Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Iraq: differenze tra le versioni

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Già terra di civiltà da oltre 5.000 anni a questa parte, l'odierno Irak è l'erede diretto di una lunghissima tradizione culturale, ma purtroppo, anche della difficoltà che da tempo immemorabile questa terra pone in termini di governabilità. Nell'ultimo secolo ha visto innumerevoli, usualmente violenti, colpi di stato e rivoluzioni, mentre la sua ricchezza di materie prime e di acqua non ha impedito di precipitare negli ultimi decenni in una gravissima crisi politica, con guerre disastrose. Il territorio irakeno non è praticamente difendibile da un invasore, non più che ai tempi dell'arrivo dei Mongoli nel XIII secolo. Vaste pianure senza praticamente passi o gole obbligate impediscono una efficace difesa dei lunghi confini, mentre le conseguenze della suddivisione post-coloniale non hanno fatto altro che aggravare le tensioni con i vicini, per non parlare della questione kurda, mai risolta nemmeno con la forza. Come se non bastasse, la gente di queste terre ''ha fama di ingovernabilitità'' da tempi immemorabili, e questo non ha agevolato la nascita di un governo democratico, ma piuttosto di autocrazie di tipo militare e rigidamente attaccate al proprio potere. L'ultimo Rais è, come noto, Saddam Hussein. Anche con lui la storia si è ripetuta: la politica aggressiva verso l'esterno, che ha portato vittorie con occupazioni di altri territori, sconfitte che hanno portato ad occupazioni straniere.