Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Malaysia: differenze tra le versioni

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La '''[[w:Malaysia|Malaysia]]''' è una nazione di recente costituzione (settembre 1963, nata come Federazione Malese) e così le F.A. britanniche, che erano i protettori del territorio, cedettero il grosso dell'equipaggiamento ai malesi. Ma col passare del tempo, con la necessità di ammodernare i propri arsenali si è guardato più lontano, verso altri venditori. Le principali operazioni militari sono state quelle contro gruppi di guerriglieri comunisti al confine thailandese e nella zona di frontiera con Sarawak, Sabah e l'Indonesia.
 
Qui intervenne anche la Gran Bretagna con l''''Operazione Firedog''', con una lunga e sanguinosa campagna contro le infiltrazione delle forze indonesiane. Questa guerra fu vinta e in essa avvennero anche eventi di notevole interesse tecnico: il finale della 'carriera' dei vecchi aerei inglesi ad elica, inclusi alcuni poco noti e decisamente rari, come il Bristol Brigad e il D.H. Hornet, l'esordio dei nuovi come il Gloster Javelin e al contempo, quello dei [[w:C-130|C-130]] Hercules indonesiani, che facevano il paio con i vecchi P-51 Mustang. Nessuno di questi venne abbattuto dai caccia inglesi nelle loro scorrerie, ma i grossi e pesanti Javelin riuscirono ad intercettare un C-130 e a farlo cadere a terra durante le sue manovre evasive. Questa fu la prima delle non molte vittorie ai danni di un Hercules. Per ripeterla, gli Inglesi aspettarono la guerra delle Falkands con i Sea Harrier. In ogni caso, aspetti tecnici a parte, si trattò di una guerra feroce a terra in cui le azioni d'attacco e di infiltrazione furono ampie e con il coinvolgimento delle popolazioni civili. Gli Inglesi giocarono meglio la delicata partita che in gergo militare si chiama 'cuori e menti' e dopo anni di guerra ebbero la meglio sulle infiltrazioni indonesiane. La trattazione esaustiva di questa guerra, che coinvolse anche gli australiani, si terrà in un'altra, apposita pagina tanto essa appare importante e complessa. In tutti i casi, dopo 12 anni di guerra, nel '60 l'Operazione Firedog venne dichiarata conclusa.
 
In ogni caso, aspetti tecnici a parte, si trattò di una guerra feroce a terra in cui le azioni d'attacco e di infiltrazione furono ampie e con il coinvolgimento delle popolazioni civili. Gli Inglesi giocarono meglio la delicata partita che in gergo militare si chiama 'cuori e menti' e dopo anni di guerra ebbero la meglio sulle infiltrazioni indonesiane. La trattazione esaustiva di questa guerra, che coinvolse anche gli australiani, si terrà in un'altra, apposita pagina tanto essa appare importante e complessa. In tutti i casi, dopo 12 anni di guerra, nel '60 l'Operazione Firedog venne dichiarata conclusa.
 
Dopo di allora, la Malaysia ha conosciuto un progresso notevole e di recente è diventata una nazione di notevoli risorse economiche, anche concretizzate in programmi di riarmo di notevole valore, come testimoniano gli acquisti di aerei quali i MiG-29N e gli F-18. Prima ancora c'erano state compere sofisticate come quelle di navi moderne e di addestratori basici-intermedi quali gli MB.339.
 
Quanto alle forze di riserva terrestri, vi era un vasto campionario rispondente alle varie branche delle forze di sicurezza.
L'esercito aveva 60.000 riservisti, 45.000 per la difesa del territorio e 15.000 per il corpo di Difesa locale. Sempre in termini di difesa del territorio, i 21 battaglioni della polizia aerano supportati da 89 reparti minori di cui 31003.100 per l'unità di sicurezza di zona, che era in sostanza la Guardia Nazionale, 1200 guardie di frontiera a Sabah e Sarawak. Questi erano tutti uomini con ruoli anche paramilitari, che si aggiungevano all'organizzazione chimata '''RELA''', o Corpo Popolare dei Volontari, forte di ben 250.000 effettivi.
 
