Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Francia-1: differenze tra le versioni

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Per attaccare i bersagli previsti vennero messe a punto le tecniche ottimali con 5-7 elicotteri operanti su di una linea di 1500 m, con due Puma che seguivano a 500 per compiti SAR. Gli elicotteri francesi non avrebbero dovuto entrare in azione per recuperare gli elicotteristi caduti, ma avrebbero recuperato il pilota di un F-16 durante la guerra. Questa, scoppiata il 17 gennaio 1991 vide l'ALAT pronta a muovere a Rafhna, circa 30 km dal confine irakeno, assieme alle forze terrestri francesi, che cooperavano col XVIII Corpo d'Armata dell'US Army.
 
Per quanto riguarda le Forze terrestri, le prima unità giunsero il 29 settembre, sbarcando presso il terminale petrolifero di Yambu, sul Mar Rosso. Inizialmente arrivò una brigata, ma alla fine divennero una divisione leggera, grazie anche alla base logistica di Gibuti. Detto degli elicotteri e aerei, vi era da mensionare la cavalleria corazzata, con le blindo pesanti AMX-10RC. Queste erano appena meno possenti delle Centauro italiane, tanto per dare un'idea; ma le Centauro entrarono in servizio solo l'anno dopo, mentre le AMX-10RC erano un mezzo già in linea da anni in oltre 300 esemplari, come degne sostitute delle blindo pesanti EBR-75 che avevano una minore autonomia essendo a benzina, ed erano armate con la torretta oscillante dei carri AMX-13. In tutto vi erano:
La guerra terrestre iniziò solo quasi 40 giorni dopo, con 3 azioni simultanee: attacco frontale verso E da parte dei Marines e i Sauditi, manovra di sfondamento da parte del VIIimo dell'US Army, panarabi e britannici del settore centrale con conversione ad E verso il Kuwaits per gli inglesi e verso NE per gli americani, diretti a Bassora. Infine vi fu un attacco in profondità verso Ovest da parte del XVIII C.dA USA, con direzione Nasyria e Bassora dopo la conquista di Al Salman che ha visto anche l'uso di ben 460 elicotteri per portare 3000 soldati della 101ima Divisione 113 km dentro l'Irak, in una posizione chiamata in codice 'Cobra'.
 
*3 battaglioni con gli AMX-10RC. Queste unità di cavalleria blindata avevano anche 40 VAB con il potente sistema missilistico controcarreo HOT in torretta lanciamissili speciale, e le piccole blindo Sagaie con cannone da 90 mm, che con una ventina di mezzi componevano gli elementi di un quarto battaglione.
*A parte questi elementi di punta con qualcosa come 180 veicoli da combattimento ruotati tra blindo medie e pesanti, e veicoli lanciamissili, vi erano 2 battaglioni di fanteria motorizzata su VAB e un battaglione di fanteria aeromobile.
*Inoltre vi era un battaglione d'assalto del genio con VAB, ma anche missili controcarri e veicoli speciali.
*Infine era presente un battaglione di artiglieria con 36 obici da 155 mm.
*Tutto questo era coordinato da un Q.G. con supporto logistico, compagnie di specialisti per la guerra elettronica, unità per la protezione del comando, trasporto, mediche, polizia militare.
 
In tutto vi erano 140 blindo, 36 artiglierie pesanti, 250 VAB (delle migliaia presenti nell'Armée), migliaia di veicoli di ogni sorta che variavano dalle piccole jeep P4 ai camion pesanti TRM4000 da 10 t di capacità. In tutto la divisione leggera, chiamata come l'operazione in tutto DAGUET era ben differente da quella schierata dagli inglesi con l'operazione 'Granby'. Infatti gli inglesi schierarono un'unità pesante con i Challenger, ben diversa dalla divisione leggera francese. Nei fatti entrambe si dimostrarono efficaci, anche se per affrontare il grosso delle forze irakene erano necessari i mezzi pesanti delle unità anglo-americane, mentre i francesi potevano combattere battaglie aeromobili veloci contro obiettivi strategici ma non molto difesi.
 
