Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Svizzera"

 
[[Immagine:Panzer 68-88.jpg|250px|left|thumb|Pz-68]]
Dopo la produzione di circa 400 mezzi venne presa la decisione di rivolgersi ancora all'esterno per i propri carri armati, che necessitavano di essere più potenti e sofisticati di quello che era ragionevole poter costruire in ambito nazionale su progetto proprio. La scelta cadde sul Leopard 2, di cui la Svizzera è diventata il secondo cliente export, quando nel 1987 ordinò ben 380 carri armati, con minime modifiche (per esempio le mitragliatrici sono di tipo nazionale e vi sono silenziatori dei motori posteriori, mentre i serbatoi calano da 1400 a 1173 l per 340 km di autonomia su strada e 220 fuoristrada) da costruire all'Arsenale di Thaun, mentre quell'anno arrivarono 35 carri costruiti dirttamente in Germania. Con questi mezzi vi erano forze corazzate molto più che sufficienti forze corazzate per l'esercito 'montano'di questa piccola nazione elveticoalpina.
 
 
==Truppe corazzate al 2002<ref>Niccoli, Riccardo: ''Le truppe corazzate svizzere'', RID Novembre 2002 pagg. 76-81 </ref>==
All'inizio del XXI secolo la situazione delle truppe corazzate svizzere, ancorché contratte numericamente, era tutt'altro che marginale. Nonostante si tratti di una nazione montuosa, la forza principale del suo esercito era molto ben equipaggiata anche per combattere in pianura. All'epoca c'erano 5 brigate blindate, ciascuna su un battaglione Stato Maggiore, duo fanteria meccanizzata, 2 di carri, un gruppo obici semoventi, un groppo 'ordigni teleguidati', per la difesa contraerea e un battaglione genio. Quindi si trattava di una formazione molto ben equipaggiata ed equilibrata, a maggior ragione se si considera che ogni battaglione carri aveva una cp comando, 3 cp carri (1 carro comando e 3 plotoni da 3 carri), una cp meccanizzata e una cp di supporto. Nonostante la debolezza del plotone da 3 carri, in tutto i dieci battaglioni di carri svizzeri possedevano non meno di 300 carri armati. Le unità meccanizzate a livello di battaglione avevano invece cp comando, 3 cp. meccanizzate (con un mezzo comando e 3 plotoni da 4 veicoli l'uno), 1 cp. appoggio da 120 mm, un cp carri e una cp di supporto (logistico). Per tutto questo ordinamento corazzato i Leopard 2, o meglio, i Panzer 87 (dall'anno d'adozione) non bastavano pur essendo quasi 400 e così alcuni carri Panzer 68/88 restavano in uso, come del resto i blindati M113, noti come carro granatieri 63. In tutto, il personale era l'8% dell'intero esercito svizzero, che con la mobilitazione significa 28.000 su 351.182, questo secondo i dati disponibili nel 2001.
 
I corazzati svizzeri hanno il loro baricentro nel complesso di caserme di Thun, che è a sud di Berna. Là vi sono la Scuola Carri 22/222 e la Scuola Granatieri corazzati 21/221.
 
Come al solito nell'ordinamento svizzero, l'esercito era basato su un piccolo numero di professionisti e un gran numero di riservisti, secondo la filosofia del cittadino-soldato. Questi, per l'obbligo della leva, a 20 anni erano mandati alla Scuola Reclute. C'erano anche donne, ma volontarie: nel 2001 in tutto 26.000 ragazzi e 223 ragazze sono passate in queste strutture di base per un corso di 15 settimane, ovviamente molto intenso, con due uscite libere a settimana e i fine settimana disponibili. Questo è il corso di base, ma per i compiti specializzati servono anche altri uno o due corsi di specializzazione. Per quelli che fanno questi corsi, chiamati Corsi di Ripetizione (nemmeno fossero studenti rimandati a settembre..), è prevista una permanenza nella Milizia fino a 42 anni, con un corso ogni due anni di 19 giorni di aggiornamento, per un totale di 10. Le truppe dell'SM o dell'aviazione effettuano un richiamo di 12 giorni all'anno, per per i piloti c'é una frequenza anche maggiore. Gli ufficiali avevano ovviamente bisogno di ulteriori corsi d'aggiornamento e i piloti dell'aviazione richiamianche più frequenti. Tutto questo era il programma Armee 95, ma era allo studio il nuovo e rivoluzionario Armee XXI, allo studio entro il 2002, con cambiamenti da implementare entro il 2004, chiaramente orientati verso riduzioni, specie delle componenti pesanti dell'Esercito.
 
