Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Giappone-2"

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Vale la pena di citare anche il carro che avrebbe dovuto sostituire il precedente Tipo 74, era il Tipo 88 con 43 t di peso e cannone da 120, simile tutto sommato all'AMX-32/40, da produrre in almeno 600 esemplari. Poi evidentemente è stato scelto un mezzo maggiormente protetto, similmente al Leclerc francese.
 
 
I mezzi della fanteria hanno visto inizialmente i SU-60, prodotti in circa 400 esemplari. Erano mezzi cingolati con 5 ruote per lato e rulli di rinvio. Con diesel da 250 hp Model 8 circa, sempre della Mitsubishi, erano assai potenti visto che pesavano meno di 12 t, ma la velocità era di 45 kmh e il raggio di 230 km. Le mitragliatrici erano due, una a prua da 7,62 e una sopra, da 12,7 per la difesa a tutto campo e antiaerei. Aveva 4 uomini di equipaggio e ne trasportava altri 6. Vi sono stati parecchi modelli derivati, ma sopratutto tra questi vi era un interessante cacciacarri dotato di 2 cannoni M40 SR da 106 mm, retrattili e rapidamente ricaricabili senza esporsi. Nessun sistema di visione notturna, NBC, anfibio. Peso 11.8 t , dimensioni 4,85 x 2,4 x 2,31 m.
 
[[Immagine:JGSDF_Type73_APCJGSDF Type73 APC.jpg|250px|left|thumb|Il Type 73]]
Il successivo mezzo è stato il Tipo 73. Esso non è anfibio, ma può diventarlo con una lunga preparazione. Dotato di una mitragliatrice a sinistra da 7,62 con brandeggio di 30 gradi per ogni direzione, esso aveva anche una mitragliatrice da 12,7 mm sistemata su di una cupola superiore come sull'M113 ma utilizzabile anche dall'interno da uno dei 9 fanti trasportati. Vi erano anche 2 feritoie di tiro a T per ciascun fianco del mezzo, piuttosto rudimentali ma abbastanza utili, anche se i fanti sedevano uno davanti l'altro, con le spalle alle pareti e quindi con difficoltà per vedere e sparare all'esterno. infine vi erano nella parte posterore del mezzo 6 lanciagranate fumogeni ad azionamento elettrico, anche se non essendo montati sulla cupola potevano sparare solo in avanti. Il motore era optente, ma l'autonomia non eccelsa malgrado si trattasse di un diesel. Lo scafo era in alluminio. Nell'insieme questo mezzo, capace di combattere con fanti e armi senza esporre i fanti, anche se armato leggermente, può essere considerato una sorta di mezzo da combattimento per la fanteria piuttosto che come vero e proprio APC. Dell'IFV ha anche la linea, piuttosto bassa e sfuggente. È stato prodotto in quantità minusole, pare appena 225 veicoli, la qual cosa praticamente rende solo motorizzate le truppe giapponesi di fanteria: hanno molti meno veicoli di fanteria che carri. Dimensioni: 5,8 x 2,8 x 2,2 m, 70 kmh, 300km, motore Mitsubishi 4ZFV4 diesel, da 300 hp. Equipaggio 3+9 fanti. Da notare come il motore dev'essere davvero molto compatto: la mitragliatrice di prua è a sinistra, dove è anche il motore. Difficile capire come questo sia possibile, visto che l'arma è azionata da un mitragliere, che siede a lato del pilota.
 
Il Tipo 87 è invece un mezzo da ricognizione, molto simile al precedente. Esso ha un pilota e un operatore radio a prua, torretta con mitragliera da 25 mm e due altri d'equipaggio. Lunghezza 5, 99 m, 6 ruote motrici, peso 15 t e motore da 305 hp Isuzu 10PBI. Non è anfibio.
 
