel '44 i pezzi da 114 mm divennero anche armi per caccia, i Tribal, con il QF Mk IV gun, ma dato che durante il maltempo era anche più difficile usare proiettili del genere a tiro rapido, allora finalmente con il Mk IX si arrivò ad un cannone da 114 mm con cariche separate dal proiettile. La vita utile era piuttosto ridotta della canna e complessa la sua sostituzione; in ogni caso vennero prodotti 5 prototipi, 46 Mark I, 524 Mark III e almeno 199 Mark IV.
*'''Peso''': 8845-16.783 kg
*'''Velocità''': max al traino 241 kmh.
 
A proposito degli aerei da trasporto, l'Halifax A.Mk III. Esso venne realizzato con un peso di 14.969-24.675 kg, dimensioni di 21,82--30,12--6,32 m. I motori Bristol Hercules XVI da 1.615 hp consentivano 454 kmh a 4.115 m con quota di 6096 m di tangenza, raggio di 1.733 km.
In ogni caso c'erano molte navi che beneficiarono di quella che era ancora una apprezzabile arma a doppio ruolo, sopratutto più pesante contro bersagli di superficie delle armi da 102 mm, e anzi nel dopoguerra il 114 mm divenne il nuovo calibro delle unità inglesi. La cadenza di tiro era variabile da 12 c. min per le portaerei a 20 per gli impianti doppi per i caccia. Chiaramente, la vera innovazione sarebbe stata il caricamento automatico, ma era ancora di là da venire e per gli artiglieri servivano ancora robuste braccia per fare il loro lavoro. I proiettili SAP da 23 kg o HE da 25 venivano sparati a 715-760 msec (300 colpi per i 'Battle', 400 per le 'Illustrious'), c'erano anche proiettili anti sommergibili (emersi), e i primi 'Battle' avevano 460 SAP, 720 HE, 100 illuminanti e altri 320 da allenamento. La gittata era di 18,97 km con granate da 25 kg, antiaerea di 9.120 m (affusto singolo, 50 gradi) o 12.500 m (binato, 80 gradi). Penetravano 63 mm a 9.600 m, quasi come i cannoni degli 'L', e meglio di quello dei pezzi da 119 mm degli altri tipi. L'affusto poteva essere pesante tra le 15 e le 50 t, ruotava e alzava a 20 gradi al secondo e il massimo di tali armi era sul 'Renown' e sulla 'Queen Elizabeth' riparata, con 10 impianti binati per uno, mentre le portaerei avevano 'solo' 8 impianti.
 
Per completezza vanno ricordati gli sviluppi finali: disegnato già nel 1944, ma in servizio dal '47 con i caccia 'Daring', il complesso Mk 6 aveva finalmente un sistema di carica automatico, tuttavia piuttosto complesso e inaffidabile, ma nell'insieme il cannone funzionava bene e anche senza caricamento automatico (ancora agli albori per armi di tal calibro) era capace di 12-18 colpi al minuto, fino a 24-25 con il caricamento automatico. Sparava colpi da 25 kg fino a 19 km, l'affusto pesava 44 t. L'Mk 7 era inteso per le mai costruite portaerei classe 'Malta', per questo negli anni seguenti si passò direttamente all'Mk 8 singolo. Dei caccia 'Daring' fu detto che finalmente la RN aveva ottenuto con essi (armati di tre affusti binati) un caccia con scafo saldato e armamento a doppio ruolo efficace, in ritardo di 10 anni sull'USN. Forse fu eccessivo, visto che comunque i 'Battle' erano già delle signore navi, ma rende l'idea delle difficoltà incontrate dalla costruzione di nuovi cacciatorpediniere nella RN.
 
 
Altri cacciatorpediniere erano quelli di scorta classe 'Hunt', che erano chiamati originariamente con la sigla FEV, Fast Escort Vessel, per la lotta contraerea e ASW con funzione di proteggere i convogli. Essi erano dotati di maggiore velocità delle corvette 'Black Swan', ma con minore autonomia. Inizialmente avevano specifiche per 3 impianti binati da 101 mm contraerei e 4 siluri da 533 mm, poi però questi si dimostrarono eccessivi e allora vennero rimossi una torre e i lanciasiluri, lasciando spazio al solito cannone quadruplo Vickers da 40 mm. Ai 19 'Hunt I' seguiranno 36 'II', che erano più larghe e meno lunghe, con il terzo impianto da 101 mm, e infine 29 'III' con due torri ma anche due lanciasiluri da 533 mm per la difesa da eventuali grosse navi da guerra. 19 le perdite, solo 3 delle quali per attacco aereo.
 
 
*'''Dislocamento''': 1.015/1.090 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 85,7m, larghezza 9,6 m, pescaggio 2,36 m
*'''Apparato motore''': 2 gruppi di turbine a vapore su due assi, 19.000 hp, velocità 25 nodi, 4.635 km a 20 nodi
*'''Equipaggio''': 170
*'''Armamento''': 2 impianti binati da 102 mm, 1 da 40 mm, 6 da 20 mm, 1 impianto da 533 mm, cariche di profondità.
 
 
Simili per potenza erano le 'Black Swan', che però erano corvette derivate da un'unità sperimentale del '34, potente quanto un cacciatorpediniere di squadra. Armate con 3 impianti binati da 101 mm e con apparati di dragaggio, le navi della prima serie erano 13 e potevanocontare su di uno scafo da 91,3 m per 11,43, ma con motori a turbina per appena 3.600 hp che tuttavia consentivano a queste navi da 1.300 t di viaggiare per quasi 15.000 km a 12 nodi, anche se la velocità massima raggiungeva solo i 19,5 nodi. Erano unità eccellenti, con oltre 100 cariche di profondità. Nonostante però che esser fossero pesantemente armate come navi antiaeree, 4 delle 5 affondate lo furono per attacco aereo e così queste massicce navi da guerra vennero per lo più usate come navi ASW in Atlantico. Le navi ebbero rimosse le apparecchiature per il dragaggio, piuttosto inutili.
 
 
Durante il conflitto non mancheranno poi le corvette vere e proprie, successive alle vecchie 'Flower': le 44 'Castle' da 1060 t con 1 cannone da 102 mm, le 113 'Bangor', 60 Bathrust e 101 'Algerine' da 70 m e 850 t; e sopratutto le potenti 'River', 138 navi da 1.370 t standard, lunghe 92 m con 2 cannoni da 102 mm e armi minori, tra cui 200 cariche di profondità. Erano capaci di 13.000 km a 12 nodi e di una velocità di 20 nodi sia pure con le solite unità a triplice espansione dei tipi precedenti, per 5.500 hp. Infine le 'Bay' e 'Loch' erano ulteriormente evolute, capaci di portare tutti i ritrovati bellici moderni in particolare ASW e radar; le seconde erano sopratutto ASW, le 'Bay' erano per il teatro del Pacifico e quindi sopratutto unità contraerei, con due torri binate anziché singole da 101 mm, e lanciabombe Hedgehog anziché lo Squid più pesante; oltre a numerosi cannoni antiaerei. Il dislocamento era di 1580 t, lunghezza 93,6 m, potenza 5500 hp per 19,5 nodi. Vennero realizzate dal '44.
 
