Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Giappone-2"

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Gli apparecchi che col tempo sono entrati in servizio sono stati il Grumman S-2 Tracker, compatto ed efficiente bimotore ASW, adottato da molte nazioni anche prive di portaerei. Aveva due motori a pistoni R-1820 da 1525hp, volava a 426 kmh come massima velocità e percorreva olre 2000 km, Poteva trasportare bombe di profondità e siluri ASW, mine e razzi sotto le ali o dentro il vano portabombe.
 
Un apparecchio più potente era il PV-2 Neptune, una sorta di bombardiere marrittimo, l'ultimo dei Lockheed concepiti nel periodo bellico. La genia dei pattugliatori marittimi-bombardieri era nata con la militarizzazione del Lochkeed 14 come Hudson, ordinato sopratutto dalla RAF come bombardiere leggero e sopratutto bombardiere marittimo. Poi arrivarono il Ventura e l'Harpoon, anch'essi adattamenti di progetti civili, molto veloci e ben armati, ma nondimeno non trovati idonei a operare come bombardieri in Europa a causa dell'efficienza delle difese tedesche, quindi utilizzati come bombardieri marittimi. A parte questo, erano velivoli abbastanza simili in prestazioni all'A-20 Havoc/Boston e ancora di più al Martin Baltimore, anche nell'estetica. Il potent PV-2 Neptune era un vero bombardiere a lungo raggio. Non molti si ricordano di quest'apparecchio dalla fusoliera snella, che tuttavia è stato il pattugliatore marittimo di maggior successo nel dopoguerra, ma meno ancora ricordano che i lavori su quello che era il Model 26 iniziarono già nel settembre 1941, salvo poi soprassedere per la precedenza ad altri programmi, cosicché il prototipo non volò fino al 1945. Entrò in servizio nel 1947 e venne massicciamente prodotto, tanto che nella sola versione P2V-5 ebbe 424 esemplari completati. Venne addirittura considerato, date le sue prestazioni e la concorrenza con il SAC dell'USAF (fondata tra l'altro proprio nel '47, poiché per quanto incredibile possa sembrare, la forza aerea più potente del mondo era fin'allora il ramo aeronautico dell'US Army), come vettore di bombe nucleari, anche da far decollare con le portaerei in situazioni eccezionali. Il modello definitivo fu il P2V-7 (poi SP-2H), con motori a reazione J34-WE-36 da 1542 kgs in aggiunta ai motori R-3350-32W da 3500hp e 18 cilindri. Questo apparecchio venner costruito in 311 esemplari a cui si aggiunsero altri 48 apparecchi realizzati in Giappone. L'ultima delle versioni del Neptune venne realizzata proprio dai giapponesi, con il P2V-7KAI, che ebbe una importantissima innovazione, ovvero le turboeliche T64 da 3000 hp, meno potenti ma molto meno pesanti dei motori a pistoni (non è chiaro se anche i turbogetti vennero sostituiti, se no allora questo apparecchio è tra i pochissimi ad avere avuto turboeliche e turbogetti assieme). Erano le stesse degli Shin PS-1 di cui sopra e in tutto vennero costruiti 82 di tali apparecchi, che portarono il totale a ben 133 Neptune. Dunque,il Giappone, anche escludendo eventuali P2 forniti dagli USA, ebbe non meno di 130 aerei di questo tipo. I Neptune ebbero molto successo nel mondo, e vennero anche utilizzati per ruoli come bombardieri-pattugliatori notturni in Vietnam, quando avevano ancora la torretta binata da 12,7 mm in coda invece del MAD sistemato normalmente. Il loro degno sostituto fu il P-3 Orion. Le dimensioni erano di 31,65 x 27,84x 8,94 m e 92,9m2. Pesi 22.650-36.240 kg, di cui circa il 10% in carico bellico. Velocità massima 649 kmh a 3048 m, crociera 333 kmh a 2591m, distanza massima 5930 km, pressochèpressoché comparabile con un B-29.
 
Gli idro PS/US-1 non nascevano dal nulla. I giapponesi, a parte la loro esperienza con macchine come i grandi HK-7 (a cui i nuovi aerei somigliavano in qualche modo), ebbero nel dopoguerra i Grumman UH-16 Albatross, successore del Goose e del Widgeon molto ingrandito e potenziato. Esso aveva 2 R-1820 da 1425 hp. Venne utilizzato principalmente come macchina SAR ma non mancarono anche i tipi ASW con un radar in un grosso radome nero sistemato nel muso a mò di 'naso di Pluto', un MAD a prua, estensibile in volo, cariche di profondità interne e 4 punti d'aggancio esterni. Prestazioni di 241-380 kmh, raggio di 4345 km con il pieno di 4826 l (praticamente un litro per km, prestazione rimarchevole), dimensioni 29,46 x 18, 67 x 7,87 m e 96.15 m2. Notevole che questo aereo marino, volato nel 1947, non era per l'US Navy ma per l'USAF, almeno inizialmente. Al tipo HU-16, poi UF-1, si sostituì in produzione l'HU-16B o UF-2 con maggior apertura alare e migliore sistema antighiaccio. L'Albatross, come gli altri aerei americani di questo paragrafo ebbe grande successo all'export e anche il Giappone ne ebbe alcuni, ma pare, solo del tipo SAR, poi rimpiazzati dai molto più grossi e costosi PS-1.
 