[[Immagine:Roundel_of_the_Royal_Malaysian_Air_Force.svg|160px|left|]]
L''''aeronautica''' malese (Tendara Udara Diraja Malaysia, nella definizione internazionale Royal Malaysian Air Force) era piuttosto modesta, ma contava nondimeno 13.000 uomini con due regioni aeree e un comando di supporto.
 
La '''Marina''' era forte di 11.000 uomini con un programma di ammodernamento recente, sopratutto per la presenza di due fregate Type 1500 con missili MM.38 Exocet in fase di consegna. Per il resto v'erano anche una fregata classe 'Yarrow', la Rahmat, e la x-brigannica ''Hang Tuah'' della Classe 'Type 41/61'.
 
Le forze leggere erano: 4 motocannoniere 'Spica-M' con missili MM.38 e altre 4 con i più moderni MM.40 già commissionate, 4 motocannoniere 'Perdana' con missili MM.38, 6 navi d'attacco veloce 'Jerong' che avevano solo cannoni Bofors (da 57 mm e da 40 mm), 22 battelli da pattugliamento 'Kedah', Sabah', Kris', tutti piuttosto grandi e con cannone Bofors da 40 mm.
 
Un'innovazione piuttosto imprevedibile era stata, per la modesta marina malese, il contratto per 4 moderni 'Lerici' italiani in vetroresina, equipaggiati con veicoli subacquei PAP-104. Sostituivano i vecchi e numerosi 'Ton' britannici, ma in ogni caso non c'erano molte minacce potenziali per la federazione malese quanto a mine.
Infine le '''forze di polizia''': anzitutto v'erano navi costruite nella Corea del Sud da 1.300 t per pattugliamento marittimo con altre due in programma, praticamente equivalendo le navi principali della Marina, e tutte capaci di ospitare elicotteri S-61, poi v'erano 15 pattugliatori classe 'PZ' con Bofors da 40 mm, 36 navi pattuglia piccole che abbastanza logicamente avevano cannoni Oerlikon da 20 mm e mitraglitrici da 7,62 mm, alcune navi leggere erano infine presenti per la dogana, con 6 grandi e una media. Come si vede il controllo delle coste, naturalmente, era il compito principale per gli interessi malesi sul mare: pirati, pescatori di frodo, trafficanti erano il problema sostanziale, ben più di eventuali confronti con le Marine confinanti.
 
Quindi all'epoca in termini di personale vi erano complessivamente: 100.500+60.000 dell'esercito, 45.000+15.000+3.100+1.200 per la difesa territoriale, 250.000 paramilitari, 12.000 poliziotti, 13.000+600 aeronautica, 11.000+600 marina. In tutto oltre 500.000 effettivi, anche se solo un quarto erano definibili come militari in servizio attivo, con una forza di circa 1.000 corazzati e 200 apparecchi. Insomma si trattava di forze leggere, per lo più attinenti alla difesa del territorio e controllo dei confini, e adatte ad operare in ambienti in cui il primo problema era quello di muoversi su terreni molto difficili e con un clima alquanto sgradevole se non ostile.
 
Per quello che riguarda i caccia F-5, i principali apparecchi da caccia malesi per molti anni (anzi, gli unici), erano stati ordinati nel 1982 per un totale di 14 e poi altri di rimpiazzo per il No.12 'Lighting'.
Prima volle considerare il [[w:Panavia Tornado|Panavia Tornado]], poi 'scese' leggermente con i MiG-29 e F-18: in ogni caso non v'era più spazio per i piccoli caccia F-5 nei programmi futuri dell'aviazione malaysiana. In tutto vennero forniti 17 aerei e una quindicina erano ancora in servizio alla fine del XX secolo. Nonostante i due gruppi formati con gli aerei più moderni,che inizialmente sembravano avere eliminato la necessità di tenere in servizio i vecchi F-5, questi ultimi vennero trattenuti in servizio, discutendo anche la possibilità di aggiornarli con un radar Grifo F/X nell'ambito di un programma con la BAe quale capo-commessa.
 