===Incrociatori===
Andando nel settore degli incrociatori, gli Inglesi furono molto meno attivi, ma qualche menzione di navi 'avanzate' la possiamo senz'altro fare. I più potenti incrociatori, almeno sulla carta, erano i 'County' inglesi, che erano quelli costruiti secondo i limiti del trattato di Wahsington, modellato a sua volta su due 'Hawkings' appena messi in servizio (cannoni da 190 mm). La Gran Bretagna iniziò a dotarsi di ben 13 grandi incrociatori, che erano eccellenti navi quanto a tenuta al mare, abitabilità, autonomia (3.200 t di carburante), in tre sottogruppi, con bordo libero molto alto. Per quanto ottime navi a tre fumaioli slanciati, con un aspetto imponente, quasi da transatlantico, avevano i loro limiti nel costo di 2 milioni di sterline e nella scarsa protezione, dato che non si poteva avere realmente tutto in tali scafi da 9.800-14.000 t, lunghezza 193,3 m, 80.000 hp su 4 assi, 660 marinai, cintura 76-127 mm, ponti fino a 102 mm, torri da 38-51 mm e barbette da 25 mm. L'armamento era quindi poco protetto, ma nonostante lo spessore della corazza, questa copriva solo una parte della nave, per lo più nei depositi di munizioni e sale macchine. Erano navi efficienti e molto popolari, armate con 4, poi 8 cannoni da 102 mm (dei tipi di cui abbiamo parlato), 1 o 3 idrovolanti, 8-16 cannoni da 40 mm Vickers, 8 tls da 533 e 1 o 3 idrovolanti.
 
Nonostante la loro intensa attività, degli 11 della RN e due della RAN australiana, solo 3 andarono persi e solo in Estremo Oriente.
 
Queste navi portavano nomi di contee inglesi, ma nella loro realizzazione vi furono 3 sottoclassi progressivamente meglio corazzate (i dati di cui sopra sono dei 'London', la seconda), varate nel 1926-28 (all'epoca non c'era molto tempo che passava tra il varo e il completamento).
 
Parlando di armi, è interessante ricordare i cannoni da 203 mm, armi da 50 calibri che nel loro affusto iniziale erano capaci anche di tiro antiaereo ad alto angolo, senonché era troppo lento anche per gli standard degli anni '20 per questo ruolo, il che rendeva solo più complesso e meno protetto di quanto desiderabile, e vi furono anni di fatica per rendere affidabile tale impianto. Era il Mark I, ma il II venne messo sui due 'York', che dovevano essere la versione ridotta (8.400 t, 173 m, 1.900 t, solo 6 cannoni da 203 mm) dei 'County' e infatti avevano nomi di città. Il loro affusto fu trovato di notevole successo. Al contrario però degli altri più grandi incrociatori, nessuno dei due sopravviverà alla guerra. I cannoni Mk VIII pesavano nel primo modello 17.476 kg, avevano un rateo di tiro richiesto di ben 12 colpi al minuto, ma in pratica erano capaci di circa 3-4, massimo per brevi periodi 5 colpi al minuto. Proiettili da 116 kg con 5 o 10 kg (SAP o HE) venivano sparati ad oltre 850 m.sec ad un massimo di 28.000 m; il peso era di circa 242 t per l'affusto degli ultimi tipi, e tutti avevvano alzo fino a 70 gradi, ridotto solo con l'Exeter a 50 (Mk II*), c'erano 125-150 colpi per cannone, la velocità di movimento intesa inizialmente era di 10 gradi al secondo e alzo a 8, ma in pratica i valori erano pari a circa la metà perché il peso originariamente inteso era di 160 t circa, per cui superarlo in pratica ha impedito di muoverli a velocità sufficiente per il fuoco antiaerei (per questo vennero considerati fallimentari come armi antiaeree). In ogni caso queste navi potevano sempre far fuoco di sbarramento contro gli aerei, una cosa non disprezzabile se non altro come intidimidazione. Certo, con metà della velocità e un quarto della cadenza di tiro prevista, non c'era modo di fare molto.
 
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Detto di questi potenti incrociatori, la RN utilizzò poi solo disegni di navi 'leggere', almeno quanto a calibro, tanto che il nuovo pezzo da 203 mm Mk IX e X da 28 km per proiettili da 131 kg, destinato a nuove classi di incrociatori pesanti, non andò oltre il prototipo.
 
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Quanto alle navi leggere, sempre rapidamente si possono accennare alle unità con valide capacità belliche, sia pure nei loro limiti (cintura 76 mm, ponte 51 mm, 8 pezzi da 152 mm): 5 'Leander', 3 'Amphion', tutti impiegati con notevole successo ed efficacia; e poi 4 piccoli 'Arethusa' da 5.250 t standard e 154,2 m, con motori per 64.000 hp e 32,25 nodi, cintura e ponte di 51 mm. Si potevano considerare pure 'troppo piccoli', ma intanto fecero un ottimo lavoro durante la Guerra, specie in Mediterraneo, anche se ne vennero perduti due.
 
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Ma i veri incrociatori 'bellici', finalmente intesi come mezzi per la squadra e non per la protezione del traffico, erano i 10 'Town', che portavano nomi di città ma che avevano solo cannoni da 152 mm, capaci di tirare ad almeno 6 colpi al minuto granate da 50 kg e a 23 km. C'erano stavolta ben 4 torri trinate anziché binate, e si caratterizzavano sopratutto per la corazzatura, pensata davvero per combattere contro altri incrociatori paricalibro. Vennero costruiti 3 gruppi di queste navi, delle quali la 'Classe Belfast' è stata tanto longeva da restare in servizio fino a non molti anni fa. Varati nel 1936-38, ebbero modifiche varie, come l'ingrandimento dello scafo, e poi la riduzione di una torre dei cannoni da 152 mm. Da questi massicci e ben riusciti incrociatori derivò il principale programma della Marina per le costruzioni navali belliche: 11 'Fiji', che erano leggermente più piccoli ed efficienti, ma che realizzati durante la guerra, risultarono di vita 'utile' minore rispetto ai precedenti 'Town', di cui 7 sopravvissero alla guerra (gli altri 3 andarono a picco in Mediterraneo, tutti per aerei o sommergibili).
 
 
*'''Dislocamento''': 10.550/13.175 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 187 m, larghezza 19,3 m, pescaggio 5,3 m
*'''Apparato motore''': 4 gruppi di turbine a vapore su 4 assi, 82.500 hp, velocità 32+ nodi
*'''Equipaggio''': 850
*'''Corazzatura''': cintura 114 mm, torri 25-63,5 mm, ponte 51 mm, torrione comando 102 mm
*'''Armamento''': 4 impianti trinati da 152 mm, 4 binati da 102 mm, 2 da 40 mm, 2 impianti tripli da 533 mm, mitragliere, 3 idro.
 
 
Da notare che questi incrociatori, con una protezione spessa ma sopratutto molto estesa, erano più pesanti degli incrociatori pesanti 'County'.
 
 
Un tipo del tutto diverso era l'incrociatore specializzato nella lotta contraerei del tipo 'Dido', di cui nel 1939-42 vennero costruiri ben 16 esemplari. Di dimensioni appena superiori, come anche il dislocamento, agli 'Arethusa', non erano diversi nemmeno come impianto motore, con 4 assi per 64.000 hp.
 
*'''Dislocamento''': 5.770/6.970 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 156,3 m, larghezza 15,4 m, pescaggio 5,3 m
*'''Apparato motore''': 4 gruppi di turbine a vapore su 4 assi, 64.000 hp, velocità 32+ nodi
*'''Equipaggio''': 535
*'''Corazzatura''': cintura 76,2 mm, torri 25-38 mm, ponte 35 mm, torrione comando 25 mm
*'''Armamento''': 5 impianti binati da 133 mm, 8-12 cannoni Vicker da 40 mm, 12 da 20 mm, 2 impianti tripli da 533 mm.
 