Infine, l'ultimo arrivato è stato il P-3 Orion. Quadrimotore a turboelica derivato dall'Electra commerciale (esattamente come l'equivalente Il-38 sovietico derivava dall'Il-18 da trasporto), venne costruito a far tempo dal 1958 come prototipo e poi passato in produzione a partire dal 1961. Entro il 1983 ne erano stati costruiti circa 600 e l'Orion si confermò uno dei massimi strumenti per importanza del controllo sui mari da parte della NATO e altri alleati. Questo pur essendo, differentemente dal rivale Atlantic, un apparecchio non nato per questo ruolo ma un semplice adattamento di una macchina civile. I motori sono gli stessi T56 turboelica del C-130 con le caratteristiche pale a larga corda, 4 per elica. Le dimensioni erano 30,38 m x 35,61 x 10,27 m e 120,77 m2. La massa di 27,891-64.410 kg, il carico fino a ben 9 t di cui 3300 circa internamente e il resto sotto le ali in 10 punti d'aggancio. Erano possibili fino a 6 mine da 907 kg, siluri Mk 44 e 46, bombe di profondità nucleari e convenzionali etc. etc. , nonchènonché a partire dal P-3C e B aggiornati, fino a 6 missili Harpoon, di fatto sviluppati originariamente sopratutto per il P-3: per strano che possa sembrare, il loro compito previsto era quello di armare gli aerei da pattugliamento marittimo per distruggere i sottomarini sovietici del tipo 'Echo' che, prima di lanciare le loro armi a lunga gittata, erano costretti a emergere per alcuni vitali minuti. Questo spiega come mai solo in seguito alle versioni aerolanciate gli Harpoon comparvero anche come missili superficie-superficie e per sottomarini. Infine, i P-3 Orion, con la loro avanzata avionica, costantemente aggiornata, il radar di prua APS-115, il MAD, e forse più importante ancora, il set di boe sonore attive e passive (queste ultime particolarmente efficaci nel rilevare inizialmente i sommergibili, cosa che dava il là all'uso di quelle attive e poi del MAD) e i computer di bordo hanno consentito di controllare il mare in funzione ASW e antisuperficie come mai prima d'allora, rendendo le cose difficili ai sommergibili sovietici. Al culmine della Guerra Fredda vi erano circa 300 P-3 Orion in carico all'US Navy, ma altri erano stati esportati. Il Giappone non sfigurava di certo, perché a fianco degli ultimi P-2, vi erano 45 P-3C Update II, di cui 3 venduti dalla Lochkeed, 4 montati e 38 prodotti su licenza dalla Kawasaki. Altri ordinativi sarebbero arrivati, portando il totale a qualcosa come circa 100 velivoli per l'Aviazione navale, con un costo molto notevole ma un'efficacia non minore.
 