===Caccia e navi moderni<ref>Saw, David:''Malaysia: no al Tornado'', RID Gennaio 1991 pagg 54-58</ref><ref>Bonsignore, Ezio:''Due nuovi caccia dalla Malaysia, RID ottobre 1993 pagg. '', RID Gennaio 1991 pagg 74-78</ref>===
La Malaysia ha avuto una notevole evoluzione nella sua RMAF, l'Aviazione Reale. La sua prima linea è stata interessata da ben 6 possibili tipi di aerei nell'arco di pochi anni, e di questi 3 vennero effettivamente adottati.
[[Immagine:FA-18_Hornet_breaking_sound_barrier_(7_July_1999).jpg|300px|right|thumb|F-18 va 'in supersonico']]
Altri accordi con la Gran Bretagna erano relativi all'aggiornamento di un radar dei 3 bidimensionali a lungo raggio Marconi S600 e la fornitura di due nuovi MARTELLO tridimensionali. Ma non v'erano solo gli inglesi ad interessarsi della difesa aerea malese, e il sistema '''MADGE''', Malaysian Air Defence Ground Environment è stato infatti assegnato alla Hughes, per cui la Marconi era sotto schiaffo, costretta ad integrare i propri radar col sistema americano, cosa che non solo non era pacifica, ma che rischiava di suddividere la difesa aerea malese con due sistemi 'paralleli', cosa certo non ideale. Nel MoU firmato con la Gran Bretagna v'erano anche le nuove corvette missilistiche, ma con programma decurtato da 250 a 166 milioni di sterline, sufficiente per una sola delle 2-3 corvette previste. Del resto la RMN era ben disposta a farsi costruire le corvette dai cantieri Yarrow, ma solo se poteva scegliere liberamente i tipi di armi e sistemi a bordo.
 
[[Immagine:Malaysian_Navy_ships_1016119215.jpg|320px|left|thumb|La RMN praticamente al completo]]
In seguito sarebbero stati fatti due passi concreti: la scelta delle nuove corvette classe '''Leiku''' armate col 57 mm Mk 3 Bofors svedese, missili Exocet e Sea Wolf VL. Come utile aggiunta, sono arrivate navi 'usate ma come nuove', ovvero le famose corvette irakene mai consegnate. Si tratta di due unità '''Laksamana''' con cannoni da 76 mm, missili OTOMAT, Aspide, siluri leggeri e altre armi e sensori, il tutto in circa 700 t a pieno carico e con soli 47 membri d'equipaggio. Il costo sarebbe stato di 120 milioni di dollari, assai di meno di 2 navi analoghe nuove, e comprensivo di aggiornamenti, per esempio il cannone da 76 mm Compatto sostituito da un Super Rapido, che così si è ritrovato nella stessa Marina a far compagnia con il rivale Bofors. Infine sono arrivati i sottomarini '''Scorpene''', di nuova generazione e tra i più avanzati del mondo, ma questi sono di progettazione francese.
 
[[Immagine:LaksamanaTunAmin.jpg|270px|left|thumb|La RMN LaksamanaTunAmin]]
LaTornando all'aviazione, la scelta degli Hawk, data la possibilità della BAe di offirli facilmente come rimpiazzo al posto dei Tornado IDS, è stata agevole mentre gli AMX nel contempo sono stati 'cestinati' anche dalla Thailandia, che li aveva scelti inizialmente, per poi essere travolta dalla crisi economica delle 'Tigri Asiatiche'. Se c'era la possibilità di scegliere aerei sufficienti solo per uno o due squadroni allora erano necessari aerei multiruolo (in un certo senso, questa situazione asiatica ricorda molto il Sud America, che negli anni '60-70 visto praticamente tutte le nazioni 'che contavano' comprarsi almeno uno squadrone di Mirage III, per non restare indietro rispetto alle altre, dopo che questo apparecchio apparve nella regione). Ma certo, quando nel '93 venne annunciata la scelta malaysiana per nuovi caccia, vi fu un grande e motivato stupore.
 