Questi incrociatori erano tra i più belli ed eleganti dell'epoca, anche se erano solo leggermente armati e corazzati rispetto ad altre navi dell'epoca. Avevano 3 torri scalate da 133,4 mm a prua, due a poppa, ma spesso la terza torre di prua venne rimossa, e alcune navi vennero completate temporaneamente solo con 8 pezzi da 114,3 mm di cui abbiamo parlato precedentemente. Infine, da ricordare che delle 5 navi affondate una, lo SPARTAN, andò persa a causa di una bomba tedesca del tipo Fritz-X al largo di Anzio. I cannoni da 133 mm erano piuttosto leggeri per le azioni di superficie mentre la capacità antiaerea era piuttosto ridotta a causa della lentezza di brandeggio e di ricarica. Gli 'Atalanta' americani, della stessa categoria, avevano solo cannoni da 127 mm, ma questi pur essendo molto meno potenti erano capaci di prestazioni contraerei ben maggiori nel loro insieme. In ogni caso i 'Dido' rimasero in servizio per più tempo dei loro omologhi (inclusi gli 'Akitsuki' giapponesi con il 100 mm), fino alla fine degli anni '50.
 
 
Detto delle navi, ecco le armi:
 
Iniziamo proprio con il cannone 'da incrociatore' di minor calibro, il 5,25 pollici o 133 mm QF Mk I. Pensato come arma a doppio ruolo nelle navi classe 'King George V', in cui verrà montanto in 8 torri binate, ne sarà considerata anche una versione per i 'Dido' con 5, poi 4 torri (per i 'Dido Migliorata' o per le vecchie navi che furono alleggerite di tale impianto). In seguito alle esperienze maturate, si dovette però ammettere che le torri erano troppo anguste, le munizioni troppo pesanti, e la cadenza di tiro minore; mentre nemmeno la velocità d'alzo e movimento erano sufficienti. L'HMS Vanguard ebbe torri ingrandite, potenziate e con sistema di tiro americano Mk 37, ma non entrò in servizio se non molto oltre la II Guerra Mondiale.
 
I 'Dido' ebbero problemi con la torretta 'A' all'estrema prua, che spesso, in condizioni di maltempo, subiva delle deformazioni date dalla costruzione troppo leggera, anche se poi la cosa venne migliorata dal '41. Data la difficoltà a costruire l'arma vennero usate le prime torri per le corazzate britanniche, e vari 'Dido' ebbero così i pezzi da 114,3 mm, mentre altre navi ebbero solo 4 torri per lo stesso motivo. In tutto vennero costruite 267 cannoni. Al dunque il cannone era di 4.362 kg, lungo 6,998 m, 7-8 colpi al minuto (meramente sufficiente per il ruolo A.A., ma erano previsti fino a 10-12, forse anche 18 c.min), tranne che sulla Vanguard con 9 c.min. La munizione da 36,3 kg aveva nel tipo SAP 1,47 kg di HE e la HE 2,95 kg, peso della cartuccia 18,6 kg, per sparare colpi a 792 ms, (vita utile del cannone 750 colpi), c'erano 340 colpi per cannone sui 'Dido', 400 per le corazzate. Le munizioni erano anche illuminanti ma finalmente dal '44 vennero introdotte fino al 50% delle munizioni del tipo con spoletta di prossimità. La gittata era di 21.400 m, contraerei 14.935 m. L'alta velocità permetteva di perforare 76 mm a 8.690 m e 63 mm/11.900 m con le SAP, ma non c'era modo di perforare 51 mm di ponte corazzato a nessuna distanza. Alzo tra -5 a +70 gradi (non moltissimo), peso affusto 78,7 t per le corazzate, mentre stranamente i 'Dido' pesavano fino a 97,5 t. Alzo e brandeggio a 10 e 20 gradi al secondo.
 
 
I cannoni da 152 mm, lunghi 50 calibri, divennero presto delle armi efficaci per gli incrociatori. Il BL Mk XXII era nato per gli incrociatori G3 mai costruiti, ma poi venne usato sulle corazzate 'Nelson', anche come arma contraerei. Entrò in servizio nel '26. Pesava 8,992 kg e sparava 5 colpi (originariamente 7-8 erano richiesti) al minuto, ma è anche vero che durante la battaglia con la Bismarck la Rodney sparò con medie fino a 5,9 colpi al minuto, con un totale di 716 colpi in 150 salve. C'erano 135 CPBC, 15 HE e 24 TP per cannone sulle Rodney. Sparava proietitli da 45,36 kg a 23,590 m e il suo affusto era capace di alzi fino a 60 gradi, pesando 76,2 t.
 
Ma quest'arma, per quanto fosse la prima di tipo 'moderno' della Marina inglese, era lungi dall'essere moderna per gli standard della II G.M. Il vero cannone moderno della RN in tal calibro era il BL Mk XXIII, che aveva nondimento poca autonomazione e sacchetti per la carica di lancio. Inizialmente fece qualcosa di simile ad altri cannoni, con affusti ad alto angolo di tiro, per compiti contraerei, fino a che si lasciò perdere questa esigenza. In tutto vennero costruiti 469 esemplari.
 
In servizio dal 1933, pesava circa 7 ed era lungo circa 7,8 m, sparava tra i 5 e gli 8 colpi al minuto, con colpi da 50,8 kg a 841 msec, garantendo alla canna una vita di 1.100 colpi, molto più dei 200 a bordo per ciascun cannone. La gittata era di 23,3 km. Era possibile perforare 76 mm a 11.430 m, 51 mm a 20.120 m. Gli affusti pesavano fino a 185 t per i trinati, 92 per i binati. L'alzo inizialmente era al massimo 60 gradi, poi 45, con angoli con angolo di caricamento -5 e +12.5 gradi, ma possibilmente +5/+7 gradi.
 
I vari tipi di affusto erano responsabili del peso. L'Mk XXII dei 'Southampton' avevano appena 25,4 mm d'acciaio per 148 t, mentre il Gloucester aveva 100 mm anteriore e 51 posteriore, i 'Fiji' 51 mm frontale e tetto, per il resto 25 mm. Dunque, a parte i 'Gloucester' la torre non era protetta se non contro le schegge. Da ricordare che gli 'Edimbourg' dovevano avere addirittura torri quadrinate, poi rimpiazzate da trinate di tipo 'normale'. I motori usati per le torri trinate erano potenti fino a 114 hp, come nella Mk XXIII. Infine come non ricordare un nuovo interesse per il compito contraerei, il Mk XXIV, basato sull'MK XXII, con alzo fino a 60 gradi, ma doveva scontrarsi con lo spazio ridotto delle barbette.
 
Però, anche se non fece in tempo ad essere sviluppato per i 'Minotaur' (incrociatori cancellati alla fine della guerra) vi fu un cannone automatico da 152 mm, che per la prima volta nella Marina inglese aveva effettivamente cartucce complete e non a sacchetti. Fermato nel 1945, venne immesso in servizio solo attorno al 1950. Previsto (ottimisticamente) in tre torri trinate per la classe 'Neptune' (3), e in più realistiche torri binate per i Minotaur' (3 affusti) e poi (ma in sole due torri binate) per il 'Tiger' e il 'Blacke', con torri capaci di sparare con i suoi Mk XXVI al ritmo di 20 colpi al minuto, tanto che, con una direzione di tiro talmente valida da essere utilizzato anche nel settore contraerei, con un'effettiva capacità di fuoco grazie alla cadenza di tiro e alla direzione radar. Le granate erano da ben 58,9 kg mentre la gittata non era prevista particolarmente alta, 22.900 m circa.
 
