Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-2: differenze tra le versioni

 
==Mezzi della fanteria==
Inizialmente i sovietici non erano ben equipaggiati per il movimento dei fanti sul campo di battaglia. A dire il vero la cosa non era del tutto ignorata, tanto che addirittura prima della guerra si era pensato a blindati cingolati per il trasporto truppe. Dopotutto, le 'cingolette' Vickers avevano conosciuto un successo che, sia pure sopratutto come porta-armi, aveva visto per la prima volta mezzi cingolati veloci ampiamente diffusi in reparti che non erano carristi. Il successo di questi mezzi, usati sia come vettori di mitragliatrici o mortai, che come trattori d'artiglieria fu tale che si dovette attendere, con ogni evidenza, l'M113 per trovargli un pari: solo la Francia ne realizzò oltre 4000 o 6000 in versione trattore d'artiglieria per cannoni leggeri come quelli controcarri. Le cingolette Vickers erano parenti strettissimi dei carri leggeri, che costituirono la base dei reparti corazzati inglesi, italiani e sovietici per anni, mentre in Francia come si è visto vennero usate solo come trattori d'artiglieria. I sovietici si interessarono di mezzi protetti cingolati, usati per esempio anche contro la Finlandia nel '39,ma all'epoca l'URSS in generale mancava di veicoli motorizzati: ancora nel '41 ve n'erano in tutto appena 600.000 nell'immenso paese euroasiatico, e molti di questi erano in carico all'Armata Rossa. Quindi non v'é molto di cui stupirsi se l'URSS si ritrovò sprovvista di sufficienti risorse per la sua enorme fanteria. Così i fanti sovietici entravano in azione appiedati, restando altamente vulnerabili alle armi tedesche che spazzavano il campo di battaglia (un esempio potrebbe essere il film 'La croce di Ferro' di S.Pekimpah), e i carri o restavano slegati dai fanti o erano costretti a rallentare e ad accompagnarli, diventando facili bersagli per l'artiglieria controcarri. In seguito si pensò bene di far stare i fanti direttamente sui carri armati. Le armate di soldati sopra i KV e i T-34, armati dei mitra PPHS divennero estremamente temibili, anche se ovviamente i fanti erano vulnerabili alle armi leggere e alle schegge, spesso costretti a saltare giù dai veicoli per ripararsi. Insomma, non era nemmeno così la situazione ideale. Altri mezzi erano usati per trainare reparti di sciatori nell'abbondante neve dell'inverno russo, e sempre su questo strato bianco era possibile muoversi con speciali slitte ad elica dalle prestazioni sorprendenti.
 
Ma in generale i sovietici continuarono ad andare incontro al martirio a piedi, cosa che nelle offensive, anche locali, non era proprio ideale. L'URSS aveva un minore potenziale industriale rispetto agli USA; sopratutto perché si ritrovò devastata dalla Germania, e anzi fu già un miracolo riuscire a trasportare le proprie fabbriche oltre gli Urali per sfuggire all'aviazione tedesca e alle rapide avanzate, che avrebbero potuto mettere fine alla resistenza sovietica occupando le basi industriali del Paese. Quando non fu possibile, come a Leningrado, si videro i carri armati uscire, spesso incompleti, dalle fabbriche e andare a combattere al fronte subito dopo.
 
Per i trasporti logistici la situazione era ancora peggiore e l'Armata Rossa, che pure nei primi anni '30 era già fortemente motorizzata, si ritrovò ad affidarsi agli animali da soma e da tiro, (e spesso anche a reparti di cavalleria montata in prima linea). Ma sopratutto, arrivarono quasi 500.000 autocarri occidentali, per lo più americani, e migliaia di semicingolati americani, spesso usati come vettori di armi come i cannoni c.c. da 57 mm sovietici (tra i migliori disponibili).
 
Alla fine della guerra, l'industria sovietica aveva prodotto quantità di carri e artiglierie di ottimo livello, ma senza l'aiuto alleato nel settore logistico le cose avrebbero potuto prendere una brutta piega. I sovietici avevano vinto, e a fatica, con grande dispendio di vite umane, specie fanti con un danno demografico enorme: negli anni '90 v'era ancora un eccesso di 20 milioni di donne rispetto agli uomini nell'ex-URSS.
 
In seguito i sovietici cominciarono ad usare truppe motorizzate (ma il concetto di caricare i fanti sui carri per migliorare la cooperazione tra le due armi è stato molto duro a morire) con gli autocarri a trazione integrale 6x6. Da qui ad utilizzare mezzi corazzati ruotati, dotati di una semplice struttura protettiva in acciaio saldato, è stato un passo breve e i primi risultati sono stati il BTR-40 4x4, piccolo mezzo da ricognizione, e il grosso BTR-152, simile ad un semicingolato americano a parte che è per l'appunto 6x6. Come questo non ha protezione superiore, ma era un grosso miglioramento in generale per la mobilità delle truppe (sebbene la mobilità in terreno vario, con la corazza, era minore di quella dell'autocarro da cui derivava, almeno se questo era scarico; inoltre la corazza attorno al motore poneva problemi di raffreddamento da non sottovalutare). La NATO si stava dando, con i suoi eserciti meno numerosi ma meglio equipaggiati, una spinta motorizzazione inclusa la meccanizzazione delle truppe. I sovietici ottennero un risultato anche con il BTR-50, simile al PT-76 ma con un vano portatruppe. Era un buon mezzo, specie per le capacità anfibie (assenti nel caso del BTR-152), ma ancora inferiore rispetto al più veloce, armato e protetto (superiormente) M113; anche così era valido per portare una o persino 2 squadre fanti in azione assieme ai carri armati. Poi negli anni '60 sarebbero arrivati i mezzi definitivi: i BTR-60 e i BMP. Nonostante non mancassero di limiti e difetti, divennero mezzi giustamente ben diffusi e ammirati (o temuti). Dopotutto, i grossi BTR-60 erano nelle truppe motorizzate laddove in Occidente v'erano giusto autocarri a trazione integrale, in genere non armati, non protetti e non anfibi in alcuna misura. I BMP sulla carta almeno erano grandemente superiori rispetto agli M113 ed erano i primi veri mezzi combattenti per la fanteria meccanizzata, almeno tra quelli con una buona diffusione. Sulla famiglia BTR e BMP si reggono ancora le truppe motorizzate russe.
[[Immagine:BTR-60PB_DA-ST-89-06597.jpg|300px|left|thumb|BTR-60 [http://commons.wikimedia.org/wiki/BTR-60]]]
Primo dei veicoli da fanteria moderni sovietici, con le sue 8 ruote motrici ed un'eccellente mobilità, il [[w:BTR-60|BTR-60]] era il progenitore di una serie di mezzi come il [[w:BTR-70|BTR-70]] , 80, 90 tutti 8x8, e prodotti a decine di migliaia in varie versioni. Inizialmente era da circa 10 t, con uno scafo aperto, poi sono arrivati i tipi a scafo chiuso designati BTR-60P, e infine i BTR-60PB, i mezzi più diffusi, con torretta da 14,5 mm e portelli ausiliari per agevolare l'uscita e entrata dal mezzo, rese difficili dalla chiusura del tetto per migliorare la protezione dei fanti.
6 953

contributi