Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Italia: esercito 4: differenze tra le versioni

L’ultimo sviluppo dell’A.129 ha interessato l’E.I. che ha ottenuto 60 dei suoi elicotteri preventivati (erano 90, ad un certo punto si temeva di ridurre a 45) di cui nel 1995 erano stati consegnati i 15 del primo lotto e 15 del secondo. L’aggiornamento avrebbe visto l’integrazione dei missili Stinger e il cannone da 20 mm, poi l’aggiornamento della trasmissione a 1.500 shp ed elica pentapala, poi sistema avionico migliorato, per esempio con un GPS integrato (modelli commerciali erano già stati usati in Somalia). Ma i motori nuovi non erano ipotizzati, costavano troppo. A parte questo, il successo per l’A.129 all’export è stato spostato sempre più in avanti, nel tempo. Solo nel 2007, dodici anni dopo la presentazione di questo elicottero, è arrivato l’ordine da parte turca per un consistente lotto, aumentabile, che rappresenta la prima vittoria dell’A.129. Ma bisogna tenere presente che questo elicottero era favorito da situazioni contingenti: i Turchi erano avversati in Europa dalla Francia e questo ha tagliato le gambe al Tigre e persino al Roiivalk (con motori francesi), mentre gli americani sono stati esclusi per varie ragioni, soprattutto perché avrebbero posto limiti all’export di tecnologia avanzata, le violazioni dei diritti umani e soprattutto gli attacchi ai Kurdi irakeni, gli unici alleati che gli USA hanno in Irak. Come avvenuto in molte altre situazioni, alle ditte e alla politica italiane non è sembrato necessario farsi alcun problema etico al riguardo della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Così tra qualche anno vedremo le sagome degli A.129 Turchi in volo sui villaggi kurdi. Peccato davvero che questo unico successo export sia stato ottenuto, dopo oltre 20 anni di marketing, in una situazione che viola tra l’altro la legislazione che ‘renderebbe’ vietata l’esportazione di armi in Paesi in stato di guerra, anche se non dichiarata (ma oramai praticamente non la dichiara più nessuno). Con l'Irak, ai tempi della guerra del 1980-88 si riuscì per l'appunto a bloccare la costruzione della sua flotta sequestrandogli le navi in corso di fornitura, ma si è trattato di un successo isolato.
 
===NH-90<ref>Sgarlato, Nico: ''Gli NH-90 dell'Esercito'', A&D Marzo 2008 pagg.38-41</ref>===
Il programma per l'elicottero NH-90, nelle sue varie forme e specializzazioni, è senz'altro il più importante a livello europeo. La sua presenza è stata particolarmente ricercata per gli impieghi navali, per rimpiazzare le macchine medie come l'AB-212 e il Lynx. Ma anche le forze di terra ne hanno bisogno, specie per sostituire apparecchi come i Puma e gli 'Huey'. Si tratta di un programma impegnativo, che per l'E.I. originariamente doveva corrispondere a ben 150 apparecchi. Troppi, e così sono stati ridotti a 60. Il contratto per la versione NH-90TTH è stato firmato nel 2000, e il 6 marzo di quest'anno sono stati conseganti i primi esemplari. L'NH-90TTH è noto come ETT nell'Esercito, ovvero Elicottero da Trasporto Tattico, e dovrà sostituire gran parte dei vecchi AB.205, 212 e anche dei più recenti AB.412 (per l'Esercito noti come ESC-3, 4 e 5). In verità si tratta di un apparecchio ben più sofisticato e complesso di questi, ma nondimeno questo è il prezzo da pagare al progresso. Il primo esemplare era stato preso in carico già il 30 dicembre scorso, ma la consegna ufficiale è arrivata solo il marzo successivo. Questi primi 5 elicotteri consegnati ufficalmente sono allo standard IOC, ovvero capacità operativa iniziale, poi ne arriveranno altri 7 entro il 2009 per completare il primo lotto, ma saranno allo standard IOC+, mentre gli ultimi 48 saranno in configurazione FOC, ovvero Full Operational Capability. D'altro canto non si può chiedere di meno per una macchina nata agli inizi degli anni '90 e che verrà consegnata fino al 2015. I primi 12 saranno portati a questo standard con il tempo. Le macchine sono destinate al 5° Reggimento 'Rigel' di Casarza, e al 7° 'Vega' di Rimini, ovvero i reggimenti per la brigata aeromobile 'Friuli', del 1° Comando Forze di Difesa. Ma non tutti gli NH-90 finiranno in questi due reggimenti, perché ne arriveranno anche al 26° Gruppo Squadroni 'Giove', ovvero il REOS (Reparto Elicotteri Operazioni Speciali) del 1° Reggimento 'Antares', dipendente dal Comando Aviazione dell'Esercito di Viterbo.
 
