Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Spagna: differenze tra le versioni

 
 
===Briac XII, 1990<ref>Valpolini, Paolo: ''BRIAC XII'', P&D Ottobre 1990, pagg. 54-59</ref>===
BRIAC è anzitutto l'acronimo di BRigada ACorazada XII, non una qualunque dato che assieme alla Brigata di Fanteria XI e al supporto logistico costituiva la 1a Divisione corazzata 'Brunete'. La sede della XII era a El Goloso, vicino alla base di comando dell'Aviazione dell'Esercito. La brigata meccanizzata era invece vicino al Portogallo, a Badajoz. In effetti in Spagna la difesa non era e non è polarizzata; non c'é una direzione precisa da cui poteva giungere una minaccia, e in ogni caso, con la sua lontananza dal fronte europeo centrale gli spagnoli avevano poco da temere dal Patto di Varsavia, a meno che non vi fosse stata una guerra generale con armi nucleari. Più immediati gli screzi con il Marocco. Data l'assenza di un fronte d'attacco prevedibile le unità dell'Esercito erano disseminate per il grande territorio della Spagna in maniera piuttosto uniforme, ma la brigata paracadutisti e quella corazzata erano in posizione centrale, sia per intervenire con più rapidità in ogni zona della nazione che per difendere la capitale.
 
La 12ima era principalmente un'unità carri e così il suo elemento principale era il reggimento di fanteria corazzata, il 61imo 'Alcazar de Toledo', accompagnato da uno di fanteria meccanizzata, il 31imo 'Asturias', che era inizialmente costituito da un battaglione quadro e da uno regolare, che poi è rimasto l'unico ad essere mantenuto dopo le recenti ristrutturazioni. Questo era il I/31 'Covadonga'.
 
Ma prima di parlare della XII, un ripasso storico delle unità. Costituita nel 1966 assieme alla stessa divisione 'Brunete' (ex 1a Divisione corazzata sciolta e poi fusa con la 11ima divisione sperimentale) le unità base erano invece risalenti a tempi ben più antichi. Il reggimento 'Asturias' nacque nel 1703, venne impiegato nella guerra di secessione, venne mandato in Italia (come Regimento de Asturias N.14) nel 1710-12 , venne infine sciolto nel 1807 perché si rifiutò di riconoscere Giuseppe Bonaparte come Re di Spagna. Ritornò in vita nel 1811 su 3 battaglioni e mandato in Messico per la Guerra d'indipendenza, poi nel 1813 contro i francesi ,in Africa, Cuba, in Marocco (anni '20). Combattè la guerra civile nel '36 come reggimento di fanteria 'Covadonga N.4, sciolto e riformato nel '39 come reggimento di fanteria motorizzata Asturias N.31, diventando meccanizzato nel '65 e poi entrando nell'organico della Brunete, in carico alla XIIima. Quanto al Reggimento N.61 venne formato nel '43 come erede della storia carrista spagnola, iniziata nel '25 nella guerra contro i ribelli marocchini.
 
Detto sommariamente dei due reggimenti, i supporti di brigata erano la compagnia comando e servizi, gruppo di artiglieria semovente, grppo genio-trasmissioni, battaglione logistico, unità di sicurezza per la sorveglianza delle infrastrutture.
 
Entrando nell'organico del 61imo Reggimento, questo aveva 2 battaglioni carri, il I/61 e il II/61, rispettivamente il 'Wad-Ras' e 'Leon'. Questi avevano un classico organico di carri armati medi, con 41 mezzi l'uno del tipo più moderno disponibile, l'AMX-30E, e ciascuno di questi battaglioni aveva suddivisioni in compagnie e plotoni. Ma le compagnie erano ben 5, perché vi erano anche quella comando e quella servizi, oltre alle classiche 3 compagnie carri con 3 plotoni di 4 carri l'una e quello del comandante di compagnia. Questi 39 carri armati erano integrati da altri 2, quelli del comandante battaglione e del suo vice. Il plotone esplorazione della compagnia comando aveva gli M113, mentre gli M106 con mortaio da 120 mm avevano compiti d'appoggio di fuoco con un plotone, vi era anche una compagnia con cannoni da 20 mm da 120 calibri. IL battaglione meccanizzato aveva 3 cp fucilieri che disponevano di mortai da 81 mm in un plotone su cingolati M113. Sia le cp carri che quelle fanteria avevano l'appoggio di un M113 dell'artiglieria per l'osservazione e direzione tiro dell'artiglieria di medio calibro. Al posto del plotone ricognizione vi era quello controcarri con una decina di lanciamissili MILAN e veicoli M113.
 
L'artiglieria era basata su 3 batterie di obici da 155 mm su sei M109A1 l'una, che costituivano il gruppo d'artiglieria, assieme alla batteria comando e quella rifornimenti. Tutti i mezzi erano cingolati, il fuoco delle batterie era automatizzato con un sistema informatico. Il gruppo genio-trasmissioni era su due compagnie, ovvero una per i carri e una per la fanteria. Il battaglione logistico aveva compiti sanitari, trasporti e di rifornimento.
 
Mancava qualcosa? certamente la compagnia controcarri, perché nell'ET mancava sorprendentemente un sistema missilistico a lungo raggio come l'HOT e il TOW (il primo era disponibile per alcuni elicotteri) e formare una cp con i missili MILAN da 2 km di raggio scarsi non era il massimo. Un progetto interessante era quello di un cacciacarri chiamato 'Matador' con torretta lanciamissili basata sullo scafo del carro leggero M41, ma venne annullato.
 