 
Detto dei cannoni più potenti una curiosità sui cannoni da 40 mm delle mitragliere da 2 lbs Vickers, quelle chiamate 'pom-pom' per il lento cadenzare del tiro. Nati come miglioramento di una delle primissime armi automatiche di grosso calibro, nata ben prima della famosa paricalibro 'Bofors', la Vickers ebbe subito l'applicazione in affusti che ammontavano ad una vera torre da battaglia, con 8 cannoni in due file sovrapposte. Molto potente nel 1930, quando questi affusti apparvero, era nondimento alquanto obsoleta nel 1939, con proiettili con scarse capacità HE e bassa velocità -600 ms-, nondimeno ne vennero prodotte il doppio rispetto ai Bofors della RN, anche perché finalmente venne sistemato un nuovo proiettile ad alta velocità da 700 ms, che però non era compatibile con i vecchi cannoni; come i cannoni automatici da 152 mm di tanti anni dopo, anche questo affusto era complesso e necessitante di molta manutenzione, ma ne vennero costruiti 6.691 solo considerando quelli prodotti in Gran Bretagna, ma ve ne furono anche altri fatti in Canada per non dire delle armi giapponesi.
 
I pezzi da 40/39 mm Vickers vennero messi in servizio nel 1930 in impianti ottupli, ma quelli quadrupli, più adatti per i cacciatorpediniere, arrivarono nel 1936. I cannoni pesavano circa 260-386 kg a seconda dei tipi (i più pesanti erano ovviamente gli HV). Potevano sparare a circa 100 colpi al minuto per canna, i proiettili da 910 gr di cui 71 gr di HE, i colpi erano, per cannone, 750 per la HMS Warspite, 3.500 per i caccia 'Tribal', 1.800 per vari tipi di corazzate e 2.500 per le portaerei. I caricatori erano da 14 colpi in strisce, unibili fino a formare nastri da 140 colpi, molto se si considera che i Bofors ne avevano solo 'clip' da 4 l'uno. Il raggio era di 3.475 m, ma con le munizioni HV si arrivava a 4.500 m, 4.000 per il tiro antiereo. Gli affusti non pesavano poi molto: 1,1-1,8 t singola, 8,7-11,19 t quadrupla, 15-16 t ottupla. Alzo fino a 80 gradi, rotazione 15-40 gradi al secondo a seconda dei modelli (25 per i quadrupli), 25 al secondo di alzo per i sistemi motorizzati. Nell'insieme erano armi con le loro qualità di fuoco, anche se mancavano inizialmente di proiettili davvero efficaci; i traccianti e i proiettili ad alte prestazioni divennero diffusi solo con proseguire della guerra. Nell'insieme la loro sostituzione con i Bofors binati o singoli appena divennero disponibili fa capire quanto fossero obsoleti, anche se il vero risparmio fu nell'affusto, troppo complicato per questi impressionanti batterie di cannoni, rispetto alle quali però i Bofors facevano meglio, apparentemente, in un rapporto di circa 4:1. I Vickers furono comunque, assieme alle Oerlikon da 20 mm, i più vecchi cannoni-mitragliera antiaerei a partecipare (in quantità apprezzabili) alla guerra.
 
 
 
===Corazzate===
Detto dell'ammodernamento delle 'Warspite', sorvolando sull'ammodernamento del vecchio incrociatore da battaglia RENOWN (30.750 t, 242 m, 108.000 hp, 30 nodi, cintura 229 mm, ponti 51-102 mm, 6x381, 20x114mm, 8x533 mm) in moderna nave da scorta contraerei, dell'incrociatore da battaglia HOOD (la nave da battaglia più grande e forse la più prestigiosa del mondo nel '41, 262 m, 42.000 t, 8x381 mm, cintura 300 mm, affondata con 1515 vittime contro la BISMARCK), c'é da dire delle navi da battaglia 'Nelson', da appena 33.300-38.400 t, lunghe 216,4 m, larghe 32,4 m, con uno schema di protezione 'tutto o nulla', senza protezioni 'leggere' in zone non vitali; avevano cintura di 330-356 mm, ponti fino a 159 mm, torri da 406 mm; l'armamento di prua era di 3 torri trinate da 406 mm, a poppa c'erano 12 cannoni da 152 mm e 6 da 120 antiaerei, 2 impianti da 40 ottupli e 32 armi (in affusti quadrupli) da 12,7 mm, e due enormi lanciasiluri da 622 mm. Il tutto con appena 1.314 marinai e 44.000 hp per 23 nodi; erano navi nominalmente potenti, anche se troppo lente; era il prezzo per limitare entro le 35.000 t (obiettivo pienamente raggiunto) il dislocamento, anche se il motore era giusto al livello di quello di un caccia classe 'Tribal'.
 
[[Immagine:King_George_V_class_battleship_1945.jpg|400px|right|thumb|La K.G. V]]
 
Queste navi, prive di idrovolanti, erano degli anni '20; per l'epoca moderna servivano navi migliori, più veloci; con lo schema di protezione 'tutto o nulla', cannoni meno veloci ma più affidabili, anche se montati su affusti che affidabili non si dimostrarono; e cannoni da 133 mm in 8 impianti binati, potenti ma non molto adatti per la lotta antiaerei. Ne vennero costruite 5 di cui la P. of Whales fu quella più importante e famosa, nonché l'unica ad andare persa durante la guerra.
 
 
L'ultima serie di incrociatori da battaglia doveva avere i pezzi da 406 mm di nuova concezione, ma i 'Lion' non vennero mai completati né iniziati; piuttosto, dopo molti anni venne finalmente messa in servizio la moderna, ma con cannoni obsoleti, HMS Vanguard, che aveva i vecchi cannoni da 381 mm. Era l'ultima n.b. inglese, valida ma con armi e altri componenti obsoleti.
 
 
 
PRINCE of Whales:
*'''Dislocamento''': 38.000-43.350 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 227 m, larghezza 31,4 m, pescaggio 8,5 m
*'''Apparato motore''': 4 gruppi di turbine a vapore su 4 assi, 110.000 hp su 4 assi, velocità 28 nodi
*'''Equipaggio''': 1.422
*'''Corazzatura''': cintura 281-356 mm, ponti 127-152 mm, torri 305 mm
*'''Armamento''': 3 impiantida 356 mm, 8 binati da 133, 4 ottupli da 40 mm, 16 da 12,7 mm; due idro Walrus
 
 
 
Quanto ai cannoni delle navi da battaglia, non c'é dubbio che il migliore messo in campo fu il vecchio Mk I da 381/42 mm, usato essenzialmente dalle navi classe 'Warspite', 'R' e 'Renown'. La sua affidabilità e la sua capacità di perforare, con le sue granate da circa 880 kg, spessi ponti corazzati, lo rendeva un'arma ancora efficace, specie dopo che le torri vennero modificate per sparare ad alzi di 30 gradi (circa 29 km) anziché i 20 originari (21 km), così da ottenere il centro sulla G.Cesare a quasi 24 km, il massimo ottenuto da una nave da battaglia in azioni reali.
 