Fu battuto ancora il [[w:Mirage 2000|Mirage 2000]], ma stavolta anche la GD con l'F-16: in sostanza, tra i due litiganti, il terzo e.. il quarto hanno goduto perché sono stati scelti, sia pure in piccolo numero, ben due caccia. Per giunta entrambi medi, gli unici disponibili all'epoca: sono gli F-18 e i MiG-29, che appena 2 anni prima si erano scontrati nel Golfo. Sono aerei molto simili per dimensioni, pesi, potenza motore, per molti aspetti anche avionica e armamento: nondimeno ricoprono ruoli differenti, dovuti alle differenti capacità multiruolo dell'avionica e alle prestazioni velocistiche.
 
Gli '''[[w:F-18|F/A-18]]''' anzitutto: Il 1 luglio 1993 il Ministero della Difesa malese annunciò che la Tentara Udara Diraja Malaysia (TUDM/Royal Malaysian Air Force) aveva scelto sia il MiG-29 e l'F-18. La 'lettera di offerta e accettazione' venne firmata il dicembre successivo. Come annunciato, si trattava solo di F-18D: ovvero dei tipi biposto di seconda generazione. E' stato molto speculato sul motivo di questa scelta: si pensava per esempio che si trattasse di un ordine pilota per ordinare altre 30-35 macchine monoposto. Ma non erano questi gli intendimenti.
 
E' invece emerso un qualcosa di inatteso, anche se non più di tanto (similmente a quanto fatto dai Marines, per esempio). Gli Hornet, dopotutto, erano stati perfettamente a loro agio (raggio d'azione a parte) come eccellenti macchine d'attacco durante Desert Storm; e questo pur essendo armati e agili a sufficienza per combattere contro glicaccia avversari più agilimoderni, sono aerei che riescono a competere con i caccia sovietici di ultima generazione come agilità ad alto AoA e bassa velocità e pur essendo lenti come velocità di punta, sono dotati di eccellente accelerazione e velocità di salita. La loro configurazione bimotore li ha resi anche parecchio resistenti ai missili IR irakeni che invece hanno causato danni considerevoli agli AV-8 Harrier. Ma è sopratutto l'avionica che fa la differenza: già il radar APG-65, multimodale con capacità aria-superficie e aria-aria con raggio di 150 km e capacità di tracciare 10 bersagli aerei contemporaneamente, era un sistema eccellente: ma questi nuovi F-18 erano equipaggiati con l'APG-73 che ne è l'evoluzione.
 