In tutto vi erano 3.000 soldati per la BRIAC XII, addestrati -come tutte le unità maggiori dell' ET- direttamente in reparto con un corso base di 2 mesi e mezzo e uno specialistico di 3-4 mesi. I piloti dei carri erano mandati alla scuola Logistica per 5 settimane. I capicarro erano tutti professionisti, in genere sergenti, mentre il reclutamento era basato su criteri territoriali su regioni e province, tanto non v'era problema a dovere raggruppare tutti i reparti in un fronte tipo il Nord-Est in Italia. In addestramento si sparavano 12-15 colpi reali per i carri armati, con un piccolo poligono per la brigata, ma ogni cp carri aveva 4 simulatori Simfire per addestrarsi in bianco, come anche per i missili MILAN v'erano sistemi avanzati. Vi era un campo di addestramento di 5x2 km, a 12 km vi era il poligono di San Pedro che permetteva il tiro con i proiettili dei carri, mentre infine l'area addestrativa di San Gregorio, a sud di Saragoza era raggiungibile via treno ma ne valeva la pena, visto che era l'aerea di addestramento più grande d'Europa (in Spagna non v'erano problemi di spazio con una densità di circa 100 abitanti per kmq).
 
Quanto ai mezzi v'erano i carri AMX-30, come si sa si trattava dei rivali dei Leopard 1 tedeschi, ma onestamente questi veicoli bassi e poco protetti erano piuttosto deludenti. Il problema era la meccanica poco affidabile, non poco per un carro pensato per realizzare un'alta mobilità. Questo era tanto vero che i carristi spagnoli avevano maggiormente in favore i vecchi M48. In tutto vi erano quasi 1000 carri di cui 120 M41, 375 M47 (di cui alcuni diesel, altri diesel e con cannone da 105 mm; non male per questi mezzi che erano in alcuni casi addirittura ex-italiani), 184 M48 e 299 AMX-30. Ovviamente i carri M41 e 47 erano oramai vecchi (tra l'altro l'M41 e l'M47 sono progettualmente parenti stretti), e il miglior carri armato era l'M48A5E1, dotato di telemetro laser e visore notturno, integrati nel sistema di tiro Hughes Mk VII, mentre il motore era il diesel AVDS-1790-2A da 790 hp, praticamente lo stesso dell'M60 ma con un peso minore e quindi maggiore mobilità, grazie anche alla trasmissione automatica Allison CD-850-6A. L'aggiornamento dei carri M48 aveva avuto successo, ed erano gli unici carri spagnoli con tale sistema di tiro computerizzato. Ma anche gli AMX-30 potevano valere un aggiornmento tecnico, dopotutto erano successivi di circa 10 anni. E allora, l'Empresa Nacional Santa Barbara, che li costruì su licenza fino al 1981 in 280 esemplari, avrebbe preso in carico questo nuovo programma per dare ai carri di questo tipo un'operatività elevata, che era altrimenti inferiore a quella dei vecchi Patton. Il primo AMX-30 uscì dalla fabbrica e venne consegnato nel 1989. Ma com'era questo aggiornamento?
 
Prima cosa la mobilità: era questo il tallone d'Achille del carro francese, prodotto in Spagna nel 1976-81, poi nei 5 anni successivi la Santa Barbara ha studiato un aggiornamento tecnico, fino a realizzare ben 10 prototipi con differenti impianti. Nel 1987 venne scelto dal Ministero della Difesa di procedere all'aggiornamento di quello che era nominalmente il più importante carro spagnolo. Ecco come: il motore HS-110 da 680 hp venne sostituito dal 6 cilindri a V MTU Bazan MB 833 KA501 da ben 850 hp a 2.400 giri-min. Un colpo basso per il carro francese: era praticamente quello del Leopard 1! La trasmissione automatica era pure tedesca, la ZF LSG 3000 che rimpiazzava la SSD-200D, così da sostituire tutto il power-pack originale. Il posto di guida era modificato. L'AMX-30 somigliava molto ai carri sovietici come dimensioni e aspetto (basso, allungato, con un grosso cannone etc.), e anche all'interno vi erano somiglianze, eccetto che per la mancanza del caricatore automatico. Il pilota aveva 2 leve di comando, come nei mezzi sovietici. Questo sistema di guida era era piuttosto grossolano e faticoso, e allora venne installato un volantino come nei mezzi americani. I freni venivano poi rinforzati, le barre di torsione venivano modificate con barre di torsione più spesse e gli ammortizzatori erano migliorati. Il sistema di controllo del tiro era l'Mk 9 della Hughes-Inisel con calcolatore digitale, telemetro laser, tacheometro, sensore di inclinazione, visore notturno termico. Protezione incrementata con un kit di corazze ERA, sistema antiesplosione, estintore automatico anche per il vano di combattimento, lanciafumogeni e generatore di fumo (come nei carri sovietici e anche diversi tipi occidentali recenti). I carri sarebbero stati aggiornati smontati e rimontati pezzo per pezzo rimpiazzando le parti meccaniche logorate. In tutto era previsto di aggiornare 32 carri all'anno.
 
Per il futuro dei corazzati, il carro leggero Lince era stato cancellato; si trattava di un carro da 40-50 t, un mezzo da combattimento per la fanteria chiamato VCI da 30 t, che era in competizione con il KPZs-90 austriaco realizzato in collaborazione internazionale con gli spagnoli (e che avrebbe poi vinto). In futuro gli AMX-30 Roland avrebbero fatto parte della BRIAC XII con una batteria di questi sistemi mentre l'altra batteria era destinata alla divisione meccanizzata. Finalmente la BRIAC avrebbe avuto una capacità contraerea tattica decente, assieme ai missili SAM che avrebbero sostituito i cannoni da 20 mm (e che ancora non erano stati scelti, ma sarebbero stati i Mistral).
 
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