 
Quanto ai cannoni di nuovo tipo, gli incrociatori da battaglia 'Lion' avrebbero dovuto riprendere un pò il concetto delle navi studiate tra la fine della I GM e gli anni '20, prima dei vari trattati sulla limitazione degli armamenti. I cannoni da 406 mm e 45 calibri Mk II, III e IV, erano gli ultimi studiati per la Marina britannica, e 5 cannoni vennero davvero costruiti. Erano armi intese sopratutto per l'accuratezza e l'ottimale traiettoria balistica, piuttosto che per la gittata massima e altre prestazioni 'brute'. Da notare che la RN in effetti non aveva, a differenza dell'Esercito, cannoni veramente 'caldi' quanto a prestazioni, ma tendeva a risparmiarli perché operando in giro per il mondo, usare cannoni troppo propensi a logorarsi avrebbe causato problemi in azioni prolungate di fuoco e di guerra. Il solo tubo A, quello interno, pesava ben 64 t. Con vari test e versioni proposte, essi erano stati portati avanti fino al '48, quando tutto finì: la stessa corazzata 'Vanguard' non ebbe cannoni di nuovo tipo ma ancora i vecchi '381'. Quanto ai supercannoni da 406 mm di ultima generazione, va ricordato che pesavano 120,656 kg per una lunghezza di 18,880 m, tiravano proiettili AP da 1080 kg ed HE da 929, con vita utile di 350 colpi, 100 colpi per cannone (magazzini delle navi), v.iniziale di 747 msec, 792 AP; la carica era in sacchetti di ben 235,9 kg. Il raggio era di 4.570 m a 2,5 gradi, 37.090 m a 40 gradi, usando la granata AP; questo almeno stando ai dati di un'arma che peraltro è rimasta solo allo stadio sperimentale, nemmeno posta in servizio come artiglieria costiera. La perforazione era di 737 mm a 0 m, 257 a 32.004 m, le torri trinate sarebbero pesate 1.626 t l'una, con alzo fino a 40 gradi.
 
 
Il vero cannone da 406 mm della RN rimase così il pezzo delle 'Nelson', ben noto per l'alta velocità, il proiettile piuttosto leggero e la scarsa efficienza, tanto che non riuscì a scalzare mai dal suo trono il vecchio '381 mm.
 
Concepiti per il compito di fuoco dagli incrociatori 'G3', finirono poi sulle due 'Nelson', nella loro disposizione con tutte le torri a prua. Erano armi concepite per avere la massima capacità di perforazione, ma diedero luogo a numerosi problemi d'affidabilità che richiesero anni per essere corretti, ma mai del tutto eliminati. La durata e l'affidabilità rimasero quindi peggiori dei 381 mm, e la cosa non era di poco conto, non ripagata dalla gittata e penetrazione leggermente superiori. In ogni caso rimasero molto migliori dei cannoni delle 'King George V' nella battaglia contro la Bismarck, dove si dimostrarono decisamente più affidabili e letali. Peso 110 t, cadenza di tiro di circa 2 colpi al minuto, e spesso anche soltanto uno, colpi da 929 kg HE e AP, con cariche di TNT per i secondi di 23,2 kg, di lancio 225,9 kg di MD45 per 788 m.sec (inizialmente erano oltre 820, ma c'era troppo logorio dell'anima), gittata di 34.750 m, poi con munizioni migliorate anche oltre 38 km. Dipendeva dalla rigatura e dalle munizioni, e dev'essere stato difficile capire dove andavano quei proiettili sparati in contesti in cui potevano cadere, a diciamo 4 km l'uno dall'altro.. la penetrazione era di 366 mm a 13.716 m, ma già a 18.288 scendeva a soli 310 mm, meno delle cinture delle navi da battaglia moderne; per perforare un ponte di almeno 99 mm c'era da aspettare fino a 22.860 m, il che significa che una nave con 320 mm di cintura e 100 di ponte era invulnerabile tra i 18 e i 21 km, sotto lo era solo ai colpi sulla cintura, sopra a quelli del ponte, a meno che questo non fosse appoggiato dal solito ponte corazzato di coperta. Gli affusti pesavano 1.503,7 t e diedero origine a innumerevoli problemi di messa a punto, che risparmio al lettore per brevità. Al dunque le due 'Nelson', le uniche n.b. inglesi degli anni '20, potevano essere navi potenti a prima vista: ma se erano ben protette, l'armamento lasciava a desiderare e la velocità di appena 23 nodi era davvero bassa, con appena 45.000 hp del resto non c'era modo di fare di meglio, a tutto vantaggio se non altro dell'economia di gestione.
 
 
I cannoni da 381 mm Mk II erano invece pezzi da 45 calibri, pensati in caso le 'King George V' fossero state costruite a mò di 'Littorio', con tre torri trinate da 381 mm. Sarebbe stata una signora corazzata, perché questi cannoni, anche se non moderni come i pezzi delle navi Europee, erano
pur sempre validi, e pesavano anche 3 t in meno dei tipi più vecchi. La loro massa era di 98,6 t e tiravano 2 proiettili al minuto AP da 879 kg fino a 35.800 m a 40 gradi, perforando 356 mm a 15.730 m. Questo almeno come calcoli teorici.
 
 
Da notare che i cannoni dell'ultima corazzata inglese, la VANGUARD, erano vecchie torri prelevate da unità trasformate in portaerei, un armamento obsoleto per una nave comunque moderna per quasi tutto il resto. I cannoni erano i soliti Mk 1 da 381/42 mm. Parlando di questi cannoni, giova ricordare che essi erano capaci di perforare circa 350 mm a distanze di poco superiori ai 10 km, ma i dati sono molto confusi sulle loro capacità, specie per i vari tipi di munizioni. Quel che è certo, è che si dimostrarono, nel primo dopoguerra, capaci di perforare con una certa affidabilità la pur robustissima corazzata BADEN tedesca, in una serie di test. Per aumentarne la gittata, limitata a circa 21 km, furono modificate le torrette per aumentare l'alzo da 20 a 30 gradi, che consentiva di salire a 26 km; poi vennero adottati anche proiettili aerodinamici, che potevano alzare il raggio fino a 29 km; purtroppo non tutti i cannoni potevano usarli, e per colmo di sventura solo quelli con alzo modificato erano in grado di accogliere queste munizioni più lunghe. Infine da ricordare la presenza della 'supercarica' da 222 anziché 196 kg, che però consumava rapidamente la canna, e che sulle navi non venne usata. Così da un lato le poche corazzate (tra cui la Warspite) già modificate all'inizio della guerra, avevano cannoni all'altezza della situazione di precisione pratica, dall'altro c'erano la maggior parte delle corazzate che se pur armate pesantemente erano superate in raggio persino dagli incrociatori leggeri moderni, dato che questi avevano raddoppiato il raggio di tiro rispetto agli standard della I GM.
 
 
Per le corazzate moderne, invece c'erano gli Mk VII, un mezzo passo indietro rispetto ai cannoni da 406 mm delle Nelson, e accettati in ossequio ai trattati navali che impedivano cannoni oltre i 356 mm, il che tagliò 'le gambe' alla configurazione più gettonata, quella con tre cannoni da 381 mm per le 'King George V'. La velocità iniziale era però piuttosto bassa per gli standard della II GM, e la capacità perforante non sufficiente; nonostante i 10 cannoni, che erano i più numerosi, le pur ben protette corazzate inglesi furono le meno armate della II GM tra quelle di nuova costruzione, superiori solo agli incrociatori da battaglia 'Scharnorst'. Del resto, originariamente si era pensato a 12 cannoni, ma le ottocento tonnellate di differenza tra una torre quadrinata e una binata fecero molto comodo per migliorare la protezione, così ebbero una torre binata e due quadrinate. IL cannone derivava da un'arma sperimentale da 305 mm, ma se questo era, nei suoi limiti, un'arma accurata e precisa, l'affidabilità degli affusti quadrinati lasciava molto a desiderare, tanto che ancora nel 1943, nella battaglia con la Scharnorst la Duke of York sparò a non più del 70% della sua potenzialità: e per allora la maggior parte dei problemi erano stati risolti. Del resto la debolezza dei cannoni non impedì di colpire la Bismarck sotto il galleggiamento causandole problemi e danni non indifferenti, l'inizio della sua distruzione a tutti gli effetti. Come altri cannoni, due di questi vennero messi come artiglierie costiere.
 