[[Immagine:JGSDF_Type75_15HSPJGSDF Type75 15HSP.jpg|250px|left|thumb|Il semovente Type 75]]
I semoventi d'artiglieria sono stati il Tipo 74 da 105 mm e il molto più pesante Tipo 75 da 155mm. Questo per sostituire i vecchi M52 e M44. Del primo semovente solo 20 esemplari vennero realizzati, mentre l'attenzione si concentrò sul più potente e sensato pezzo da 155. Nondimeno, anche il Tipo 74 non è da peggio del semovente Abbott inglese, mezzo abbastanza riuscito. Il Tipo 75 ha avuto una produzione non di grande livello: al 1983 solo 50 mezzi utilizzati. Erano buoni veicoli, con cannone da 155/30 calibri, ha una massa di 25,7 t, ma sopratutto ha un caricatore automatico da 18 colpi che possono essere sparati in appena 3 minuti, mentre altri 10 sono sistemati nello scafo. Il Tipo 75 per il resto è simile all'M109, ma ha appunto questo grosso guadagno in termini di potenza di fuoco. È realizzato per lo scafo e motore, dalla Mitsubishi mentre la Nihon Seiko per la torretta. Dimensioni di 7,79 m o solo scafo, 6,64m, altezza 2,545 m, larghezza 3,09 m, motore Mitsubishi diesel da 450 hp, capacità di superare pendenze di 60 gradi, guado 1,3 m con preparazione e trincea 2,5 m.
 
 
I lanciarazzi d'artiglieria sono un'altra particolarità dell'Esercito giapponese, ben prima dell'adozione dell'MLRS. Essi sono stati costituiti da 50 sistemi pesanti e 50 medi. I primi sono il Tipo 67 da 307 mm, per due soli razzi in rampa da 573 kg l'uno con testata HE. Questi potenti ordigni hanno una gittata di 28 km, e sono stati installati sull'autocarro Hino 6x6 da 4 t, entrando in servizio nel 1968. Sono, o erano, sistemati con le unità d'artiglieria. L'MLR Tipo 75 è quello medio, con 30 razzi da 130 mm e gittata di 15 km, sistemati su di un mezzo derivato dall'APC/IFV Tipo 73, che sono in dotazione alle brigate corazzate e meccanizzate. Erano mezzi migliori e più reattivi, ma certo si cercava un rimpiazzo. Per il concetto, essi erano simili a quelli cinesi Tipo 70, anch'essi con razzi da 130 mm ma meno potenti e meno numerosi.
 
 
 
I mezzi ad ala rotante dell'Esercito giapponese hanno avuto una quantità di risorse. Essenzialmente si tratta di mezzi americani prodotti su licenza, sopratutto dalla Fuji. Tra questi, ancora attorno al 1990 vi erano 227 OH-6 A/D, ovvero gli Hughes 369 o forse del modello 500, elicotteri leggeri molto diffusi per operazioni aeree di osservazione e ricognizione. Molti gli elicotteri UH-1 con oltre 150 macchine consegnate dei Model 204 e Model 205. Gli aerei d'osservazione e collegamento comprendevano i velivoli leggeri L-19 Bird Dog, ma anche i biturbina LR-1 nazionali. La componente controcarro comprendeva i Bell AH-1S, poi ribattezzati F, prodotti dalla Fuji e armati con i micidiali missili TOW. Ne erano in carico 65 attorno al 1990, 80 attorno al 1998. Ma la produzione complessiva ha riguardato 86 apparecchi dalla Fuji e altri 4 forniti dalla Bell.
 
 
Quanto ai missili, vi sono molti sistemi originali. Tra gli altri tipi vi sono missili controcarro locali per la fanteria, missili SAM portatili e a corto raggio questi ultimi sono i Tan-SAM, costituiti da rampe quadruple sistemate su autocarri non protetti, che hanno una buona testata IR, ma non grandi prestazioni in generale e troppo fumo al momento del lancio. Nell'insieme sono grossomodo come i Chaparral o gli SA-9, ma pensati per la difesa di obiettivi strategici come gli aeroporti.
 
I missili aria-aria sono gli AAM-3 e 4, mentre come arma antinave gli Harpoon non sono stati scalfiti dalla presenza di ben due tipi nazionali: l'ASM-1 con testata a guida radar attiva per un peso di 610 km, e l'ASM-2 con turbogetto e testata IR con gittata di oltre 100 km. È usato solo per i cacciabombardieri F-1, F-2 e F-4Kai, e per gli aliscafi giapponesi. Probabilmente vi sono anche batterie costiere armate con tali ordigni.
 
