Guida alle costellazioni - Carte delle stelle doppie e variabili/Chiave di lettura

La costellazione di Orione

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Porzione di una carta contenuta in questo supplemento, rappresentante parte della costellazione del Cigno.
A colori sono indicate solo le sigle delle stelle doppie (blu), variabili (rosso) e sia doppie che variabili (fucsia).
Alcune delle stelle variabili indicate sulla mappa non raggiungono la magnitudine 7 e così la loro posizione è indicata con un punto rosso.
Tutte le altre sigle sono state omesse per semplificarne la lettura; restano solo i nomi delle costellazioni e i nomi propri di alcune stelle luminose.

Le carte delle stelle doppie e variabili delle costellazioni contenute in questo supplemento seguono il medesimo ordine presentato nell’opera principale, col loro raggruppamento nelle medesime 13 sezioni omogenee.

Ciascuna di queste sezioni possiede lo stesso colore identificativo usato nell’opera principale, posto su un piccolo tratto del lato delle pagine, che aiuta nella ricerca a libro chiuso e facilita l’inquadramento della sezione consultata.

Le carte si presentano in bianco e nero e ricalcano quelle utilizzate nella descrizione delle singole costellazioni, con inquadrata la stessa area di cielo, alla stessa scala. Le sigle delle stelle e degli oggetti celesti sono state però rimosse, lasciando soltanto i nomi delle costellazioni e i nomi propri delle stelle più luminose, con le scritte in grigio. Anche la relativa legenda è stata adattata alle nuove esigenze presentate dalle carte in questo nuovo formato.

Gli unici colori utilizzati in queste carte sono quelli per le stelle doppie e variabili, secondo la regola indicata sotto.

  • Le sigle delle stelle doppie sono riportate con un colore blu.
  • Le sigle delle stelle variabili sono riportate con un colore rosso.
  • Se una stella è sia doppia che variabile, per la sua sigla si utilizza il colore fucsia.

Benché per le stelle doppie esistano diversi cataloghi ad esse dedicate, si è qui scelto di utilizzare le sigle standard dei cataloghi per le stelle generiche, ossia le lettere di Bayer, i numeri di Flamsteed e i numeri del catalogo Henry Draper non preceduti dalla sigla HD; questa scelta è stata fatta per rendere più leggibile e più uniforme la raccolta delle carte presenti in tutta l’opera.

Per le stelle variabili si utilizza invece la nomenclatura standard a queste dedicate.

Quando una stella possiede una lettera greca di Bayer, la nomenclatura di stella variabile è omessa, come d’uso comune; quando invece una stella possiede una lettera latita di Bayer o un numero di Flamsteed, sono riportate entrambe le catalogazioni, con la lettera o il numero poste entro parentesi.

La magnitudine limite delle stelle nelle carte è 7,0, come per le carte presentate nell’opera principale. La posizione delle stelle doppie o variabili meno luminose di questa magnitudine limite sono riportate con un puntino di diversi colori: blu se è una stella doppia, rosso se è una stella variabile e fucsia se la stessa è sia doppia che variabile.

Le stelle doppie e variabili indicate in queste carte sono tutte quelle riportate nelle relative tabelle presenti nelle pagine descrittive delle costellazioni nell’opera principale, con l’aggiunta occasionale di qualche altra stella non citata.

La scelta di non includere queste carte nell’opera principale è stata dettata dall’esigenza di non appesantire eccessivamente le pagine delle descrizioni delle costellazioni in essa contenute, le quali sarebbero risultate troppo frammentate. In questo modo, anche il numero totale di pagine della già di per se corposa opera principale è stato contenuto.

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