In sostanza, quello che venne pensato per i Tornado ed che uscì dalla porta, è rientrato dalla finestra: al posto di 8 Tornado sono stati comprati altrettanti F-18 tutti in versione biposto; il che più che aiutare per l'addestramento, è sopratutto per missioni a lungo raggio e attacco, come anche d'intercettazione. L'Hornet ha finito quindi per ricoprire ruoli simili a quelli del Tornado IDS, anche se con velocità, carico e raggio minori, oltre che minore stabilità (ma ancora sufficiente) nel volo a bassa quota. In cambio è un aereo di concezione più recente e semplice (p.es. ala fissa), capace di operare come caccia da superiorità aerea e intercettazione. Se aiutato da aerocisterne (comunque necessarie anche per i Tornado, come visto in Desert Storm) è quindi un apparecchio del tutto valido per ogni compito. Oltre al radar APG-73 erano forniti motori del tipo potenziato, gli F404-GE-402 EPE. Il primo (serial number M45-01) è stato consegnato il 19 marzo 1997 e per settembre tutto era compiuto. L'introduzione di un aereo tanto costoso e sofisticato in così pochi esemplari creava comunque esigenze con economie tutt'altro che favorevoli in termini di manutenzione, supporto e addestramento. Altri 12 aerei erano in effetti previsti ma per il momento l'ordine venne cancellato. Gli Hornet servivano e servono col '''N.18 Sqn''' di Butterworth, la base ex-RAAF.
[[Immagine:HuAF_MIG29UBF14_and_Royal_Malaysian_Air_Force_Mig29.jpg|300px|rightleft|thumb|IlUn MiG-2929N in compagnia di un F-14 americano]]
L'altra 'metà del cielo' è frutto della Guerra fredda, o meglio della sua fine. La Malaysia si mise in contatto con la MAPO russa e ordinò 18 '''[[w:MiG-29|MiG-29N]]''' di cui 2 erano biposto -NUB. La scelta è stata fatta direttamente grazie al Primo Ministro Dato Seri Mahathir Mohamad. La competizione con gli aerei americani è stata importante: per ricacciare indietro la minaccia russa gli americani si mobilitarono massivamente, con tanto di Dipartimento di Stato in supporto della già potente MDD: questo tra l'altro consentì di ridurre il costo unitario ad 'appena' 30 milioni di dollari per ciascun Hornet, e ad offrirli con i motori e radar più moderni (indisponibili anche per le macchine USA): ma ancora questo non fu sufficiente per accaparrarsi tutta la 'torta', perché i russi erano in grado di offrire i loro MiG-29 ad appena 20 milioni l'uno. Non soltanto questo, ma parte del pagamento (tale era la necessità di esportare dei Russi) era accettata sotto forma di olio di palma, e infine mentre gli F-18 erano nuovi, ma disponibili non prima di 3 anni, i MiG esistevano già e potevano essere consegnati in appena 12 mesi.
 
