Oikos nomos/Cos'è l'economia

"Economia" è una parola che usiamo tutti i giorni, che leggiamo sui giornali o ascoltiamo in televisione, che leggiamo in un post su Facebook o in una pagina di Wikipedia, ma sappiamo cosa vuol dire?

Prima di andare avanti nella lettura, per curiosità, prova a dare una risposta alla domanda: "Cos'è l'economia?". Te lo chiedo perché uno degli scopi di questo libro è quello di sfatare alcuni miti e leggende su cosa sia l'economia e a cosa serve, provando a spazzar via tutta quella cultura cinica, consumistica e dell'arrivismo, che per darsi un tono di umanità usa la parola "economia", un po' come un lupo che si traveste da agnello.

Ci sono tante definizioni di economia che oramai sono entrate nell'immaginario collettivo, che vanno dallo studio delle tecniche e strategie per "fare i soldi" e "speculare" a quali sono i comportamenti da adottare per "risparmiare soldi". Ricorda che nulla è più lontano all'economia quanto la speculazione e il far soldi!

Tra le definizioni di economia, quella che preferisco è quella scritta nel 1959 dall'economista Raymond Barre:

«L'economia è la scienza della gestione delle risorse scarse. Essa prende in esame le forme assunte dal comportamento umano nella gestione di tali risorse; analizza e spiega le modalità secondo le quali un individuo o una società destinano mezzi limitati alla soddisfazione di esigenze molteplici ed illimitate.»

Che ho fatto mia nella seguente formula:

«L'economia è la scienza che studia la gestione delle risorse rare per il benessere comune.»

Che oltre a essere il titolo di questo libro, è anche la frase con cui ho aperto ogni mio corso di economia. Nota che specifico che è una scienza che studia, ovvero che volge uno sguardo verso il passato per isolare e analizzare determinati accadimenti, così da poterne spiegare le dinamiche, non mi sognerei mai di dire che è una scienza che predice, perché differentemente dalle scienze cosiddette "naturali" quali le scienze matematiche, fisiche e chimiche, dove è possibile replicare un esperimento o modificare le variabili in campo al fine di studiarne le dinamiche, nelle scienze sociali, quali l'economia, non solo è impossibile replicare un esperimento, ma una volta presa una determinata scelta, non è più possibile tornare indietro e modificare la variabile in gioco per vedere cosa accade con scelte alternative.

Prendiamo ad esempio un sperimento facilmente replicabile e in cui possiamo facilmente modificare le variabili in campo, ovvero lo sciogliersi nell'acqua del cloruro di sodio, comunemente conosciuto come sale da cucina. Ad una temperatura di 20°C, 100 gr. di acqua sciolgono poco più di 35 grammi di sale da cucina, il che vuol dire che se aumentiamo la variabile quantità di sale facendola passare da 35 a 38 grammi, mentre teniamo bloccate le variabili temperatura dell'acqua a 20°C e quantità d'acqua a 100 gr., troveremmo circa 3 grammi di sale non sciolti nel fondo del contenitore. Se successivamente blocchiamo le variabili quantità di sale e quantità di acqua, modificando invece la variabile temperatura dell'acqua portandola a 80°C, tutti 38 gr. saranno sciolti e non ci sarà nessun residuo nel contenitore.

Con variabili economiche tutto questo non sarebbe possibile, prendiamo ad esempio l'ingresso nell'Euro e in tutte le regole che lo caratterizzano, tra cui ad esempio quella che impone un rapporto tra deficit e prodotto interno lordo (PIL) pari al 3%, non sapremmo cosa sarebbe accaduto se mai se ci fosse stato un alto valore dato alla variabile rapporto deficit/PIL e/o le altre variabili in campo e/o l'Entrare nell'Euro di alcuni Paesi (ad es. Regno Unito e/o Svizzera e/o ...) e/o il non entrare nell'Euro di alcuni Paesi (Germania e/o Francia e/o ...) e/o l'unirsi di altri Paesi (Italia e/o Francia e/o Grecia e/o Spagna e/o ....) in una moneta unica... e immagina quante altre combinazioni sarebbero possibili e quanti diversi scenari avremmo potuto avere!

Inoltre mentre nelle scienze naturali i valori delle variabili vengono definiti dalla natura e noi non facciamo altro che svelarli (a quale temperatura si sciolgono 38 gr. di sale non lo decidiamo noi, ma è già deciso in natura), i valori delle variabili nelle scienze economiche possono solo essere osservati da un punto di vista storico, ma non è possibile predirli. Purtroppo invece l'economia è usata dai politici, avvalorati da vari sedicenti economisti, quale strumento per divinare (mettere nota) i valori ottimali da assegnare alle diverse variabili in campo. Tale pratica è più simile all'astrologia o all'interpretazione dei sogni nella smorfia napoletana, che a una scienza.

Un buon economista è quindi uno scienziato che osserva i fenomeni con strumenti anche sofisticati, ma che gli permettono solamente di osservare volta per volta una singola sfaccettatura di un immenso poliedro, al fine di comprendere meglio, ma non in toto, il comportamento degli esseri umani. In quest'ultima fase è più simile a un moderno filosofo e solo in tale veste può dare consigli basati sulla sua sensibilità e esperienza, ma giammai indicazioni precise di cosa accadrà.

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