Quanto riguarda la scuola carri all'epoca era a livello di reggimento, e insegnava le necessarie competenze ai carristi di Leopard 2 e dei Panzer 68/88, i quali ultimi solo in carico alla Milizia. Comandata da un colonnello, avrebbe terminato nel 2003 i corsi per i Panzer 68/88, avviati al ritiro dal servizio. Aveva due corsi annuali per il personale di leva, ognuno numerato 22/(anno del corso), per 220 reclute, suddivise in 100 per una cp carri e 120 per una logistica. Il corso era di dieci settimane per la prima parte per l'addestramento individuale e d'arma. Poi arriva la seconda parte, con la guida del carro e l'uso del simulatore Rheinmetall per il pezzo da 120 mm, che consiste in un cannone da 27 mm dentro la canna del carro armato stesso, con il che è possibile sparare in maniera realistica fino a 1 km. Nelle settimane 11-14 veniva usata l'area di Bure, nello Jura, da 1.050 ettari e lungo fino a 10 km, anche se largo solo due. Qui era possibile addestrare carri fino a livello di compagnia, unità di dimensioni pratiche rispetto alle difficoltà orografiche della Svizzera. Anche i corsi di ripetizione e quelli con i blindati da fanteria erano tenuti qui. Esisteva al suo interno anche un villaggio finto per addestrarsi nel combattimento in aree urbane, sebbene di una trentina di edifici soltanto. Prima addestrati a livello di carro singolo, poi di plotone, i carristi qui imparavano tutto il necessario. Alla fine era tenuta un'esercitazione finale a livello di compagnia. Il poligono di tiro era usato per 4 giorni, a Hinterrhein, per la distanza massima di circa 1.500 m, che peraltro era ancora ben sotto quella utile del carro armato tedesco. e la presenza di una decina di carri Panzer 87 eliminava la necessità di spostare i corazzati dei singoli equipaggi: arrivavano gli uomini e si addestravano con quello che c'era sul posto, un bel risparmio logistico. Anche a Bure e a Thun c'erano un numero simile di carri armati, sempre per risparmiare spostamenti di carri armati durante le fasi addestrative. L'ultima settimana veniva trascorsa a Thun, per riorganizzarsi e riconsegnare i materiali allo Stato.
 
 
Il secondo corso annuale, designato 222/anno, iniziava a luglio, 5 mesi dopo l'altro, con molti più ragazzi che approfittavano della fine dell'attività scolastica e universitaria per la pausa estiva. Così c'erano 2 cp carri e una logistica, per un totale di 320 reclute. Per il resto non c'era molto di più da aggiungere a quanto era detto prima. Per il resto c'era da dire che la Scuola carri teneva anche altri corsi, come l'addestramento delle forze di Milizia e i corsi per far salire di grado agli ufficiali. Quanto ai ragazzi di leva, nel loro primo periodo di servizio potevano salire di grado solo a livello di caporale, e solo dopo potevano seguire altri corsi per diventare sottufficiale e ufficiale.
 