Per il futuro la linea di volo sarà costituita da 4 macchine: CH-47C (da sostituire con i nuovi F), gli A.129CBT (ovvero i 'Mangusta' aggiornati con cannone, avionica nuova etc.), gli NH-90, e un elicottero medio multiruolo che potrebbe essere l'AW-149 da 7 t( inutile sperare che il mercato domestico, nonostante le condanne europee, sia mai realmente apribile a fornitori esteri), lanciato ufficialmente nel 2006 e da vedersi nel 2007, poi però rimandato come presentazione a quest'anno. Questo tra l'altro significa la fine degli A.109, per qualche motivo non particolarmente amati dall'Esercito e comprati in pochi esemplari, dall'uso piuttosto incerto.
 
L'NH-90TTH è una macchina notevole, che potrebbe essere considerata più simile al Super Puma in una configurazione 'avanzata' che all'AB.412. Ha una fusoliera molto allungata con una trave di coda corta e robusta, giusto come la macchina francese, con una svasatura nella fusoliera che rende evidente lo studio di tecniche di riduzione della traccia radar, mentre per il resto ha sistemi ECM ed avionici moderni, FLIR, allarme radar e laser etc. Pesa al massimo 10.600 kg, equipaggiato con turbine CT7-8 nella versione T6E1 da 2.500shp, praticamente la versione depotenziata delle turbine che saranno montate sul VH-71 'Kestrel', l'elicottero presidenziale USA. Solo che questo avrà 9.300 shp complessivi, mentre l'NH-90TTH ne avrà 5.000. Il motore è stato ordinato in 232 unità, costruito dalla Fiat Avio, mentre la progettazione è principalmente americana, a cui la Fiat Avio ha contribuito con uno sviluppo in comune. L'equipaggio è di due persone, autonomia di 4 ore 35 min o 800 km, velocità max di ben 315 kmh e di crociera di 260, 14 militari trasportabili, max 20 persone (nessuno stupore, il Puma arriva a 16), carico di 3 t al gancio baricentrico (anche qui non c'é grande differenza). La cabina interna ha altezza di 1,58 m, più che sufficienti per stare seduti, non per stare in piedi e allora la Svezia, che è uno dei clienti di questo elicottero multinazionale, ha chiesto una versione rialzata a 1,82 m. I portelloni laterali sono ampi e sopratutto consentono l'imbarco rapido anche se ci sono le minigun laterali montate.Naturalmente le diavolerie elettroniche per le operazioni anche in condizioni meteo proibitive non si contano: radar meteorologico, sistema antighiaccio per le pale, INS, GPS, mappe sintetiche, comandi di volo interamente FBW, sistema di rilevamento ostacoli LOAM, casco con visore incorporato, sistemi di difesa ECM, il tutto integrato da un sistema MIL-ST1553. POi vi sono minigun M134D costruite su licenza dalla OTO Melara con calibro 7,62 mm e 6.500 c,min, oppure due mitragliatrici da 12,7 a canna singola. I primi due reparti tra cui il 'Cigno e il REOS saranno operativi per la fine del 2009. L'elicottero ha anche un supporto logistico dedicato, con il 2° Reggimento di Sostegno 'Orione' di Bologna preposto alla sua gestione, dopo che i primi 2 anni saranno gestiti da Viterbo.
 
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