 
Ground Self-Defense Force al 1990-91, aviazione:
* circa 400 SU-60 e oltre 200 Tipo 73, diversi Tipo 82 e 87
* circa 20 Tipo 74 da 105 mm e 50 Tipo 75 da 155 mm, 50 lanciarazzi Tipo 67 da 307 mm, 50 Tipo 75 da 130 mm.
 
 
 
==Marina==
 
All'epoca vi erano 40 cacciatorpediniere/fregate, 17 fregate leggere/corvette, 18 sottomarini, 3 aliscafi missilistici, circa 10 navi anfibie, 31 navi MCM e 80 circa navi ausiliarie. Per l'aggiornamento questa potente flotta, molto moderna ed efficiente (è stata la seconda ad avere il sistema AEGIS), ha previsto nel solo 1997 2 caccia da 4.400 t Murasame, un sottomarino da 2.700, un cacciamine da 510, una nave d'addestramento da 2.400 t, una ausiliaria da 400 per 14.000 t. Alla fine del decennio dovevano essere arrivati a circa 100.000 t con 8 caccia, 5 sommergibili e altre 18 navi, più 37 elicotteri. Gli effettivi erano 45.700 e gestivano anche 220 aerei più o meno 100 P-3 e altrettanti elicotteri. Il bilancio per il 1998 era di 4,9 miliardi di yen o 56.000 miliardi di lire, tanti ma pur sempre meno dell'1% del totale.
 
 
Navi in carico alla Marina (al 1995):
** 30 cacciamine 'Hastushima/Uwajima'
** 3 cacciamine d'altura 'Yaeyama'
 
 
Questo elenco dà una ghiotta occasione di parlare delle navi giapponesi in dettaglio. Come si vede si tratta di navi armate con sistemi prevalentemente americani, con poche eccezioni nazionali o di fornitura italiana (artiglierie).
* 5 Boeing KV 107
*10 OH-6
 
 
 
===Le navi===
 
Come avrebbe dimostrato anche la Marina giapponese, la corsa al gigantismo per il miglior rapporto costo-efficacia è un fatto ineluttabile nell'evoluzione biologica, logica e tecnica, destinato a crescere fino al massimo pratico e spesso tentando di andare anche oltre. La nave che avrebbe sostituito gli 'Haruna' è diventata così una vera portaelicotteri, simile di fatto alla Garibaldi/Asturias. Essa è stata varata da poco, e ha compiuto recentemente le prove in mare. Si presenta come l'estrema evoluzione del concetto della nave portaelicotteri, ed infatti la '''Hyuga''' (DDH-181) è una nave che riporta il nome di una vecchia corazzata del 1918, modificata in ibrido portaerei nel '42 assieme alla gemella per sopperire alla mancanza di portaerei.
[[Immagine:JMSDF_DDH_181_HyugaJMSDF DDH 181 Hyuga.jpg|400px|left|thumb| La Hyuga, un vero incrociatore tuttoponte]]
Ma questa unità, a parte la mancanza di uno sky.jump per Harrier, ha in effetti una conformazione da portaelicotteri senza compromessi. Ha una lunghezza di 197 m, stazza 13.000 t con un massimo di 18.000, trasporta normalmente 4 elicotteri ma può arrivare anche a 11, inclusi quelli pesanti del tipo CH-47. Ha un equipaggio di 347 uomini, può disporre di ben 100.000 hp grazie a 4 turbine LM 2500 che permettono una velocità di 33 nodi, vi sono un lanciatore Mk 41 a 16 celle per missili Sea Sparrow ESSM o ASROC VL, 2 CIWS Phalanx e due lanciasiluri Mk 32. Gli ESSM sono missili evoluti rispetto ai vecchi Sea Sparrow e consentono sia il lancio verticale che una velocità media di mach 2 contro 0,8, per cui la loro velocità media è paragonabile a quella massima dei missili di vecchia generazione (attorno a mach 2-2,5). Gli ASROC (Anti-Submarine Rocket Vertical Launched) sono la versione per i lanciatori verticali di nuova generazione sottoponte, senza più la necessità dei vecchi e pittoreschi lanciamissili a otto celle brandeggiabili. Le navi saranno in servizio nel 2009 e 2011 (l'altra avrà 371 uomini d'equipaggio e una maggiore capacità di comando e controllo, con uno staff più numeroso). Notevole la presenza di radar di nuova generazione, addirittura due sistemi phased array sistemati con 4 antenne sulle sovrastrutture che sono raggruppate a destra. La loro funzione è verosimilmente specializzata: uno si occupa della scoperta aerea, mentre l'altro, più piccolo e alla sua destra, ha una funzione di controllo del tiro missili. Il costo, piuttosto alto ma non eccessivamente per una nave moderna di questo tipo, si aggira sui 920 milioni di dollari, circa il doppio di una fregata antiarea tipo le F-100 o LCF. Di fatto, sono le prime portaeromobili pure della Marina giapponese postbellica.
[[Immagine:JDS_Kongo_%28DDGJDS Kongo (DDG-173%29_San_Diego) San Diego.jpg|350px|left|thumb|Il KONGO]]
 