Dimensioni: 20,38 x 35,61 x10,27 x120,77 m2, pesi 27.891-64.410 kg, 4 turboeliche Allison T56 da 4910 hp, velocità massima al peso di 47.628 kg, 761 kmh e raggio d'azione massimo senza tempo di stazionamento sull'obiettivo 3835 km. Da notare, che il P-3 Orion, pur con gli stessi motori del C-130, avendo una fusoliera smilza e pesando di meno è uno degli apparecchi ad elica più veloci mai costruiti e, essendo quadrimotore, anche uno dei più sicuri sul mare. Di fatto, la sua velocità e autonomia sono superate nettamente solo dal Tu-142 Bear, e lo rendono adatto anche a missioni speciali, incluso il bombardamento tattico e il lancio di commandos paracadutisti-sub. Esiste anche la versione AEW con lo stesso sistema elettronico dell'E-2C Hawkeye, ma pur offrendo dei chiari vantaggi in autonomia e velocità (d'altro canto non è certo richiesta la capacità di operare da portaerei) non è stata adottotata dal Giappone, che ha preferito utilizzare direttamente quest'ultimo.
I caccia ASW, praticamente fregate, sono le navi di maggior diffusione, con non meno di 20 esemplari solo considerando le due classi più diffuse. Ma esistono anche navi antiaeree, non ancora considerate nell'elenco. Si iniziò con l'AMASUKAZE del 1965, con missili Tartar, la prima nave lanciamissili giapponese. La sua struttura aveva due fumaioli slanciati e due alberi a traliccio. Seguirono i 4 '''Takatsuki''' del 1967-70, simili ai caccia 'Adams' americani, ma con un hangar per elicottero al posto del lanciamissili poppiero. Infine vi sono stati costruiti i caccia lanciamissili '''Tachikaze''' da 3850 t standard e 3950 nel caso del terzo caccia, il DD-170. Queste navi sono state realizzate nel 1976-80, sono lunghe 143 m, hanno due turbine ancora del tipo a vapore da ben 70.000 hp per 32 nodi. Grossomodo equivalenti agli 'Audace' italiani, non avevano elicotteri ma un sistema missilistico ASROC, il DD-170 era più grande con 270 membri dell'equipaggio. Radar SPS-52 3D, di scoperta bidimensionale OPS-11B o,nel DD-170, OPS-28, scoperta in superficie OPS-17, 2 radar di controllo del tiro Type 72, 2 guidamissili SPG-51C, ESM OLT-3, lancia-chaff, sonar OQS-3 o 4. Quantomeno il DD-170 ebbe, accanto ai due cannoni Mk 42, lanciamissili Mk-13 e ASROC, lanciasiluri Mk 32, anche 8 Harpoon e 1-2 CIWS Phalanx.
[[Immagine:20030727_27_July_2003_DDG-168_Tachikaze_Guided_Missile_Destroyer_DDG_Tachikaze_Class_2_Odaiba_Tokyo_Japan.jpg|350px|left|thumb|Il TACHIKAZE]]
I caccia '''Hatakaze''' sono gli ultimi della serie pre-AEGIS, con 4.600 t di dislocamento standard, consegnati nel 1986-88. Sono navi con ponte continuo 'flush-deck', accentuato cavallino di prua, un poderoso albero a tralicio per il radar 3D e grande fumaiolo sistema missilistico Mk 13 con 40 missili sistemato a prua anzichèanziché a poppa, dietro vi è il cannone Mk 42 sistemato su di una piattaforma elevata e infine, sempre sul lungo ponte di prua, il lanciatore ASROC, proprio davanti alla plancia comando. A poppa vi sono 2 CIWS e il ponte di volo dell'elicottero (ma senza hangar), nonchènonché gli 8 Harpoon. Per qualche strano motivo, le navi giapponesi sono fin troppo munite di alberi a traliccio molto grossi e complessi. Gli 'Asagiri' ne hanno addirittura due, il secondo spostato a sinistra della sovrastruttura, gli 'Hatakaze' uno alto e uno corto e tozzo, con il radar di scoperta aerea sopra.
 
I caccia futuri sono rappresentati da un nuovo progetto, finalmente senza traccia degli alberi a traliccio ma con un solo albero tubolare leggermente inclinato all'indietro. Per il 2007 sono stati approvati i fondi per la loro realizzazione, quantomeno per la prima delle 4 unità previste. Dislocamento di 5000 t, cannone da 127 mm che torna ad essere americano (l'Mk 45 mod. 4 da 62 calibri), 2 lanciamissili quadrupli per i nuovi Type 90, due trinati da 324 mm, 2 CIWS e un elicottero SH-60K, nonché lanciamissili Mk 41 VLS. Si tratta di navi che costeranno 717 milioni di dollari o 84,4 miliardi di yen, grossomodo due terzi di un 'Kongo'. Il che fa considerare che il costo dovrebbe essere circa 1500 miliardi delle vecchie lire per questi ultimi piuttosto che 2500, almeno con gli attuali rapporti di cambio. Nel frattempo si prevede una contrazione delle dimensioni delle Divisioni navali da 12 a 8 navi ,un DDH portaelicotteri e lanciamissili.
La successiva e numerosa classe '''Yuushio''' del 1980-89 comprese ben 10 navi su 3 serie. Lunghe 76 m e con 275 m di profondità operativa normale anziché 200 come le precedenti, hanno sistemi di controllo del tiro digitali ZYQ-4 e altri sistemi avanzati; 7 sono state dotate anche di missili sub-Harpoon, sempre per un totale di 20, la cui efficacia è stata incrementata con il sonar rimorchiato a bassissima frequenza ZQR-1 ovvero ,grosomodo il BQR-15 americano, più il ZQQ-4 o il 5 a prua, a media frequenza. I motori sono due diesel Kawasaki-MAN da 6800 hp complessivi e un motore elettrico da 5,3 MW su di un solo asse, il che da a queste navi da 2400 t immerse una velocità di 12-20 nodi, mentre l'equipaggio è leggermente meno numeroso, di 75 uomini.
 
Questi battelli hanno fatto la loro entrata anche nella storia, quando il NADASHIO, il 23 luglio 1988 nell'emergere collise con un peschereccio in ritorno a Yokosuka. La nave affondò e 30 uomini persero la vita, mentre il sommergibile potèpoté rientrare con i propri mezzi alla base, anche se danneggiato (dopotutto, questo non è un racconto di Verne, anche se gli somiglia molto).
 
Nel 1987 venne impostato un nuovo battello, che era il capoclasse di una nuova tipologia di sottomarini: era l''''Harushio'''. Di questa classe, impostata a Kobe, ne sono state previste 7, tutte dotate di Harpoon, 6 in servizio al 1995. Hanno materiale fonoassorbente sullo scafo per risultare ancora più silenziose, dislocamento di 2750 t immersi e 2850 per l'ultima nave, forse dotate di AIP. Armati ed equipaggiato come le altre navi precedenti, nell'ultima nave, l'SS 589 l'equipaggio è sceso da 75 a 71 uomini.
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