Economia aziendale per le superiori/Classe terza

Uno schema d'impresa e dei suoi rapporti con l'ambiente esternoModifica

Introduzione alla partita doppiaModifica

La partita doppia è un metodo per la tenuta dei conti.<br&> Venne spiegata per la prima volta da Fra Luca Paciolo nel suo libro "Summa de arithmetica, geometria, proportioni e proportionalità" (1494) in un capitolo del testo di matematica intitolato "Tractatus de computis et scripturis" ed è proprio qui che viene introdotta la partita doppia, insieme con l'inventario di magazzino.

Il metodo della partita doppia si basa sul "mastro", sul concetto di "dare ed avere" e sul concetto di "aspetto finanziario ed aspetto economico" . Cerchiamo di dare una prima definizione di questi strumenti che accompagneranno l'operatore durante tutto l'arco della sua carriera, dalla registrazione della fattura (contabilità di magazzino o analitica) alla strutturazione dei conti (contabilità generale, fino ad arrivare alla "costruzione" del bilancio del periodo".

Il MastroModifica

Diciamo subito che il modo in cui tenterò di spiegare il concetto di mastro è di stampo classico, cioè relativo a quando i conti si portavano con carta e penna; per dovere di cronaca devo dire che oggi, con i software gestionali, il mastro non lo vedrete più strutturato come di seguito, ma il suo funzionamento è sempre lo stesso, da circa 500 anni!!!

Il mastro, nella sua rappresentazione grafica, non è altro che una T maiuscola scritta su di un foglio

Questo ci aiuta ad introdurre il secondo concetto, e cioè quello di dare ed avere.

Dare ed avereModifica

Esordiamo con una modifica all'immagine precedente:


come potrete notare c'è un piccolo cambiamento, le due parole all'interno dei quadrati. La prima cosa da dire su queste parole è che non significano assolutamente nulla, invece di dare ed avere avremmo potuto scrivere Pippo e Paperino, Slash e Duff; insomma quello che vi pare, ma, sempre mutuando il nostro ragionamento dall'impostazione classica, continueremo ad usare dare ed avere.

Piccola nota storica. le parole dare ed avere derivano dal primo utilizzatore di questo metodo, un banchiere fiorentino. Lui portava i conti su di un quaderno; sulla pagina di sinistra indicava cosa dli altri dovevano DARE a lui (cioè i crediti che lui vantava verso altri), su quella destra indicava cosa gli altri dovevano AVERE da lui (cioè i suoi debiti).

Il dare indica la parte sinistra del mastro, l'avere la parte destra. Sopra la T si deve scrivere di che conto si tratta per non far confusione con altri conti.

Aspetto finanziario ed aspetto economicoModifica

Dopo spiegato cosa è il mastro e cosa sono le sue sezioni, cerchiamo di capire a cosa servono. Per fare ciò dobbiamo introdurre il concetto di aspetto finanziario ed aspetto economico.

Ogni movimento della gestione della nostra azienda è indicato da due aspetti:

  1. il movimento di denaro che esso genera,
  2. a quale parte della gestione esso appartiene.

Forse il concetto potrà risultare più chiaro con un esempio: a seguito di una nostra prestazione, noi emettiamo un documento che attesta tale evvenuta prestazione (la fattura); nella fattura, oltre ad essere indicato l'oggetto della nostra prestazione, c'è indicato anche il prezzo di questa, diciamo 1000€.
Tale movimento, seguendo la logica dell'aspetto finanziario e dell'aspetto economico, genera due accadimenti:

  1. Abbiamo un credito verso un nostro cliente (non ci ha ancora pagato) di 1000,00€
  2. la gestione dell'azienda ha fruttato 1000,00€

è importante tenere divisi i due aspetti per un motivo molto semplice: l'azienda produce valore trasformando dei prodotti, e a tale valore corrisponde un prezzo. un'azienda potrebbe produrre molto valore ma fallire, in quanto non riesce a percepire il prezzo del valore generato, cioè i clienti non pagano e l'azienda fallisce. Torniamo a noi: i due movimenti generano due scritture in due mastri differenti:

  1. nel mastro finanziario c'è il credito verso il cliente (cioè un'entrata di denaro futura),
  2. nel mastro economico scriviamo il movimento positivo (ricavo) generato dalla nostra gestione.

a questo punto mi direte, abbiamo capito, ma dove dobbiamo scrivere queste cifre?.

per capire dove dobbiamo scrivere i numeri dobbiamo capire come funzionano i conti finanziari e quelli economici; Partiamo dai primi.

  • il nostro cliente ci deve dare 1000,00€.
  • Il banchiere fiorentino avrebbe scritto tale cifra nella parte sinistra del suo quaderno, proviamo a fare lo stesso anche noi.

tracciamo il nostro bel mastro su di un pezzo di carta (o, per i più tecnologici, su di un foglio elettronico), mettiamo in capo al mastro il nome del conto (in questo caso Crediti verso clienti), e sotto scriviamo 1000,00€


Specularmente, dobbiamo registrare che la nostra gestione ci ha fruttato 1000,00€, quindi tracciamo un altro bel mastro su un altro foglio (questo lo intitoliamo gestione caratteristica), e scriviamo a destra 1000,00€

Gli acquisti di fattori produttiviModifica