Le navi più potenti, portaeromobili a parte, sono le navi da difesa aerea, e tra queste i 4 '''Kongo'''. Si tratta di 4 cacciatorpediniere, ma tranquillamente considerabili come incrociatori date le loro caratteristiche. Sono simili agli 'Harleigh Burke' americani con radar SPY-1 AEGIS, ma con alcune centinaia di tonnellate in più, una sovrastruttura ancora più imponente e alta dalle forme assai aggressive, un albero a traliccio e un cannone OTO da 127 mm costruito in Giappone dalla Mitsubishi, con maggiore cadenza di tiro per il ruolo contraereo. Vi sono 90 celle di lancio, 61 a prua e 29 a poppa, con missili di vario genere e in particolar modo gli SM-2 e in futuro, gli SM-3 antimissile balistico. Il costo di ciascuna nave si stima in ben 2500 miliardi di lire. il KONGO entrò in servizio il 25 marzo 1993,dopo essere approvata nell'anno fiscale 1988, poi è arrivata il Kirishima il 17 marzo 1995 e in seguito le ultime due navi della classe, che in origine ne doveva comprendere 8.
 
 
Navi di minore impegno sono le '''Murasame''', previste in 8 esemplari con la capoclasse varata nel 1994 a Yokohama. Hanno equipaggio di 160 elementi, assai ridotto grazie all'automazione, radar avanzati, missili a lancio verticale Sea Sparrow e ASROC, missili Harpoon, cannone da 76, Phalanx, elicottero SH-60J e lanciasiluri, forme moderatamente stealth. Totale dislocamento, 4.400 t standard.
 
I precedenti '''Asagiri''' sono simili, ma con dislocamento di 3.500 t. Realizzati in 8 esemplari tra il 1988 e il 1991, sono navi considerabili come fregate per gli standard europeri, grossomodo simili a delle Kortenaer'. Da notare che se come progettazione in generale le navi giapponesi sono simili a quelle USA, come anche per i sistemi d'arma, per i motori in genere sono scelte le turbine britanniche come le 'Olympus' d'attacco e le 'Tyne' da crociera. In precedenza le turbine erano a vapore, cosa durata fino agli anni '70. L'equipaggio per queste navi è di 220 uomini pur essendo piuttosto contenuto, sono pur sempre più numerosi dei 'Murasame'. I 2 CIWS sono sistemati a prua, dietro la plancia, mentre sul ponte prodiero vi è il cannone e l'ASROC, e a poppa l'elicottero e il Sea Sparrow.
[[Immagine:JMSDF_DD122_HatsuyukiJMSDF DD122 Hatsuyuki.JPG|350px|left|thumb|Il caccia Hatsuyuki]]
I cacciatorpediniere missilistici per il resto sono rappresentati dai 12 '''Hatsuyuki''' del 1982-87, da 3.000 t standard e 3700 a pieno carico. Esse sono navi praticamente analoghe alle 'Kortenaer' come impostazione generale, con un fumaiolo centrale, due 'Olympus' da 22.500 l'una e due 'Tyne' da circa 5.000, per un totale di circa 30 nodi. Hanno il cannone da 76mm, 8 Harpoon, 8 S.Sparrow, 8+8 ricariche per l'ASROC, tubi lanciasiluri, elicottero, 2 CIWS. Ben bilanciate, sono dotate di radar di scoperta aerea OPS-14, di superficie OPS-18, radar guidamissili FCS2 e controllo tiro cannone GFCS2, sistemi ECM e sonar a scafo OQS-4. L'unica mancaza è il sonar a profondità variabile, ma queste navi sono riuscite ad ottenere presto un programma d'aggiornamento iniziato nel 1990 per istallare questo dispositivo.
 