Quanto alle navi ne vennero mobilitate in tutto una quindicina: le fregate (o caccia) 'Montcalm', 'Dupleix', 'De la Motte-Picquet', ma anche la nave d'assalto anfibio 'Foudre' che avrebbe avuto essenzialmente il compito di nave ospedale. Non mancavano alcuni sottomarini nell'Oceano Indiano. Dopo avere trasportato elicotteri, la FOCH e la gemella CLEMENCEAU erano entrambe pronte a Tolone con i Super Etendard.
 
I Legionari francesi, nemmeno a dirlo, erano una forza preminente in questo schieramento, con oltre 2500 uomini in 3 battaglioni: il 1 REC, 2 REI, e 6 REG. Il primo di questi reparti era basato a Aubagne, dov'era anche il comando dell'intera Legione Straniera, nonché la sede amministrativa. Inizialmente schierate ad Hafar Al Batin vennero poi spostate a Miramar, mentre il governo francese tentava le vie diplomatiche per evitare il peggio. Nel frattempo, in questa 'Drole du guerre' entrambi gli schieramenti tentavano di eseguire ricognizioni terrestri come i CRAP (Commandos aeroportati, ma 'crap' in inglese dev'essere stata una ben risibile sigla..) e quelli del 1 RPIMa e 13 RDP (specializzati, in entrambi i casi nella raccolta di informazioni). Nel frattempo la Legione straniera era impegnata in azioni difensive pattugliando a difesa delle proprie installzioni; non era facile, i beduini del deserto spesso nascondevano dei commandos irakeni. Il 2 febbraio vi fu di sicuro un conflitto a fuoco che vide gli irakeni ritirarsi dopo avere subito alcune perdite. La vittoria venne ottenuta da elementi del 2 REI e 1 RHP. Il 12 venne catturato un disertore irakeno che fornì indicazioni utili per distruggere una quindicina di avamposti irakeni al confine. Oramai la guerra era scoppiata da settimane. La DAGUET era posta sotto comando del 18imo Corpo aerotrasportato del Gen. Gary Luck, ma il Gen. Janvier aveva a sua volta il comando la 2a brigata dell'82ima Divisione. La forza schierata per le operazioni era suddivisa in tre gruppi: sul lato est dello schieramento vi era il 4° Dragoni con i carri AMX-30B2, il 3° RIMa/RICM (fanti di marina), 4° RHC (elicotteri d'attacco). In avanguardia vi era un distaccamento del 6° REG e del genio per sgomberare la strada dalle mine e ostacoli. Al centro vi era la 2a Brigata americana, comandata dal Col. Rocoz e con un distaccamento di scoperta del 6 REG. Il lato ovest era assegnato al gruppo Rosso (il lato E era presieduto dal 'gruppo verde') con il 1 REC, 2 REI, 6 REG, 1 Spahis, uno squadrone RICM, componente di artiglieria dell'11 imo RAMa, e quella del 210imo battaglione di artiglieria americano, oltre infine al 3 RHC di elicotteri.
 
Dopo avere conquistato un saliente alto circa 35 m da parte del 2 REI, alla cui sommità vi era un fortino irakeno. Questo era l'obiettivo 'Natchez', che venne occupato già alle 15 del 22 febbraio, ben prima dell'inizio dell'offensiva terrestre. I francesi del 3o plotone della 4a compagnia del 2o REI furono i primi della Coalizione ad invadere l'Irak. Arrivarono con i VAB, poi giunsero i rinforzi. Ad un certo punto arrivò in una nube di polvere un veicolo irakeno, che però non offrì resistenza: anzi, vennero per negoziare la resa.
 
 
Dalle 13 del 23 febbraio i francesi erano entrati nel territorio irakeno di almeno 10 km, e occupavano stabilmente il saliente del fortino e i dintorni. Il 24 febbraio 1991 iniziò l'offensiva generale verso As Salman e il suo aeroporto, nonché il nodo stradale di grande importanza. Il 6 REG partì in avanscoperta e trovò molti soldati irakeni che erano letteralmente terrorizzati, nelle loro buche avevano passato settimane tanto che uno di loro venne fuori solo dopo che i francesi accettarono di deporre le loro armi. Del resto, all'epoca le truppe di confine irakene erano talmente debilitate, che alcuni soldati si arresero persino ad una troupe del Tg3.
 