Progettato nel 1937, in servizio nel 1940, era un cannone pesante 80,26 t, tirava 2 colpi al minuto, i proiettili erano lunghi 156 cm e pesanti 721 kg per una velocità iniziale di 732 msec; il cannone aveva 340 colpi di vita, i proiettili erano 100 per cannone, la gittata arrivava a 35.260 m alla massima elevazione, ma come artiglieria costiera poteva fare anche 46.630 m. Il tempo di volo a 18 km era di 32 secondi,a 33 di oltre 80. La perforazione era di 396 mm a 9.144 m per le cinture, 29 mm per il ponte; a 22.860 m arrivava solo a 285 mm e a 102 mm rispettivamente, anche se i dati variano, obiettivamente una cintura corazzata da 350 mm era perforabile solo a circa 14 km nel migliore dei casi, e un ponte da 100 mm a circa 25. Nel mezzo, una corazzata con protezioni analoghe in teoria non doveva temere nulla di grave, anche se poi si è visto che le cose non stavano proprio così con i sensibili danni avuti dalla Bismarck. In ogni caso, non era certo così che si poteva superare le capacità delle navi avversarie che potevano perforare 350 mm ad oltre 20 km (e con questo colpire anche le K.G.V.) stando a distanze ben più confortevoli, anche se come perforazione di ponti orizzontali non erano migliori.
 
Gli affusti pesavano 900,5 o (quadrinato) 1.557 t. Erano complessi, dato che avevano oltre 3.000 parti in movimento. I telemetri incorporati in ogni torre erano da 12,5 m e 9,1 a seconda del modello di torre. Nonostante la maggiore affidabilità e precisione rispetto al 406 mm, i dieci cannoni della K G V spararono 'solo' 339 colpi contro i 380 tirati dai 9 406 mm della Rodney. Ad un certo punto 5 cannoni su 10 erano fuori uso, inclusi quelli della meno complicata torre B (binata).
 
 
 
 
===Sommergibili===
La Gran Bretagna non ha fatto, durante la guerra, innovazioni particolari al riguardo delle unità subacquee. Vanno però ricordate, almeno come efficienza, le classi di sommergibili 'U' e 'V' costiere, 'S' a media crociera e 'T' oceaniche.
 
Le prime erano originariamente derivate dalle leggermente più piccole 'H', ed erano intese solo come unità bersaglio disarmate. Che destino ironico, se si pensa che poi diverranno le unità subacquee di maggior rendimento della RN, specie in Mediterraneo, dove operavano sommergibili leggendari come l'HMS Ulpholder di Wanklyn, che come il DA VINCI, affondò circa 100.000 t di naviglio, solo che lo fece per lo più immerso, con convogli fortemente scortati, e che per giunta lo fece con il suo debole armamento.
 
Le dimensioni degli 'V' erano: 62,79x4,88x4,72 m, 670/740 t, 37 uomini, 2 motori da 800 hp diesel + 2 elettrici da 750 hp, 12,5/9 nodi, autonomia 8715/10 nodi e 113/7 nodi; cannone da 76 e 4 tls da 533 mm con 8 siluri; la quota operativa massima era di 61 m.
 
 
Ne vennero ordinate 46, più 33 (ma solo 21 consegnate) del migliorato 'V', che aveva maggiore autonomia e l'armamento del tutto incluso dentro lo scafo resistente a prua, profondità operativa massima aumentata a 91 m. Nonostante le loro limitazioni, essi erano in grado di operare bene e con ridotte perdite in mari ristretti come il Mediterraneo,dove colsero molti più successi dei grossi battelli oceanici, specie operando da Malta, subendo peraltro anche 19 perdite complessive, tutte a carico degli 'U'. L'Ulpoldher tra l'altro affondò il smg 'Tricheco', un caccia, danneggiò l'incrociatore 'Garibaldi' con due siluri ma senza affondarlo (con non poca fortuna per quest'ultimo, gli Mk VIII non perdonavano, come si vide poi con il Belgrano), ben 3 transatlantici usati per il trasporto truppe tra cui particolarmente tragico fu il caso del Conte Rosso (oltre 1.500 vittime). Anche l'Ulpholder venne affondato verso la fine del 1942 dalla torpediniera Pegaso.
 
Gli 'S' erano invece smg a media crociera, e anche se il progetto era del 1928, si trattò di unità moderne, prodotte in 62 unità, dislocanti come intendimenti iniziali 600 t, poi aumentati a 620 nel 1931-33, 670 e finalmente per la produzione bellica (50 dal '41); le perdite furono di 8 su 12 prebelliche e solo 4 belliche.
 
Le caratteristiche: 66,14x 7,16x 3,2 m, 660/990 t, 44 uomini, 2 motori da 1.900 hp diesel + 2 elettrici da 1.300 hp, 15/9 nodi, autonomia 13.879/10 nodi; cannone da 102 e 6 tls da 533 mm con 12 siluri
 
 
I grandi 'T' erano invece unità oceaniche, ben 54 realizzate tra il 1937 e il 1945. L'autonomia richiesta era di ben 42 giorni, avevano potenza motrice ridotta dato che il limite era stato posto a 1.000 t in superficie, poi vennero aumentate; i motori diesel erano di bassa potenza, ma la potenza di fuoco frontale era notevolissima con 6 tls frontali e altri 2 fuori dello scafo resistente, come sugli 'U', e due al centro. In seguito i siluri centrali vennero spostati a poppa, mentre alcune casse compenso vennero trasformate in casse combustibile, cosa pericolosa ma che aumentava l'autonomia, anche oltre il limite delle provviste di bordo. Ben 15 andarono perduti tra quelli prebellici, per lo più nel Mediterraneo, dove furono distrutti 39 battelli britannici nel loro complesso; mentre solo uno di quelli prodotti in guerra fece la stessa fine.
 
Le dimensioni degli 'T' erano: 83,82x8,1x4,5 m, 1325/1570 t, 56 o (secondo gruppo) 61 uomini, 2 motori da 2500 hp diesel + 2 elettrici da 1450 hp, 15,25/9 nodi, autonomia 20.382/10 nodi; cannone da 101 e 10 tls da 533 mm con 8 siluri;
 
 
Unità del tutto diverse erano gli 'X', minisommergibili di forma tozza, usati per attacchi al naviglio ormeggiato; solo nel '42 la RN arrivò a decidersi in merito per attaccare le grandi navi tedesche ormeggiate in Norvegia, in sicuri fiordi. I battelli 'X' erano da 15,62 m, 27/29,5 t, larghi 1,75 m, pescaggio 2,26, derivati da un progetto di una ditta privata. Erano i primi 3 battelli, poi seguiranno altri 6 di serie. L'armamento era non di due siluri, ma di due cariche da ben 2.000 kg l'una, da posare sul fondo o sospese sotto la chiglia della nave, tramite uno dei 4 uomini d'equipaggio, un sommozzatore che guidava il posizionamento. Anche se dotati di un'autonomia di 2.776 km a 4 nodi (motore diesel da 42 hp), in genere venivano rimorchiati da altri sommergibili in crociere di superficie, poi proseguivano (motore elettrico da 30 hp, 5 nodi immerso, autonomia 148 km a 2 nodi) in attacco subacqueo. In seguito arrivarono gli 'XE' leggermente più grandi con aria condizionata perché da usarsi inEstremo Oriente; 11 su 12 ordinati vennero costruiti e di questi 1 andò perso. I risultati furono discreti: ma per attaccare e danneggiare la TIRPIZ andarono persi 6 minisommergibili e 10 uomini, praticamente tutta la flotta europea, di cui due in transito; in Estremo Oriente, nello stretto di Johore, un minisommergibiile XE affondò il potente incrociatore Atago, in acque basse al punto che con la marea rischiò di restare incastrato a sua volta sotto la chiglia della nave minata.
 