I caccia ASW, praticamente fregate, sono le navi di maggior diffusione, con non meno di 20 esemplari solo considerando le due classi più diffuse. Ma esistono anche navi antiaeree, non ancora considerate nell'elenco. Si iniziò con l'AMASUKAZE del 1965, con missili Tartar, la prima nave lanciamissili giapponese. La sua struttura aveva due fumaioli slanciati e due alberi a traliccio. Seguirono i 4 '''Takatsuki''' del 1967-70, simili ai caccia 'Adams' americani, ma con un hangar per elicottero al posto del lanciamissili poppiero. Infine vi sono stati costruiti i caccia lanciamissili '''Tachikaze''' da 3850 t standard e 3950 nel caso del terzo caccia, il DD-170. Queste navi sono state realizzate nel 1976-80, sono lunghe 143 m, hanno due turbine ancora del tipo a vapore da ben 70.000 hp per 32 nodi. Grossomodo equivalenti agli 'Audace' italiani, non avevano elicotteri ma un sistema missilistico ASROC, il DD-170 era più grande con 270 membri dell'equipaggio. Radar SPS-52 3D, di scoperta bidimensionale OPS-11B o,nel DD-170, OPS-28, scoperta in superficie OPS-17, 2 radar di controllo del tiro Type 72, 2 guidamissili SPG-51C, ESM OLT-3, lancia-chaff, sonar OQS-3 o 4. Quantomeno il DD-170 ebbe, accanto ai due cannoni Mk 42, lanciamissili Mk-13 e ASROC, lanciasiluri Mk 32, anche 8 Harpoon e 1-2 CIWS Phalanx.
[[Immagine:20030727_27_July_2003_DDG20030727 27 July 2003 DDG-168_Tachikaze_Guided_Missile_Destroyer_DDG_Tachikaze_Class_2_Odaiba_Tokyo_Japan168 Tachikaze Guided Missile Destroyer DDG Tachikaze Class 2 Odaiba Tokyo Japan.jpg|350px|left|thumb|Il TACHIKAZE]]
I caccia '''Hatakaze''' sono gli ultimi della serie pre-AEGIS, con 4.600 t di dislocamento standard, consegnati nel 1986-88. Sono navi con ponte continuo 'flush-deck', accentuato cavallino di prua, un poderoso albero a tralicio per il radar 3D e grande fumaiolo sistema missilistico Mk 13 con 40 missili sistemato a prua anziché a poppa, dietro vi è il cannone Mk 42 sistemato su di una piattaforma elevata e infine, sempre sul lungo ponte di prua, il lanciatore ASROC, proprio davanti alla plancia comando. A poppa vi sono 2 CIWS e il ponte di volo dell'elicottero (ma senza hangar), nonché gli 8 Harpoon. Per qualche strano motivo, le navi giapponesi sono fin troppo munite di alberi a traliccio molto grossi e complessi. Gli 'Asagiri' ne hanno addirittura due, il secondo spostato a sinistra della sovrastruttura, gli 'Hatakaze' uno alto e uno corto e tozzo, con il radar di scoperta aerea sopra.
 