Il personale della scuola non era molto: appena una ventina di istruttori tra sottufficiali e ufficiali, i primi per istruzione tecnica e i secondi per le tattiche, istruzione truppa e altri compiti 'superiori'. Per la manutenzione dei mezzi c'era una ditta civile che ogni giorno aveva il dovere di far trovare i mezzi in perfetta efficienza. Le unità dell'esercito campale avevano invece il proprio servizio manutenzione, considerato giustamente strategico in caso di guerra. Nelle Scuole Reclute c'erano anche ufficiali e sottufficiali della Milizia che seguivano corsi o erano istruttori della Milizia stessa. I mezzi principali, i Panzer 87 o Leopard 2A3 non avevano ricevuto praticamente aggiornamenti dalla loro entrata in servizio, a parte il sistema di silenziamento delle marmitte. Raggiungeva i 68 kmh e con un serbatoio da 1.160 l, i 340 km su strada o fuori strada i 220 km. Molto probabilmente questo quantitativo di carburante era inferiore rispetto a quello dei Leopard 2 tedeschi, ma nondimeno il peso in ordine di combattimento arrivava a 56,5 t. Da ricordare la presenza di due mitragliatrici da 7,5 mm di tipo locale oltre a 16 lancianebbiogeni Modello 87 da 76 mm. In tutto, i 370 carri di questo tipo erano sufficienti per i dieci battaglioni, la scuola e la riserva logistica. A breve era previsto che l'ottimo Leopard fosse aggiornato almeno nei sistemi di visione e puntamento. Il Panzer 68/88 aveva un motore da 660 hp con v. max di 55 kmh e autonomia di 250 km per un totale di 41 t in assetto di combattimento. Con i 186 esemplari presenti c'erano in tutto quasi 600 carri in servizio, ma questi erano destinati ai 6 battaglioni della Milizia, praticamente la riserva dell'Esercito e presto sarebbero stati radiati dal servizio. IL carro recupero 65/88 erano da 40 t, con gru da 15 e due verricelli da 25 e 75 t, con 5 carristi a bordo.
 
La Scuola Granatieri 21/221 era anch'essa basata a Thun per i Panzegranadiere, i Genieri Corazzati e altri equipaggi di mezzi blindati. La situazione dell'addestramento era simile, come corsi, a quella carri. Il primo corso 21/anno era su di una cp granatieri, una cp carristi e una cp genieri. Infatti, come si è visto prima, le unità a livello di battaglione granatieri erano unità multiarma con carri e fanteria. Nel corso estivo le cp fanteria diventavano due. In tutto, i due corsi ogni anno addestravano 540 reclute, oltre a 125 caporali, 40 capisezione e altri ancora. Le prime 3 settimane veniva insegnato l'ABC della fanteria tra cui l'uso del fucile SIG 90 e la bomba a mano Mod. 85. Dopo iniziava l'addestramento come conduttori di veicoli corazzati, o serventi alle armi, o altro ancora. C'erano ben 6 tipi di specializzazione, tra cui tiratore per Panzerfaust o per M47 Dragon. I Genieri avevano 4 specializzazioni, d'appoggio, costruzione. addetti agli esplosivi e equipaggi carri. Questo fino alla settima settimana. L'ottava c'erano gli esami, la nona iniziava l'addestramento di specializzazione: i genieri mandati a Bure assieme ai conducenti, mentre i granatieri andavano a Le Day. Settimane 10 e 11 erano riservate al combattimento per unità, a Bure, c'era invece l'attività di poligono di Hongrin. Le esercitazioni erano a livello di compagnia, c'era la disponibilità di sistemi di simulazione come il Panzerfaust-Sim Mod. 25 per i razzi c.c., e per la fanteria il Polytronic Ssim 90 per il fucile d'assalto, praticamente un sistema simile a quelli NATO a raggio laser. La scuola Granatieri corazzati era anch'essa frequentata da altri soldati per diversi altri corsi, mentre gli istruttori erano, al solito, realmente pochi, appena 27. Questo era possibile perché le attività di supporto erano assegnate al comando delle piazze d'armi e alle strutture logistiche dell'Esercito. Questo significava, a Bure, la presenza di un centinaio di persone, inclusi i civili.
 
L'armameno dei Panzergranadiere era vario e moderno: fucile SIG 90, bomba a mano Mod. 85, lanciagranate Mod. 97 per il fucile d'assalto, mitragliatrice Mod 51 da 7,5 mm, mortai da 60, 81 e 120 mm, missili BB77 Dragon e i Panzerfaust. I comandanti avevano anche la pistola SIG 220 o Modello 75.
 