 
 
 
 
===Portaerei===
La Gran Bretagna ha iniziato con l'HMS Argus l'era della portaerei. Per quanto strano possa sembrare, questa nave del 1917 era in realtà italiana, nel senso che si trattava della nave passeggeri 'Conte Rosso', ancora in costruzione. Aveva bordo libero notevole e adatta per dimensioni ad ospitare un grande ponte di volo, con adeguata velocità, insomma un transatlantico di per sè aveva le caratteristiche utili per farne una portaerei, in questo caso da 172 m e 15.000 t. Opererà fino al 1944, poi venne demolita nel '47. Seguirono la HMS Furious, conversione dell'incrociatore da battaglia 'leggero' pensato dall'Ammiraglio Fisher (un cannone a prua e a poppa da 457 mm, corazzatura da 76 mm); la ex-corazzata HMS Eagle, anch'essa in costruzione al momento della decisione di farne una portaerei, stavolta per i Cileni (Cochrane, tipo 'Iron Duke'); poi seguì la simile per prestazioni HERMES (1923), che però era la prima nave nata proprio come portaerei e non frutto di trasformazioni, ma portava solo 20 aerei a 25 nodi teorici; COURAGEUS e GLORIOUS, compagne della Furious ma impostate con due cannoni da 381 a prua e a poppa, convertite a loro volta in valide portaerei veloci. Quasi tutte queste navi andarono perdute, eccetto l'Argus e la Furious. Non ebbe migliore sorte nemmeno l'ARK ROYAL, indubbiamente la migliore portaerei inglese nel 1939. Essa aveva doppio hangar per circa 60 aerei; dotata di una cintura corazzata da 114 mm, 38 mm di paratia interna, 89 sul ponte hangar inferiore, essa era molto migliore delle altre (la Furious aveva 76 mm di cintura, 38 mm di paratia interna e 25 mm sul ponte hangar inferiore); l'Ark Royal aveva 4.600 t di carburante, motori per 102.000 hp e 31 nodi, autonomia 7.600 mn a 20 nodi, 450.000 l per carburante aerei,stazzava 24-27.000 t ed era lunga 243,8 m, 216,4 al galleggiamento. Il suo armamento comprendeva 16 cannoni da 114 mm, la costruzione era molto accurata ed era una bella nave, ma nel settembre 1941 venne perduta per un unico siluro che causò vie d'acqua progressive, che la fecero perdere a pochi km da Gibilterra, nonostante la sua robusta protezione. Quello che non funzionò erano i generatori elettrici (2.400 kW) dentro i cui locali entrò acqua mettendoli fuori uso le pompe di sentina e poi inclinando la nave fino a farla rovesciare. Per dare un'idea delle sue possibilità, il carico di carburante va confrontato con i 160.000 l delle 'Courageous' precedenti, di dimensioni analoghe (per non dire dei 35.000 della Eagle); l'hangar leggermente maggiore, sempre ripartito su due piani, per 5.686 m2 contro 5.092, ma la nave portava quasi il doppio degli aerei.
 
L'ARK ROYAL aveva insomma molte caratteristiche desiderabili, era veloce, aveva molto spazio per gli aerei e molte riserve d'armamento e carburante, il suo armamento era efficace contro gli attacchi aerei e l'autonomia era superiore a quanto era precedentemente disponibile (che al meglio era circa 3.400 miglia a 24 nodi). La cosa era tuttavia problematica da replicare in numero elevato e sopratutto si volle una portaerei di maggiori capacità quanto a resistenza ai danni, forse non sbagliando visto che di fatto non si avranno più perdite di grandi portaerei inglesi durante la guerra. Ma c'era un prezzo: o un grande dislocamento, o piccole capacità offensive. Così venne scelta la seconda delle possibilità, sennò ci sarebbero volute portaerei da oltre 30.000 t.
 
Con un aspetto meno imponente e minore bordo libero, data la forzata rinuncia ad un hangar, le famose 'Illostrious' erano navi da 30 nodi pur se con 110.000 hp, e con appena 230.000 l di carburante, anche se le 4.850 t di nafta le davano 8.800 miglia a 20 nodi. Era strano se si considera la modesta capacità offensiva, che era limitata a circa 40-45 aerei. La ragione dell'involuzione era data dall'adozione di un ponte corazzato da 76 mm, a cui si aggiungeva la più discutibile esistenza di pareti dell'hangar (che era del tipo 'chiuso', quindi a 'scatola', solido ma meno capiente del tipo 'aperto) spesse ben 114 mm, raccordate con la cintura corazzata che fin sotto il galleggiamento portava sempre questo spessore di 114 mm. Inoltre c'erano 38 mm di parete interna, 25 mm per il ponte corazzato dell'hangar, che fuori dalle pareti continuava con 63 mm per evitare colpi che cadessero tra le pareti e la cintura, dirette verso i locali macchine; 38 mm invece era nel settore esterno del ponte di volo, quello fuori dalla zona centrale tra i due elevatori, che per la cronaca, non erano protetti. I locali motori erano su tre assi, con caldaie e turbine alternate, e paratia longitudinale che tuttavia poteva essere un problema se c'erano allagamenti su di un solo lato, per la stabilità. L'armamento rimaneva sui pezzi da 114 mm, sistemati in basse torrette a lato del ponte di volo, i cui tetti erano a filo dello stesso.
 
Le caratteristiche erano queste:
 
*'''Dislocamento''': 23.000-25.500 t
*'''Dimensioni''': lunghezza 229,7 m, larghezza 29,2 m, pescaggio 7,3 m
*'''Apparato motore''': 3 gruppi di turbine a vapore su 3 assi, 110.000 hp su 3 assi, velocità 31 nodi; autonomia 8.800 nm a 20 nodi
*'''Equipaggio''': 1.400
*'''Corazzatura''': cintura 114 mm, ponti 25-76 mm, *'''Armamento''': 8 binati da 114 mm, 6 da 8 canne da 40 mm, 8 da 20 mm singoli
 