 
Le navi di difesa antimine sono state ben tenute in conto, ma non con le costose imbarcazioni in fibra di vetro. Dal 1976 sono stati costruiti circa 30 cacciamine in legno del tipo 'Hatsushima', da 440 t di dislocamento standard, poi elevato con la 22ima costruzione a 490 con una maggiore lunghezza di 2,5 m, ma solo dal 24imo sono state apportate anche delle modifiche al sistema di combattimento che hanno permesso di ridefinire appieno questa classe come '''Uwajima'''. Tutte hanno scafo in lengo, economico e amagnetico ma scarsamente resistente alle esplosioni subaquee, mentre i motori sono due diesel per 14 nodi, sonar ZQS-2B e poi, ZQS-3, che in sostanza sono l'evoluzione del Type 193 inglese prodotto dalla Hitachi su licenza. Il ROV è un tipo giapponese, l'S-4 per la prima classe, l'S-7 sulla seconda con migliori prestazioni, inclusa maggiore profondità operativa. Vi sono anche 4 sommozzatori e un cannone Sea Vulcan a 3 canne da 20 mm, per l'autodifesa e per far esplodere le mine galleggianti, cosa che in genere accade quando quelle ad ormeggio sono liberate dal fondale tagliando la catena o il cavo d'ormeggio. VI sono inoltre dei cacciamine costieri di tipo diverso, realizzati dal 1995, ma sopratutto le '''Yaeyama''' da 1000-1275 t. Sono navi oceaniche completate nel 1994, sempre con scafo in legno, motori diesel, ROV S-7 o S-8 per alti fondali. Almeno altri 3 erano in programma, inoltre non mancavano le navi appoggio-posamine '''Souya''' da 3.300 t p.c. e 99 m di profondità, e l' '''Hayase''' da 3.050 t. Le navi MCM erano nel 1995 ripartite nelle flottiglie di Kure e di Yokosuka, oltre che a vari dipartimenti. Ciascuna flottiglia ha una delle navi appoggio come ammiraglia, ed entrambe hanno un ponte d'appontaggio anche per gli elicotteri MH-53E da dragaggio mine. Infine, vi sono anche le navi cacciamine 'Takami', che sono state realizzate in 19 esemplari litoranei ma in fase di radiazione, tanto che al 1995 ve n'erano solo 2. Le operazioni litoranee MCM erano infine appannaggio del FUKUE da 530 t, nave comando e appoggio per i 4 piccoli dragamine litoranei, vascelli minuscoli da 58 t, ma in predicato di essere radiate a breve.
 
 
Navi ausiliarie erano presenti in quantità per un totale di oltre 100 unità navali. Solo per compiti addestrativi vi erano 5 navi, la più recente era la KASHIMA da 4060 t simile ad una fregata, con 143 m di lunghezza, 389 membri d'equipaggio di cui 140 allievi e con un cannone da 76 mm e ponte d'appontaggio.
Vi sono state anche realizzazioni per la ricerca: la nave HIBIKI con scafo a catamarano e la sua gemella, con compiti di sorveglianza marittima con sonar passivo SURTASS, una nave per esperienze da 4.200 t, 2 navi appoggio sommergibili, 34 cisterne portuali e costiere, una nave posacavi, 15 rimorchiatori oceanici e 24 costieri, il rompighiaccio SHIRASE da 134 m e 17.600 t p.c., piuttosto pesante per le sue dimensioni data la sua particolare caratteristica, vi sono anche 2 elicotteri e 1000 t di riforimenti.
 