Per cui quando il 7 giugno 1994 venne annunciata la compera dei MiG venne fatto un affare tutt'altro che marginale per l'ancora primitiva aviazione malese, che così ebbe il meglio da parte di entrambi gli offerenti. Infatti, non solo gli americani si sono trovati nella condizione di dover offrire i loro migliori Hornet a prezzi ridotti, ma anche i russi hanno accettato di dare fondo alle loro capacità tecnologiche per un contratto che avrebbe significato circa 400 milioni di dollari nelle casse della disastrata industria aeronautica russa del dopo Guerra Fredda. Orbene, i MiG-29 erano della versione B (la prima prodotta in serie) ma degli ultimi lotti, quindi nettamente superiori rispetto a quelli esportati in Irak, e di qualcosa superiori anche rispetto a quelli del Patto di Varsavia. Con le modifiche successive (inizialmente si era parlato anche dei nuovi MiG-29M, ma questo era un errore, forse voluto: non erano ancora né pronti né approvati per l'export) avrebbero avuto anche: estensione della vita operativa della cellula, che dalle originarie 2.500 ore previste (migliori delle 1.500 previste, per esempio, per i MiG-23, ma pur sempre poche rispetto agli aerei occidentali moderni) passavano a 4.000, che si può considerare all'altezza dei prodotti occidentali (con molto apprezzabili ricadute nella possibilità addestrative: con una cellula di scarsa durata o si limita l'addestramento o ci si rassegna a ridurre la vita operativa di una macchina ad una decine d'anni, salvo costose revisioni generali); motori portati, come MTBF (tempo tra le revisioni, che per i turbojet militari costano anche mezzo milione per motore, quindi i bireattori sono decisamente costosi: anche per questo l'F-16 ha avuto sopratutto inizialmente la meglio contro l'F-18) da 300-500 a 780 ore (quasi al livello dei migliori tipi occidentali; del resto già nella LW i motori erano validi, avendo una durata di 500 ore prima delle revisioni, e a queste arrivavano in condizioni migliori dei motori dei Tornado; la seconda serie, leggermente depotenziata per salvarne la durata in tempo di pace, aveva 750 ore di durata); 2 serbatoi subalari in aggiunta a quello ventrale da 1.500 l, il che portava l'autonomia a 2.900 km (uguale a quella di un F-18 monoposto, per non dire del biposto con abitacolo aggiuntivo a scapito dei serbatoi); Graduazione, strumenti, etichette in misure anglosassoni e lingua inglese (problemi non semplicissimi da risolvere); sistema allarme vocale ALMAZ-UP , sistema di limitazione automatica dell'angolo d'attacco EKRAN-03ME pure in lingua inglese; trasponder SO-69M per usare le frequenze internazionali; dopo (da fare in Malaysia): Tacan, ILS, sistema radio emergenza settato su frequenze internazionali; IFF di tipo occidentale; sonda per il rifornimento in volo (che assieme ai serbatoi alari o in sostituzione di questi aiuta a curare in maniera drastica uno dei problemi maggiori del MiG, il raggio d'azione). Non bastasse, i Russi avevano offerto (chiaramente con contratto successivo) un altro aggiornamento: la configurazione C o S, che comprendeva il radar multimode ZHUK con capacità di seguire sempre 10 bersagli, ma di attaccarne due simultaneamente anziché uno; missili a guida radar semiattiva R-27RE a lungo raggio e i missili R-77 'Amramsky' a guida radar attiva; sistema di controllo computerizzato per una maggiore maneggevolezza; nuovo sistema ECM integrato interno, che si aggiunge al sistema RWR con le sue 7 antenne e ai lanciatori di falsi bersagli; migliori capacità d'attacco al suolo. Inoltre erano in programma l'acquisto di due aerocisterne.
*estensione della vita operativa della cellula, che dalle originarie 2.500 ore previste (migliori delle 1.500 previste, per esempio, per i MiG-23, ma pur sempre poche rispetto agli aerei occidentali moderni) passavano a 4.000, che si può considerare all'altezza dei prodotti occidentali (con molto apprezzabili ricadute nella possibilità addestrative: con una cellula di scarsa durata o si limita l'addestramento o ci si rassegna a ridurre la vita operativa di una macchina ad una decine d'anni, salvo costose revisioni generali)
*motori portati, come MTBF (tempo tra le revisioni, che per i turbojet militari costano anche mezzo milione per motore, quindi i bireattori sono decisamente costosi: anche per questo l'F-16 ha avuto sopratutto inizialmente la meglio contro l'F-18) da 300-500 a 780 ore (quasi al livello dei migliori tipi occidentali; del resto già nella LW i motori erano validi, avendo una durata di 500 ore prima delle revisioni, e a queste arrivavano in condizioni migliori dei motori dei Tornado; la seconda serie, leggermente depotenziata per salvarne la durata in tempo di pace, aveva 750 ore di durata); 2 serbatoi subalari in aggiunta a quello ventrale da 1.500 l, il che portava l'autonomia a 2.900 km (uguale a quella di un F-18 monoposto, per non dire del biposto con abitacolo aggiuntivo a scapito dei serbatoi)
*Graduazione, strumenti, etichette in misure anglosassoni e lingua inglese (problemi non semplicissimi da risolvere); sistema allarme vocale ALMAZ-UP , sistema di limitazione automatica dell'angolo d'attacco EKRAN-03ME pure in lingua inglese; trasponder SO-69M per usare le frequenze internazionali; dopo (da fare in Malaysia): Tacan, ILS, sistema radio emergenza settato su frequenze internazionali; IFF di tipo occidentale; sonda per il rifornimento in volo (che assieme ai serbatoi alari o in sostituzione di questi aiuta a curare in maniera drastica uno dei problemi maggiori del MiG, il raggio d'azione).
 
Non bastasse, i Russi avevano offerto (chiaramente con contratto successivo) un altro aggiornamento: la configurazione C o S, che comprendeva il radar multimode ZHUK con capacità di seguire sempre 10 bersagli, ma di attaccarne due simultaneamente anziché uno; missili a guida radar semiattiva R-27RE a lungo raggio e i missili R-77 'Amramsky' a guida radar attiva; sistema di controllo computerizzato per una maggiore maneggevolezza; nuovo sistema ECM integrato interno, che si aggiunge al sistema RWR con le sue 7 antenne e ai lanciatori di falsi bersagli; migliori capacità d'attacco al suolo. Inoltre erano in programma l'acquisto di due aerocisterne. Anche senza questo secondo 'step' è chiaro che si trattava già di un miglioramento notevole rispetto ai Fulcrum originari.
 
