Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Marocco"

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===Il muro delle FAR nella Zona Militare Sud (1990)===
A fermare le incursioni oltreconfine del Polisario, vi erano le truppe della Zona Militare Sud, con 3 settori operativi, N, centro e S. Le basi erano Qued ad Dahab, Seguiet El Mra e Qued ad Dakar, ma ogni settore era basato su altri sotto-settori operativi. In tutto v'erano una brigata di fanteria meccanizzata con 5 mila effettivi su un battaglione comando e servizi e 4 di fanteria. I mezzi erano gli M113, M163 Vulcan, M113 TOW. Altre 4 brigate di fanteria avevano 20 mila soldati con la stessa organizzazione base ma armi diverse, come mortai da 120 mm, missili Dragon da 1 km, MILAN da 2 e TOW da 3-4 km, cannoni SR M40A1 e veicoli APC VAB. Infine vi erano un reggimento di fanteria meccanizzata con 3 mila soldati, con battaglione comando e 3 d'arma base con cingolati M113 e ruotati Ratel, AML-60 e 90, sistemi d'arma M163 e M113-TOW; 3 reggimenti fanteria per 9.000 uomini con una compagnia controcarro, una mortai pesanti, una radar, sei compagnie DIR (intervento rapido), e un solo battaglione d'arma base. Avevano radar LMT-Ratac su veicoli AMX-13, cannoni SR M40, mortai da 120 mm, missili MILAN. Infine v'erano due battaglioni paracadutisti con 2 mila soldati della a Brigata di Fanteria Paracadutisti, ed equipaggiati con mortai da 81 e 120 mm, cannoni SR da 106 mm, mitragliere binate KPV da 14.5 mm, missili HOT, MILAN, TOW.
 
Dietro da questi reparti che da soli accontavano da 5 brigate, 4 reggimenti, 2 battaglioni per una forza complessiva di 39.000 soldati (!) dotati di equipaggiamenti moderni e mobili, non mancavano altre forze.
 
Erano disponibili anche 2 battaglioni di fanteria con 2.500 uomini in tutto (1 compagnia comando e 4 fanti), 23 battaglioni d'arresto con 17.000 effettivi sistemati dietro i Muri; 4 GEB, ovvero Gruppi d'esplorazione blindati con 2.600 uomini l'una, ciascuna su: 1 compagnia omando e servizi, 4 compagnie carri, 1 fanti meccanizzati, 1 controcarri. Questi gruppi avevano carri M48A3 e A5 con pezzi da 90 o 105 mm, cacciacarri leggeri SK-105 Kurassier ben più moderni e mobili, armati con cannone da 105 mm su torretta tipo quella degli AMX-13, blindo AMX-10RC pesanti, cingolati M113 e M113TOW. Ad essi si aggiungeva un GEMèca, Groupe d'Escuadrons Mécanisés con una compagnia comando e servizi e 3-6 compagnie meccanizzate con AML-90, M-3, M113 e addirittura BM-21 da 122 mm. Non bastava: c'erano anche 7 GAR, Groupe d'Artillerie Royale con 7 uomini complessivi e ciascuno su batteria comando e servizi, batteria contraerea, 3 batterie da 105 e 155 mm con 6 pezzi l'una, inclusi i semoventi G-3 e M109A1. V'erano anche 5 battaglioni del Genio, 1 trasmissione, 2 logistici per riparazione, 2 battaglioni meharisti, 3 GLS (Groupements Légers de Sècuritè) delle Brigate leggere di sicurezza, un certo numero di piccoli reparti speciali (Commandos de la Marche Verte), 8-10 mila uomini paramilitari (Forces suxiliaries Quouat Moussaida) appartementi dal Ministero degli Interni.
 
Non mancavano le forze aeree: FRA (Forces Royales Air) con una grossa base aerea a Laayoune, la 4a Base Aèrienne, con Mirage F.1, F-5, elicotteri da trasporto e combattimento. La Marine Royale aveva infine basi ad Agadir e Dakhla con guardacoste, naviglio leggero anfibio, motovedette, e il 2 e 3o Bataillon de Fusiliers Marins, stanziati normalmente a Laayoune, e Boujdour.
 
Insoma, un complesso estremamente complesso e costoso per far fronte al Polisario: ricapitolando, 5 brigate di cui una meccanizzata e 4 motorizzate, 1 reggimento di fanteria meccanizzata e 3 motorizzata,2 battaglioni paracadutisti per un totale di 39.000 uomini dei reparti di intervento; 2 battaglioni di fanteria, 17 battaglioni di fanteria d'arresto, 4 GEB, 7 gruppi d'artiglieria, 5 battaglioni del genio, 1 trasmissioni, 2 logistici, 3 raggruppamenti, unità speciali e 8-10 mila paramilitari degli Interni. Stiamo parlando di circa 120.000 soldati, con uno schieramento difensivo dietro muri di sabbia e campi minati.
 
E tutto questo per tenere a bada appena 150.000 Sarawhi, di cui circa 20.000 in armi o armabili, per giunta con l'appoggio di aerei e navi, due battaglioni fanteria marina come finale.
 
E i muri? Erano lunghi 2.400 km, un terrapieno alto 2-3 m di sabbia e pietrisco, creati con due bulldozzers contapposti. I muri servirebbero a poco da soli, ma ogni 5-7 km v'erano anche dei PA, punti d'appoggio occupati da un plotone o da una compagnia, protetti da campi minati e dal sempre valido filo spinato. Il reparto aveva mitragliatrici da 12.7 e 14.5 mm, lanciarazzi controcarri e-o missili Dragon e MILAN, mortai da 81 o 120 mm. VI erano anche postazioni fisse d'osservazione, con un plotone ed erano distanti tra i 500 e i 2.000 m di distanza l'uno dall'altro. Questi punti d'osservazione potevano supportarsi tra di loro in caso d'attacco, ma oltre a questo v'erano anche i sistemi d'osservazione radar: RATAC, RASIT, STENTOR, RASURA francesi o gli AN/PPS-5 americani per l'avvistamento di oggetti a terra, con raggio di circa 30 km e collegati alle artiglierie campali.
 
A parte questo,ad 1 km dietro al muro v'erano postazioni d'artiglieria campale da 105 e 155 mm, o mortai pesanti da 120 mm. In profondità v'erano i gruppi autonomi: un primo gruppo d'intervento aveva un battaglione di blindo, carri,carri leggeri, veicoli leggeri. Poi se tutto andava anche peggio v'era il Gruppo d'intervento generale con brigate o reggimenti fanteria meccanizzata, dai GEB e infine dall'appoggio dei caccia e aerei vari: questi includevano anche i Mirage F-1 e F-5 con pod da ricognizione, un C-130 Hercules con uno SLAR e sistemi ELINT.
 
Tutto questo dà l'idea di come sia difficile fissare un nemico nella guerra del deserto e con che costi per una nazione: schierare nell'inospitale parte meridionale del Marocco 120.000 uomini e migliaia di equipaggiamenti pesanti era un salasso davvero notevole per il non poderoso stato marocchino, ed estremamente impegnativo per chiunque altro (non era tanto diverso dallo schieramento di NE in Italia durante la Guerra Fredda).
 
 
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