[[Immagine:Flag_of_Japan_Coast_GuardFlag of Japan Coast Guard.gif|150px|left|thumb]]
 
[[Immagine:Flag_of_Japan_Coast_Guard.gif|150px|left|thumb]]
Non sarebbe completo l'elenco delle navi giapponesi per la difesa giapponese senza la gigantesca forza navale della Guardia Costiera, anzi, più precisamente la Maritime Safety Agency: 12.200 uomini, oltre 500 mezzi navali tra le 27 e le 6500 t, circa 70 apparecchi. Le navi più grandi, attorno agli inizi degli anni '90 erano delle dimensioni degne di una flotta militare, anche se erano poco armate. L'ammiraglia era un colossale scafo da 6500 t e circa 160 m, la SHIKISHIMA, concepita per un compito particolare: trasportare il plutonio francese in Giappone per i reattori al plutonio in fase di studio. Questo mezzo navale avrebbe avuto un armamento leggero dato da una torretta binata da 35 mm e due con i Sea Vulcan da 20 mm, nonché due elicotteri, estesi sistemi di navigazione e lunga autonomia, nonché due elicotteri. Chiaramente, contro minacce di un certo livello sarebbe stato meglio avere almeno un cannone da 76 se non da 127 mm, possibilmente un ASROC, due lanciasiluri leggeri, un paio di CIWS e un Sea Sparrow, tanto per non farsi mancare nulla contro eventuali attacchi di navi, aerei e persino unità subaquee. La nave,grossa come una 'Haruna' era capace di poter compiere questo potenziamento, differentemente avrebbe avuto bisogno di navi militari di scorta, comunque raccomandabili. Ma questa non era certo una nave unica nella sua categoria: le precedenti 'super-navi' erano due da circa 5000 t, che a loro volta troneggiavano su altre 8 da circa 4000.
 
[[Immagine:Japanese_Submarine_Oyashio_SS590Japanese Submarine Oyashio SS590.JPEG|250px|left|thumb|L'Oyashio SS 590]]
Quanto riguarda le navi subaquee, la MSDF era molto ben muniti, e anzi, queste navi erano le principali risorse offensive dell'intera flotta, pure costituita da oltre 80 navi principali per oltre 200.000 t. La programmazione consentiva di costruire un sottomarino all'anno, per cui la linea era sempre attiva e rinforzata da quella che era forse la più potente forza di sottomarini convenzionali del mondo. La storia iniziò nel 1955 con la cessione di una nave Classe Gato. Ripartiti in 3 divisioni navali per un toale di 16 battelli, più altre 2 per addestramento. Ma di che tipo erano questi sottomarini? Essi erano di grandi dimensioni, con una disposizione dei siluri a mezzanave per lasciare campo libero al sonar a prua, per dargli cioè spiù spazio possibile e montare gli apparati più grandi. I due '''Uzushio''' del 1976-78 erano battelli moderni e potenti, ed essendo relativamente recenti in molte altre marine li avrebbero tenuti volentieri in servizio in prima linea, ma invece vennero relegati già negli anni '90 come navi addestrative, una delle quali ebbe anche un sistema AIP di tipo Stirling. Si trattava di navi dotate di 6 tls e 20 siluri, dislocamento 2450 t immersi e velocità massima di 20 nodi. L'equipaggio era piuttosto numeroso, di 80 elementi o 70+20 allievi come navi addestrative.
 
 
In prospettiva vi erano i primi 3 esemplari della 'Harushio migliorata', da 3000 t, sonar phased-array con piastrelle nelle fiancate, e altro ancora, ma non è chiaro se dotato di sistema AIP, ancora in sperimentazione, o solo eventualmente predisposto al suo utilizzo.
 
 
Infine vi sono le forze dell'Aviazione navale, che nel 1995 aveva 12.000 uomini, 16 gruppi con 300 apparecchi. DI questi fino a 100 erano P-3, circa 60 Sea King e altrettanti successori designati SH-60.
 
 
Gli elicotteri giapponesi, infine, nel settore dell'aviazione navale sono stati essenzialmente prodotti americani prodotti su licenza. Prima sono giunti gli SH-3, presenti in grande quantità per l'imbarco su navi e impiego da terra, poi sono arrivati gli elicotteri SH-60 per rimpiazzarli. Nel mentre sono stati comprati i KV-107 (sostanzialmente i CH-46) per trainare sistemi di dragaggio mine, a cui hanno fatto seguito alcuni più potenti Sea Stallion RH-53D. Infine, per lo stesso compito sono stati comprati gli EH-101 in piccola quantità, anche in questo caso per ruoli di dragamine e non per sostituire i Sea King.