L'armamento era adeguato, ma queste 'portaerei corazzate' erano importanti sopratutto per la loro capacità di resistere. Varate le prime 3 navi nel '39, di cui almeno l'Illustrious in servizio dal '40 (vedi Taranto), si pensò poi che la loro capacità operativa era troppo sacrificata dal ritorno ad un solo ponte, e allora la quarta unità, la INDOMITABLE venne costruita con un piccolo hangar di appena 968 m di 51,2x18,9 m, oltre a quello da 139,6x18,9 m delle altre navi. In tutto, se si somma anche la saggia riduzione del carburante a 4.500 t con l'aumento della benzina avio a 345.000 l, il risultato era migliore; si pagava con la riduzione a 'sole' 8.200 miglia a 20 nodi di autonomia (per via dell'aumento anche del dislocamento) e alla riduzione fortissima degli spessori della peraltro discutibile corazza laterale, che calava a 38 mm, praticamente in funzione antischegge più che altro (pur sempre molto utile a causa dei tanti colpi andati 'vicini' al bersaglio). Queste navi riuscirono, nonostante la loro limitata capacità, ad operare con continuità senza gravi danni: a Malta nel gennaio del '41 la Illustrious sopravvisse a danni enormi, sebbene il ponte corazzato venne perforato da una delle bombe che la colpirono; forse il fatto stesso che non c'era molto carburante e bombe a bordo furono d'aiuto, sta di fatto che nemmeno in Giappone i Kamikaze riuscirono a metterle fuori uso, al contrario delle navi americane. Forse il miglior compromesso era quello della quarta unità, quanto a capacità difensive e offensive: sulla USS Franklyn uno degli attacchi giapponesi (convenzionali) causò 724 vittime, dato che il ponte di volo era fatto solo di legno di quercia da 20 cm. Le unità andarono in disarmo tra il 1955 e il 1969 (Formidable), eccetto proprio la Indomitable che venne ritirata già nel '53.
 
 
Le navi inglesi successive erano la classe 'Implacable', simile a quelle precedenti, vennero impostate nel 1939 ma in servizio solo nel '42 e '44. Esse erano navi da 29.500-32.100 t e 233 m, con turbine per 150.000 hp su 4 assi, 6.800 nm a 20 nodi (4.500 t di carburante), 430.000 l di carburante avio, e come impostazione, più simili alla Ark Royal e alla Indomitable. Grazie all'altezza ridotta dell'hangar inferiore, era possibile ridurre i problemi di baricento e quindi aumentare la protezione laterale a 51 mm, come anche quella del ponte hangar inferiore a 38 mm. La superficie complessiva era maggiore,anche se l'altezza degli hangar calava,anche nel caso di quello inferiore, a 4,26 m, pochi per gli aerei più grossi. I motori più potenti consentivano di aumentare la velocità a 32 nodi e collaborare meglio con le portaerei USA, anche se nell'Estremo Oriente le portaerei britanniche combatterono (dal '44) una guerra già vinta e la cui presenza non era da tutti ben accetta, essendo solo politiche le ragioni della costituzione di una potente squadra di portaerei a cose già fatte (liberate dagli impegni in Europa).
 
 
Non va dimenticata la HMS Unicorn, che nel '38 venne messa in bilancio come nave officina per aerei; varata nel '41 essa aveva anche la possibilità di essere usata come portaerei leggera con 35 velivoli. Il suo debutto fu importante, nello sbarco a Salerno come nave aggregata ad una forza di portaerei leggere. In tale occasione oltre 40 Seafire (il 2% del totale prodotto) andarono persi nei primi 4 giorni per incidenti, data la ridotta velocità delle CVE e l'assenza di vento che rendevano problematico l'avvicinamento degli aerei sul ponte di volo o il loro stesso decollo. La Unicorn aveva 6 nodi in più (24) e un ampio ponte di volo, per cui limitò i danni della forza britannica, fino a che la conquista di una base a terra non mise fine allo stillicidio. Anche nel '44 di fatto la UNICORN operò, in Estremo Oriente, come protaerei leggera. Da notare che essa, nave da 195 m per 14.750 t standard, si discostava decisamente dalle portaerei di squadra inglesi: non aveva nessuna corazza. Per il resto aveva 4 impianti binati da 114 e varie armi leggere da 20 e 40 mm (in impianti ottupli), motore da cacciatorpediniere, appena 40.000 hp. Non bastando questa nave, anche due delle nuove 'Colossus', la HMS Perseus e la Pioneer, vennero convertite allo scopo, ma solo la seconda entrò in azione per tempo. Nel dopoguerra il loro ruolo non fu necessario dato il piccolo numero di portaerei previste, tanto che vennero radiate entro il 1958. Erano navi da 211,8 m, 13.300 t standard, 25 nodi (42.000 hp su 2 assi), corazza leggera.
 
La classe 'Colossus' non si esauriva certo a queste due unità. Visto che le navi inglesi di scorta erano limitate, e quelle di squadra poche, si pensò a navi intermedie, le portaerei leggere della classe 'Colossus'. Erano navi da 15.500-18.100 t, 200 m al galleggiamento e 211,8 di lunghezza massima, 24 nodi, 40.000 hp; l'autonomia era di 7.300 nm a 18 nodi anche con sole 3.100 t di nafta, mentre il carburante era di 440.000 l e la superficie hangar di 2.136 m2. La capoclasse venne varata nel '42 e poi vanduta nell'agosto del '46 come Arromanches alla marina francese (anzi, inizialmente era solo stata data in prestito per 5 anni). Le 'Colossus' erano essenzialmente navi in scala ridotta delle 'Illustrious', con armi ridotte, corazza pressoché inesistente, motori simili a quelli degli incrociatori brinanncii ma con diversa collocazione delle macchine e caldaie, sfalsate tra di loro anziché tutte insieme con rischio di KO totale per un singolo colpo. In tutto ne vennero realizzate ben 10, incluse le due navi officina di cui sopra. Altre unità vennero comprate da Argentina, Olanda, Brasile,Australia. Solo 4 rimasero con la RN, di cui l'ultima venne radiata nel 1981-82. Inizialmente avevano ben 24 cannoni da 40 mm (forse erano ancora i 'pom-pom') e 60 da 20 mm; poi ridotti a 17 da 40 mm Bofors, e sulle navi manutenzione aerei 16 impianti binati da 40 e 2 da 20 mm, poi da 40 mm (questo almeno in tempo postbellico).
 
Queste navi non erano le sole, infatti altre 8 portaerei vennero impostate con caratteristiche migliorate, la classe 'Hermes', ma solo 3 vennero realizzate, due delle quali (Albion e Bulwark) modificate poi in portaelicotteri. Tra l'altro ebbero anche il ponte angolato a 5 gradi, innovazione britannica del settore e presto copiata; consentiva di far decollare e atterrare gli aerei contemporaneamente. Erano navi da 22-27.000 t, 224,64 m, 1.390 marinai, motori da 78.000 hp su due assi e 29,5 nodi, 2 cannoni sestupli da 40 mm Bofors, oltre a 8 binati e 4 singoli; 42-49 aerei, vari radar di scoperta aerea, navigazione e controllo tiro.
 
Per le portaerei più grandi era previsto invece il progetto 'Implacable migliorata'.Una, la AUDACIOUS, venne ribattezzata EAGLE e poi completata nel '51, l'altra, la ARK ROYAL, nel '55 su progetto del tutto diverso e più moderno. Esse erano le uniche due completate della classe di 4 prevista; la lunghezza della prima era di 247,4 m, larghezza 34, ponte di volo 52,1 m; motori da 152.000 hp su 4 assi per 31,5 nodi, e dislocamento di 44.100 t standard, 45.100 a pieno carico. Erano chiaramente navi corazzate (la Ark Royal venne completata con lunghezza portata a ben 276 m ma con dislocamento analogo, presumibilmente perché privata delle corazze) dato che il loro dislocamento era analogo alle 'Midway' da 298 m, l'espressione finale dell'evoluzione della portaerei classica britannica, ma non apparvero se non nel decennio successivo; la Gran Bretagna aveva troppi problemi da affrontare nel dopoguerra per costruire ancora grandi navi.
 
===Note===