 
Nella zona chiamata 'Rochambeau' venne incontrata una resistenza molto maggiore, con carri interrati che aprirono il fuoco contro i francesi. Questi risposero con mortai da 81 mm, carri AMX-30Bs, ed elicotteri. Alle 14.00 la resistenza cessò e 1000 soldati di 3 battaglioni irakeni si arresero.
 
Il Gruppo Verde continuò ed espugnò la cittadina di As Salman, dov'era il QG della 45ima divisione irakena, conquista pagata con solo 2 morti e 24 feriti del REG, durante uno scontro a fuoco in una prigione fortificata.
 
Ad Ovest, nel frattempo, venne occupata un crocevia chiamato Polluce a 20 km dal confine, partendo alle 5.30 e arrivando alle 7.30 con 2 squadroni del 1 REC. Abbatterono anche un drone, cosa molto singolare visto che non pare che gli irakeni ne avessero (sarà stato americano?). Poi arrivarono ad un obiettivo chiamato Orange 1 a 8 km ad Est di 'Polluce'. Poi passarono ad un altro obiettivo chiamato 'Orange 2'. ad 8 km dal primo. Dopo uno scontro attorno alle 10.00 con alcune forze irakene venne ripresa l'avanzata verso Castor', un altro obiettivo. Dopo queste azioni iniziali, il giorno dopo venne attaccato l'aeroporto di As Salman, una base aerea molto moderna nel mezzo del deserto. L'operazione iniziò con una tempesta di sabbia che mise a terra gli elicotteri. Dopo le 11.00 venne ordinato di conquistare la base. Il raggruppamento era costituito da 3 gruppi con altrettanti squadroni corazzati del 1 REC, compagnie di fanteria del 2 REI e plonti d'assalto del 6 REG, oltre ad una forza di 5 plotoni controcarro del 2 REI, un gruppo di supporto con 2 plotoni di mortai pesanti da 120 mm, un gruppo con sistemi VAB-HOT del 1 REC e uno squadrone corazzato sempre della stessa unità.
 
Vennero lanciati attacchi con i Gazelle e gli A-10 americani, l'artiglieria sparò a partire dalle 15.30 e lo squadrone con gli HOT lanciò 12 missili contro i cannoni antiaerei. Il Genio aprì brecce con i reticolati, poi bonificò la zona da ordigni inesplosi, specie i CBU alleati. Alle 16 i gruppi d'attacco francesi iniziarono l'assalto finale, avanzando contro gli shelter e gli edifici vari, e alle 17.00 venne attaccato un deposito munizioni da parte del gruppo 2 e una cannonata da 105 di un AMX-10 lo fece esplodere, cosa che continuò per gran parte della notte. Poi le truppe sui VAB rastrellarono la base e le sue gallerie sotterranee. Il crocevia lì vicino venne occupato poco dopo e un plotone di T-69 irakeno venne messo in fuga, dopo essere stato colto di sorpresa. Con la notte piccoli gruppi di irakeni scapparono, e alcuni vennero catturati dai francesi, che il giorno dopo erano in marcia verso un altro obiettivo, 'Cajun', e a mezzogiorno percepirono di essere sotto attacco da parte di una forza irakena, forse della vicina 54ima divisione. Ma era solo uno scherzo della tempesta di sabbia, che stava imperversando in maniera massiccia al momento.
 
IN tutto, durante la missione Daguet vi furono solo 2 legionari uccisi. Avrebbero terminato la loro missione solo nel giugno 1991 con il ritorno a Tolone dell'ultima portacontainer francese. Il 6 REG sminò Kuwait City subendo 2 morti per esplosioni accidentali. Era finita così la missione Daguet.
 