I carri granatieri 63/69 erano in servizio in 382 esemplari, ed erano stati aggiornati con una corazza EEAK laterale a fisarmonica, serbatoi posteriori come sul VCC-1, motore potenziato, torretta con mitragliera Mod 48/73 da 20 mm, peso in ordine di combattimento di 13 t che il turbodiesel da 265 hp spingeva a 50 kmh, assieme a 3 uomini d'equipaggio e 7 granatieri. Poi c'erano i carri M113 base, ovvero i 63/73 no aggiornati eccetto per la torretta da 20 mm, il carro lanciamine 64 (M113 modificato con mortaio da 120 mm) con 5 uomini d'equipaggio e 11 t di peso; il carro genio 63, lo sminatore 63/89 con aratro, il carro gru 63, comando 63/89, trasmissioni 63 (tutte versioni dell'M113). In tutto una forza di 1.277 M113. Poi c'erano i carri posaponte 68/88 da 47 t con ponte da 18,2 m e portata di 50 t, eccezionalmente 60 (altrimenti come si fa per i Panzer 87?), lanciabile in 2 minuti e recuperabile in 3.
 
I Piranha 6x6 con torretta TOW 2 erano in servizio in 303 esemplari. Equipaggiavano le compagnie cacciacarri, che erano una per brigata.
 
E per quello che riguarda il futuro, il CV-9030 era stato scelto dopo le prove campali svolte, e dall'autunno del 2002 sarebbero iniziate le consegne di 186 mezzi a 990 milioni di franchi svizzeri, di cui il 19,5% per la logistica e il supporto. Niente paura per l'esborso: le 20 aziende svizzere coinvolte avrebbero garantito un offset del 100%. Le consegne, 60 l'anno, sarebbero terminate nel 2005. Si tratta di un mezzo simile a quello per la Norvegia, con motore potenziato a 670 hp e con norme antinquinamento svizzere incorporate, rampa posteriore anziché porta, calcolatore modernizzato e con interfaccia per il BMS per la gestione del campo di battaglia informatizzato, vano truppa ingrandito di 20 cm di lunghezza e 10 di altezza. La cp Granatieri sarebbe passata da 13 a 14 veicoli grazie ad un nuovo veicolo per il vicecomandante della cp. In tutto erano previsti, secondo l'Armee 95, di tre brigate. Ma secondo la ristrutturazione Armee XXI si sarebbe ridotto ad una sola brigata, ma con 142 mezzi. Nonostante questo, era previsto l'acquisto di altri 142 o più mezzi, per togliere di mezzo totalmente i vecchi IFV 63/89.
 
In tutto le caratteristiche erano:
*Dimensioni: lunghezza 6,8 m, larghezza 3,2, peso 27,7 t, motore TD da 670 hp, velocità 70 kmh, blindatura 500 kg/m2 (che significa una media di circa 70 mm di spessore!) per proteggere dai colpi da 30 mm frontalmente. Armamento: una mitragliera Bushmaster da 30 mm, una mtg da 7,5 mm e 8 lancianebbiogeni da 75 mm.
 
Il futuro dell'esercito svizzero era ancora visto come basato sulla leva, ma con un crescente livello d'insofferenza verso questo antico istituto della Confederazione. Gli Svizzeri erano al contrario favorevoli per l'80% ad un esercito di leva, per cui la cosa suona strana. Pochi gli obiettori. L'alternativa di un esercito di professionisti era troppo costoso. Gli Svizzeri erano impegnati nella campagna di sminamento nel Kosovo, una delle rare missioni oltre i confini; mentre nel 2004 era visto probabile la riunificazione delle forze truppe granatieri corazzati e carristi con una nuova struttura chiamata Panzerlher Verband.
 
==Aereonautica svizzera<ref>Da Fé, Giuliano: L'Aviazione federale svizzera nel XXI secolo', RID Novemnbre 2006, pagg. 54-61 </ref>==
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