Questi MiG erano in una posizione delicata: con armamenti e logistica del tutto incompatibili con i sistemi occidentali (non avendo i missili [[w:AA-2 Atoll|AA-2 Atoll]], ne consegue che i MiG-29 sono, differentemente dai precedenti -17,19,21 e 23, incapaci di montare i Sidewinder). Ma i russi avevano ora la loro chance: dovevano sfruttarla per la fama e la competitività dei loro prodotti in un mercato aperto a tutti, che dopo la fine della Guerra fredda per diversi anni andò in una vertiginosa picchiata, dato l'eccesso di materiali approntati rispetto alle necessità 'postbelliche'.
Bonsignore in merito osservava che: ''gli uomini della MAPO farebbero bene a dare un taglio ai festeggiamenti e a mettersi al lavoro di buzzo buono per avviare il programma dei MiG-29 della RMAF su solidi binari, e far sì che ci resti. Molti occhi guarderanno l'eventuale riuscita del programma malese, e non tutti saranno animati da intenzioni amichevoli''.
 
[[Immagine: SU-30MKI-g4sp.jpg|280px|left|]]
Come sappiamo dopo alcuni anni, nonostante tutto questo, il Su-27 non molto più costoso ma con migliori capacità e potenzialità rispetto al MiG ha finito per soppiantarlo e diventare un incredibile best-seller tra i caccia pesanti moderni, giusto come assai clamoroso fu il successo dei poderosi MiG-25 (e anche dei meno impegnativi ma pur sempre complessi MiG-23).
Come sappiamo, dopo alcuni anni, nonostante tutto questo, il '''Su-27''' non molto più costoso ma con migliori capacità e potenzialità rispetto al MiG, ha finito per soppiantarlo e diventare un incredibile best-seller tra i caccia pesanti moderni, giusto come assai clamoroso fu il successo dei vecchi e poderosi MiG-25 (e anche dei meno impegnativi ma pur sempre complessi MiG-23). E così è stato anche qui. Ancora una volta, nelle piccole aviazioni che desiderano diversificare i fornitori, si è assistito ad un ulteriore diversificarsi delle linee operative. Stavolta, per l'appunto, a pro del Flanker. Forse perché, dopo l'F-16, è proprio il Su-27/30 che si sta dimostrando il caccia 'standard' dell'aerea. E' stato ordinato da Cina, Vietnam, India, e persino, sia pure in pochi esemplari, dall'Indonesia, antica nemica della federazione malese. Ordunque, dopo trattative che hanno visto anche in lizza l'F-18E Super Hornet, il 5 agosto 2003 è stato sottoscritto un contratto per 18 apparecchi, del costo unitario di 50 mln di dollari 'tutto compreso' (10 meno meno degli F-16 Block 60, che pure son macchine pesanti la metà). Quindi al ragionevole prezzo di 900 mln, uno squadrone di caccia pesanti Su-30 da consegnare proprio entro quest'anno (2008) dopo che hanno cominciato a giungere dal 2007: infatti, dopo un'aspettativa di 4 anni (forse dovuta alla 'coda' di clienti per i nuovi Flanker), a Irkutsk, il 24 maggio 2007 vennero presi in consegna i primi due '''Su-30MKM''' (la versione malese), appena usciti e collaudati dalla fabbrica russa. Hanno ugelli vettorabili e parte dell'avionica è stata sostituita da sistemi francesi. Senza dubbio tra i Flanker più potenti (comparabili agli MKI indiani), sono andati al No.17 Sqn, basato a Gong Kedak<ref>Questo da: Nico Sgarlato, ''Flanker Internazionali'', Aerei Nov-dic 2007</ref>.
 
== Note ==
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