Impresa sociale di comunità/Ideazione: differenze tra le versioni

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Tutto inizia con un’idea nella mente di una o più persone, che la ritengono una soluzione interessante per rispondere a bisogni insoddisfatti o a fenomeni di esclusione e fragilità sociale che loro stessi necessitano di soddisfare o che vedono altri necessitare. L’idea che sta alla base di questa particolare iniziativa imprenditoriale consiste quindi in un’intuizione di solito ben focalizzata intorno a due elementi: da un lato, la rilevazione di una situazione problematica attribuita ad una tipologia di persone o gruppi sociali; d’altro lato, la possibilità di risposta in termini di produzione di beni e servizi. L’ideazione non è di per sé un atto collettivo; può essere il frutto di un’intuizione di una singola persona. Quello che conta come descritto di seguito è che l’idea generale venga successivamente elaborata e “messa alla prova” attraverso un processo che la rende collettiva.
 
=== TrasfromareTrasformare l'idea in un progetto condiviso attraverso un'analisi sistemica ===
Questa è la fase in cui dopo aver abbozzato l’iniziativa è necessario “operazionalizzare” le idee, tradurle in progetti capaci di migliorare la vita della comunità, secondo un approccio che concretizza le visioni di fondo e le “mette alla prova”, ovvero alla consultazione e alla valutazione dei diversi soggetti coinvolti. In questa fase le idee imprenditoriali, pur essendo focalizzate, sono anche estremamente flessibili in modo che, se necessario, possano essere adattate agli elementi di mutamento. Si tratta di una prima importante modalità attraverso cui è possibile valutare quanti e quali attori sono effettivamente interessati ad intervenire nello specifico ambito individuato, mobilitando a tal fine risorse proprie.