Astrologia occidentale/Pianeti

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Astri o pianeti?

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Anticamente si chiamarono astri solamente gli oggetti celesti dotati di moto proprio, in contrapposizione alle stelle fisse che invece appaiono sempre con la stessa posizione relativa. Questi astri sono il fulcro di ogni tradizione astrologica, non solamente di quella occidentale. In seguito però con la parola "astro" si è inteso qualunque oggetto luminoso della volta celeste, comprese quindi anche le stelle fisse; ciò può creare confusione su quale sia il reale oggetto di studio dell'astrologia che talvolta è chiamata, erroneamente, lo studio delle stelle.

Tale ambiguità venne risolta nell'antichità chiamando "pianeta" ogni astro mobile e quando la Terra veniva considerata il centro dell'universo erano chiamati pianeti anche il Sole e la Luna. Con la rivoluzione astronomica di Copernico la parola "pianeta" assunse un diverso significato e nell'uso comune del termine non si può più riferire al Sole e la Luna. L'astrologia odierna però, pur non considerando più la Terra al centro dell'universo, si occupa di individuare le influenze soprannaturali del moto dei corpi celesti mantenendo il punto di vista sulla Terra; per questo motivo nell'astrologia occidentale è stata mantenuta la tradizione di chiamare pianeti anche il Sole e la Luna.

Alcuni astrologi utilizzano il termine "luminare" che già nell'antichità indicava ciascuno dei due pianeti principali, ma questa parola è di uso poco comune anche nella lingua corrente; dal punto di vista dell'astrologia la distinzione tra pianeta e luminare è solo formale il cui unico risvolto pratico è nell'assegnazione delle dignità e debilità.

I pianeti classici

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I pianeti classici dell'astrologia occidentale prendono il nome dagli Dei della mitologia romana. I simboli con cui sono rappresentati corrispondono ai simboli astronomici dato che sono nati quando le due discipline erano ancora unite.

Pianeta Simbolo Unicode Descrizione del simbolo
Luna   crescente ☽ (U+263D) La Luna crescente.
  decrescente ☾ (U+263E) La Luna decrescente.
Mercurio   ☿ (U+263F) L'elmo alato e il caduceo del dio Mercurio.
Venere   ♀ (U+2640) Lo specchietto della dea Venere.
Sole   ☉ (U+2609) Simbolo geroglifico del dio egiziano Ra, corrispondente al dio Sole.
Marte   ♂ (U+2642) Lo scudo e la lancia del dio Marte.
Giove   ♃ (U+2643) Stilizzazione a forma di fulmine della lettera greca "ζ", iniziale del nome del dio greco Zeus corrispondente al dio Giove.
Saturno   ♄ (U+2644) La falce del dio Saturno.

I pianeti moderni

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La scoperta di Urano nel 1781 portò una significativa novità anche nell'astrologia, perché per la prima volta dopo diversi millenni si trovò un nuovo pianeta di cui studiare le influenze soprannaturali. Fu poi la volta di Cerere nel 1801, Pallade nel 1802, Giunone nel 1804 e Vesta nel 1807, subito chiamati pianeti ma poi rinominati asteroidi quando scoprirono diversi altri oggetti nella fascia compresa tra Marte e Giove. Nel 1846 fu poi scoperto Nettuno e nel 1930 Plutone; entrambi gli oggetti furono dichiarati pianeti dagli astronomi e molti astrologi iniziarono a studiarli.

Anche se questi nuovi oggetti non sono visibili a occhio nudo, la maggioranza degli astrologi si sono trovati d'accordo che comunque esiste una loro influenza soprannaturale sulla Terra. Il fatto che per lungo tempo Urano, Nettuno e Plutone siano stati considerati pianeti dall'astronomia ha fatto sì che la maggior parte degli studi astrologici si sia concentrata su questi tre oggetti del sistema solare. Ciò non toglie che esistono studi astrologici anche sull'influenza degli oggetti più piccoli e meno "popolari", come per esempio i primi quattro asteroidi scoperti citati sopra o la cometa Chirone scoperta nel 1977 e orbitante tra Saturno e Urano.

Dal punto di vista dell'astrologia il fatto che questi oggetti siano chiamati pianeti, asteroidi o comete nel linguaggio astronomico è una distinzione puramente formale. Secondo l'astrologia ogni oggetto del sistema solare che possa avere un'influenza soprannaturale sulla Terra è definito pianeta; per questo motivo la nuova classificazione del 2006, che ha tolto a Plutone la qualifica astronomica di pianeta, non ha avuto alcuna influenza sull'astrologia. Alcuni di questi pianeti sono stati oggetto di studi approfonditi mentre altri sono stati oggetto di studi di nicchia; il livello della conoscenza delle influenze di un pianeta non deve però essere confuso con l'importanza del pianeta stesso. Probabilmente ogni pianeta è ugualmente importante nel portare le proprie inclinazioni; l'importanza che un astrologo dà a ogni pianeta riflette in realtà la confidenza che questo astrologo ha nel proprio livello di conoscenza raggiunto su quel pianeta.

I simboli con cui i pianeti moderni sono rappresentati in astrologia sono generalmente gli stessi utilizzati in astronomia; alcune tradizioni esoteriche hanno proposto simboli diversi per alcuni pianeti, basandosi sull'analisi dei simboli dei pianeti tradizionali. Ai pianeti moderni va aggiunta la Terra che, pur non essendo un pianeta nel senso astrologico del termine, rappresenta il punto di vista centrale dell'interpretazione astrologica.

Pianeta Simbolo Unicode Descrizione del simbolo
Terra   ♁ (U+2641) Il globo crucigero.
  astronomico 🜨 (U+1F728) La Terra con l'equatore e un meridiano.
Urano   ♅ (U+2645) Stilizzazione della lettera "H", iniziale del cognome di William Herschel che scoprì il pianeta
  astronomico ⛢ (U+26E2) Unione dei simboli del Sole e di Marte, in quanto il dio greco Urano dominava il cielo con la luce del Sole e la potenza di Marte.
Nettuno   ♆ (U+2646) Il tridente del dio Nettuno.
Plutone   ♇ (U+2647) Monogramma delle lettere "P" e "L", prime due lettere di Plutone e anche iniziali di Percival Lowell che ne previde l'esistenza.
  esoterico ⯓ (U+2BD3)
Cerere   ⚳ (U+26B3) Il falcetto della dea Cerere.
Pallade   ⚴ (U+26B4) Lo scudo della dea greca Atena, corrispondente alla dea Pallade.
Giunone   ⚵ (U+26B5)
Vesta   ⚶ (U+26B6) Il focolare domestico di cui Vesta era la divinità.
Chirone   esoterico ⚷ (U+26B7) Simbolo esoterico (una chiave stilizzata) non riferibile al centauro Chirone.