A parte questo, da ricordare che le unità speciali francesi, sebbene incomplete e con impegno tattico più che strategico, fossero rappresentate dal CRAP, Commandos de Recherche er d'Action dans la Profondeur, elementi scelti dei paracadutisti francesi, con compiti entro le linee nemiche di vario genere, dalla marcatura obiettivi al sabotaggio. Ogni reggimento para ha un plotone di questi uomini (almeno, questo era lo schieramento del 1991) di circa 20 elementi in 2 squadre con pattuglie di 4-6 elementi. In tutto v'erano 160 elementi di questo corpo scelto, 2 del 2 REP (Reggimento Para della Legione Straniera) e del 25imo RAP (Reggimento Artiglieria Paracadutista), 1 per il 3 RPIMa (Reggimento Ussari Paracadutisti) e 1 per il 1 RCP (Reggimento Cacciatori Paracadutisti). Sono stati i CRAP a portare l'attacco iniziale al QG della 45ima Divisione irakena, e in seguito sono stati 2 di loro ad essere uccisi da submunizioni da disinnescare in un forte ad As Salman. I CRAP sono stati poi usati per disinnescare 18 diverse ambasciate a Kuwait City.
 
A parte questi, vi era stato l'impiego di sette squadre del 13imo RDP, Reggimento Dragoni Paracadutisti e 5 del 1 RPIMa. L'RDP era incaricato delle ricognizioni avanzata in territorio nemico, e il secondo per azioni offensive prolungate in questo, anche in profondità. In genere l'13 RDP aveva jeep P4 con team di 4 elementi e una mitragliera da 12.7 mm. Una di queste pattuglie, all'epoca da poco dotata del rivoluzionari GPS, venne catturata già nell'ottobre 1990 in territorio irakeno da una unità similare irakena. Evidentemente già dalla prima fase dello spiegamento francese vi fu un'intensa attività dei reparti speciali francesi. Ma questi non finiscono qui: la Marina era presente con gli incursori del Commando 'Hubert' de del Commando 'Trepel', che agivano spesso con i SEALS americani e gli SBS britannici. Ma nemmeno questi reparti completano il totale: la costellazione delle unità 'speciali' comprendeva anche la 11 CHOC, incaricata di mantenere un controllo con diverse squadre, degli Alti comandi irakeni. Si trattava del personale più scelto tra tutti ed era, pare anche implicato nell'illuminare bersagli a Baghdad per gli F-117 americani (cosa non tanto plausibile, a dire il vero, ma tanto è stato dichiarato e se ne prende atto). Pare che fossero anche implicati nella (disastrosa) sollevazione kurda in Irak, subito dopo la guerra. Quando le cose hanno preso una brutta piega, sono stati fatti discretamente esfiltrare. La loro attività si sarebbe giovata, caso unico tra gli Alleati anti-Saddam, anche della collaborazione con i potenti servizi segreti siriani.
 
 
 
 
LaL'offensiva guerragenerale terrestre iniziò solo quasi 40 giorni dopo gli attacchi aerei, con 3 azioni simultanee: attacco frontale verso E da parte dei Marines e i Sauditi, manovra di sfondamento da parte del VIIimo dell'US Army, panarabi e britannici del settore centrale con conversione ad E verso il Kuwaits per gli inglesi e verso NE per gli americani, diretti a Bassora. Infine vi fu un attacco in profondità verso Ovest da parte del XVIII C.dA USA, con direzione Nasyria e Bassora dopo la conquista di Al Salman che ha visto anche l'uso di ben 460 elicotteri per portare 3000 soldati della 101ima Divisione 113 km dentro l'Irak, in una posizione chiamata in codice 'Cobra'.
 
I francesi ebbero verso la fine di Gennaio la loro missione riguardo l'offensiva terrestre: avanzata sulla base aerea di As Salman, attacco verso la frontiera tra Irak e Kuwait, protezione del fianco sinistro dell'attacco alleato. Così si arrivò al 21 febbraio 1991 quando gli elicotteri varcarono per la prima volta il confine irakeno, erano quelli della 1 e 6 squadrglia del 3 RHC per colpire un centro di comunicazione shelterizzato, distrutto in pochi minuti con missili HOT e cannoni da 20 mm, mentre una pattuglia di elicotteri del 1 RCH eseguiva una ricognizione. Il 22 febbraio elicotteri della 1 e 4à DHC lanciarono 11 HOT contro un posto di frontiera irakeno.
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